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MINACCIA KRSKO
Figura1Figura 2
Dott. Giuseppe Nacci Medico Chirurgo Specialista in Medicina Nucleare
La minaccia della centrale atomica di Krsko
Introduzione di un nuovo sistema di valutazione colorimetrico
(Zona NERA, GRIGIA, ROSSA, ARANCIONE, GIALLA e BIANCA) per la stima degli effetti
da Fall out radioattivo su popolazioni civili Data di pubblicazione in INTERNET
: 8 / 8 / 2008
E’ consentita la libera diffusione del presente libro da parte di chiunque,
a mezzo stampa e/o su supporto elettronico (CD-ROM o INTERNET), purchè
non a scopo di lucro o di profitto.
Struttura del lavoro
Il presente lavoro è articolato in 10 capitoli :
1. Unità di misura delle radiazioni: Roentgen, RAD, REM, Sievert, Gray,
Curie, Becquerel.
2. Gli effetti biologici delle diverse dosi di radiazioni assorbite, espresse
in REM.
3. I diversi livelli di contaminazione radioattiva classificati, su proposta
dell'autore, come: Zona Nera (l’area più contaminata), Zona Grigia,
Zona Rossa, Zona Arancione, Zona Gialla, Zona Bianca (la meno contaminata).
Spiegazione pratica dell'uso del Nomogramma previsionale del Fall-out con esempi
di contaminazione a seguito di incidente nucleare alla centrale atomica di Krsko
(con venti di velocità diverse)
4 I diversi livelli di contaminazione radioattiva (classificati, su proposta
dell'autore, come: Zona Nera, Zona Grigia, Zona Rossa, Zona Arancione, Zona
Gialla, Zona Bianca) a seguito di esplosioni nucleari al suolo da bomba atomica
di diversa potenza nella città di Milano.
5. La radioattività residua da Cesio 137, Stronzio 90, Iodio 131, Plutonio
e Uranio.
6. Il Fall out da incidente a centrale nucleare: l’esperienza di Chernobyl
7. A prova di Errore
8. Ritorno a Chernobyl
9. L’ultima minaccia: dalla Bomba atomica alla Bomba genetica degli Organismi
Geneticamente Modificati (O.G.M.)
10. La rivincita di Einstein: dalla Fissione Calda di Fermi alla Fusione Fredda
di Cassani
Vi sono state aggiunte tabelle inerenti al testo, numerate in cifre romane,
e 10 figure, numerate in cifre arabe, così costituite:
Documento Completo
Figura 1 : Nomogramma previsionale del Fall-out (Nomogramma 1)
Figura 2 e 3 ( insieme su stesso foglio) : grafici del livello ematico linfocitario
in persone irradiate
Figura 4: curva di comparsa di leucemia e di cancri in soggetti irradiati
Figura 5: curve di decadimento del Fall out da centrale nucleare civile e da
esplosione nucleare al
suolo da bomba atomica
Figura 6-A, 6-B, 6-C, 6-D, 6 –E, 6-F : Linee di Isodose di Fall out da
centrale nucleare di Krsko
(Slovenia) in caso di incidente massimo, con fuoriuscita di un Miliardo e mezzo
di Curie
Figura 7: linee di isodose da Fall-out, tracciate rispettivamente ad ore + 1,
+6, +18 da esplosione
atomica da 1 Megaton (MT) (1.000 kiloton) al suolo, con Velocità fittizia
di vento di 23 Km / h.
Figura 8: Nomogramma di Haaland
Figura 9/a, 9/b, 9/c, 9/d, 9/e, 9/f: Zone di Fall out da esplosioni nucleari
al suolo su Milano
Figura 10:Chernobyl: il primo albero OGM della Storia
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Riassunto
Krsko: rischi nucleari a 130 km : tutto il Friuli contaminabile in 3 ore Lo
studio di venti anni fa, ipotizzava i danni a Trieste e nel Friuli in caso di
scoperchiamento del reattore e dispersione di materiale radioattivo E se il
falso allarme nucleare del 4 giugno fosse un rischio concreto? Con un debole
vento di 6 km/h proveniente da est l’Italia non verrebbe raggiunta dal
Fall out proveniente da Krsko, a parte una debole radioattività temporanea
che si definisce Fall out bianco (0,1 RAD/h) che per semplicità di esposizione
non è indicato nei lucidi. (Figura 6-A) Ma già con un vento costante
di 15 km/h proveniente da est, la contaminazione radioattiva andrebbe da Trieste
a Tarvisio, fin quasi a Tolmezzo, investendo in circa 8-10 ore una buona metà
del Friuli, compresa Udine, e presentando un livello di contaminazione che si
definisce Fall out giallo (0,5 RAD /h), visti i soli 130 km in linea d’aria
che Krsko dista dalla frontiera italiana. (Figura 6-B). Nei quattro giorni successivi
la dose di radiazioni complessivamente assorbiti da ogni abitante andrebbe da
10 a 50 RAD, di cui circa la metà presi nel primo giorno. Con un vento
costante di 30 km/h, la contaminazione radioattiva abbraccerebbe tutto il Friuli
e una piccola parte del Veneto (Treviso e Venezia), ma presenterebbe ancora
il medesimo livello di contaminazione visto sopra, e cioè un livello
di radioattività che si definisce Fall out giallo (0,5 RAD/h), a parte
Trieste che presenterebbe già un livello di radioattività superiore
che si definisce
Fall out arancione (1 RAD/h) (Figura 6-C). Con un vento costante di 50 km/h
sempre proveniente da est, la contaminazione radioattiva andrebbe di nuovo da
Trieste a Tarvisio, questa volta escludendo Tolmezzo, ma investendo in circa
4 ore una buona metà del Friuli, compresa Udine, e presentando un livello
di contaminazione che si definisce Fall out arancione (1RAD/h). (Figura 6-D).
In quest’area, nei quattro giorni successivi l’incidente, la dose
di radiazioni complessivamente assorbiti da ogni abitante andrebbe da 20 a 100
RAD, di cui circa la metà presi nel primo giorno. L’area di contaminazione
che definiamo gialla, arriverebbe invece fino a Bologna, anche qui con dosi
di radiazioni accumulate per ciascun abitante da 10 a 50 RAD, di cui circa la
metà presi nel primo giorno. Con un vento costante di 70 km/h sempre
proveniente da est, la contaminazione radioattiva da Fall out arancione (1RAD/h)
investirebbe questa volta quasi tutto il Friuli, ma risparmiando Pordenone,
e il Veneto, che risulterebbero invece tutti investiti dal Fall out giallo (0,5
RAD/h) entro le prime 12 ore dall’incidente, accanto a un’ampia
zona dell’Emilia Romagna e del Trentino. (Figura 6-E). Con un vento costante
di 100 km/h, sempre proveniente da est, la zona di Fall out arancione arriverebbe
fino a Pordenone, Treviso e Venezia, mentre la zona di Fall out giallo si estenderebbe
ad aree ancora più vaste dell’Emilia Romagna e del Trentino-Alto
Adige. (Figura 6-F). Nella parte meridionale dell’Austria (Klagenfurt,
Graz), con venti provenienti da sud e superiori ai 70 km/h, predominerebbe la
contaminazione da Fall out rosso, vale a dire con dosi di radiazioni assorbite
dalla popolazione, nei primi quattro giorni, variabili da 100 a 500 RAD