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B 12 E OMOCISTEINA

VITAMINA B12 E OMOCISTEINA NELLA GENESI DEL CANCRO: STOMACO METABOLICO

 

 

Premessa

Nel 1989 l'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) proclamò l'anno dell'Europa contro il cancro, emanando un decalogo di natura alimentare che prevedeva un maggior consumo di cereali, frutta e verdura rispetto ai prodotti e derivati animali.
Ricerche condotte da Doll e Peto posero in risalto come una alimentazione non idonea incideva nelle morti per cancro di un 5% in pi?, rispetto a quelle per il fumo.
Il confronto tra i consumi alimentari, delle regioni prese a campione, registra una maggiore incidenza di neoplasie gastriche laddove ? pi? alto il consumo di grasso e derivati animali rispetto a quelle in cui si consumano in prevalenza cereali.
Importanti, per comprendere i meccanismi di tale correlazione, sono gli studi di biologia molecolare.
La moltiplicazione delle cellule dipende dai GENI e dai RECETTORI NUCLEARI.
I GENI (fig.1) sono quella parte del DNA preposta alla trasmissione dell'informazione;

I RECETTORI NUCLEARI hanno la funzione di attivare il GENE. La loro funzione pu? essere riconducibile alla antenne radio: ricevere il segnale e poi trasmetterlo.

Per i non addetti ai lavori ci limiteremo a dare notizia sull?importanza di alcune vitamine nell?organismo umano, prima fra tutte la vitamina B12. Questa ha un ruolo importantissimo nella salute in quanto consente la trasformazione della OMOCISTEINA in METIONINA, che ? la premessa indispensabile perch? i sistemi neuromuscolare e cardiovascolare possano funzionare in maniera corretta e la formazione del materiale genetico possa avvenire in modo fisiologico.

Ora, poich? la mucosa gastrica secerne una glicoproteina che ? conosciuta come fattore intrinseco di Castle, fondamentale per l?utilizzazione della vitamina B12, lo stomaco assume un ruolo centrale per il nostro stato di salute.

Da quanto sopra descritto facilmente si potr? dedurre che se la mucosa dello stomaco ? alterata nella sua funzione, quest?organo potr? diventare la porta d?ingresso di numerose patologie, neurovascolari, muscolari, neurologiche, cardiovascolari e neoplastiche .

Altre vitamine importantissime, per la salute dell?organismo, sono la vitamina B9, la vitamina A e la vitamina E; la presenza di quest?ultima ? fondamentale perch? i retinoidi, cio? la vitamina A e gli acidi grassi polinsaturi possono funzionare.
Il ciclo vitale della cellula ? caratterizzato da 4 fasi: nascita, differenziazione, invecchiamento e morte (fig. 5).
La vita della cellula dipende dal gene. Quando la cellula non ? attiva il gene ? compresso da una proteina detta corepressore; quando invece deve trasmettere l?informazione per attivare la replicazione della cellula il corepressore deve ?andare via? e deve ?entrare? una proteina che svolge funzione di attivatore detta appunto coattivatore. In questa dinamica svolgono un ruolo fondamentale la vitamina A, la vitamina E, gli acidi grassi polinsaturi, la vitamina B12 e la vitamina B9.

L'APOPTOSI, o morte programmata della cellula, ? un fenomeno naturale e fondamentale perch? garantisce l?equilibrio tra la produzione delle cellule e la loro morte, in modo che il numero delle cellule rimanga sempre costante; l?apoptosi diventa patologica quando essa avviene precocemente o tardivamente.

I principali meccanismi capaci di indurre apoptosi sono lo stress, l?ipossigenazione, le sostanze citotossiche, i danni al DNA ed altri ancora. L?apoptosi ?, solitamente, un congegno attivato dall?azione combinata tra recettori e geni.

SONO STATI GLI STUDI SUI RECETTORI A CHIARIRE IL RAPPORTO TRA ALIMENTAZIONE E CANCRO.

Un?alimentazione ricca di acidi grassi saturi, cio? di prodotti e derivati animali, stimola in prevalenza il ruolo del metabolismo lipidico a livello del cervello e blocca l?apoptosi facilitando la comparsa del cancro. Il consumo prevalente di glicidi complessi, cio? di cereali, protegge dall?insorgenza di neoplasie perch? non blocca l?apoptosi, quindi la cellula non diventa immortale. Di conseguenza, un corretto modulo nutrizionale protegge dalle malattie neoplastiche.

L?INFIAMMAZIONE o FLOGOSI pu? essere ritenuta la prima lesione preneoplastica. Essa pu? essere definita la conseguenza della perdita dei meccanismi di protezione delle cellule verso stimoli ambientali fisici-chimici-biologici perch? la cellula, iniziando a perdere la sua morfologia per l?influenza che l?infiammazione esercita sulla espressione dei geni, perde la sua funzione.

Esiste una relazione tra infiammazione cronica e cancro: la sensibilit? al cancro aumenta se i tessuti sono cronicamente sede di infiammazione. Questa deve essere considerata la madre di tutte le lesioni per generare il blocco della morte delle cellule, il primo evento perch? la cellula si possa trasformare in cellula neoplastica, a svantaggio di una proliferazione cellulare fisiologica e controllata.

In conclusione, le nozioni base sono:

1) un modello alimentare che preveda un consumo prevalente di cereali;

2) il ruolo fondamentale che la vitamina B12, la B9 e l?omeocisteina svolgono nella vita della cellula;

3) l?importanza del ruolo svolto dalle vit. A ed E e dai trigliceridi nel mantenere l?equilibrio necessario perch? i geni si possano esprimere.

MODELLO ALIMENTARE

Un corretto consumo di cibo deve prevedere la limitazione o abolizione del consumo di cibi dannosi per la flora batterica intestinale; la limitazione del consumo di pomodoro per la presenza di tomatina (dannosa per la flora batterica intestinale), la limitazione del consumo di latte per la presenza della lactenina (anche questa dannosa alla flora batterica intestinale), la limitazione del consumo di carne e derivati per evitare fenomeni di putrefazione intestinale; la limitazione del consumo di spezie quali pepe e peperoncino per la presenza di piperina e capsaicina (infiammano la mucosa gastro-enterica), dell?alcool per l?elevato contenuto in acido acetico (infiamma la mucosa gastro-enterica) del caff? (contiene acidi clorogenici che aumentano l?omocisteina nel sangue).

Il consumo ottimale dei vari alimenti dovrebbe essere cos? distribuito: cereali 60-70%; lipidi 20-25%; proteine 10-15% di cui il 5% di origine animale e il 5% di origine vegetale. ?, inoltre, necessario il giusto apporto di vitamine, minerali ed acqua (fig.4).

Fig.4

I cereali sono gli alimenti che contengono elevate quantit? di acido folico; in modo speciale il Riso semi integrale.
(E? da tenere presente che la pasta non fa ingrassare come comunemente si pensa).

Grande importanza hanno, in conclusione, i FOLATI ossia la vit. B9 e, particolarmente, la vit. B12 . Tale rilevanza ? documentata dalle ricerche del dott. Young-In Kim MD dell?Universit? di Toronto dalle quali si ha la conferma dell?interferenza del ciclo dei folati nella genesi delle malattie di Alzheimer, nell?aterosclerosi, nell?ictus, nell?osteoporosi, nella depressione, nella demenza e in altre patologie.
In virt? della doppia funzione che lo stomaco svolge, digestiva e metabolica, quest?ultima per la produzione del fattore intrinseco di Castle, indispensabile per l? utilizzazione della vitamina B12, i segni e sintomi a partenza gastrica saranno classificati in diretti e indiretti a seconda se esprimono le sofferenze della funzione digestiva dello stomaco o dello ?stomaco metabolico?.
S?intende, infatti, per ?stomaco metabolico? l?insieme delle funzioni svolte indirettamente dalla mucosa gastrica per la secrezione di neuroormoni ed, in particolare, del fattore intrinseco di Castle.

Sono sintomi gastrici diretti la dispepsia, la gastralgia, la pirosi, la digestione lenta, l?areofagia, la nausea e il vomito.

Sono sintomi gastrici indiretti, invece, la difficolt? di transito del cibo nell?esofago; la risalita del cibo nell?esofago; la sensazione di addome gonfio; il meteorismo e l?alvo irregolare,arrossamento delle estremit? superiori; colorito cianotico delle estremit? superiori; estremit? superiori fredde; estremit? inferiori fredde; parestesie agli arti superiori; parestesie agli arti inferiori; sensazione costante di freddo; sensazione costante di caldo; emicrania;ed ancora dolori articolari, dolori muscolari, dolori cervicali, dolori lombari e mestruazione dolorosa.
Ed infine i segni e sintomi preneoplastici e paraneoplastici.
Ben si pu? comprendere, ora, l?enorme influenza che l?apparato gastro-enterico svolge sugli altri organi ed apparati e l?importanza, nella cura di un organo leso, di ripristinare le funzioni dell?apparato digerente. Necessarie sono, altres?, per il controllo dello stato di salute, le analisi di laboratorio per rilevare eventuali carenze o eccessi di quei nutrienti che intervengono nei meccanismi della moltiplicazione delle cellule come le gi? citate vitamine:
A; E; B9; B12; trigliceridi e omocisteina.

Gli studi sull? importanza dell?omocisteina e dell?ossido nitrico e sull?oncogenesi sono valsi il premio Nobel per la medicina rispettivamente agli scienziati Louis Ignarro nell?anno 1998 e Robert Hortvitz, John Sulston e Sidney Brenner, il nell?anno 2002.

BIBLIOGRAFIA

1. BALKWILL F. COUSSENS L.M. AN INFLAMMATORY LINK. NATURE 431,405-406 (2004)
2. CARVALHO, C. R.AND VAZ N. N.: INDIRECT EFFECTS ARE INDIPENDENT OF THE WAY OF TOLERANCE INDUCTION. SCAN. J. IMMUNOL. 6 (1996) 613-618
3. CHEN, Y. H. ET AL.:ORAL TOLERANCE IN MYELIN BASIC PROTEIN. PROC. NATL. ACAD. SCI. USA 93 (1996) 388-391
4. DE VITA V.T.,JR., HELLMAN S., ROSENBERG S.A.: CANCER PRINCIPLES END PRATICE OF ONCOLOGY STH EDITION , LIPPINCOT, WILLIAMS ENS WILKINS,PHILADELPHIA 2001
5. GOODMAN & GILMAN?S: THE PHARMACOLOGICAL BASIS OF THERAPEUTICS, TENTH EDITION, MCGRAW-HILL,2001
6. HEINE, HJ: NEUROGENE ENTZUNDUNGEN ALS BASIS CHRONISCHER SCHMERZEN. VRTRAG MED. WOCHE BADEN-BADEN. 1.11.1997 (BIOL. MED.).
7. PIKARSKY .E,.PORAT R.M, STEIN I., ABRAMOVITCH R., AMIT S., ,KASEM S, GUTKOVICH-PYEST E., URIELI-SHOVAL S.: NF-KBETA FUNCTIONS AS A TUMOUR PROMOTERIN INFLAMMATION ASSOCIATED CANCER. NATURE 431,461-466
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9. WEINER , H. L. AND MAYER, L. F.: ORAL TOLERANCE: MECHANISM AND APPLICATIONS. ANN. NEW YORK ACAD. SCI. 778 (1996)

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In Italia, anche il Ministero della Salute italiano sembra essersi presa la licenza di mentire e di disporre delle vite dei propri cittadini.

Una recente nota del Ministero della Salute (2) avvisa gli italiani che non esiste nessun fondamento scientifico che dimostri l'efficacia dell'amigdalina (vitamina B17) nei trattamenti antitumorali.

Con il notevole surplus di medici in Italia (certi, in disperazione, stanno invadendo il campo degli infermieri, pur di ottenere un ?posto?), si dovrebbe supporre che i più bravi siano stati accaparrati dal Ministero della Salute, e che questi insigni specialisti siano a conoscenza delle migliaia di studi fatti (in centinaia d'anni) sulle proprietà terapeutiche dei semi di certi frutti (si veda la lista parziale di questi studi disponibile su internet ? sotto - e il libro, gratis, del dottor Nacci(3) ?Mille piante per guarire dal cancro senza chemio?(4).

Perchè i nostri governanti mentono ?

La mia risposta non può essere che la protezione del Sistema Medico" presente, composto dalle case farmaceutiche, dai sistemi ospedalieri integrati e dai baroni universitari.

Tutti intenti a mentire sull'efficacia della chemioterapia, mentre attaccati come sanguisughe alle casse della sanità pubblica, cioè ai soldi di tutti noi.

E i morti?

Nell'esempio sopra i cinesi hanno direttamente causato un morto. Quanti morti sono stati causati dall'aver denigrato un trattamento valido solo perchè non porta del denaro in qualche conto bancario privato?

I NAS sono veloci nel denunciare qualcuno per delle mozzarelle scadute, ma si tengono ben alla larga delle grandi truffe mediche che, usando la paura, vendono costosissimi e dannosissimi intrugli chimici all'ignaro ammalato.

Anche questa è circonvenzione d'incapace.

I siti scientifici sono monitorati in continuazione in tutto il mondo. Riporto sotto la reazione di un ricercatore austriaco alle affermazioni contenute nella nota diffusa dal Ministero italiano della Salute.
Che figura...

By Rinaldo Lampis

www.movimentoconsensus.org

Spett.Le Ministero della Salute Italiano
att.ne Ministro Sig.ra Livia Turco

Mi chiamo Jeanpierre von Templeton B., sono un ricercatore austriaco specializzato in biologia e agroelettronica con indirizzo in Medicina Nucleare.
Mi occupo dal 1978 dell?impiego dei principi attivi non di sintesi contenuti in molte specie vegetali per la cura di alcune patologie. Cerco sempre di essere aggiornato sulle varie comunicazioni che la comunit? scientifica internazionale mette a disposizione su Internet.

Dispongo di un mio personale laboratorio e sono un ricercatore indipendente.

Ho avuto modo di leggere il Vostro comunicato stampa del 23 ottobre 2006 riguardo le propriet? antitumorali della vitamina B17: "Ingannevolezza di messaggi pubblicitari che attribuiscono loro propriet? antitumorali ", ed in particolar modo la Vostra citazione:
"Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino l?efficacia dell?amigdalina nel trattamento delle affezioni tumorali, mentre e? invece conosciuta la loro tossicit? infatti ? noto ormai da tempo che l?amigdalina contenuta nei semi delle albicocche, se ingerita in quantitativi superiori alle dosi tollerabili, pu? causare la morte di un individuo.
In base al parere della food standard agency la quantit? massima ? di uno, massimo due semi al giorno."
? Non voglio fare polemica con la Vostra prestigiosa Istituzione Governativa. Mi sento per? in dovere di farvi cortesemente presente, che le affermazioni che voi avete dato con il suddetto comunicato stampa sono, a mio modesto avviso, abbastanza superficiali ed anche in parte errate, con la conseguenza di fuorviare i vostri lettori.

PUNTO 1
In primo luogo ho notato con grande meraviglia che citate un organismo di Ricerca e di Controllo che " NON " ? del Vostro paese ma Americano (la F.D.A.) che, come tutti sanno nel mondo scientifico, non sempre offre informazioni obiettive e complete di fondamento. Negli anni la F.D.A. ha commesso tantissimi errori di valutazione che sono costate anche vite umane!...

PUNTO 2
Citate erroneamente ed in modo incompleto, la comunicazione che nei semi di albicocca (conosciuto come frutto a singolo seme) l?amigdalina (B17) in esso contenuta sia fortemente dannosa e pericolosa per la salute.
Forse pensate che tale principio attivo abbia solo la massima concentrazione nel seme di Albicocca e nelle tante specie che esistono? Chi ha scritto tale affermazione fa capire, senza ombra di dubbio, che ha scritto questo testo in modo errato e frettoloso.
Infatti si sa benissimo che, nella Fitoterapia, per l?impiego ed utilizzo a fini terapeutici di semi si usano esclusivamente i seguenti SEMI DI FRUTTI: Mela, Pera, Limoni, Aranci, Mirtilli e Lamponi e NON dei frutti a MONOSEME, come quelli della Albicocca / Pesca / Susino, che devono subire una lavorazione diversa e molto complessa per un impiego in Fitoterapia.
(Vedi gli studi del Durante e di Avicenna).

Infatti nelle mele selvatiche (non quelle frutto della selezione umana per motivi industriali e di commercializzazione) i semi interni, se ben masticati o triturati nella preparazione di particolari ricette, curano in modo efficace, veloce e senza alcun tipo di controindicazione in un uso moderato di 5-6 frutti al giorno.

Il tutto ? testimoniato da documenti che risalgono fino al 1500 e ancor prima.
Forse si vuole mettere in discussione anche questo ?
Evito di scendere nelle specifiche descrizioni delle complesse trasformazioni chimiche che subiscono i principi attivi e le sostanze vitaminiche nelle forme complesse e derivate quando vengono ingerite dall?organismo umano (sia sano che in stato di malattia), perch? credo che chi abbia scritto questo comunicato stampa sia a conoscenza, perlomeno, dei pi? elementari processi di biochimica.
Credo quindi che chi abbia scritto tale documento, debba riconoscere la superficialit? della stesura e se questo non avvenisse, vuole dire che la persona o le persone autrici di tale documento sono in forte errore e mancano di umilt?.
Oltremodo non ? certo possibile affermare che le migliaia di pagine scritte in quasi tutte le lingue del mondo sul tema dell?uso dei principi attivi contenuti nei semi di frutta (come sopra elencati) siano documenti errati o che affermino delle falsit?.

PUNTO 3
Credo che errare sia umano, e quindi possiamo comprendere che in tutta fretta sia stata fatta della confusione nel redigere questo Vostro Comunicato Stampa. Ma credo che sarebbe opportuno da parte Vostra poterlo redigere in modo pi? completo, onde evitare malinterpretazioni, visto che la Comunit? Scientifica Internazionale ? molto attenta alle comunicazioni ufficiali dei Ministeri della Salute dei singoli Stati.


In conclusione, quando da me comunicato ? da intendersi come puro scambio di informazioni, com?? in uso farsi all?interno della comunit? scientifica.
Vorrei altres? farvi notare che non sono di madre lingua italiana e che spero comprenderete eventuali miei errori grammaticali.

Certo di una Vostra cortese risposta, colgo l?occasione per porgerVi i miei rispettosi e distinti saluti.
Jeanpierre v.Templeton B.
W bei Graz
?sterreich

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Veronesi scopre solo ora acido retinoico usato da Di Bella da 40 anni !
Milano, 5 mag. 2006 - Adnkronos, Salute
Il Professor Luigi Di Bella ? stato il primo a suggerire le proprieta? anticancro di vitamina A e derivati. A rivendicare la paternit? dell?impiego di queste sostanze sono i figli del fisiologo modenese ideatore della discussa terapia che porta il suo nome, dopo la pubblicazione sugli Annali of Oncology di uno studio dell?Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano secondo cui un derivato della vitamina A (fenretinide) dimezza il rischio di ricadute di tumore al seno.
Relativamente alle recenti notizie sulle proprieta? antitumorali di vitamina A e derivati, diffuse in questi giorni dalla stampa e dai Tg nazionali - si legge in una nota firmata da Adolfo e Giuseppe Di Bella, dalla Fondazione Di Bella, dalla Societa italiana di bioterapia oncologica razionale-Medodo di Bella (Sibor-Mdb) e dalla Federazione Nazionale delle Associazioni di volontariato che in Italia assistono gli ammalati in cura col Medodo Di Bella - ci preme precisare che la priorita? incontestabile dell?impiego antitumorale sinergico dei tre retinoidi biologici betacarotene, acido retinoico e axeroftolo (o vitamina A) da parte del Professor Luigi Di Bella.
Queste molecole fanno parte del suo protocollo antitumorale da oltre 30 anni. A parte prescrizioni dello scienziato, disponibili in grande copia e innumerevoli testimonianze di farmacisti preparatori, medici e pazienti, esistono documenti di incontestabile autorevolezza probatoria. Tali - scrivono i figli dello scienziato morto nel 2003 - sono i verbali di commissioni sanitarie ministeriali relativi alla terapia Di Bella, e i verbali ministeriali della sperimentazione del Metodo Di Bella del 1998 che hanno protocollato vitamina A e retinoidi come componenti del metodo antitumorale del professor Di Bella - vedi sito ufficiale www.metododibella.org nella sezione sperimentazione.
Risalgono agli anni 40 i primi studi sui retinoidi del professor Di Bella, pubblicati su riviste scientifiche italiane di fisiologia e biologia sperimentale, mentre le indicazioni antitumorali di vitamina A e retinoidi, illustrate a centinaia di medici, biologi e farmacisti in numerose conferenze in Italia e all?estero, sono state descritte nel suo libro Cancro siamo sulla strada giusta (1997).
E ancora. Nel volume Come prevenire i tumori e nel trattato Il Metodo Di Bella, che il dottor Giuseppe Di Bella ha scritto per volonta del padre - vedi www.metododibella.org - sono riportati i componenti del Metodo Di Bella e la loro prima formulazione risalente ai primi anni 70. Tra i componenti del Metodo, appunto, vitamina A e retinoidi. Da pagina 223 a pagina 320 del trattato "Il Metodo Di Bella" sono spiegati gli aspetti chimici, biochimici, farmacologici, clinici e i meccanismi di biologia molecolare attraverso cui vitamina A e retinoidi, sinergicamente potenziati dalle vitamine E e D3, e dagli altri componenti del Metodo Di Bella, esercitano un potente effetto antitumorale sia preventivo che terapeutico, d?altronde documentato dalle oltre duemila citazioni bibliografiche riportate nel trattato, conclude la nota.
By Com-Opa/Adnkronos Salute

Commento NdR: anche se rispettiamo ed indichiamo tutte le possibili terapie naturali per ogni malattia, anche perche' le reazioni ad ogni tipo di terapia sono diverse da soggetto a soggetto, vogliamo ricordare che anche il cancro come qualsiasi altra malattia nasce in "luoghi" ben precisi e quindi ogni malattia ha le sue Cause, con Cause secondarie e terziarie.
Leggere la tesi su Cancro e Medicina Naturale

B12

Prima o poi tutti i vegan si trovano faccia a faccia con la storia del fabbisogno di vitamina B12. Lo si legge in qualche articolo o si dice a qualcuno di essere vegan, e questo qualcuno ti chiede:"...e per la vitamina B12 come fai?", e si comincia a pensare che i vegan hanno il problema irrisolto della B12. In realtà non è proprio così, perchè il problema va visto considerando Persi fattori. La quantità di B12 che viene assunta da una persona con il cibo non significa che verrà totalmente assimilata dall'organismo. Lo stile di vita che conduce questa persona determina la quantità di B12 che verrà assimilata. Se un individuo osserva una dieta onnivora che comprende carni varie e salumi, beve caffè, alcolici, fuma, consuma prodotti lavorati con additivi e conservanti, anche se introduce B12 in gran quantità nel suo corpo è probabile che la quantità che riuscirà ad assimilare sia inferiore a quella poca B12 che invece riesce a ottenere un vegan che si attenga ad uno stile di vita orientato verso la salute, che include pasti con frutta e verdura biologica priva di conservanti, con esclusione di alcol, caffè e zucchero bianco.
Cosa determina maggiore fabbisogno di B12

· Il consumo di carne o di altri prodotti animali e carboidrati raffinati (zuccheri) può aumentare più del doppio il fabbisogno di B12.
· L' uso i farmaci, prodotti chimici o bevande che distruggono o annullano la B12 (per esempio, tabacco, alcool, caffeina, lassativi, ecc.)
· l'albume ed il tuorlo d'uovo inibiscono l'assimilazione di B12
· i metalli pesanti presenti nei cibi lavorati o trattati fanno diminuire l'assimilazione della B12
· una mancanza di calcio organico nei cibi può fare diminuire l'assorbimento della B12
· disturbi intestinali o operazioni chirurgiche agli intestini.
· lavare, cucinare ed esporre alla luce cibi contenenti B12.
La perdita più consistente di B12 nel corpo umano sembra che avvenga attraverso l'escrezione della bile, ed è un fattore primario che riguarda chi mangia carne. Inoltre il deterioramento della produzione dei succhi gastrici, solitamente dovuto all'invecchiamento, ma non solo, può contribuire alla carenza di B12. Le ghiandole gastriche dello stomaco producono una glicoproteina con la quale la vitamina B12 deve combinarsi per poter venire assimilata.
La B12 è necessaria per la formazione del sangue e per la rapida crescita dei tessuti. In seguito a vari processi, che non descrivo qui per non annoiare, la B12 arriva al Sistema Nervoso Centrale e nel cervello per svolgere varie funzioni. La carenza di B12 nel cervello e nel Sistema Nervoso Centrale porta all'anemia e a disturbi neurologici, tipo il morbo di Alzheimer. Questo può succedere al vegan come pure a chi mangia carne introducendo nell'organismo B12 in enormi quantità, perchè il punto qui non è la quantità di B12 ingerita ma la sua assimilazione, in pratica se arriva o no nel sistema nervoso centrale. Spesso una maggiore assunzione di B12 non darà alcun risultato per la ragione sovresposta. Quindi l'enfasi non va messa sulla quantità di B12 da prendere ma sulla sua assimilazione.
Il fegato è in grado di immagazzinare scorte di B12 che possono durare anni, quindi non occorre prendere B12 per forza tutti i giorni. I vegan non mostrano i sintomi di carenza da B12 quanto invece persone che hanno diete iperproteiche. La B12 viene consumata dai metalli pesanti a cui si lega nel tentativo di impedire l'avvelenamento del corpo. Il più diffuso di questi metalli pesanti è il mercurio, che troviamo nelle amalgami dentali, nel pesce, nell'aria, nell'acqua e nei diserbanti. Quindi chi ha otturazioni dentali che contengono metalli pesanti riduce ulteriormente la sua scorta di B12, vegan o onnivoro che sia.
Un grosso pericolo e costituito dalle vaccinazioni che notoriamente contengono mercurio. I virus che vengono iniettati sono legati con molecole di metalli pesanti al fine di impedirne l'espulsione dal corpo, perchè un sistema immunitario che funziona se ne libererebbe immediatamente. Lo farebbe comunque per i "virus veri" di una "vera malattia", meglio se non appesantito dai virus legati dalle molecole di mercurio o formaldeide delle vaccinazioni.
I vegan cibandosi all'inizio della catena alimentare hanno minori possibilità di ingerire inquinanti di chi si ciba al termine della catena alimentare e quindi di assimilare meglio la vitamina B12. E non ne occorre molta.
Le alghe del lago Klamath possiedono la più alta concentrazione di vitamina B12 assimilabile.
Stephen Walsh, collaboratore di fiducia della UK Vegan Society e di altri membri dell'International Vegetarian Union Science Group (IVU-SCI) fa questa affermazione:
"Ho purtroppo dovuto far presente ad una giovane donna vegana, che si era affidata alle Alghe del lago Klamath come fonte di B12, che stava manifestando chiari sintomi da carenza di B12. Nel giro di un anno, durante il quale la donna aveva assunto le Alghe del lago Klamath, essa aveva sviluppato gradualmente sintomi quali formicolii, visione offuscata, astenia. La carenza di B12 è stata in effetti confermata da un esame del sangue che indicava valori di B 12 intorno a 100pg/ml. Fortunatamente, sembra che la donna si sia ripresa gradualmente dopo alcune iniezioni di Vitamina B12, e probabilmente non presenterà sequele permanenti."
Il Dr Walsh conclude: "Questo caso personale conferma l'opinione che queste Alghe, così come la Spirulina e la Nori secca, non possano essere considerate una fonte adeguata di B12." (1)
Quanto dichiara il Dr Walsh non conferma assolutamente nulla, in quanto, se non è stata tenuta in considerazione la capacità assimilativa del soggetto in questione il giudizio è inattendibile.
Gli esami del sangue indicano dei valori bassi di B12, ma questo non significa che le alghe Klamath non siano un'ottima fonte di B12. Potrebbe significare che la persona in questione ha una bassa capacità di assimilazione della B12, per alcune delle ragioni esposte sopra. Inoltre i sintomi rilevati dal Dr Walsh (formicolii, visione offuscata, astenia) possono indicare la presenza di altre patologie, non necessariamente o soltanto la carenza di B12. Ovviamente iniezioni massicce di B12, tali da superare le difficoltà di assimilazione possono poi risolverne l'eventuale carenza, ma solo temporaneamente se la causa non è stata risolta.
Attribuire alle alghe Klamath la causa della carenza di B12 è arbitrario. La persona avrebbe potuto consumare fegato bovino crudo (noto come fonte animale di B12) e ritrovarsi comunque con lo stesso problema. I valori di B12 riscontrati nel sangue non sono direttamente proporzionali alla quantità di B12 ingerita ma possono variare a seconda delle condizioni fisiche generali e del regime alimentare dei singoli individui. Anche il consumo dei prodotti di soia aumenta il fabbisogno di B12 come spiegato nell'articolo La Soia.

 

FONTE: www.mednat.org

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