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ARGENTO COLLOIDALE

 

La sospensione di ioni argento nell'acqua, per un fatto fisico non può superare le 30-40 ppm (considerate di soli ioni). Superando questa quantità gli ioni tendono ad interagire tra di loro formando composti oppure precipitando in argento metallico. Va anche detto che l'argento colloidale ionico viene descritto come sospensione di atomi elettricamente carichi (Ag+), tuttavia in realtà non si hanno mai singoli atomi, bensì aggregati di atomi, da poche decine a migliaia, e elettricamente caricati. Accade dunque che nella produzione di argento colloidale, sia essa domestica che industriale, vari la grandezza dei clusters (più o meno in dipendenza del tipo di procedimento), e vi sia una certa quantità di clusters ionizzati, assieme ad una inevitabile quantità (auspicabilmente bassa) di sali, solubili e no. Se dunque con uno strumento misuriamo le parti per milione di un argento colloidale per esempio fatto in casa, potremo avere un valore di 30 ppm, delle quali solo cinque o sei saranno normalmente i ioni, mentre il resto sarà costituito da sali. Mediante l'uso di apparecchi più raffinati oppure di procedimenti industriali, si potrà avere un contenuto in ioni anche maggiore, tuttavia ogni contenuto ionico superiore a 30-40 ppm è inevitabilmente destinato a reagire o precipitare. Nella corsa commerciale a "il mio prodotto è meglio del tuo" assistiamo così alla pretesa fabbricazione e vendita di argento colloidale a valori pazzeschi. Trattasi in realtà di contenuto in sali, non in soli ioni. Appare anche del tutto irrealistica la possibilità di avere un contenuto ionico molto alto per la conservazione, in vista di una successiva diluizione. "Ma allora -si dirà- questi prodotti non hanno attività biologica?"... La mia risposta è sì, hanno comunque una loro attività antibiotica perché questa è propria anche dei sali di argento, siano essi solubili (per esempio il nitrato di argento) che insolubili (solfuro di argento), questi ultimi specie per l'uso topico antimicotico. L'efficacia dei sali resta comunque assai inferiore a quella straordinaria degli ioni. La mia conclusione è dunque di diffidare da qualsiasi argento colloidale ionico ad alta concentrazione, per intenderci dai 40-50 parti per milione in poi, in quanto si acquisterebbero a caro prezzo dei sali di argento, nella migliore delle ipotesi con pochissimi ioni. Gli stessi fabbricanti giocano sulla disinformazione e sull'equivoco, evitando - almeno in Italia - di specificare l'uso antibiotico umano: mi riferisco ad un noto prodotto (non chiedetemi di fare nomi, non posso impegnarmi in una guerra... ) il quale infatti, dichiarato a 5-120 ppm, è venduto in un flacone spruzzatore, essendo più chiaramente idoneo alla disinfezione di superfici...

 

 

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