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ANTICORPI MONOCLONALI

 

Ricercatori e medici di tutto il mondo, con grande profusione di impegno e mezzi, stanno cercando di sviluppare terapie anticancro con l'aiuto di nuove tecniche genetiche. Queste prevedono la modificazione genetica delle cellule tumorali stesse oppure di speciali cellule del sistema immunitario. I primi ritrovati terapeutici maturi per l'utilizzo sul campo usciti da un laboratorio genetico sono degli speciali anticorpi. Di regola questi vengono prodotti dai linfociti B del sistema immunitario per riconoscere i corpi estranei, batteri virus o cellule maligne, dai loro antigeni e provvedere alla loro marcatura a vantaggio delle cellule di difesa. Il sistema immuninatio però non sembra sempre in grado di produrre questi anticorpi in maniera sufficiente e veloce. Vengono quindi clonati in laboratorio, cioè prodotti identicamente uno all'altro; da qui il nome "anticorpi monoclonali". Contro alqune forme di cancro esistono farmaci che si trovano già in fase di sperimentazione o fanno già parte della prassi terapeutica. In determinate forme di linfomi non-Hodgking risulta efficace l'anticorpo Rituximad (nome commerciale Mabthera); nei linfomi a bassa malignità si riescono ad ottenere risultati altrettanto positivi rispetto a una chemioterapia e senza pesanti effetti collaterali di quest'ultima. Un prodotto molto promettente della biotecnologia è il "Glivec", un inibitore enzimatico. Un cromosoma danneggiato, il cosiddetto cromosoma Filadelfia, provoca, tramite l'azione degli enzimi, l'insorgenza della leucemia mieloide cronica. Il "Glivec" blocca gli enzimi; con questo rimedio sarebbe possibile per la prima volta un trattamento mirato alla causa scatenante del cancro.

Tratto da: Medicina Olistica per la terapia del cancro di, DIETRICH BEYERSDORFF


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