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L'INSEGNAMENTO NON SI IMPROVVISA
In questo momento storico di degrado dei valori,di forti contrasti
sociali e di difficolta’nel comunicare un ’insegnamento rivolto
ad una prospettiva di vita piu’armonica ed equilibrata, il ruolo dell’insegnante
e’quanto mai centrale.
La formazione delle persone che poi si devono prendere cura di altri individui
non dovrebbe essere trasmessa attraverso un protocollo uguale per tutti e soprattutto
dovrebbe essere offerta da persone di alto valore etico-morale conseguito attraverso
un’esperienza diretta sul campo.
Ho constatato personalmente quanto povero sia soprattutto l’ambiente medico
di questi valori, un ambiente dove il prendersi cura dovrebbe essere lo scopo
della vita di queste persone e che talvolta(non in tutti i casi per fortuna)sia
di interesse molto marginale.
In reparti come L’Oncologia dove il problema salute e’veramente
drammatico e dove gli operatori sono a contatto con persone devastate dalla
malattia, il supporto psicologico ai pazienti e il linguaggio a loro rivolto,talvolta
non e’consono alle necessita’dell’individuo.
Certamente,come ho detto prima,nessuno puo’ trasmettere quello che non
ha realizzato,e nella societa’moderna dove le tempistiche sono frenetiche,
non e’rimasto piu’il tempo da dedicare agli altri.
Posso testimoniare un colloquio tenuto con un medico da un paziente affetto
da metastasi dopo vari cicli di chemioterapia, che aspettava i risultati della
Tac e degli esami ematologici:
“la sua situazione e’peggiorata e le sue condizioni fisiche non
permettono di continuare con la Chemio, quindi vada a casa e ci rivediamo in
Gennaio!
Il paziente: “ho qualche possibilita’di cavarmela?”
Il medico: “se prima era nuvoloso, ora ha iniziato a piovere! Puo andare
ci rivediamo a Gennaio, Buone Feste!
Possiamo immaginare nella psiche del paziente che meccanismi si siano messi
in moto dopo avere ascoltato una sentenza di morte certa, con scadenza a breve!
Perche’non si e’invitato il paziente a ricercare una forma di approccio
alla cura alternativo alla chemioterapia o quantomeno si e’offerta l’opportunita’di
un supporto psicologico per sostenere questa situazione?
La risposta e’che il mondo medico non si cura di questi problemi perche’non
ne e a conoscenza e i fatti parlano chiaro: la piu’alta percentuale di
persone affette da depressione e altre patologie della psiche in eta’
avanzata si riscontrano proprio nella categoria dei medici!
Rimuovere il problema che si ha di fronte per passare ad altro non risolve il
problema stesso che precipita nell’inconscio e si ripresenta quando meno
te lo aspetti sotto forma di patologie ,come fobie ed altro, a cui non si riesce
a rispondere in maniera adeguata per mancanza di strumenti e della conoscenza
di queste dinamiche.
A chi fosse interessato ad avere una visione piu’ampia di queste realta’e
ad avere strumenti per poter affrontare queste tematiche in modo piu’lucido
ed efficiente,consiglio un libro Del mio Maestro ,Professor Marco Ferrini,Fondatore
Del Centro Studi Bhaktivedanta,Accademia Di Scienze Tradizionali Dell’India
: PSICOLOGIA DEL CICLO DELLA VITA.
Questo libro,frutto di trent’anni di esperienze sul campo del Professore
Stesso offre al lettore un punto di vista piu’ampio e offre scenari e
prospettive che nessun libro di medicina propone come insegnamento.
Dr. Trevisiol Flavio Ph.D
Per ulteriori informazioni potete rivolgervi a: