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ARGENTO COLLOIDALE

 

Info e tests utili ai produttori di Argento colloidale ionico

L'importanza dell'acqua
L'acqua distillata destinata alla produzione del migliore Argento colloidale ionico, non dovrebbe teoricamente avere un contenuto di sali superiore a 0,1 ppm o poco più.
Purtroppo invece molta dell'acqua distillata, deionizzata o demineralizzata che si trova comunemente in vendita varia da 0.5 a 18 ppm, e per un ottimo AC ionico è davvero troppo.
Dunque è fondamentale partire da acqua distillata purissima. Infatti noi vogliamo ottenere un contenuto di ioni di almeno 5 ppm. Ma se l'acqua da usare ha già in origine un eccesso di sali, si produrrà una quantità insufficiente di ioni Argento, o addirittura non se ne produrranno affatto: gli ioni appena prodottisi per l'azione dell'elettricità, reagiranno subito con i sali presenti nell'acqua, generando altri sali, e così via. In effetti gran parte dell'Argento colloidale fatto in casa non è in forma ionica ma di altri composti: solfato, tiosolfato, cloruro e nitrato. Questi sali svolgono ugualmente una loro azione terapeutica poiché risultano tossici per gli organismi inferiori, ma purtroppo lo sono anche per l'uomo, a differenza della forma ionica. Fra i sali il nitrato d'Argento è il più tossico, seguito dal cloruro, 300 volte meno tossico del nitrato, poi dal solfato, 15000 volte meno tossico, e infine dal tiosolfato, 17500 volte meno tossico (dati tratti da un sito governativo Canadese). Inoltre questi sali, a differenza degli ioni, tendono ad accumularsi nei tessuti.
Anche nel travasare l'acqua fra i vari contenitori bisogna essere cauti: se non ben lavati (e risciacquati con altra acqua distillata!) possono esservi impurità, ed è sorprendente quanto basti pochissimo per rovinarla. Anche poche gocce di acqua di rubinetto rimaste nel bicchiere dal lavaggio, può introdurre sufficienti sali da compromettere la successiva creazione di ioni.

Per testare il contenuto di ioni o sali dell'acqua si può fare un test di conduttività elettrica, che esprimerà i risultati in microSiemens per centimetro cubico (si scrive uS/cm).
Il valore di conduttività di 1.6 uS/cm misurato in un campione di liquido indica una concentrazione di 1 ppm di ioni o sali.
(ricordiamo che ppm = parti per milione = milligrammi per litro).


NOTA IMPORTANTE
l'acqua distillata è divenuta di difficile reperimento, praticamente si trova ormai solo presso i rivenditori di prodotti chimici o industriali (p.es., Carlo Erba). In farmacia spesso danno acqua demineralizzata o depurata, a caro prezzo, chiamandola acqua distillata, ma non lo è. Allora come fare? La cosa non è grave: l'esperienza mostra che una buona acqua demineralizzata è perfettamente idonea alla produzione dell'AC ionico, e la si trova in ogni supermercato, ...ma deve essere davvero buona. Per trovarla, basta fare qualche prova, fra quelle sotto elencate (soprattutto l'esame organolettico). Se è tutto ok, comprate una bella scorta di quell'acqua, altrimenti provatene un'altra. La maggiore presenza di sali nella demineralizzata rispetto alla distillata, potrà essere compensata da un perfetta pulizia di tutte le superfici a contatto col liquido. C'è però, in effetti, sempre il rischio che un'acqua per usi non alimentari possa contenere occasionali residui dannosi.
Per andare sul sicuro, consiglio la cosiddetta "Acqua depurata F.U." che si trova in farmacia in bottiglie di plastica da un litro, è davvero ottima e ad un prezzo ragionevole.


Ma ecco alcuni test che possiamo fare in casa.

Test per le particelle in sospensione.
Possiamo verificare tramite "effetto Tyndall" se vi sono microparticelle solide in sospensione che diffondono la luce. Infatti le particelle non possono diffondere la luce se sono più piccole di 400 nm (nm = nanometri = milionesimi di millimetro) che è la lunghezza d'onda della luce violetta, la più breve dello spettro visibile (dai 400 nm del violetto estremo, fino ai 750 nm del rosso estremo).
Per il test occorrono un contenitore con pareti trasparenti, e una fonte di luce intensa che possa emettere un fascio sottile e netto. Per i nostri scopi va benissimo un puntatore laser, di quelli molto economici a portachiavi (rosso chiaro, 650 nm), ma si può usare anche una piccola torcia dal fascio molto intenso e concentrato.
(IMG:http://www.xmx.it/a_puntatorelaser.gif)
Semplicemente si indirizza il fascio di luce attraverso il liquido lateralmente al bicchiere, e guardando dall'alto in ambiente scuro si verifica se il raggio risulta visibile. Un liquido privo di particelle in sospensione, non permette di vedere il percorso del raggio.

Test per l'Argento metallico.
Il miglior Argento colloidale non contiene microparticelle di Argento metallico, ma solo ioni Argento. L'Argento metallico può spezzare la molecola di perossido di Idrogeno (H2O2) e liberarne i gas, in quanto agisce come catalizzatore. Ricordiamo che la normale acqua ossigenata per medicazioni è appunto perossido di Idrogeno in soluzione a 10 o 12 volumi.
Per il test occorrono dunque normale acqua ossigenata (purché nuova o ben conservata), un piccolo sacchetto di plastica trasparente assolutamente nuovo e pulito, e qualcosa per chiudere strettamente il sacchetto (va benissimo un attache o clip fermacarta di quelli grandi). Si mettono circa 30 cc del liquido da testare nel sacchetto, si aggiunge pressappoco mezzo cucchiaio di acqua ossigenata e si chiude col fermaglio, spingendolo avanti sul sacchetto ripiegato sino ad espellere tutta l'aria, e si lascia riposare qualche ora. Se c'è Argento metallico si formeranno delle bollicine di gas, appunto l'Idrogeno e l'Ossigeno liberati dal perossido per azione catalitica dell'Argento.
(IMG:http://www.xmx.it/argentocolloidale-analisi2.gif)

Test per gli ioni Argento.
Questo test serve per verificare che vi siano ioni di Argento e non solo i suoi sali. Il suo principio è che il cloruro di sodio nell'acqua si scinde in ioni Sodio e ioni Cloro, e questi ultimi in presenza di ioni Argento formano microscopici cristalli di cloruro d'Argento, insolubili, che restano a lungo in sospensione.
Per il test occorrono due contenitori tipo due provette o due bicchierini ben puliti, e un pizzico di cloruro di sodio (il normale sale da cucina).
Si mettono i due contenitori vicini, e in entrambi si versa un poco del liquido da testare. In uno solo dei contenitori si aggiunge un pizzico di cloruro di sodio, e lo si agita un po' per discioglierlo. Vi sono ioni di Argento se il liquido col sale diviene appena appena più torbido entro qualche minuto. Il secondo contenitore è necessario per un confronto, in quanto può altrimenti essere piuttosto difficile giudicare se nel primo vi sia o no la lievissima lattiginosità (nella foto quello lattiginoso è a sinistra, la differenza è davvero poca).
(IMG:http://www.xmx.it/argentocolloidale-analisi1.gif)
Per curiosità aggiungiamo che se c'è molto Argento ionico e abbastanza cloruro di sodio, lasciando riposare il tutto dopo un paio di giorni sul fondo si formeranno cristalli trasparenti di cloruro d'Argento.


La prova del sapore

In assenza di costose analisi chimico-fisiche dettagliate, il senso del gusto può dare importantissime indicazioni. Perciò assaggiate il vostro argento colloidale, e fate bene attenzione al suo sapore: ciò che sentirete potrà forse mettervi in guardia da pericolosi errori, oppure confermarvi che il vostro argento è eccellente.

L'argento colloidale di ottima qualità è del tutto insapore. Tuttavia è quasi inevitabile che nelle preparazioni domestiche vi siano non solo ioni, ma anche una certa quantità di sali d'argento, sia prodotti nel momento stesso della produzione, che formatisi successivamente per degrado della forma ionica. L'importante è potersi rendere conto della qualità anche al momento stesso della assunzione.

I principali sali d'argento responsabili dell'eventuale gusto - qualunque esso sia - sono il nitrato e il cloruro. Essi possono assumere svariati gusti, tanto per le loro intrinseche proprietà, singolarmente o in diversa combinazione tra loro, quanto per le diversissime reazioni chimiche alle quali possono dar luogo nella bocca, in presenza di altre sostanze proprie dell'organismo o recentemente assunte, ad esempio con i cibi, con i farmaci, col fumo, derivanti dagli adesivi per protesi dentali, ecc.

Procedete così: sciacquate la bocca con normale acqua non gasata, attendete un minuto, poi assaggiate l'argento colloidale, facendo attenzione alla sensazione ai lati della lingua per il salato/acido/metallico, e al retro della lingua per l'amaro.

gusto significato

nessuno = ottimo
appena avvertibile = buono
allappante, salato, metallico, amaro = sali di argento in genere
e in particolare:
molto metallico-amaro (dolce per i fumatori) = argento nitrato
amarognolo = argento cloruro


Ricordate comunque che, come già detto, nella preparazione domestica dell'argento colloiale ionico è quasi inevitabile la formazione di una minima quantità di sali, ma che sia davvero minima! Inoltre col tempo anche il migliore prodotto si degrada e forma sali per la perdita della carica elettrica degli ioni, che così si aggregano tra loro e possono reagire chimicamente con altre sostanze presenti.
Per concludere il discorso sul sapore, è perciò del tutto accettabile un gusto metallico e/o amarognolo purché molto molto leggero. Diversamente qualcosa proprio non va nel metodo di produzione, o nella conservazione, o in ambedue le cose.

 

 

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