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FARMACI E COLORI

 

Ci si chiede spesso se sia opportuno introdurre nel nostro organismo, in forma di medicinali, sostanze che non vi si trovano naturalmente. Gli eventuali benefici ottenuti in questi casi non dipendono solo dalla sostanza dei farmaci, ma anche l'effetto del loro colore costituente. Mentre i medicinali di sintesi possono avere azione tossica e in alcuni casi, pur calmando i sintomi, hanno azione sconvolgente sull'organismo, la cromoterapia non è di natura tossica e non ha effetti collaterali sull'organismo. Essa va direttamente alla fonte della malattia, ristabilendo l'equililibrio tra le energie vibranti presenti nell'organismo; queste energie riattivasno organi, ghiandole e sistemi del colpo. Ricordiamo inoltre che i corpi aurici hanno bisogno di poca potenza e di un'alta frequenza, quindi i loro costituenti si armonizzano meglio con i colori che con le reazioni chimiche. Poichè risulta che le reazioni chimiche agiscono in proporzione aritmetica e quelle cromatiche in proporzione geometrica, è evidente che quest'ultima è molto più efficace. Il Dott. Babbitt, pioniere della cromoterapia, sintetizza così i principi per un'applicazione scientifica dei colori in terapia.

- l'essenza vibratoria di un medicinale, come di ogni sostanza, è rappresentata dal colore che sprigiona nella disintegrazione.

- si possono ottenere effetti terapeutici equivalenti usando un colore corispondente o che ha reazioni affini.

- i diversi colori rappresentano le energie di cui il corpo ha bisogno per il suo normale funzionamento.

- i raggi luminosi raggiungono il corpo fisico dopo essere stati assorbiti dai cospi aurici dell'uomo e su tutti provocano effetti salutari.

fonte: Cromoterapia di Franca Silvani

 

 

 

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