|
www.medicinetradizionali.it Gruppo di Lavoro per la Divulgazione delle Discipline Olistiche sul Territorio |
|
Home Page - Contatti - La libreria - Cerca nel sito - Eventi |
"I germogli contro l'influenza"
tratto da http://www.centroconsumatori.it
Quando imperversano i virus influenzali, è tempo di ricorrere alle "bombe" vitaminiche. Per prevenire il raffreddore non servono però necessariamente i preparati chimici (pillole, integratori alimentari in polvere), ma si può ricorrere anche a frutta, verdura e germogli, che sono altrettanto ricchi di vitamine.
In particolare i germogli costituiscono veri e propri concentrati di vitamine, sostanze minerali e fibre; inoltre presentano un ridotto apporto energetico e un elevato contenuto di acidi grassi insaturi.
Particolarmente indicati per il consumo a crudo sono i germogli di cereali (grano, segale e orzo), di legumi (fagioli indiani o Mung, lenticchie o erba medica), ma anche di senape, sesamo e girasole. I germogli di piselli, soia e ceci devono essere sbollentati prima del consumo, poiché contengono sostanze tossiche che la germinazione elimina solo parzialmente.
Se avete un po' di posto sul davanzale della finestra, potete coltivare anche
da soli questi croccanti dispensatori di vitamine.
Per la germogliazione, acquistate solo semi non trattati e non modificati geneticamente;
rivolgetevi preferibilmente ai negozi di prodotti naturali o biologici, dove
si trovano in vendita anche miscele di semi già pronti.
I semi da far germogliare, preventivamente lavati, vanno disposti in una ciotola
o su un piatto piano coperti con una garza; quindi si lasciano a mollo per una
notte in una quantità d'acqua almeno doppia rispetto al loro volume.
Il giorno dopo sciacquare abbondantemente i semi, sgrondarli, rimetterli nel
recipiente senza acqua e sistemarli in un luogo luminoso. Ripetere quest'operazione
due volte al giorno. Evitare i ristagni d'acqua sul fondo del recipiente, poiché
i semi sono facilmente attaccabili da muffe e batteri.
I germogli sono pronti dopo 3-4 giorni. Prima del consumo, sciacquarli ancora accuratamente. Come già accennato, si raccomanda di sbollentare i germogli di piselli, soia e ceci, poiché contengono alcune sostanze tossiche che non vengono eliminate del tutto durante la germinazione.
Il processo di trasformazione dal seme al germoglio modifica notevolmente il valore nutritivo del prodotto, in particolare determina un incremento considerevole di fibre e vitamine; i germogli di fagioli indiani (Mung), soia, grano e alfa alfa, per esempio, sono particolarmente ricchi di vitamina C, B1, B2, niacina e vitamina E. Inoltre, la germinazione migliora la qualità nutritiva dei grassi e delle proteine e riduce l'apporto energetico; i carboidrati sono trasformati in zuccheri semplici – quelli che danno al germoglio il caratteristico gusto dolciastro – e così non causano fastidiosi gonfiori addominali.
I germogli sono ricchissimi anche di sostanze minerali; il loro contenuto di calcio, fosforo, magnesio, zinco e ferro è paragonabile a quello di frutta e verdura.
Progetto cofinanziato dal Ministero delle Attività Produttive
I GERMOGLI: LE VITAMINE FATTE IN CASA
tratto da http://lerboristeria.com/
Col termine "germogli" intendiamo riferirci ai semi germogliati di
cereali, legumi ed altre specie vegetali di cui si utilizza tutto: chicco e
germoglio.
I Germogli costituiscono un esempio della straordinaria capacità della
Natura di produrre energia, capacità che può essere sfruttata
da ogni consumatore per procurarsi a basso costo cibi freschi, ricchi di principi
nutritivi come vitamine, enzimi ed oligoelementi, e di facile digestione.
Fin dall'antichità molti popoli utilizzavano quale cibo rigeneratore
e terapeutico i grani germinati e i germogli sviluppati e ne hanno tramandato
l'uso. Già nel "Pen Tsao" o "Grande Erbario della Medicina
Cinese", circa 2700 anni a.C., il germoglio crudo di soia veniva raccomandato
per edemi, dolori alle ginocchia, crampi, disturbi digestivi, polmoni "deboli",
macchie sulla pelle e malattie del cuoio capelluto.
Sembra anche che i focosi cavalli di Attila ed i veloci destrieri arabi venissero
nutriti con semi di frumento germogliato, prima delle occasioni importanti.
Nell'800 e nel 900, sono soprattutto i racconti dei missionari ad informarci
sull'uso dei germogli presso le popolazioni della Cina e dell'India.
Le virtù dei germogli
Oggi questo cibo è stato "scoperto" anche da noi occidentali
proprio per la sua grande ricchezza nutrizionale: facilissimi da preparare,
economici, dai sapori gustosi e svariati, i germogli sono una vera miniera di
principi nutrizionali che, soprattutto in questa epoca sovrabbondante di cibi
raffinati, sterilizzati, pieni di additivi di ogni genere, costituiscono un
fattore di prevenzione e di difesa dei processi vitali dell'organismo. Se consideriamo
che il mantenimento ed il potenziamento delle difese naturali dell'organismo,
e quindi la difesa e il miglioramento della salute, richiedono innanzitutto
un'alimentazione equilibrata e ricca di vegetali freschi e genuini, comprendiamo
bene quale importanza abbia il consumo di germogli di semi di vario tipo, quali
cereali e leguminose, naturalmente provenienti da coltivazioni biologiche.
I semi di cereali o legumi allo stato crudo sono immangiabili ed indigesti;
essi quindi devono essere cotti per renderli commestibili ed assimilabili: il
calore, infatti, trasforma gli amidi in carboidrati più semplici, le
proteine in frammenti più solubili, e così è possibile
utilizzarli per la nostra alimentazione. Con il calore però, la "vita"
che è presente allo stato latente nel seme, scompare: infatti, un seme
dopo la cottura non è più capace di germogliare.
Invece la germogliazione permette di mangiare crudi quegli stessi semi, fornendo
cibi ricchi, vitali e nutrienti, in cui l'energia "potenziale" contenuta
nel seme si libera e si trasforma in energia assimilabile dall'organismo.
Il germoglio infatti costituisce un alimento fresco, che si presta ad essere
mangiato crudo, ricchissimo di nutrienti quali vitamine, enzimi, oligoelementi,
aminoacidi essenziali; è facile da digerire, è privo di scarti
poiché si utilizza per intero, è gustoso, è facile da preparare
e conservare, ed è anche molto economico poiché dà un'ottima
resa.
Vedremo più avanti come fare per prepararli, ma possiamo dire subito
che, una volta preparati per la germogliazione, tutto il processo avviene senza
che noi si debba intervenire: non c'è da fare nessun lavoro, lavora solo
il tempo. Infatti subito dopo che il seme è stato messo in ammollo ha
inizio la "germinazione", cioè l'attivazione e la rivitalizzazione
del germe del seme, detto embrione, che rappresenta la giovane piantina e contiene
in "nuce" tutte le parti essenziali della futura pianta (fusticino,
foglioline, radichette). Durante questa fase, quando il germoglio è ancora
piccolissimo ed è racchiuso all'interno del tegumento, quindi non ancora
visibile, avvengono profonde modificazioni nella struttura del chicco e nella
sua composizione biochimica. Man mano che il chicco assorbe acqua il seme si
gonfia e il guscio si fessura e il piccolo germoglio incomincia a crescere e
a diventare visibile all'esterno come una piccola plantula nella quale, in conseguenza
di complesse reazioni enzimatiche, le sostanze di riserva (amidi) del seme,
contenute nel tessuto nutritivo all'interno dei cotiledoni, vengono trasformate
e mobilizzate, quindi assorbite dall'embrione che si fa via via più grande
diventando una "pianta germinativa", il Germoglio, che se venisse
piantato crescendo darebbe origine ad una nuova piantina, identica alla pianta
madre.
E' proprio durante la trasformazione delle sostanze di riserva che avvengono
le numerose e complesse trasformazioni biochimiche, non ancora del tutto chiarite,
che danno al germoglio la sua ricchezza di sostanze: esso diventa un vero e
proprio scrigno di principi nutritivi, che sono di più facile digestione
ed assimilazione da parte dell'organismo; ed ecco perché i cereali e
i legumi germogliati sono molto più digeribili - addirittura a crudo
- dei semi di origine per cui sono consigliati anche a chi soffre di una cattiva
forma gastrointestinale.
Le sostanze di riserva contenute nel chicco sono costituite per gran parte da
amidi ed emicellulosa, che sono carboidrati complessi: essi vengono in gran
parte trasformati in destrine e maltosio, sostanze più semplici e dolciastre,
che danno al germoglio il suo caratteristico e delicato sapore leggermente dolce.
Anche la parte proteica del chicco subisce una trasformazione, infatti le proteine
vengono "predigerite" dagli enzimi scomponendosi in aminoacidi, di
più facile e veloce digestione e assimilazione, e inoltre i germogli
subiscono un aumento in aminoacidi essenziali, così come aumentano anche
gli acidi nucleici, i sali minerali e gli oligoelementi, che inoltre vengono
a trovarsi in forma organica e quindi più facilmente assimilabili ed
utilizzabili dall'organismo, in particolare il ferro, che in forma inorganica
è di difficile assimilazione e può dare origine a disturbi gastrointestinali.
Le vitamine addirittura subiscono aumenti considerevoli, dal 50% al 100%, e
in certi casi anche molto di più, come ad esempio la vitamina A, che
può aumentare dopo 72 ore di germinazione anche del 370%. In particolare
i germogli sono ricchi di vitamina B12 , cosa che può essere utile, insieme
alla ricchezza in ferro, per evitare carenze qualora si segua un'alimentazione
vegetariana.
Per dare un'idea della "saggezza" della Natura facciamo solo un piccolo
esempio: una tazza media di ceci fornisce, grosso modo, la stessa quantità
di proteine di una bistecca, oltre a una buona quantità di sali minerali
e vitamine; essi sono però carenti di vitamine B12 e C ma... dopo la
germinazione troviamo che queste due vitamine sono aumentate considerevolmente!
Tale fenomeno non deve stupirci, infatti è abbastanza logico che nel
processo di "rivitalizzazione" del chicco, quale è la germinazione,
emergano caratteristiche tipiche dei vegetali freschi, come la presenza di vitamina
C.
La preparazione
Da quanto detto emerge chiara l'importanza di destinare una quota della propria
alimentazione al consumo di germogli di vari tipi. Vediamo dunque quali semi
possiamo far germogliare e come prepararli per ottenere i germogli.
Si possono far germogliare quasi tutti i semi, c'è solo l'imbarazzo della
scelta, ma i più indicati e sperimentati sono il frumento (o grano),
la soia verde, il miglio, i ceci, i fagioli, le lenticchie, il riso integrale,
l'avena, il girasole, e qualunque altro seme commestibile la fantasia vi suggerisca.
Bisogna evitare i semi delle solanacee (es. patata, pomodoro) perché
contengono sostanze tossiche.
E' preferibile utilizzare semi di coltivazione biologica, quelli cioè
ottenuti senza uso di concimi chimici di sintesi, di diserbanti, di anticrittogamici
e altri veleni, per ovvi motivi.
Il metodo più semplice per ottenere i germogli, se non si dispone di
un germogliatore apposito, è quello di disporre i semi ben mondati e
sciacquati in un piatto fondo con dell'acqua, in modo che vi restino immersi;
coprirli quindi con un tovagliolo umido e lasciarli a bagno da sei a dodici
ore, a seconda della grandezza dei semi. Al mattino i semi vanno risciacquati
ancora e disposti nuovamente sul fondo del piatto, così umidi come sono,
ma senza aggiungere altra acqua; vanno nuovamente ricoperti col tovagliolo umido
e ancora con un piatto rovesciato, e lasciati germogliare.
I semi così predisposi vanno sciacquati due volte al giorno per i primi
2-3 giorni, poi basta una sola volta, ad eccezione dei ceci e della soia che
vanno sciacquati sempre due volte, poi sempre ricoperti nel solito modo.
Si ripete il procedimento per 3-5 giorni, a seconda dei semi scelti, finché
i germogli avranno raggiunto una lunghezza di 3- 4 centimetri , dopodiché
si possono scoprire per esporli per qualche tempo alla luce, per far sì
che si arricchiscano della preziosa clorofilla (circa 7-8 ore alla luce indiretta,
meno se al sole, per evitare che si dissecchino). I tempi di germinazione possono
variare al variare della temperatura, oltre che dipendere dal tipo di seme scelto.
Utilizzare quantità di semi non troppo elevata, perché si ha un'ottima
resa e anche per avere sempre un prodotto fresco e vitale.
La stessa operazione si può effettuare anche con un barattolo di vetro
ricoperto con una garza, che va inizialmente riposto al buio, oppure con uno
scolapasta sul cui fondo sia stato messo un tovagliolo e ricoperto con un altro.
Una volta ottenuti, i germogli vanno sciacquati delicatamente in un colino,
eliminando eventuali bucce libere e semi non germogliati; si lasciano scolare
per qualche minuto e si possono mettere in un contenitore di vetro con coperchio
(non in busta di plastica!) e, se non si consumano tutti, si possono mettere
in frigo dove si possono lasciare anche fino a 6-7 giorni, sciacquandoli però
ogni due giorni
Come utilizzarli
Una volta pronti, i germogli si possono mangiare tal quali, crudi o dopo breve
cottura (che però tende ad alterarne la ricchezza vitaminica).
Si consumano da soli, in insalata conditi con un po' d'olio e sale, oppure uniti
a verdura o frutta, anche nella preparazione di frullati e puree, o tritati
e uniti a maionese fatta in casa, puré o salse di vario tipo, o ancora
uniti allo yogurt, aggiunti alle minestre di verdura o agli stufati, pochi minuti
prima di servirli a tavola, aggiunti al ripieno dei tortellini, all'impasto
delle polpette, come condimento di pasta e riso, eccetera. Come vedete, gli
utilizzi possibili sono tantissimi, e sono limitati solo dalla fantasia.
GERMOGLI
tratto da http://www.biocentrum.it
I germogli, sono un vero e proprio concentrato enzimatico e vitaminico. Possono
essere posti a germogliare i semi di tutti i cereali, di frutta (melone e cocomero)
e di legumi (azuki, soia, ceci, lenticchie, piselli) provenienti da coltivazioni
biologiche.
In commercio esistono appositi contenitori, i germogliatori, in plastica, ma
e' possibile anche mettere i cereali o legumi in un vaso di vetro della capacita'
di 1 litro , un litro e mezzo. Sciacquare più volte i semi; chiudere
il vaso con una garza, fermata da un robusto elastico; riempire a meta' il vaso
con acqua tiepida e lasciarli a bagno per una notte; scolare l'acqua; senza
togliere la garza, sciacquare con acqua tiepida, che dovra' essere scolata attraverso
la garza, rovesciando il vaso; disporre il vaso in posizione orizzontale, in
modo che i semi si assestino sulla parete in uno strato sottile; ripetere il
risciacquo una volta al giorno (due, se l'ambiente e' molto secco), sempre senza
togliere la garza, tenendo il vaso al buio fino a germinazione ultimata (da
tre a cinque giorni o più, a seconda delle temperature e del tipo di
seme); continuare il risciacquo giornaliero con molta delicatezza, per non spezzare
i germogli finché questi non avranno raggiunto la lunghezza di uno/due
centimetri.
I germogli saranno bianchi (più delicati) se cresciuti al buio o verdi
(più ricchi di clorofilla) se dopo la germinazione saranno esposti alla
luce.
Sciacquare abbondantemente quattro o cinque volte prima di utilizzarli. E' un'operazione
indispensabile per eliminare i prodotti residui della germinazione, che possono
anche essere tossici.
Il modo migliore di consumare i germogli e' al mattino, a digiuno, si possono
condire con tamari, gomasio o anche solo olio e sale; oppure aggiungerli ad
insalate, macedonie, yogurt od anche cuocerli (meglio cotture non prolungate,
per non distruggere elementi nutritivi preziosi).
Il tempo di germinazione dipende dal tipo di seme usato es.:
seme
risciacqui
tempo di germogliazione
lunghezza ideale del germoglio
azuki
3/4 al giorno
3/5 giorni
2,5 cm
fagioli
3/4 al giorno
3/5 giorni
2/4 cm
ceci
4/5 al giorno
3/4 giorni
1 cm
lenticchie
2/3 al giorno
3/4 giorni
2 cm
soia
2/3 al giorno
4/5 giorni
4 cm
riso
2/3 al giorno
3/4 giorni
0,5 cm
grano
2/3 al giorno
3/4 giorni
1 cm
I germogli ottenuti possono essere conservati in un vaso di vetro a chiusura ermetica posto in frigorifero. Si conservano fino ad una settimana, ma bisogna ricordare di sciacquarli ogni 2/3 giorni.
Cosa accade alle sostanze nutritive del chicco durante la germinazione?
I carboidrati, quali l'amido, vengono in parte trasformati in maltosio, e cio'
spiega il sapore dolciastro dei germogli. Le proteine sono "predigerite"
sotto l'azione degli enzimi, e si scompongono nei loro componenti di base, gli
aminoacidi, permettendo cosi' all'organismo di ottenere elementi indispensabili
gia' "pronti", più facilmente assimilabili. I grassi subiscono
la stessa sorte delle proteine, sono scissi nei loro componenti basilari: acidi
grassi e glicerina, dando luogo alla formazione di glucosio e cellulosa. Gli
enzimi si attivano passando da protoenzimi ad enzimi veri e propri. I sali minerali
e gli oligoelementi divengono più facilmente assimilabili.
La quantita' di proteine e quindi di aminoacidi essenziali aumenta, gli acidi
del nucleo che contengono il patrimonio genetico di ogni essere vivente, aumentano
sensibilmente; questo spiega perché i germogli hanno capacita' riparative
e ristrutturanti. I germogli contengono sostanze anticancerogene che agiscono
selettivamente sulle cellule cancerogene (risultato da studi ed esperimenti
di laboratorio).
Le vitamine nella germinazione aumentano fino al 100%
valori nutrizionali
Vit B1
aumento del 50%
Vit B2
aumento del 50%
Vit B5
aumento del 100%
Vit B6
aumento del 100%
Vit H
aumento del 100%
Vit PP
aumento del 100%
Vit C
aumento del 100%
Vit E
aumento del 40/50 %
Un solo seme e' in grado di far nascere una pianta che sara' a sua volta capace
di generare circa 100 semi.
Ogni singolo seme possiede, quindi, potenzialmente, un'enorme energia vitale.
L'energia potenziale del seme, attraverso il processo della germinazione, si
libera e si trasforma in energia effettiva, rappresentata dal germoglio.