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DIABETE ORA SI PARLA DI EPIDEMIA
I numeri del diabete sono di quelli che fanno tremare: ogni dieci secondi nel
mondo qualcuno muore per cause legate a questa malattia che anche nel nostro
Paese continua a diffondersi a un ritmo crescente. L’Organizzazione Mondiale
della Sanità avverte: presto proprio per colpa del diabete l’aspettativa
di vita potrebbe ridursi, per la prima volta in 200 anni.La conferma del trend
al rialzo arriva anche dall’Istat attraverso il consueto monitoraggio
annuale sullo stato di salute della popolazione, sulla base delle informazioni
raccolte nell’indagine multiscopo sulle famiglie “Aspetti della
vita quotidiana”. E’ in aumento in Italia, ma anche nel resto del
mondo, tanto che si comincia a parlare di epidemia e in Paesi come l’Africa
il diabete sta prendendo il posto dell’emergenza HIV. Per quanto riguarda
l’Italia, i dati riportati nell’annuario statistico ISTAT 2006 indicano
che è diabetico il 4,5 per cento degli italiani (4,6 per cento delle
donne e 4,3 per cento degli uomini). Numeri che segnano un aumento netto rispetto
all’indagine multiscopo del 1999- 2000, secondo cui era diabetico il 3,7
per cento degli italiani (4 per cento delle donne e 3,5 per cento degli uomini).
Nella fascia d’età 45-74 anni la prevalenza è maggiore fra
gli uomini, mentre nella fascia oltre i 75 anni è molto più alta
fra le donne. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, l’area
con la percentuale più alta è il Mezzogiorno, con un tasso del
5,2 per cento, seguita dal Centro con il 4,5 per cento e dal Nord con il 3,9
per cento. Il diabete è una malattia cronica, spesso su base ereditaria,
caratterizzata da valori di glicemia (cioè del livello di glucosio nel
sangue) aumentati. Il termine diabete nell'etimologia greca (diabetes) significa
"che passa attraverso", mentre il termine latino che a sua volta ne
deriva ha il significato di "sifone". Infatti gli antichi medici sapevano
che la malattia era caratterizzata da una grande quantità di urina emessa
ogni giorno, che passava attraverso il corpo come attraverso un tubo senza esserne
trattenuta. La malattia è dovuta ad un disordine endocrino che interessa
la produzione da parte del pancreas di insulina, un ormone indispensabile per
l'utilizzazione dei nutrienti introdotti con l'alimentazione. La glicemia a
digiuno deve essere inferiore o uguale a 110 mg/dl, mentre la glicemia post-prandiale
(ossia due ore dopo il pasto) deve essere inferiore o uguale a 140 mg/dl.
IL PERCHE’ DELL’ AUMENTO
“Basterebbe osservare il grafico storico della malattia “- spiega
il dottor Francesco Frigato, direttore dell’Unità operativa di
Endocrinologia dell’Ospedale Umberto I° di Mestre. “ Intorno
al 1941 si nota chiaramente un picco positivo per il diabete. Praticamente il
diabete non si registra più tra la popolazione”. Libro di storia
alla mano, è facile assecondare l’affermazione del dottor Frigato:
queli erano gli anni della guerra e di cibo ce n’era talmente poco per
tutti, che il diabete era pressochè scomparso. Non c’è dubbio,
dunque, che la presenza di questa patologia dalle complicanze anche gravissime,
sia legata soprattutto agli stili di vita, al consumo di cibi troppo ricchi
di zuccheri, come le bevande gassate che sono entrate a far parte quotidianamente
delle nostre abitudini, assieme al fast-food. A questo si aggiunge la scarsa
propensione al movimento. E dire che sarebbe sufficiente una passeggiata di
mezz’ora quotidiana, a passo spedito...
I SINTOMI DEL DIABETE MELLITO
Purtroppo il diabete è una malattia silente, non si manifesta se non
quando il processo di distruzione delle cellule del pancreas è quasi
completato. Allora l’organismo non è più in grado di regolare
i livelli di zucchero nel sangue e il paziente sviluppa alcuni dei sintomi classici
del diabete: - Sete eccessiva, orinazione frequente, fame eccessiva, perdita
di peso, stanchezza e affaticamento, visione sfuocata, offuscata, glicemia alta,
zucchero e chetoni nelle urine, infezioni da funghi vaginali nelle giovani (anche
nella prima infanzia). Mentre i sintomi appaiono improvvisiamente, lo sviluppo
della malattia richiede tempi molto lunghi.
LE COMPLCIANZE DEL DIABETE
I soggetti con diabete hanno un rischio di morire per problemi cardiaci da 2
a 4 volte superiore rispetto alle persone senza il diabete. La malattia spesso
si associa ad alterazioni del metabolismo lipidico che inducono un aumento nei
livelli dei grassi circolanti nel sangue, anticamera dell’aterosclerosi.
Quando si riscontrano anomalie di questo tipo è sempre necessario valutare
se siano legate al fatto che il diabete non è ben controllato o se siano
indipendenti dalla malattia diabetica e richiedano un trattamento specifico.
I soggetti con diabete hanno anche un rischio di avere un ictus da 2 a 4 volte
superiore rispetto alle persone senza il diabete; il 60-65% di questi è
iperteso e l’pertensione può condizionare l'evoluzione delle complicanze
a livello renale e retinico, aggravandole ulteriormente. I limiti entro i quali
devono essere mantenuti i valori della pressione arteriosa nelle persone con
diabete sono più bassi di quelli previsti nelle forme di ipertensione
non associate al diabete. Il diabete rappresenta anche la maggiore causa di
cecità negli adulti tra i 20 e i 70 anni. L'eccesso di zucchero nel sangue,
infatti, può provocare danni irreparabili alla retina (retinopatia diabetica).
È possibile prevenire la cecità intervenendo precocemente con
la tecnica della fotocoagulazione laser, che è in grado di arrestare
la progressione della retinopatia. In alcuni casi può portare allo sviluppo
della cataratta, un'opacità del cristallino, la lente all'interno dell'occhio,
che ostacola la visione. Il diabete rappresenta anche una delle cause più
frequenti di insufficienza renale che impone il trattamento di dialisi. Ma la
patologia può intaccare anche il sistema nervoso: disturbi della sensibilità,
dolori agli arti inferiori o alle mani, digestione lenta o alterazioni dell'alvo,
sindrome del tunnel carpale. Negli uomini, un aspetto particolare è costituito
dai problemi di impotenza sessuale. Nel caso di gravi forme di neuropatia, la
mancanza di sensibilità e le alterazioni della circolazione sanguigna
sono i due fattori critici che promuovono infezioni anche gravi a livello cutaneo.
Per il piede diabetico che tende a lacerarsi facilmente, frequentemente si rende
necessaria l’amputazione.
I CENTRI DI CURA
Una classifica stilata in base a un rigoroso metodo scientifico individua i
centri all'avanguardia in Italia e in Europa. A livello europeo i risultati
sono più che soddisfacenti per le strutture italiane e venete in particolare.
Padova, con il suo Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Malattie del
Metabolismo e dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Ospedale
Universitario, si piazza al secondo posto dopo la danese Gentofte. Seguono Dusseldorf
(Germania), Milano con il San Raffaele, Londra e le Molinette di Torino.
LA DIAGNOSI
La persona con il diabete, è una persona come tutte le altre, con l'unico
problema di non essere in grado di assorbire lo zucchero (glucosio) necessario
alle sue funzioni vitali. Tale fatto è dovuto all'incapacità,
totale o parziale, del suo organismo di produrre l'ormone insulina. Quando si
sospetta di avere il diabete, la prima cosa da fare - suggeriscono al Centro
di padova - è quella di rivolgersi al proprio medico curante che vi consiglierà
alcune prime elementari indagini. Se si tratta di esordio di diabete tipo 2,
normalmente non è necessario il ricovero, ma vengono eseguite una serie
di analisi e di controlli, prescritta una dieta ed eventuali medicinali antidiabetici
orali. Se si tratta di esordio di diabete tipo 1, al centro vi consiglieranno
l'immediato ricovero per disintossicare l'organismo dai corpi chetonici accumulati
(tossici in quanto sostanze di rifiuto), per permettere ai genitori (se si tratta
di un minore) e al paziente di imparare le prime nozioni fondamentali sul trattamento
della malattia. La qualità della vita dei malati di diabete è
migliorata notevolmente; cosa impensabile anche solo fino a 5 anni fa. Oggi
l’insulina si può iniettare con microinfusori, si misura la glicemia
a casa; gli aghi sono sempre più corti e sottili. E grazie alla ricerca
i medici possono disporre di tanti farmaci e tipi di insulina e prescrivere
cure personalizzate, anche in funzione dei diversi stadi della malattia. Prevenirla,
individuarla precocemente e affrontarla in team, è ormai la parola d’ordine
in tutti i centri all’avanguardia nella lotta a questa nuova emergenza.
fonte:quirisparmio
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