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ADDITIVI
Additivi alimentari: impariamo a conoscerli
Di Giusi Denzio
Farmacista ospedaliera, esperta in fitochimica, naturopata.
I ritmi imposti dalla vita moderna ci impediscono di far arrivare quotidianamente
cibi freschi sulla nostra tavola. In media il 70% della nostra dieta è
costituito da alimenti industriali trattati con additivi.
La direttiva CEE del 21/12/88 definisce «additivo alimentare» qualsiasi
sostanzanormalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata
come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere
un valore nutritivo, che aggiunta internazionalmente ai prodotti alimentari
per un fine tecnologico, nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione,
trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa
ragionevolmente presumere diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente
di tali alimenti, direttamente o indirettamente.
Sono pertanto sostanze aggiunte ai prodotti alimentari per modificare omigliorare
alcune caratteristiche: colore, sapore, consistenza e prolungarne laconservazione.
Sono presenti non solo nelle conserve, nei cibi precotti, nelle bibite, ma anche
a in quegli alimenti conosciuti come “dietetici”, “light”.
Insomma anche quando pensiamo di mangiare un cibo sano, adatto alla nostra dieta,
scopriamo che sono stati aggiunti additivi.
L’Efsa rappresenta l’autorità europea per la sicurezza alimentare
e svolge tre attività principali:?
• valutazione della sicurezza di nuovi additivi
• revisione, su richiesta della Commissione Europea di additivi alimentari
in uso
• valutazione sistematica di tutti gli additivi alimentari autorizzati
Recentemente la Commissione Europea ha approvato quattro nuovi regolamenti su
aromatizzanti alimentari, additivi ed enzimi, grazie ai quali il consumatore
è più tutelato.
In Europa gli additivi alimentari devono essere indicati sull’etichetta
della confezione con un codice formato dalla lettera E seguita da un numero
oppure con la loro denominazione chimica.
Gli additivi possono essere classificati in base al numero.
COLORANTI: (da E 100 a E199)
Servono a migliorare l’aspetto esteriore del prodotto modificandone il
colore: possono trarre in inganno il consumatore sulla vera natura degli ingredienti
utilizzati. Si trovano in dolci, bibite , gelati, piatti precotti, salse. I
coloranti considerati sospetti di tossicità sono quelli appartenenti
alla classe degli azoici. Possono dare problemi di allergia, per esempio alle
persone intolleranti all’acido acetilsalicilico o scatenare crisi di asma
a soggetti asmatici. Nei bambini possono comparire disturbi del comportamento.
Alcuni coloranti considerati sicuri :
E 100 – Curcumina
E 101 – Riboflavina
E 120 – Cocciniglia
E 140 – Clorofilla
E 160 – Betacarotene
E 161-162-163 – Coloranti vegetali
Alcuni coloranti da evitare :
E124 – Rosso Cocciniglia
E123 – Amaranto
CONSERVANTI (da E 200 a E 299)
Ritardano l’alterazione degli alimenti, dovuta a proliferazione
dei batteri, muffe, responsabili del deterioramento dei cibi. In molti casi
sono indispensabili per garantire la sicurezza del prodotto. Il loro uso è
legato all’interesse dei produttori per mantenere il prodotto più
a lungo sul mercato. I conservanti potrebbero, in parte essere evitati con l’utilizzo
di ingredienti di prima qualità e adottando tecniche di produzione accurate.
I conservanti considerati sospetti appartengono alla classe dei nitriti e nitrati,
aggiunti nei salumi crudi e cotti: nell’organismo possono dare origine
alle nitrosammine, sostanze cancerogene. Anche il di fenile, con cui si tratta
la superficie della frutta può essere tossico e provocare nausea. L’anidride
solforosa aggiunta per conservare ilvino e la frutta secca può causare
mal di testa e interagire con la vit.B1.
Alcuni conservanti considerati sicuri :
E 200 – 202-203- sorbati
E 260 – 262- acido acetico r4 derivati
E 270 – acido lattico
E 290 – anidride carbonica
Alcuni conservanti da evitare :
E 250 – 251 – nitriti, nitrati
E 230 – difenile
E 220 a E 228 – anidride solforosa e solfiti
ANTIOSSIDANTI e REGOLATORI DI ACIDITA’
( da E 300 a E 399)
Sono utilizzati per impedire il deterioramento dei cibi causato dall’ossigeno
dell’aria. Per la maggior parte sono sicuri. Gli acidificanti aumentano
l’acidità garantendo una conservazione più prolungata.
Alcuni antiossidanti sono considerati sicuri :
E 300 a E 304- Acido ascorbico e derivati
E 306 a E 309 – Tocoferolo e derivati E 322 – lecitina di soia
Alcuni antiossidanti da evitare :
E 320 – butil idrossi anisolo ( BHA)
E 321 – butil idrossi toluolo (BHT)
E 338 – acido fosforico
ADDENSANTI, EMULSIONANTI, STABILIZZANTI:
( da E400 a E599).
Queste sostanze conferiscono compattezza e morbidezza al prodotto e ne garantiscono
la stabilità nel tempo. In genere se non assunti in quantità esagerate
non provocano reazioni indesiderate. Appartengono a questa categoria i polifosfati,
che favoriscono l’assorbimento di acqua e il prodotto risulta gonfiato
( frode alimentare). E’ meglio scegliere prosciutti e formaggini senza
polifosfati.
Alcuni addensanti da evitare
E 407 – carragenina E 450 – difosfati E 452- polifosfati
ESALTATORI DI SAPIDITA’: ( da E 600 a
E 699)
Migliorano il sapore dei cibi che potrebbero risultare insipidi Possono causare
effetti indesiderati al sistema nervoso. Il più conosciuto è il
glutammato di sodio che trova largo impiego nei dadi da brodo e nei preparati
a base di carne. Si può evitare l’aggiunta di queste sostanze utilizzando
materie di prima qualità naturalmente saporite.
Esaltatori di sapidità da evitare.
E620 – acido glutammico E621 – glutammato monopodico
DOLCIFICANTI : ( da E950 a E968)
I dolcificanti rendono più dolce un alimento senza impiegare saccarosio.
Hanno un potere dolcificante maggiore dello zucchero e un potere calorico inferiore.
Devono essere consumati con prudenza e in quantità limitata.
Edulcoranti artificiali da evitare:
E 952 – ciclamato
CONCLUSIONI
Nei nostri piatti possiamo ancora trovare: gli amidi, aggiunti per amalgamare
gli ingredienti, ma modificano le caratteristiche dei cibi; gli aromatizzanti,
aggiunti per esaltare o modificare sapore e odore dei cibi. La normativa europea
distingue aromi naturali ottenuti da ingredienti naturali ( essenza di arancia
estratta dalla scorza del frutto), aromi artificiali, simili a quelli in natura,
ma prodotti per sintesi chimica.
A questi bisogna aggiungere gli aromatizzanti artificiali non presenti in natura
e sintetizzati in laboratorio. servono a migliorare l’aspetto esteriore
del prodotto modificandone il colore: possono trarre in inganno il consumatore
sulla vera natura degli ingredienti utilizzati.
Sono veramente tanti !
Eliminarli dalla nostra alimentazione sarebbe impossibile. Come difenderci?
Leggendo attentamente l’etichetta riportata sulla confezione: gli additivi
aggiunti al prodotto sono riportati come ultima voce fra gli ingredienti.
Dalla loro sigla o dal nome chimico possiamo valutarne la sicurezza. Confrontando
le etichette di prodotti simili e scegliere quelli con meno additivi.
Rinunciando alle bibite in commercio e preferire succhi di frutta freschi, al
consumo eccessivo di insaccati. Scegliendo prodotti biologici e naturali. Gli
alimenti biologici non contengono né coloranti, né conservanti
in quanto privilegiano l’uso di alimenti di prima qualità. Quando
è necessario utilizzano additivi di origine naturale. Nei Paesi dell’Unione
Europea nei cibi biologici sono permessi solo 30 additivi.
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fonte: www.aemetra-valeriosanfo.it/naturopatia-Benessere
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