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CURA DELLE MALATTIE CON L' ACQUA


Dott. Pier Giorgio Lucarini
La quantità complessiva di acqua in un uomo di 70 Kg è di circa 40 litri, corrispondente in media al
57% del peso dell’ 'intero organismo. Alla nascita si raggiungono livelli fino al 75% del peso
corporeo, diminuendo poi progressivamente fino alla vecchiaia. Nelle persone obese, diversamente
da quello che potremmo immaginare, la percentuale di acqua dell'organismo diminuisce anche fino
al 45%.
La maggior parte dell 'acqua che introduciamo quotidianamente è quella che assumiamo
direttamente come acqua o sotto forma di bevande e, in minor quantità, come acqua contenuta negli
alimenti. Considerando poi che 150 - 250 ml di acqua al giorno viene sintetizzata dall'organismo
come conseguenza dell'ossidazione dell'idrogeno delle sostanze metabolizzate, la quantità di acqua
in entrata nell'organismo corrisponde a 2300 ml al giorno. Di questi 2300 ml, ad una temperatura
ambientale di circa 20.C, 1400 ml circa si perdono con le urine, 100 ml con il sudore e circa 100 ml
con le feci. 1700 ml che rimangono, vengono persi per evaporazione dall'apparato respiratorio o per
diffusione attraverso la cute.
Dei 40 litri di liquido corporeo totale, 25 litri si trovano all'interno delle cellule venendo a costituire
il liquido intracellulare, mentre i liquidi corporei che si trovano all'esterno delle cellule
costituiscono il liquido extracellulare. Quest’ultimo può essere distinto in liquido interstiziale,
plasma, liquido cerebrospinale, liquido intraoculare, liquidi dell'ambiente gastrointestinale e liquidi
degli spazi virtuali.
Il liquido extracellulare contiene grandi quantità di ioni, sodio e cloro, quantità notevole di ioni
bicarbonato ma piccole quantità di ioni potassio, calcio, magnesio, fosfato, solfato e ioni di acidi
organici. Il plasma ha inoltre un'elevata concentrazione di proteine mentre il liquido interstiziale ne
contiene in quantità minore. E' fondamentale che non vi siano sovvertimenti in questa
composizione, perché il liquido extracellulare costituendo 1 'ambiente interno dell 'organismo deve
fare in modo che le cellule immerse in esso abbiano sempre a disposizione quegli elettroliti e
sostanze nutritive idonee ad assicurare le loro funzioni cellulari. Il liquido intracellulare, invece,
contiene solo piccole quantità di ioni sodio e cloro ed è quasi sprovvisto di ioni calcio. E' provvisto
però di grandi quantità di ioni potassio e fosfato e minori quantità di ioni magnesio e solfato.
Inoltre, le cellule contengono grandi quantità di proteine, in concentrazione circa quattro volte
maggiore di quella del plasma.
L'acqua di mare è un'acqua salina, contenente in soluzione 35 g in media di sali per litro, fra i quali
va considerato per importanza il cloruro di sodio. La concentrazione di questi sali può variare a
seconda del luogo e della stagione, ma 1 'acqua di mare oceanica prelevata da 20 a 80 metri di
profondità ha una composizione costante. I componenti dell'acqua marina, in particolare dei
minerali e degli oligoelementi, si ritrovano nelle stesse proporzioni nell'organismo umano. Sono
legati a molecole organiche o liberi, allo stato molecolare o ionico e si presentano sotto la forma più
assimilabile per l'essere vivente.
Basterebbe ricordare il ruolo del calcio e del potassio nell'equilibrio cellulare e nel ritmo cardiaco;
del fluoro nella calcificazione ossea; dello iodio nel metabolismo, nella crescita e nella regolazione
endocrina; del rame nei processi ossidoriduttivi; del ferro nella sintesi dell'emoglobina; del cobalto
che è costituente della vitamina B 12; dello zinco che entra nella composizione di enzimi del
metabolismo delle proteine; dell'oro e dell'argento che hanno azione antinfettiva; del fosforo che
entra nella formazione di derivati fosforilati per le fosfoproteine cerebrali; dello zolfo che interviene
nella costituzione della cartilagine e del collagene, oltre che avere proprietà disintossicanti e
desensibilizzanti nei fenomeni allergici; del bromo che ha azione sedativa; del magnesio che è un
fattore di crescita, un tonico generale, un equilibratore psichico, aumenta le reazioni di difesa
dell'organismo e ha un'azione non indifferente nella prevenzione del cancro.
L'acqua di mare contiene, infine, numerosi elementi radioattivi, come radio-calcio, radiomanganese,
radio-fosforo, radio-iodio, ed è un ambiente vivente in quanto porta in sospensione il
plancton che è un insieme di microrganismi animali e vegetali, deputato a regolare la composizione
fisico-chimica dell'acqua di mare, fissa certe sostanze minerali allo stato organico e decompone le
sostanze organiche in sali minerali. Non dobbiamo meravigliarci se l'acqua marina abbia in sè anche
sostanze con un potere antibiotico: queste proprietà, indipendenti dalla salinità, scompaiono con 1
'invecchiamento. Dal terzo al decimo giorno scompaiono del tutto. Vi è identità fra acqua di mare
isotonica e il mezzo elettrolitico acquoso che bagna tutte le cellule: i globuli bianchi hanno una
sopravvivenza uguale nell'acqua di mare e nel siero. Renè Quinton dopo ampie ricerche, concluse: "
Un organismo è in primo luogo una massa di acqua di mare dove vivono, nelle condizioni
acquatiche originarie, le cellule che lo costituiscono."
L'acqua di mare è in commercio, con il nome di plasma di Quinton, appena modificata per le
esigenze dell 'organismo e resa sterile, permettendo così di rimineralizzare 1'organismo, ristabilendo
il metabolismo minerale alterato e 1'equilibrio ionico. Una cura con acqua di mare moltiplica fino a
10 volte il tasso di magnesio, con notevole miglioramento delle manifestazioni allergiche,
dell'assimilazione e diminuendo le fermentazioni gastriche.
Respirare l'aria di mare, invece, ricca di ossigeno e ozono, consente un arricchimento energetico, in
quanto troviamo in sospensione composti minerali provenienti dalla schiuma delle onde insieme ad
alghe microscopiche ricche di iodio. Cib comporta un aumento del numero dei globuli rossi, del
tasso di emoglobina, del calcio e del metabolismo basale, un rinforzo delle contrazioni cardiache
con conseguente miglioramento della circolazione periferica, un aumento della capacità respiratoria,
della respirazione cutanea e della diuresi.
Per quanto riguarda invece le acque dolci, esse sono acide con pH inferiore a 7 ed una durezza
totale pari a meno di 180 mg/l. Ricerche iniziate già dal 1957 sulla relazione fra acque dolci e
malattie cardiovascolari, hanno messo in evidenza il maggior numero di morti in quelle regioni con
presenza idrica di acque dolci rispetto a quelle caratterizzate da acque dure.
Il sodio ha sicuramente un ruolo basilare in questa relazione, in quanto nell'acqua dolce naturale si
trova un livello di sodio elevato in valore assoluto o in rapporto ad altri minerali. Con la
dolcificazione artificiale dell'acqua viene aumentata la quantità di sodio in rapporto a quella di
calcio e di magnesio. Calcio e magnesio notoriamente ostacolano 1'accumulazione di sodio nel
corpo e quindi persone soggette a trattenere il sodio all'interno, risentiranno negativamente
dell'assunzione di quest'acqua. Il calcio ha un effetto stimolatore sul tessuto muscolare mentre il
magnesio svolge un'azione sedativa: una deficienza di quest'ultimo rispetto al calcio darà luogo ad
una vasocostrizione. Ecco perché il magnesio somministrato nel trattamento di disfunzioni
cardiovascolari dà effetti benefici.
Allo stesso modo, uno studio presentato dal dottor Leslie Klevay, ha dimostrato che un'elevata
presenza nel siero di zinco rispetto al rame o una mancanza di quest'ultimo, può creare le basi per
1'ischemia cardiaca: infatti può esservi un calo di HDL, lipoproteine ad alta densità e un incremento
di LDL, lipoproteine a bassa densità. Al contrario, se è maggiore la concentrazione di rame rispetto
allo zinco, ciò favorisce lo sviluppo di ateromi. Un eccesso di rame si trova spesso nelle acque dolci
come conseguenza dell'azione corrosiva dell'acidità dell'acqua stessa sui tubi di rame. Se facciamo
gocciolare 1'acqua del rubinetto per una intera notte notiamo quest'ultimo con una colorazione
verdebluastra.
Il cloro nell'acqua potabile ha sicuramente un'azione disinfettante e la sua concentrazione può
oscillare tra due e tre milligrammi per litro. Si è visto, però, che le acque dure, contenenti molto
calcio e magnesio, allo stesso modo di una dieta ricca di calcio, possono ostacolare lo sviluppo
dell'arteriosclerosi, favorita invece dalla presenza di cloro. Ecco perché è bene che pazienti
sofferenti di ischemia cardiaca, evitino di bere acqua ricca di cloro. Non solo, si è visto anche
l'aumento dell'incidenza di cancro al colon, alla vescica e al retto, dovuta ad un'interazione tra il
cloro e ad altri elementi chimici contenuti nell'acqua che porta alla formazione di sostanze
cancerogene.
Analisi minerali di acque dolci rivelano che la concentrazione di metalli tossici quali il rame, il
piombo, il manganese e il cadmio, va oltre i livelli accettabili. L'aumento di questi metalli
nell'acqua contribuisce ad un incremento del loro peso nel corpo umano, specialmente nei bambini e
negli anziani, con un significativo aumento di manifestazioni sfavorevoli.. La concentrazione di
piombo, ad esempio, è proporzionale al tempo in cui 1 'acqua rimane a contatto dei tubi, delle
saldature e dei rubinetti. Così, il cadmio è il più attivo dei metalli pesanti nel generare ipertensione,
dilatazione cardiaca, arteriosclerosi e malattie renali.
L'assunzione prolungata di acque dolci può contribuire allo sviluppo dell'osteoporosi, 1'acqua
contenente rapporti non bilanciati fra magnesio e calcio fa aumentare 1'incidenza di fratture ossee,
acqua povera in magnesio fa sviluppare osteoporosi e carie dentali e acque con un'alta
concentrazione di calcio rispetto al magnesio provocano una diminuzione nella formazione della
matrice ossea.
Le acque dolci presentano di solito nella loro composizione chimica quantità eccessive di ferro
come conseguenza dell'uso di tubature di questo metallo: quest'acqua lascia una colorazione bruna
sulle strutture in porcellana. Il ferro in eccesso tende ad accumularsi nel fegato, nelle articolazioni e
nei muscoli, favorendo la formazione di artriti, cirrosi e ipertensione. Il piombo che si accumula
nell'organismo, invece, contribuisce a creare iperattività nei bambini e un deficit intellettuale. Nelle
donne l'eccesso di rame o la relativa mancanza di zinco si manifestano con le sindromi premestruali
e con disturbi emozionali.
Le acque dure presentano un pH maggiore di 7 ed una durezza totale nell'ordine di 250 mg/l o più.
Abbiamo visto come gran parte degli effetti negativi sia dovuta all'acqua dolce, però anche 1'acqua
dura può contribuire a mancanze o a disequilibri minerali, anche se in minor misura. Un eccesso di
calcio, ad esempio, può ostacolare 1 'assunzione di altri minerali, quali il ferro, lo zinco e il
potassio.
Che cos'è la malattia e da dove questa scaturisce? Nessun medico può non esprimere meraviglia per
come lavora il corpo umano. Il suo ordine, la sua precisione, il suo equilibrio, conducono alla salute
e qualunque causa che turba questo equilibrio produce la malattia. Probabilmente, una
manifestazione di queste turbe interne è dovuta al sangue che, carico di tossine, non riesce a
circolare bene nei vasi e a nutrire ed ossigenare le cellule dei vari organi. Il sangue, in un certo qual
senso, ha la funzione di irrigare il corpo come i fiumi irrigano e nutrono la terra. Non
dimentichiamo mai che 1'uomo è un essere immerso nel cosmo che lo circonda.
Questo concetto richiama alla memoria la Geomanzia, scienza che studia le correnti di energia a
livello terrestre. In tutte le culture tradizionali esiste una 'geografia sacra', che tiene conto delle
correnti vitali presenti su tutte le superfici della terra, per indirizzare al meglio le attività umane. A
livello di queste correnti di energia sono presenti delle eminenze particolari che sono divenute
luoghi sacri per le varie culture. Esistono inoltre interazioni tra i flussi energetici dell'ambiente e le
correnti vitali dell'uomo: disarmonie nei flussi energetici ambientali possono ripercuotersi sulle
correnti vitali dell'uomo, inducendo stati patologici.
Così, il sistema d'irrigazione del nostro corpo ad opera dei vasi sanguigni, nutre e fortifica ogni
parte, ogni organo e di conseguenza una circolazione del sangue disturbata con agenti estranei,
altera questa armonia, producendo la malattia. Qual è allora il compito del medico? E' scoprire
l'origine della malattia, comprendere a quale livello si è approfondita. I sintomi danno una
manifestazione esterna della malattia, ma non sono la malattia. Non basta curare i sintomi per
guarire. Ognuno ha la sua cura efficace, ogni scuola di pensiero scientifico ha le sue metodiche
terapeutiche, ma spesso l'uomo vuole sostituire la natura. La natura ha sempre offerto all'uomo
mezzi efficaci per riportare l'equilibrio all'interno dell'organismo. In modo naturale. E allora la
domanda ci viene posta ancor più con insistenza: in qual modo si può ottenere la guarigione con
1'uso dell'acqua?
Sintetizziamo questo concetto in quattro punti principali: a) l'acqua ripulisce 1'organismo,
riattivando il sangue; b) l'acqua elimina le tossine dall'organismo; c) l'acqua ripristina la regolare
circolazione del sangue; d) 1'acqua rinvigorisce l'organismo indebolito, ridandogli una nuova
sferzata di energia.
L'idroterapia, detta anche crenoterapia, utilizza l'acqua a scopo terapeutico. Questa pratica era già
usata dai popoli antichi, in particolare i romani, i greci, i persiani, gli ebrei, gli egizi, gli arabi e i
cinesi. Ci fu poi nel Medioevo e nel Rinascimento una attenuazione di questa pratica e solo nel
secolo scorso ad opera di un contadino, Vincent Priessnitz e di un monaco, Sebastian Kneipp, fu
riportata alle sue antiche origini.
L'idroterapia in senso stretto comprende i bagni, le docciature e gli impacchi ed è nota
comunemente come idroterapia secondo Kneipp. Ma non bisogna dimenticare anche le applicazioni
interne dell'acqua, ugualmente studiate dal Preissnitz e dal Kneipp, ad esempio acque minerali
assunte per bocca come nelle cure idropiniche, clisteri, lavaggi nasali, auricolari, vaginali,
inalazioni, la fangoterapia, la sauna e la terapia con gas sulfurei.
L'applicazione di acqua fredda deve farsi su di un corpo caldo e in modo veloce. In generale
possiamo dire che un bagno freddo, fra spogliarsi, bagnarsi e rivestirsi, non deve durare più di 4-5
minuti. Alla fine di ogni applicazione fredda il corpo non deve essere asciugato a parte le mani e la
testa. Va immediatamente rivestito in modo che 1'acqua del corpo non vada a contatto con l'aria
esterna e raffreddi il corpo. L'asciugarsi come siamo abituati a fare produce sulla pelle solo nel
punto dello strofinamento un calore che non è uguale al resto del corpo e quindi non è benefico,
soprattutto ai malati che indebolisce ancora di più. Invece, lasciandosi bagnati e rivestendosi
immediatamente dà tono ed energia a tutto 1'organismo e aiuta a produrre un calore naturale a tutto
quanto il corpo.
Questo fenomeno non deve sorprenderci più di tanto: quando si spruzza dell'acqua sul fuoco, questo
reagisce aumentando la fiamma, così 1'interno del corpo, caldo, adopera 1'acqua della superficie del
corpo per aumentare il suo calore. Ecco perché non è importante sfregare la pelle con spazzole,
asciugamani o altro, per ottenere una produzione e una reazione di calore, perché il non asciugarsi
già fa aumentare in modo uniforme il calore a tutto quanto 1 'organismo.
I modi per far sì che il nostro organismo perda quella sensibilità ai cambiamenti atmosferici e
quindi risulti più forte nella difesa, sono sette:
1. Camminare a piedi nudi. Istintivamente e naturalmente, i bambini si tolgono scarpe e calze
per poter avere i piedi liberi e correre sull'erba. Non perdiamo mai 1'interesse nell'osservare
in natura i fatti che si svolgono in modo istintivo, soprattutto nei bambini e negli animali,
specie per quanto riguarda il modo di vivere e di alimentarsi.
2. Camminare sull'erba bagnata, bagnata sia dalla rugiada sia dall'acqua che abbiamo
preventivamente sparsa sul terreno.
3. Camminare sulle pietre bagnate, dove si ha in più una stimolazione riflessa plantare.
4. Camminare sulla neve, possibilmente neve caduta di recente e non quella dura e gelata.
Spesso la paura di raffreddamenti e bronchiti ci distolgono dall'usare queste metodiche,
rivestendo il piede con calze e calzature che imprigionano il piede, non permettendogli
neanche la respirazione superficiale.
5. Immergersi nell'acqua che arriva fino alle caviglie e ai polpacci. In questo modo si agisce
sui liquidi, mettendoli in movimento, provocando un aumento della diuresi e disintossicando
l'organismo. Agisce in modo positivo nelle congestioni dell'apparato cardio-respiratorio, nel
meteorismo dell'apparato gastro-intestinale, nelle vertigini e nelle cefalee. Per far questo
basta riempire la vasca da bagno e immergersi fino al ginocchio.
6. Immergere nell'acqua l'arto superiore fino alle spalle e, anche contemporaneamente, alle
gambe. In questo modo si attira sangue all'estremità degli arti superiori ed inferiori,
distogliendo la congestione e il calore all'interno degli organi addominali e toracici.
7. Doccia al ginocchio. Con i piedi dentro una vasca docciarsi a più riprese dai piedi fino alle
ginocchia, gradatamente e in modo uniforme. Anche questa operazione è da farsi quando il
corpo è caldo: di solito questa docciatura non deve superare i 3-4 giorni.
Qual è il principio su cui si base I 'azione terapeutica dell'acqua? E' senz'altro quella di produrre uno
stimolo in una ben determinata zona del corpo per attivare due meccanismi fisiologici: il primo
vascolare, 1'altro nervoso. La reazione vascolare consiste nel richiamare sangue da altre parti del
corpo, soprattutto da quelle zone particolarmente infiammate, congeste, verso la parte interessata
dalla docciatura. La reazione nervosa invece, attiva le vie neurovegetative, simpatiche e
parasimpatiche, che collegano la parte interessata con determinati organi interni, sia direttamente
che tramite mediatori ormonali.
Queste stimolazioni idroterapiche vanno applicate alcune volte al giorno per un mese circa e
producono una modificazione positiva non solo nella parte che trattiamo ma anche in organi ad essa
correlati. Lo stimolo è provocato sia da fattori fisici, temperatura e pressione dell'acqua, sia chimici.
Passiamo in rassegna alle varie forme di idroterapia che possiamo praticare nelle nostre case.
1. Impacchi. Possono essere applicati sia nella parte anteriore, sia nella parte posteriore, sia al
basso ventre. Non sono altro che un pezzo di tela di lino o di altro genere ripiegato più volte
nella sua lunghezza, per poter coprire il corpo dal collo fino al pube. Questo panno viene
immerso nell'acqua fredda, strizzato e applicato alla persona distesa nel letto. Sopra si avrà
cura di mettere una copertina di lana o un secondo panno di lino asciutto, ripiegato, in modo
da non permettere il contatto dell'aria alla tela bagnata. La stessa cosa va fatta attorno al
collo, per evitare che aria penetri da questa parte e non si corra pericolo di raffreddamenti. Il
tempo di permanenza è fino ad un'ora, dopo di che bisogna rinnovarla. Anteriormente questa
applicazione serve a risolvere problemi infiammatori a livello polmonare, degli organi
digestivi e della riproduzione. Posteriormente rinforza la colonna vertebrale con tutti i suoi
problemi di artrosi e reumatismi. La reazione nella zona cutanea sotto l'impacco freddo è
una vasocostrizione, a cui segue poco dopo una vasodilatazione. Dopo circa mezz'ora si ha
sudorazione generalizzata. Si possono altresì usare impacchi di piccole dimensioni, per
esempio sul torace, sugli arti, a livello lombare, sul collo e sulla fronte.
2. Bagni. I bagni si distinguono in pediluvi, che non sono altro che bagni ai piedi e possono
raggiungere anche i polpacci. Ciò serve per distogliere il sangue dalla testa e dal torace e
rinvigoriscono il corpo stressato e stanco, oltre ad essere un ottimo mezzo per curare
1'insonnia. Il pediluvio caldo può essere usato, sempre però seguito da un pediluvio freddo
di mezzo minuto. Abbiamo, inoltre, i mezzi bagni, che non sono altro che bagni in cui
l'acqua arriva fino alla parte bassa del ventre o fin sopra l'ombelico. In questo modo
possiamo inginocchiarci nella vasca da bagno, in modo che le cosce e la parte bassa viene
coperta o addirittura sedersi in modo tale che anche parte degli organi addominali possa
essere raggiunta. Ci sono poi, i semicupi, i quali non sono altro che il sedersi immergendosi
in una speciale vasca o tinozza, in modo tale che solo la parte bassa del ventre, i reni e la
parte superiore delle cosce viene ad essere interessata mentre tutto il resto è fuori dall'acqua.
Questo bagno non deve superare i tre minuti. E' consigliato per tutti i problemi della
digestione e dell 'evacuazione: ottimo è fare questo semicupio appena alzati la mattina e con
il corpo ancora ben caldo. E' bene farlo non più di due, tre volte la settimana. I bagni interi
freddi possono essere fatti seduti oppure in piedi, bagnando in quest'ultimo caso con le mani
la parte superiore del corpo: la durata non deve superare i tre minuti, meglio ancora un solo
minuto. La regola è che quanto più breve è il bagno freddo, tanto migliore è l'effetto.
3. Docciature. Si usa la doccetta della vasca, preventivamente avendo cura di smontare la
testina forata, sì da creare un getto unico di acqua che permetta una continuità nella parte
trattata, così da dare uno stimolo cutaneo più uniforme ed incisivo. La docciatura 'a pioggia',
invece, stimola in modo delicato e continuo i capillari sanguigni. Quest'ultima di solito viene
fatta su tutto il corpo mentre le docciature a getto continuo vengono eseguite su zone
circoscritte: getto sul braccio, per disturbi circolatori degli arti superiori; getto sul viso,
adatto a scopi estetici; getto sulla gamba iniziando dal ginocchio, utile nelle gonartrosi, nella
cefalea, nei disturbi addominali, nelle varici e nei disturbi circolatori degli arti inferiori.

 

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