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AFTE

 

nel trattamento delle afte è fondamentale prendere in considerazione il quadro alimentare di una persona. Prima di tutto è indispensabile un sensato apporto di sostanze crude e vitali che consentano di raggiungere livelli ragionevoli di tutti i microelementi indispensabili per la salute della pelle e delle mucose. Infatti bassi livelli di vitamine A, E, C e di zinco, indeboliscono le naturali capacità della cute di ripararsi autonomamente.

In questi casi risulta molto efficace la modalità che scherzosamente nella nostra pratica clinica chiamiamo con il motto di “crudo, vivo e colorato”. In pratica significa mangiare un pezzetto di frutta e verdura non cotta e non condita prima di ogni pasto. Questa semplice abitudine, praticabile da chiunque, permette spesso, già da sola, di normalizzare il problema.

Inoltre quando si parla di afte ricorrenti è importante prendere in considerazione un’eventuale allergia alimentare ritardata (intolleranza alimentare) nei confronti dei lieviti: questo disturbo è quasi patognomonico. Proprio per questo prevedere fin da subito un giorno di astinenza settimanale (ipoteticamente il venerdì) in cui evitare di assumere gli alimenti fermentati (come prodotti da forno, pane azzimo compreso, alcolici, formaggio, aceto ecc.) permette di ridurre sensibilmente gli episodi di stomatiti.

La terapia della aftosi attraverso l'alimentazione richiede pazienza. Infatti è indispensabile iniziare la dieta di controllo e proseguirla a lungo nel tempo. Già da subito si possono notare riduzioni della intensità e della frequenza della comparsa delle afte, ma la progressione verso la guarigione richiede di mantenere almeno per qualche mese il controllo della infiammazione indotta dal cibo.

Dal punto di vista dell’integrazione minerale lo zinco è indispensabile per le sue azione riequilibrante a livello della cute e delle mucose. Eventualmente l’assunzione di un misurino al giorno di una miscela di minerali come Oximix 2+ (che unisce allo zinco, il manganese, il rame, il selenio, il resveratrolo e la vitamina C) permette di ottenere un’ottima azione antiossidante di fondo utilissima in queste situazioni.

Sul piano della fitoterapia è possibile utilizzare della Plantago major TM che però ha lo svantaggio di essere in soluzione alcolica e quindi di rientrare nella categoria dei lieviti e delle sostanze fermentate. In ogni caso si utilizzeranno 20-30 gocce in mezzo bicchiere d’acqua per degli sciacqui di tutta la bocca da ripetere almeno 2-3 volte durante tutta la giornata.

In chiave omeopatica è possibile utilizzare medicinali come Sulfuricum acidum, Mercurius solubilis e Borax. Si utilizzerà Sulfuricum acidum 5 CH per afte di colore bianco o giallastro caratterizzate da un bruciore molto intenso, proprio come se si versasse una goccia di acido solforico sulla mucosa orale. Diversamente Borax 5 CH è più indicato se le stomatiti sono di colore rosso estremamente sensibili al contatto con alimenti acidi o salati. Diversamente si preferirà Mercurius solubilis 5 CH se le afte non sono ben definibili ma è presente un’intensa salivazione con la lingua ricoperta da una patina spessa e bianca.

Del rimedio scelto si utilizzeranno 3-4 granuli 4-5 volte durante tutta la giornata riducendo il numero delle assunzioni in relazione al beneficio ottenuto.

fonte.eurosalus.com

 

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