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BOSWELLIA
Sebbene la boswellia sia nota per l'incenso che
ne viene estratto, alcuni studi hanno dimostrato che un integratozione di Boswellia
serrata ha proprietà benefiche per le articolazioni.
Queste azioni agirebbero attraverso diversi meccanismi, tutti dovuti agli acidi
boswellici, principio attivo della pianta.
Gli acidi boswellici hanno manifestato capacità di bloccare la migrazione
dei leucociti polimorfonucleati, attraverso l' inibizione della produzione o
del rilascio di fattori chemotattici in grado di richiamarli verso il luogo
dell'infiammazione.
I polimorfonucleati si rendono attivi localmente liberando elastasi, un enzima
proteolitico che si è dimostrato responsabile della distruzione del collagene
e dei tessuti che sono coinvolti nel processo infiammatorio.
L'attività stessa dell'elastasi e di altre idroglicolasi vengono inibite
dagli acidi boswellici con una globale prevenzione nella degenerazione articolare.
Gli acidi boswellici si sono dimostrati anche capaci di inibire selettivamente
la 5-lipossigenasi bloccando così la sintesi dei leucotrieni che sono
mediatori chimici del processo flogistico in diverse situazioni infiammatorie.
Non presentano gli effetti collaterali gastrolesivi tipici dei salicilati.
Incenso
L'incenso a base di Boswellia è utilizzato da migliaia di anni in diverse
cerimonie religiose.
Gli Egiziani, i Romani, i Greci, gli Assiri e altri popoli se ne servirono come
medicina, prodotto cosmetico oltre che a produrre l'incenso.
All’olio essenziale si riconoscono varie proprietà, in particolare
l'incentivazione delle difese dell'organismo, l’effetto tonificante, energizzante,
espettorante (ha un ruolo nella prevenzione delle ipersecrezioni, proprietà
utile in caso di bronchite, di sinusite o di asma).
Titolata in acido boswellico, la pianta ha un effetto anti-infiammatorio che
contribuisce ad attenuare i dolori muscolari ed articolari. L'olio essenziale
di Boswellia carterii ha anche un'attività anti-elastasica molto interessante
sulla pelle impedendo la rottura delle fibre elastiche e prevenendo i danni
creati dai raggi UVB. I soggetti nervosi, ansiosi e tesi trovano sollievo respirando
l’essenza di Boswellia perché permette loro di rilassarsi ed equilibrare
le loro funzioni biologiche.
L'olio essenziale d'incenso avrebbe un effetto sulla ghiandola pineale o epifisi
che controlla i ritmi biologici (tra l'altro permette il coordinamento dei ritmi
tra il giorno e la notte).
Questa ghiandola situata nel cervello è anche chiamata “il terzo
occhio atrofizzato”.
Questi effetti sono conosciuti fin dall'antichità. Dioscoride scriveva
nel 1°sec. che la Boswellia rende pazzi. Nel Talmud (religione ebrea), la
resina di Boswellia è citata come pozione che veniva messa nel vino e
data ai prigionieri condannati a morte per stordire i sensi.
In Etiopia, dove la Boswellia cresce naturalmente, si utilizza come medicinale
tranquillante, sedativo e ansiolitico. In passato serviva a trattare i reumatismi
e a curare le ferite, questo emerge in particolare da scritti di Hippocrate
e Dioscoride. Nel Medioevo c’era anche chi se ne serviva contro la tosse,
il vomito, la dissenteria e per un certo numero di malattie della pelle.
Nella medicina tradizionale indiana, l'Ayurveda, Boswellia è utilizzata
da secoli contro la tosse, i dolori articolari, la diarrea e la “pazzia”.
Nella medicina moderna, Boswellia è utilizzata per trattare l'asma, i
reumatismi ed alcuni disordini intestinali.
EVIDENZE SCIENTIFICHE
La composizione degli oli essenziali differisce in gran parte in funzione del
clima, della posizione geografica e dalla modalità di raccolta della
resina. L' olio d'incenso era già conosciuto nel secolo XVI° nelle
farmacie sotto il nome di "oleum thuris". Nel 1788, Johann Ernst Baer
ne fa il primo studio chimico. I costituenti chimici vengono studiati nel 1840
da J. Stenhouse. Ma è a partire dagli anni 1930 che vengono intrapresi
studi più dettagliati. Più tardi, negli anni 60-70, altri studi
chimici più specifici vengono a completare le conoscenze sui componenti
di questa pianta e si suoi oli.
L' olio di Boswellia sacra contiene una forte proporzione di monoterpeni (95%)
cui E-ß-ocimene ed limonene sono le costituenti principali. Il resto è
composto da sesquiterpeni.
Altri studi mostrano che l' a-pinène è la costituente principale,
ci sono probabilmente forti variazioni dovute ai fattori esterni già
citati.
La Boswellia carterii è la specie il cui olio è stato più
studiato. La sua resina è chiamata " Eritrea", e l' olio è
costituito al 60% d' acetato d' octyle. Si riporta anche la presenza di numerosi
diterpeni.
L'incensole acetato presente nel Boswellia carterii ha dimostrato possedere
un forte potenziale ansiolitico e antidepressivo, oltre alla sua attività
anti-infiammatoria. Si tratta di un potente attivatore del recettore TRPV3 del
Sistema Nervoso Centrale.
Anche l’olio essenziale di Boswellia serrata è stato a lungo studiato.
Viene chiamato anche "Aden". Il componente principale è l'
a-pinène che rappresenta circa il 45% dell' olio. I Menon e Kar dell’Indian
Institute of Science riportano che l' estratto di resina di Boswellia serrata
ha un'attività analgesica e calmante sui ratti, benché i componenti
responsabili di questo effetto non abbiano potuto essere isolati.
Il Sallaki è una preparazione fitofarmaceutica indiana (Ayurveda) fatta
con acidi boswellici estratti del Boswellia serrata per trattare i problemi
infiammatori. La Boswellia frereana ha una composizione tipicamente monoterpenoide
il cui il p-Cymene è il componente più abbondante dell' olio.
CONSIGLI DI PRUDENZA
È molto probabile che i fumi inalati durante le cerimonie religiose,
in particolare da parte del capo della cerimonia, siano sufficienti a produrre
effetti psicoattivi e partecipare all' esaltazione spirituale di questi momenti.
Per questo motivo si consiglia un uso sotto controllo medico; inoltre esiste
uno studio che dimostra che la combustione dell'incenso libera HAP (idrocarburi
aromatici policiclici) che sono cancerogeni.
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