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ALLARME MENINGITECOSA BISOGNA SAPERE
La Meningite e' una malattia generata anche e sopra tutto
dai Vaccini !
infatti e' considerevolmente aumentata dopo le campagne vaccinali in quanto
gli organismi sono stati, con i vaccini indeboliti immunitariamente, ma essa
puo' nascere anche da influenze mal curate, magari con antibiotici che anch'essi
sono immunosopressori !
Ricordiamoci che: L'Epatite B e' stata "inventata"
con il vaccino per la Polio Sabin = visionare le comprovanti statistiche Istat
!
Cosi come la Meningite e' stata inventata, come "epidemia", dai vaccini
per la Polio + EpatiteB !
Quello che le autorita' "sanitarie" non vogliono dire e' che la Meningite
e' anche frutto, oltre ai vaccini, di alterazione della flora batterica intestinale
= carenze nutrizionali (malnutrizione = mancanza di magnesio + silice organica
+ alterazione del ciclo dello zolfo) in soggetti con Terreno disordinato ed
immunodepressi da vaccinazioni precedenti e/o da mutazioni genetiche ereditate
da genitori vaccinati ! il batterio (menginococco) e' una cosa assolutamente
secondaria !
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Aifa chiede sospensione campagna tv vaccino antipneumococco
http://www.agenziafarmaco.it/aifa/servlet/section.ktml?target=&area_tematica=INFO_SPER_RIC§ion_code=AIFA_ISR_ATTUALITA&entity_id=111.129195.1160489540634
Spot televisivo sul vaccino antipneumococco – Richiesta di sospensione
L’AIFA ha chiesto la sospensione di una campagna pubblicitaria televisiva
a favore della vaccinazione per l’infanzia contro lo pneumococco, promossa
dalla Federazione Italiana Medici Pediatri.
Tale campagna, infatti, non risulta autorizzata né dall’AIFA né
dal Ministero della salute e contiene messaggi non conformi alle indicazioni
date dal Piano Sanitario Nazionale 2005-2007.
L’AIFA ha chiesto, a riguardo, la verifica della violazione del D.Lg 219/2006
in tema di pubblicità al pubblico per i farmaci soggetti a prescrizione.
By Aifa - 10/10/2006
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L'ULTIMA IDIOZIA: GIOVANI PIÙ a RISCHIO per MENINGITE
da BACIO
Secondo "esperti australiani di sanità" (NdR: in che mani siamo....?)
occorre una campagna di prevenzione diretta soprattutto ai giovani che hanno
una età compresa tra i 15 e i 19 anni.
Uno studio scientifico mette sotto accusa la più comune effusione amorosa
tra gli innamorati: concedere baci a troppi partner può quadruplicare
il rischio di contrarre la meningite in quanto aumenta le probabilità
di trasmettere il più temuto tra gli agenti della meningite batterica,
il meningococco. E" quanto è emerso da una ricerca australiana pubblicata
sul British Medicai Journal.
Lo studio, coordinato da Robert Booy, è stato condotto nell'ospedale
pediatrico Westmead di Sydney su 144 ragazzi e ragazze dai 15 ai 19 anni, tutti
ricoverati per meningite. I comportamenti di questi ultimi sono stati messi
a confronto con quelli di un gruppo di coetanei sani.
E' cosi emerso che tra i fattori che più comunemente aumentano il rischio
di contagio ci sono sia i baci sia i colpi di tosse in ambienti affollati (per
esempio durante una festa).
Fonte: British Medical Journal, 20 Feb. 2006
Commento NdR: i baci ci sono sempre stati mentre le meningiti frequenti ci sono solo in questi anni, da quando si vaccina sempre piu'.....
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Vaccini per la Meningite: i dati che i media non diffondono
Si assiste in questi ultimi tempi ad una fortissima pressione massmediatica
sulle meningiti e di conseguenza sui vaccini antipneumococco e antimeningococco
di tipo C immessi di recente in commercio, oltre che sul vaccino antihaemophilus
b che si usa già massicciamente da qualche anno e che è contenuto
nei vaccini esavalenti. Escono da più parti dati allarmanti, i mass media
incutono timori e due disegni di legge sono stati presentati alla Camera e al
Senato per introdurre le vaccinazioni contro pneumococco e meningococco C gratuitamente
e in massa sui bambini.
Ci sono però molti dati interessanti che vengono taciuti,
riflessioni che non vengono fatte, notizie incomplete o non corrette. Ecco dunque
qualche strumento in più per pensare e giudicare con senso critico e
consapevolezza. Occorre innanzi tutto chiarire i seguenti punti:
a) quali e quante sono le meningiti e per quali esiste vaccino;
b) i vaccini esistenti consentono di difendersi solo da alcune delle meningiti
esistenti;
c) efficacia a lungo termine: non ci sono ancora studi;
d) la vaccinazione di massa provoca un mutamento dei sierotipi di meningite
nella popolazione
infantile, favorendo la proliferazione e la maggiore aggressività
di sierotipi non coperti dai vaccini esistenti;
e) mortalità per meningiti batteriche: i dati dell’ISS forniscono
stime assai più basse di quelle fatte circolare sui media;
f) i dati del Vaers (sistema di vaccinovigilanza americano) offrono un quadro preoccupante dei possibili eventi avversi di questi vaccini.
Innanzi tutto occorre spiegare che esistono diversi tipi di
meningite. Ci sono quelle batteriche contro le quali esistono tre vaccini: antihaemophilus
di tipo B, antipneumococco e antimeningococco di tipo C.
Questi tre vaccini non forniscono protezione contro tutte le meningiti batteriche
esistenti, ma solo per alcuni sierotipi. Un esempio per tutti: il meningococco
di tipo B, contro il quale la vaccinazione non protegge essendo stata studiata
solo per il tipo C, rappresenta nel nostro Paese circa il 50-60% delle meningiti
di questo genere. Quindi, cosa occorre dire ai genitori che sono stati indotti
a ritenere la vaccinazione come protezione assoluta ? Esistono poi numerosi
tipi di pneumococco, sono 23 i più comuni, come riporta l’Istituto
Superiore di Sanità (1).
Il nuovo vaccino, molto pubblicizzato attualmente, che viene somministrato ai
bambini sotto i due anni di età induce protezione contro 7 sierotipi.
Passiamo alla meningite da haemophilus influenzae: nel 2004 su 34 casi totali
di infezione da haemophilus,
solo 8 casi erano dovuti al tipo per il quale esiste il vaccino. Esistono poi le meningiti virali, contro le quali non esistono vaccini. Quindi, anziché generalizzare e indurre i cittadini a credere di possedere armi per combattere tutte le meningiti, occorre puntualizzare che le “armi” esistenti consentono di procurare anticorpi solo contro una piccola parte di queste infezioni. Ma quanto dura la protezione fornita dalla vaccinazione esistente? Al momento non si sa con precisione. Da una ricerca condotta sulle banche dati mediche, non risultano essere ancora stati prodotti studi sull’efficacia a lungo termine per questi vaccini; si sa solo che dopo 4 anni si riscontrano ancora anticorpi contro il meningococco C. E dopo ? Al momento non è dato sapere se dopo 5, 6 o 10 anni i bambini saranno ancora protetti contro le infezioni batteriche per le quali hanno ricevuto il vaccino.
Veniamo ai dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità
in merito al numero dei casi di infezione invasiva (meningite o sepsi) nella
popolazione infantile. Numero dei casi significa il numero di coloro che hanno
contratto l’infezione invasiva, tenendo conto di tutti, sia di quelli
che sono guariti sia di quelli che hanno riportato conseguenze permanenti. Secondo
l’Iss (2), i casi di infezione nel 2004 in Italia da pneumococco nella
fascia di età 0-10 anni sono 29 (dati elaborati e resi disponibili al
gennaio 2005), mentre quelli per meningococco di tipo C nel 2004 sempre da 0
a 10 anni sono 42. Sempre secondo l’Iss, la mortalità della meningite
da pneumococco si aggira intorno al 10,5%, mentre quella da meningococco di
tipo C (nel 2004) intorno al 20%: quindi i morti all’anno non sono 40
(come è stato affermato in sede di illustrazione del disegno di legge
presentato alla Camera [3]), bensì circa 11 (3 per lo pneumococco e 8,4
per il meningococco C). Sarebbe anche interessante sapere se nei rari casi in
cui l’infezione è letale si riscontrano circostanze e condizioni
simili tra i bambini colpiti.
E ora veniamo ai dati del Vaers, Vaccine Adverse Event Reporting System, il
sistema di vaccinovigilanza americano. Secondo uno studio pubblicato sulla prestigiosa
rivista medica JAMA (4), le reazioni avverse riportate durante i primi due anni
(2000-2002) di utilizzo di massa del vaccino antipneumococcico eptavalente (quello
in uso anche in Italia) sono state 4.154 tra bambini e adolescenti al di sotto
dei 18 anni, con un’incidenza di 13,2 segnalazioni ogni centomila dosi
distribuite. Nel 74,3% delle segnalazioni erano stati somministrati insieme
altri vaccini.
Si legge nel sunto reso disponibile da JAMA: “Ci sono state 117 morti
e 34 casi di infezione invasiva da pneumococco che con alta probabilità
significano l’inefficacia della vaccinazione (per quei soggetti, nda).
Eventi immuno-mediati sono capitati nel 31,3% delle segnalazioni. I 14 pazienti
con anafilassi e reazione anafilattoide sono sopravvissuti. 14 pazienti hanno
sviluppato trombocitopenia e altri 6 malattia da siero. Nel 38% delle segnalazioni
ci furono sintomi neurologici. Convulsioni sono state descritte in 393 segnalazioni,
incluso 94 casi di convulsioni febbrili. (…)
Malgrado ci siano grandi limiti nei dati dovuti a sorveglianza
passiva e sia necessaria cautela nella loro interpretazione, i sintomi presentati
da pochi bambini più di una volta dopo successive dosi di antipneumococcico
eptavalente, incluso reazioni allergiche, pianto anormale e prolungato, agitazione,
dispnea e dolori intestinali, richiedono continua sorveglianza, così
come le rare segnalazioni di eventi potenzialmente gravi come le convulsioni,
reazioni anafilattiche o anafilattoidi, ecc.”.
Esistono poi segnalazioni riportate sul Bollettino Australiano degli Eventi
Avversi ai farmaci (5), secondo cui due bambini vaccinati hanno contratto e
manifestato comunque un’infezione invasiva dovuta ad un sierotipo di pneumococco
contro il quale il vaccino in teoria ricevuto avrebbe dovuto proteggerli. E’
poi stato rilevato un altro grosso problema: la vaccinazione di massa dei bambini
con vaccino antipneumococcico sta provocando una trasformazione dei ceppi batterici
che causano la malattia, che diventano resistenti agli antibiotici, soprattutto
la penicillina, con inevitabili conseguenze negative sulla possibilità
e l'efficacia di cura e terapia.
Ad affermarlo sono i ricercatori della facoltà di medicina dell'università
israeliana Soroka (6), che, nel sud di Israele, hanno documentato la presenza
di ceppi di pneumococco resistenti alla somministrazione di penicillina, cioè
per i quali la terapia con l'antibiotico non ha efficacia. Il dottor Nurith
Porat, che ha coordinato lo studio, ha spiegato anche all'agenzia di stampa
inglese Reuters (7) che dopo l'introduzione generalizzata nel 2000 della vaccinazione
di massa dei bambini con vaccino coniugato antipneumococcico si è registrato
uno spostamento verso i ceppi batterici non contenuti nel vaccino stesso, che
si sono moltiplicati prendendo il sopravvento e acquisendo una forte resistenza
agli antibiotici.
Gli autori nel loro studio concludono che "i sierotipi di pneumococco resistenti
agli antibiotici derivano dalla trasformazione capsulare dei sierotipi contenuti
nel vaccino".
Lo studio israeliano, in realtà, non fa altro che confermare una ipotesi già annunciata nel 2000 dal National Vaccine Information Center americano (Nvic), l'agenzia di informazione critica sui vaccini che conta negli Usa, tra le proprie fila, validissimi medici ed esperti. Barbara Leo Fisher, presidente del Nvic - www.nvic.org , ha infatti ricordato per l'occasione che quattro anni fa alla seconda conferenza pubblica internazionale sulle vaccinazione la dottoressa Erdem Cantekin aveva già predetto quanto poi è stato dimostrato e cioè che "l'utilizzo massiccio del nuovo vaccino coniugato, contenente 7 ceppi pneumococcici resistenti agli antibiotici, avrebbe premuto sugli altri più di 80 ceppi per diventare dominante". Quindi molti microrganismi si adattano a sopravvivere quando una vaccinazione di massa tenta di eliminarli. La letteratura scientifica documenta anche segnalazioni di casi specifici di patologie insorte in soggetti che hanno ricevuto il vaccino antipneumococcico, sia per quanto riguarda il prodotto da somministrare sotto i 2 anni sia riguardo il vaccino da somministrare dai 2 anni in su fino all’età adulta. Nel 2002 una donna di 67 anni fu ricoverata in ospedale con una eruzione e una linfoadenopatia cervicale insorta una settimana dopo il vaccino (8).
Quattro mesi dopo, la donna manifestò edema in viso e sulle gambe e disturbi visivi; successivi esami mostrarono un ingrossamento di fegato e milza, linfoadenopatia para-aortica e uveite. E’ stata anche segnalata vasculite leucocitoclastica dopo il vaccino (9).
Puntiamo ora l’attenzione su quanto accaduto in altri Paesi europei dopo l’introduzione di massa del vaccino antimeningococco di tipo C. In Scozia, dal rapporto fornito da Eurosurveillance (10), dopo l’introduzione estesa del vaccino contro il tipo C si è registrato un aumento di morti causati dal meningococco di tipo B. Da situazioni come questa è stato ipotizzato che introdurre massicciamente un vaccino contro un sierotipo, possa indurre la proliferazione e la maggiore aggressività di altri sierotipi contro i quali non c’è vaccino. Si tratta del principio,
secondo cui i batteri e i virus, se attaccati massicciamente
su un fronte, tendono a mutare rapidamente per poter sopravvivere. Un’evoluzione
inattesa della vaccinazione di massa contro il meningococco di tipo C si è
avuta anche in Spagna, dove, dopo estesa campagna vaccinale, è stata
riscontrata la presenza di un tipo B molto virulento che i ricercatori ipotizzano
possa essere derivato da una mutazione genetica del tipo C ‘vaccinabile’
(11).
Nello studio i ricercatori riportano anche come la vaccinazione sia iniziata
nel 2000 e dal 2001 al 2003 siano stati registrati 111 casi di infezione da
meningococco di tipo C tra i vaccinati. Per quanto riguarda i cosiddetti ‘case
reports’, cioè i casi specifici di eventi avversi riscontrati dopo
vaccinazione, si può citare una encefalomielite acuta disseminata postvaccinale
segnalata nel 1997 in una 25enne dopo vaccino bivalente antimeningococco A e
C (12), per la quale i medici hanno ipotizzato anche il meccanismo causa-effetto.
Una segnalazione più recente riguarda, nel 2001, una 17enne che dopo
vaccino antimengococcico C ha manifestato una porpora di Henoc-Schonlein: vasculite
con eruzione cutanea su quasi tutto il corpo, febbre, dolori addominali, tachicardia,
dolori articolari e gonfiori (13).
Naturalmente, sulla base delle evidenze scientifiche, la cosa migliore da fare risulta essere quella di riflettere e cercare di capire se la vaccinazione “sempre e comunque” possa avere un senso oppure no.
1) http://www.simi.iss.it/sintesi1.htm
2) www.simi.iss.it/dati.htm
3) (ANSA) - ROMA, 1 FEB - Rendere la vaccinazione anti-meningite obbligatoria e gratuita in tutta Italia è l'obiettivo della proposta di legge presentata alla Camera dall'on. Dorina Bianchi (gruppo Misto). Analogamente al ddl presentato in Senato, primi firmatari Luciano Magnalbà (An) e Marina Magistrelli (Margherita), il ddl presentato alla Camera prevede l'inserimento della vaccinazione anti-meningite nei livelli essenziali di assistenza (LEA). “In Italia esistono situazioni diverse da regione a regione per tutte le vaccinazioni”, ha rilevato Dorina Bianchi, e a spingere verso un provvedimento che renda la vaccinazione anti-meningite obbligatoria e gratuita sono i dati più recenti relativi alla diffusione della malattia. “Negli ultimi dieci mesi - ha aggiunto - sono morti 40 bambini, vale a dire che ogni settimana in Italia un bambino muore di meningite”. Senza contare, ha aggiunto, gli alti costi dovuti alle conseguenze della malattia. Secondo la parlamentare un provvedimento come questo potrebbe aprire la strada ad un discorso più ampio sulle vaccinazioni in Italia. Sarebbe opportuno, ha concluso, promuovere “campagne di sensibilizzazione dei genitori da parte dei medici di famiglia e dei pediatri e sapere in ogni regione quanti bambini accedono alle vaccinazioni”.
4) “Postlicensure safety surveillance for 7-valent pneumococcal
conjugate vaccine”, Jama, Vol. 292 No. 14, 13
ottobre 2004. Autori: Wise, Iskander, Pratt, Campbell, Ball, Pless, Braun.
http://jama.amaassn.org/cgi/content/abstract/292/14/1702
5) http://www.tga.gov.au/adr/aadrb/aadr0410.htm#1 Australian Adverse Drug Reactions Bulletin
Volume 23, Number 5, October 2004 – Segnalato anche su
http://www.news.com.au/common/printpage/0,6093,11008696,00.html NEWS.com.au,
Australia
6) "Emergence of penicillin-nonsusceptible streptococcus pneumoniae clones expressing serotypes not present in the antipneumococcal conjugate vaccine". Autori: Porat, Arguedas, Spratt, Trefler, Brilla, Loaiza, Godoy, Bilek, Dagan. Affiliazione: facoltà di medicina Soroka University, unità di malattie infettive pediatriche, Beer-Sheva, Israele. Pubblicato il 15 dicembre 2004 su Journal of Infectious Diseases, 190(12):2154-61.
7) Agenzia di stampa Reuters Health, da New York, 8 dicembre 2004
8) “Minimal change nephrotic syndrome, lymphadenopathy and hyperimmunoglobulinemia after immunization with a pneumococcal vaccine”. Clin. Nephrol., luglio 2002; 58(1):68-72. Dipartimento di medicina interna, National Defense Medical College, Tokorozawa, Saitama, Giappone.
9) Am J Infect Control. 1998 Jun;26(3):365-6.
“Leukocytoclastic vasculitis after pneumococcal vaccination.” Autori: Fox BC, Peterson A.
10) www.eurosurveillance.org/ew/2004/041118.asp#4 rapporto del 26 ottobre 2004. Autori: McMenamin e Mooney, Health Protection Scotland, Glasgow
11) “Impact of the meningococcal C conjugate vaccine in Spain: an epidemiological and microbiological decision”. Autori: Cano, Larrauri, Mateo, Alcalà, Salcedo, Vàzquez. Eurosurveillance, Vol. 9, luglio-agosto 2004.
www.eurosurveillance.org/em/v09n07/0907-223.asp
12) “Acute disseminated encephalomyelitis and meningococcal A and C vaccine: case report”. Aeq.Neuropsiquiatr. settembre 1997; 55(3B):632-5. Autori: Py Mo, C. Andre. Affiliazione: servizio di neurologia, ospedale universitario Clementino Fraga Filho, Rio de Janeiro, Brasile.
13) “Henoc-Schonlein purpura following meningitis C vaccination”, Rheumatology, 2001; 40:345-346. Autori: Courtney, Patterson, Lee. Affiliazione: dipartimento di reumatologia, Craigavon Area Hospital, Belfast.
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QUALCHE CENNO INTERESSANTE sul VACCINO per l'HAEMOPHILUS B (per la Meningite)
Un altro capitolo interessante si può aprire sul vaccino antihaemphilus b. Oltre a quanto già riportato nell’articolo
principale, ci sono notizie sulle quali vale la pena riflettere. I ricercatori hanno riscontrato che, dopo vaccinazione di massa contro Haemophilus influenzae B (Hib) sui bambini, nel Regno Unito e in Olanda dapprima la malattia è scesa, ma qualche anno dopo, malgrado coperture pressochè totali, i casi hanno ricominciato ad aumentare (1). Si legge nello studio: “Il Regno Unito e l’Olanda furono i primi paesi a introdurre il vaccino coniugato contro l'Hib nel 1992. Nel 1991 si ebbero 907 casi di infezione invasiva nel Regno Unito, diminuiti a 38 nel 1998 e poi aumentati
fino a 144 casi nel 2001 e a 266 nel 2002. (…) Il maggior
incremento dei casi si registrò in bambini correttamente vaccinati secondo
lo schema vigente nel Regno Unito”. Si assiste poi alla presenza di infezione
invasiva da Hib in bimbi sia vaccinati che non vaccinati in Canada tra il 2001
e il 2003. I ricercatori dell’ospedale dei bambini della Columbia britannica
di Vancouver (2) sono stati chiari in proposito: su 58 casi di infezione invasiva,
solo 7 non erano vaccinati, 13 erano vaccinati in maniera incompleta e 38 erano
stati completamente vaccinati. Uno studio inglese dell’agosto 2004 (3)
ipotizza che il ripresentarsi di infezioni invasive malgrado generalizzate coperture
vaccinale possa essere addebitato al fatto che gli anticorpi indotti dalla vaccinazione
si riducono o scompaiono nei bambini entri i primi 5 anni di vita. Addirittura
un bambino di 10 mesi, nel luglio 2004, che presentava adeguati anticorpi Hib
e che era stato completamente vaccinato, è morto a causa di una sepsi
dovuta a haemophilus influenzae di tipo b (4).
Sono poi stati segnalati casi di sindrome di Guillain-Barrè dopo vaccinazione
e correlati ad essa (5), anemia immuno-emolitica (6) e casi di meningiti comparse
immediatamente dopo la somministrazione del vaccino e da questo causate, secondo
gli stessi medici. Al proposito si riporta un caso emblematico.
Un bimbo di 4 mesi ha manifestato una grave meningite causata dal vaccino e
comparsa 3 ore dopo la somministrazione; i medici hanno asserito che “il
meccanismo e i dati favoriscono l’ipotesi che il vaccino sia responsabile
dell’infezione” (7).
4) “Postlicensure safety surveillance for 7-valent pneumococcal
conjugate vaccine”, Jama, Vol. 292 No. 14, 13
ottobre 2004.
Autori: Wise, Iskander, Pratt, Campbell, Ball, Pless, Braun.
http://jama.amaassn.org/cgi/content/abstract/292/14/1702
5) http://www.tga.gov.au/adr/aadrb/aadr0410.htm#1
Australian Adverse Drug Reactions Bulletin
Volume 23, Number 5, October 2004 – Segnalato anche su
http://www.news.com.au/common/printpage/0,6093,11008696,00.html NEWS.com.au,
Australia
6) "Emergence of penicillin-nonsusceptible streptococcus pneumoniae clones expressing serotypes not present in the antipneumococcal conjugate vaccine". Autori: Porat, Arguedas, Spratt, Trefler, Brilla, Loaiza, Godoy, Bilek, Dagan. Affiliazione: facoltà di medicina Soroka University, unità di malattie infettive pediatriche, Beer-Sheva, Israele. Pubblicato il 15 dicembre 2004 su Journal of Infectious Diseases, 190(12):2154-61.
7) Agenzia di stampa Reuters Health, da New York, 8 dicembre 2004
8) “Minimal change nephrotic syndrome, lymphadenopathy and hyperimmunoglobulinemia after immunization with a pneumococcal vaccine”. Clin. Nephrol., luglio 2002; 58(1):68-72. Dipartimento di medicina interna, National Defense Medical College, Tokorozawa, Saitama, Giappone.
9) Am J Infect Control. 1998 Jun;26(3):365-6.
“Leukocytoclastic vasculitis after pneumococcal vaccination.” Autori: Fox BC, Peterson A.
10) www.eurosurveillance.org/ew/2004/041118.asp#4 rapporto del 26 ottobre 2004. Autori: McMenamin e Mooney, Health Protection Scotland, Glasgow
11) “Impact of the meningococcal C conjugate vaccine in Spain: an epidemiological and microbiological decision”. Autori: Cano, Larrauri, Mateo, Alcalà, Salcedo, Vàzquez. Eurosurveillance, Vol. 9, luglio-agosto 2004.
www.eurosurveillance.org/em/v09n07/0907-223.asp
12) “Acute disseminated encephalomyelitis and meningococcal A and C vaccine: case report”. Aeq.Neuropsiquiatr. settembre 1997; 55(3B):632-5. Autori: Py Mo, C. Andre. Affiliazione: servizio di neurologia, ospedale universitario Clementino Fraga Filho, Rio de Janeiro, Brasile.
13) “Henoc-Schonlein purpura following meningitis C vaccination”,
Rheumatology, 2001; 40:345-346. Autori: Courtney, Patterson, Lee. Affiliazione:
dipartimento di reumatologia, Craigavon Area Hospital, Belfast.
Bibliografia:
1) “Reciente incremento de los fallos vacunales por Haemophilus influenzae serotipo b”, Pubblicato su: Enfermedade Infecciosas y microbiologia clinica, 1 agosto 2003, volume 21, numero 7, pag. 384-385. Aracil, Campos; centro nazionale di microbiologia, istituto di salute Carlos III, Madrid
2) “Invasive Hameophilus influenzae type b infections in vaccinated and unvaccinated children in Canada, 2001-2003”, CMAJ, 4
gennaio 2005;172(1):53-6. Autori: Scheifele, Halperin, Law, King. British Columbia’s Children’s Hospital, Vancouver.
3) “Long-term impact of vaccination on Haemophilus influenzae type b carriage in the United Kingdom”, Epidemiol.Infect., agosto 2004;132(4):765-7
4) Eur J Pediatr. 2004 Jul;163(7):412-3. Epub 2004 Apr 15.
“Fatal Haemophilus influenzae type b sepsis in a 10-month-old infant despite complete vaccination and adequate Hib antibodies.”
5) “Guillain-Barrè syndrome following immunisation with Hameophilus influenzae type b conjugate vaccine”, Eur.J.Pediatr., luglio 1993;152(7):613-4
6) “Vaccination-associated immune hemolytic anemia in two children”, Transfusion, agosto 2000;40(8):907-9
7) “Haemophilus influenzae meningitis following vaccination.
Consequence or coincidence?”, Arch.Pediatr, aprile 1996;3(4):342-4