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CRIOELETTROFORESI
La Crioelettroforesi - tecnica di veicolazione transcutanea profonda
e mirata per via elettrica, di farmaci o principi attivi naturali opportunamente
congelati – è una metodica terapeutica messa a punto dal prof.
Alessandro Aloisi e brevettata in tutto il mondo dalla A.I.R. S.r.l., società
di ricerca specializzata nell’ingegneria di tecniche e apparecchiature
medicali. Essa rappresenta un’applicazione altamente innovativa comunemente
usata nel trattamento di forme patologiche a carattere locale.
La tecnica consiste nell’introdurre nei tessuti, a basse temperature,
in modo mirato e profondo sostanze medicamentose idrosolubili, ancor meglio
se ionizzabili, tramite una specifica apparecchiatura che ne consente la penetrazione
e l’assorbimento a livelli profondi (6-8 cm) e in quantità (1-2
mg %) finora impensabili con le metodiche tradizionali, ma soprattutto con un
impatto sistemico di entità molto ridotta (circa 0,04 mg %), al di sotto
di ogni immaginabile aspettativa prima dell’avvento di questa rivoluzionaria
innovazione tecnologica.
Questi motivi rendono la Crioelettroforesi di uso praticamente illimitato per
le affezioni localizzate.
Mentre nella ionoforesi convenzionale l’assorbimento transdermico della
sostanza impiegata (una specialità farmaceutica oppure un galenico) avviene
in minima parte, quindi con scarsa azione terapeutica, comportando la necessità
di molte sedute nonché l’impiego di grandi quantità di farmaco
e implicazioni a livello sistemico, con la Crioelettroforesi tutto ciò
può essere evitato. Una speciale apparecchiatura, dopo il congelamento
della soluzione impiegata, fa passare una corrente pulsata attraverso le zone
di incipiente fusione, con trascinamento del farmaco che, in tali condizioni,
penetra in profondità nella zona da curare. La frequenza deve essere
rapportata al peso molecolare della sostanza da introdurre e alla profondità
da raggiungere.
L’impiego del ghiaccio insieme alla corrente variabile consente infatti
un notevole incremento nell’assorbimento del principio attivo, con conseguenti
vantaggi sia per gli effetti curativi che per la riduzione nel numero delle
sedute. La soluzione, congelata a temperatura tra –5 e 0 gradi Centigradi,
veicola gli ioni del principio attivo; non incontrando nel loro percorso elettricamente
guidato dall’esterno all’interno dell’organismo ostacoli o
superfici che ne possano rallentare o bloccare il flusso, gli ioni raggiungono
in alta concentrazione gli strati profondi sottofasciali.
Con il procedere della ricerca e della sperimentazione clinica la Crioelettroforesi
sta allargando sempre di più il campo delle sue applicazioni: in particolare
essa si dimostra molto efficace in medicina fisica e sportiva nel trattamento
delle patologie articolari e tendinee, in medicina estetica (varici, cellulite,
lifting del viso) nonché per il trattamento di alcune forme urologiche
come l’induratio Poenis Plastica.
La Crioelettroforesi serve comunque all’introduzione e al trasporto localizzato
del farmaco, proprio come una siringa serve a introdurre il farmaco per via
sistemica. E’ quindi il farmaco, non l’apparecchiatura, che cura
l’affezione. Test applicativi su diversi farmaci per affezioni differenziate
sono continuamente in corso in vari laboratori e cliniche universitarie (Catania,
Siena, Roma, Bologna, San Paolo del Brasile, Belo Horizonte, Miami ecc.) e di
enti di ricerca (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a Catania, Legnaro ecc.).
In tutti i casi la tecnica ha confermato la sua efficacia almeno con l’80%
dei successi nei campi e per le affezioni riportati nella seguente tabella:
Campo di applicazione
Affezione Specifica Numero casi % successi
Medicina estetica Cellulite >2000 95%
Terapia antinfiammatoria Diverse >200 98%
Medicina dello Sport Diverse >100 85%
Neurorizopatie Tunnel carpale 46 80%
Reumatologia e terapia del dolore Periartrite scapolo-omerale 40 100%
Anestesiologia Flebologia 40 In corso%
Urologia Induratio Poenis Plastica 28 86%
Reumatologia e terapia del dolore Diverse 15 80%
Anestesiologia Asportazione vescica 2 100%
Terapia infezioni Osteomielite 1 Pieno successo
Fonte: prof. Renato Potenza, Dipartimento di Fisica dell’Università
degli Studi di Catania Dati ordinati per n. casi trattati
Nella Crioelettroforesi il dosaggio del farmaco non è semplicemente ricavabile
dalle regole della somministrazione per via sistemica.
Regolando la polarità della corrente e la frequenza delle oscillazioni
a seconda del farmaco usato, è possibile fare penetrare il principio
attivo attraverso la barriera dell’epidermide fino a raggiungere la parte
interessata in concentrazioni terapeuticamente efficaci.
Mentre la permeabilità dell’epidermide è assicurata dall’effetto
di porazione della corrente oscillante, l’effetto vasocostrittore, provocato
a livello locale della bassa temperatura, impedisce la prematura rimozione del
farmaco tramite il flusso sanguigno.
PRINCIPI APPLICATIVI
L’efficacia del trattamento ed i risultati dipendono dalla gravità
dell’affezione che, potendo avere carattere acuto o cronico, necessitano
di cicli personalizzati per risolvere o attenuare il processo infiammatorio
in corso. La personalizzazione del trattamento dipende sia dal numero di sedute
o cicli sia dall’uso di un farmaco rispetto all’altro. La Crioelettroforesi
trova un’ottima collocazione in traumatologia poiché rimuove molto
rapidamente l’evento sintomatologico principale di queste affezioni: il
dolore. La Crioelettroforesi presenta quindi indubbi vantaggi anche in patologie
frequenti nella popolazione (indicate in tabella), consentendo un netto miglioramento
della qualità della vita.
Patologie in cui la Crioelettroforesi presenta notevoli vantaggi
LESIONI ACUTE: · Contusioni · Ematomi · Distrazioni · Distrazioni capsulo medicamentose · Subussazioni – Lussazioni · Algopatie post traumatiche · Sindrome compartimentale
LESIONI CRONICHE: Esiti post traumatici · Tendinopatie inserzionali · Fibrosi capsulari · Tendinopatie fibro calciche · Rigidità articolari · Algopatie da non uso
PATOLOGIA APPARATO LOCOMOTORE: · Artrosi · Artriti · Sinoviti reattive · Radicolopatie · Sindrome del tunnel carpale · Algopatie generalizzate · Coccigodinie
EFFICACIA E TOLLERABILITÀ DELLA CRIOELETTROFORESI
Numerose indagini sperimentali e cliniche, avendo appurato la poca efficacia
delle metodiche ionoforetiche, avevano documentato come, in condizioni tradizionali,
le correnti elettriche impiegate fossero inadeguate a trasportare significative
percentuali di farmaco e a conferirgli una sufficiente capacità di penetrazione
all’interno della massa tissutale, anche per l’enorme quantità
di medicamento che rimane nella spugnetta conduttrice assorbente.
Grazie alla Crioelettroforesi invece è possibile superare i limiti del
sistema tradizionale.
Nelle condizioni di temperatura e di frequenza elettrica sopra accennate, è
possibile traslare una percentuale del composto saggiato molto più alta
rispetto alle metodiche tradizionali, con ottima direzionalità e notevole
profondità (fino a circa 8 cm), ma anche con la quasi totale assenza
sistemica dei composti attivi introdotti localmente.
METODO DI SOMMISTRAZIONE TRAMITE LA CRIOELETTROFORESI
L’apparecchiatura consente la somministrazione del principio attivo direttamente
sulla parte interessata e permette il passaggio del farmaco opportunamente congelato
attraverso la cute e i tessuti sottocutanei, sfruttando i seguenti fenomeni
chimico-fisici:
· DIFFUSIONE: fenomeno presente in molti casi (per esempio per le pomate),
con la Crioelettroforesi la diffusione è fortemente potenziata dall’effetto
di porazione della corrente oscillante;
· ELETTROFORESI: fenomeno che rafforza la diffusione, tipico dei farmaci
elettrolitici che in acqua si dissociano in ioni positivi e negativi. Con la
Crioelettroforesi il trasporto dello ione attivo, fortemente potenziato dall’effetto
di porazione della corrente oscillante, si ottiene scegliendo la polarità
opportuna dell’elettrodo contenente la soluzione ghiacciata;
· ELETTROSMOSI: grazie a questo fenomeno, anch’esso fortemente
amplificato dall’effetto di porazione della corrente oscillante, sia l’acqua
sia le sostanze in essa disciolte vengono trasportate entro e attraverso i tessuti;
quando il farmaco non si dissocia o quando lo ione attivo è positivo,
con la Crioelettroforesi l’elettrosmosi rafforza sia la diffusione sia
l’elettroforesi.
Fonte:www.see.it
Istituto Medico Quadronno