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Gruppo di Lavoro per la Divulgazione delle Discipline Olistiche sul Territorio

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UN BEL MIX DI ERBE CHE CURANO

 

GRAMIGNA (Agropyron repens)
Preziosa e umile pianta che l'agricoltura moderna vede come il fumo negli occhi, visto che la considera un'infestante; "sic transit gloria mundi": una volta i contadini passavano giornate intere a estirpare la gramigna, a pulirne gli stoloni e a essiccarla, ora invece quintali di diserbanti vengono versati su una delle piante più utili in fitoterapia.
Proprietà: grande diuretico e disinfettante della vie urinarie.
Come si usa: in decotto o in tintura madre.


MAIS (Zea mais)
Furono i conquistadores spagnoli a rubare agli indigeni americani, oltre l'oro e l'argento, anche fagioli, patate, mais e pomodori, lasciando in cambio sifilide, vaiolo, morbillo e raffreddore (quest'ultimo, sembra strano, uccise più del vaiolo).
Gli europei chiamarono il mais granoturco e i tacchini turkeis, usando l'aggettivo turco per tutto ciò che veniva da lontano.
Il mais è una graminacea preziosa, utile a tutti ma soprattutto ai diabetici e ai soggetti con colesterolo alto. Gli stimmi hanno un ottimo potere diuretico.
Proprietà: gli stimmi del mais contengono molti sali di potassio che a livello renale possono scambiare con il sodio permettendo una notevole diuresi visto che, perdendo sodio, si elimina molta acqua.
Come si usa: gli stimmi del mais stimolano molto la diuresi se usati freschi; se usati essiccati perdono molto del loro potere diuretico.
Parietaria (Parietaria officinalis)

FAMIGLIA: Urticaceae
NOMI COMUNI: Erba dei muri, gambarussa, pan mol, vedragin, lavagoti, marajola, perducia.
LA DROGA: La porzione aerea della pianta.
QUANDO SI RACCOGLIE: La porzione aerea si raccoglie da giugno a settembre recidendo la pianta ad alcuni centimetri dalla base.
PROPRIETÀ: Diuretiche, depurative, sudorifere, espettoranti, emollienti.
PRINCIPI ATTIVI: Mucillaggini, sostanze amare, microelementi, sostanze solforate.


COME SI USA LA DROGA
La parietaria era nota fin dai tempi antichi per le sue virtù medicamentose, anche se talvolta sfruttate a sproposito; ne erano comunque già note le prerogative diuretiche. In effetti essa ha un elevato contenuto di sali di potassio, specialmente nitrato, e di flavonoidi che sono responsabili degli effetti che determinano l'eliminazione di acqua attraverso l'apparato renale.
Studiosi moderni hanno confermato che le foglie, soprattutto fresche, sono utile ausiglio nelle idropisie, nelle nefriti, nelle cistiti, negli edemi da insufficienza cardiaca e in genere nel ristagno di urina, e giovano anche per eliminare i calcoli renali e vescicali.
La tradizione popolare attribuisce anche alla Parietaria propietà espettoranti, antiasmatiche e tossifughe.
Per uso esterno la Parietaria viene impiegata come emolliente su dermatiti, foruncoli, ragadi, e piccole scottature.
USO INTERNO
La porzione aerea della pianta: Per stimolare la diyresi e per eliminare i catarri.
Succo (delle foglie fresche): 30 - 60 grammi al giorno a cucchiaini.
Decotto: 3 grammi in 100 ml di acqua. Una - due tazze al giorno (aggiungere eventualmente una scorzetta di limone).
Tintura: 20 grammi in 100 ml di alcool di 20° (a macero per 8 giorni). A cucchiaini.
USO ESTERNO
La porzione aerea della pianta: Per liebi infiammazioni della pelle e delle mucose, per leggere scottature.
Decotto: 5 grammi in 100 ml di acqua. Fare lavaggi, bagni parziali, applicare compresse imbevute di decotto sulle zone interessate.


BETULLA (Betula alba e Betula verrucosa)
In fitoterapia è una pianta regina; non c'è tisana depurativa o diuretica che non abbia una parte di betulla. Di questo elegante albero che trovate dalla pianura padana in su, si sa davvero tutto; il suo legno è molto richiesto (insieme a quello dell'ontano: è una betulacea) per fabbricare zoccoli, vista la sua compattezza e leggerezza. Prima dell'avvento della plastica, quest'albero, proprio per la richiesta da parte degli artigiani calzaturieri, era molto coltivato in tutta l'Italia del Nord. Chi non ricorda il film L'albero degli zoccoli di Ermanno Olmi. È la tragica storia di un padre che, avendo tagliato una piccola betulla abbandonata per fare gli zoccoli a suo figlio, viene licenziato dal padrone; ha così inizio una vera tragedia di vita, frequentissima nella miseria degli anni Venti. La betulla inoltre fornisce ottima cellulosa per la fabbricazione di carta pregiata.
Proprietà: la betulla abbassa molto la colesterolemia, favorendo l'innalzamento del colesterolo buono (HDL). Inoltre, è insieme a pilosella e tarassaco la pianta con più forte potere diuretico; in tutti gli edemi da stasi, nelle gambe gonfie e pesanti, nella ritenzione idrica in generale, la betulla permette una espulsione di liquidi in eccesso, agendo a livello renale sullo scambio sodio-potassio.

Come si usa: si utilizzano sia le foglie sia la corteccia, entrambe in decotto; molto pratica la tintura madre soprattutto per chi debba usare la betulla per lunghi periodi.


CARCADE' (Hibiscus sabdariffa)
Di questa pianta si usa il calice, rosso o verde, con cui si fa un decotto altamente dissetante e rinfrescante.
Proprietà: astringenti e regolatrici della secrezione delle vie biliari.
Come si usa: come bibita rinfrescante da bere in piccole quantità.


EUCALIPTO (Eucalyptus globulus)

FAMIGLIA: Myrtaceae
NOMI COMUNI: Eucalett, eucalitto, aucalipto, ocaritti.
LA DROGA: Le foglie.
QUANDO SI RACCOGLIE: Le foglie si raccolgono in giugno - luglio o in settembre - ottobre, evitando i periodi più caldi; si staccano a una a una e si elimina il picciolo.
PROPRIETÀ: Balsamiche, espettoranti, antisettiche, antiparassitarie.
PRINCIPI ATTIVI: Olio essenziale (cineolo, pinene, canfene, globulolo, eucazulene), flavonoidi.


COME SI USA LA DROGA
L'Eucalipto viene utilizzato da lungo tempo sia nella terapia domestica che in preparazioni medicinali per risolvere infiammazioni dell'apparato respiratorio, escretore e digerente. Per uso esterno i preparati di Eucalipto esercitano una buona azione antisettica e cicatrizzante su infezioni purulente della pelle e lenitiva sulle ustioni
Nella pratica domestica gli infusi di Eucalipto sono impiegati per detergere e deodorare le mani che sono venute a contatto con sostanze infette.
In cosmetica l'Eucalipto è usato come deodorante e purificante delle pelli impure e macerate dal sudore. Alte dosi di Eucalipto possono dare serie intolleranze che si manifestano talvolta con prurito ed eruzioni cutanee.
USO INTERNO
Le foglie: Per disinfettare ed eliminare i catarri dei bronchi, della vescica e dell'intestino.
Infuso: 2 grammi in 100 ml di acqua (zuccherare bene). Due - tre tazzine al giorno.
Avvertenza importante Verificare la sensibilità individuale dei preparati bevibili.
USO ESTERNO
Le foglie: Per detergere e disinfettare la pelle, per lenire le ustioni.
Infuso: 6 grammi in 100 ml di acqua. Fare lavaggi, applicare compresse imbevute di infuso per 15 minuti.
USO COSMETICO
Un buon effetto deodorante e stimolante si ottiene mettendo nell'acqua calda del bagno una manciata di foglie di Eucalipto.

ASPARAGO (Asparagus officinalis)

AMIGLIA: Liliaceae
NOMI COMUNI: Sparagu, spargo, spares, corruda, viscarna, rusco, spariciu, sparau, isparagu.
LA DROGA: Le radici.
QUANDO SI RACCOGLIE: Le radici si raccolgono quando la pianta e' in riposo, cioe' in autunno o in primavera. Si rimuove la terra intorno alla pianta fino a giungere alle radici e se ne recidono alcune col coltello. E' bene non raccogliere piu' di un quarto delle radici in modo che la pianta possa continuare a vegetare. Le radici raccolte si lavano, si tagliano a pezzi lunghi 5 cm. e si spaccano in due per il lungo.
PROPRIETÀ: Diuretiche, depurative, dimagranti.
PRINCIPI ATTIVI: Aminoacidi, vitamina C, sali minerali vari.


COME SI USA LA DROGA
Troppo nota per essere descritta, questa pianta ci offre la deliziosa verdura primaverile e le virtu' salutari delle radicil Le proprieta' dell'Asparago sono eminentemente diuretiche; esso e' utile quindi per tutti quei disturbi in cui la ritenzione di acqua nell'organismo provoca scompensi.
Le radici dell'Asparago giovano ai malati di cuore per eliminare l'acqua che ristagna nei tessuti per mancanza di un vigoroso circolo cardiaco, agli idropici e agli obesi. Le preparazioni a base di Asparago sono tuttavia sconsigliate a chi soffre di infiammazioni renali.
Per tornare al campo alimentare, e sotto le condizione precedentemente esposte, gia' un uso regolare dei germogli nelle preparazioni culinarie esercita una blanda ma sensibile azione diuretica.
USO INTERNO
Le radici: Per aumentare la diuresi.
Decotto: 4 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazze al giorno lontano dai pasti. (non aggiungere zucchero)
USO INTERNO
Le radici: Come diuretico e aperitivo.
Tintura: 20 grammi in 100 ml di alcool di 20º (a macero per 10 giorni). Un cucchiaio prima dei pasti.
CURIOSITA'
Il famoso sciroppo diuretico alle cinque radici, tanto usato un tempo, aveva questa composizione.
100 grammi di radici di Asparago, 100 grammi di radici di Finocchio, 100 grammi di radici di Prezzemolo, 100 grammi di radici di Sedano selvatico, 100 grammi di radici di Rusco, 3 litri di acqua distillata bollente, 2 Kg. di zucchero. Mettere nella meta' dell'acqua bollente le radici contuse e pestate e lasciare in infusione a caldo agitando di tanto in tanto. Passare per tela e aggiungere lo zucchero e il resto dell'acqua. Bollire per alcuni minuti e conservare, dopo filtrazione per tela, al fresco.


CILIEGIO (Prunus avium)

FAMIGLIA: Rosaceae.
NOMI COMUNI: Seixa, grioto, grafion, ziresas, ceraso, cerexia, ghinda.
LA DROGA: I peduncoli dei frutti.
QUANDO SI RACCOGLIE: I peduncoli si staccano da frutti ben maturi in maggio- giugno; si tolgono gli eventuali residui di calice che talvolta aderiscono all'apice del peduncolo.
PROPRIETÀ: Diuretiche, antiuriche, antigottose.
PRINCIPI ATTIVI: Polifenoli, sali di potassio.


COME SI USA LA DROGA
Il Ciliegio, pianta quanto mai nota per per i frutti deliziosi, ha le stesse proprietà dell'Amarena. Nella pratica erboristica corrente si usano infatti i peduncoli, impiegati tra l'altro nell'industria alimentare per le particolari caratteristiche aromatice. Le proprietà diuretiche, antiuriche, antigottose, nonchè quelle astringenti della droga sono da ascrivere al contenuto di sali di potassio e polifenoli, di cui i tannini rappresentano una percentuale significativa. Dosi e impieghi sono analoghi a quelli dell'Amarena.
La presenza di polifenoli suggerisce anche un impiego esterno della Ciliegia e dell'Amarena come rinfrescante e astringente delle epidermidi infiammate. I semi del Ciliegio sono da considerare pericolosi.
USO INTERNO
I peduncoli dei frutti: Per aumentare la diuresi e eliminare gli acidi urici.
Decotto: 2 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazzine al giorno.
USO ESTERNO
I peduncoli dei frutti: Per pelli irritate, screpolate, con capillari dilatati.
Decotto: 6 grammi in 100 ml di acqua. Applicare compresse imbevute di decotto sulla parte interessata.


FARFARA (Tussilago farfara)

FAMIGLIA: Asteraceae (compositae)
NOMI COMUNI: Pe' d'asén, laciarei, pie di muss, ugna cavallina, petaccio, erba de tussiu.
LA DROGA: I capolini e le foglie.
QUANDO SI RACCOGLIE: I capolini si raccolgono in febbraio - aprile appena prima che sbocciano o all'inizio della fioritura; la foglie vanno raccolte in giugno - luglio, quando sono ben sviluppate, eliminando il picciolo.
PROPRIETÀ: Tossifughe, espettoranti, astringenti, emollienti, lenitive.
PRINCIPI ATTIVI: Mucillagini, polifenoli (tannini), zuccheri, sali.


COME SI USA LA DROGA
La Farfara è una delle piante più valide per la cura della tosse e delle affezioni delle pelle. La droga, costituita dai capolini e dalle foglie, è ricca di polifenoli, zuccheri e mucillagini.
La Farfara ha, per uso interno, proprietà emillienti della gola, sedative della tosse ed espettoranti utili nel caso di raffreddore e influenza, laringiti, tracheiti e bronchiti.
Per uso esterno ha proprietà astringenti e leggermente antisettiche, emollienti, lenitive, utili nelle infiammazioni della pelle, desquamazioni, pruriti, foruncolosi.
In genere i capolini si usano prevalentemente per uso interno e le foglie per quello esterno; le due droghe hanno comunque proprietà analoghe e sono praticamente intercambiabili.
Nel campo cosmetico la Farfara è impiegata come emolliente, astringente e lenitivo per pelli impure, sensibili, facilmente arrossabili.
Le foglie secche vengono fumate per alleviare gli attacchi di asma.
USO INTERNO
I capolini (o le foglie): Per sedare le infiammazioni dell'apparato respiratorio.
Infuso: 3 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazze al giorno.
USO ESTERNO
Le foglie: Per le irritazioni della pelle e delle mucose esterne (zone intime).
Infuso: 6 grammi in 100 ml di acqua. Fare lavaggi, applicare compresse imbevute di infuso sulle zone interessate.
USO COSMETICO
Un buon bagno emolliente e decongestionante si ottiene gettando una o due manciate di droga nell'acqua del bagno.


MENTA PIPERITA(Mentha piperita)

FAMIGLIA: Laminaceae (Labiateae)
NOMI COMUNI: Erba diaoluna, puniol bon, menta da diavoloni.
LA DROGA: Le foglie e le sommità fiorite.
QUANDO SI RACCOGLIE: Le foglie si raccolgono quando hanno raggiunto le loro dimensioni ottimali, le sommità fiorite si ottengono in luglio - agosto recidendo la pianta 10 - 20 cm al di sotto dell'infiorescenza.
PROPRIETÀ: Dissetanti, rinfrescanti, digestive, antifermentative, antispasmodiche, leggermente analgesiche.
PRINCIPI ATTIVI: Olio essenziale (costituito specialmente da mentolo, mentone, mentofurano e terpeni ) sostanze amare e poche resine.


COME SI USA LA DROGA
Le proprietà della Menta piperita sono analoghe a quelle della menta acquatica; moderne ricerche hanno dimostrato che, oltre alla secrezione gastrica, la Menta ha anche la funzione di stimolare la secrezione biliare. Per uso esterno viene impiegata come antisettico delle vie aeree per purificarle e decongestionarle nel caso di raffreddori e sinusiti.
La blanda azione analgesica, antinevralgica, antipuriginosa sulle mucose e sulla cute è in relazione con il senso di freddo che deriva dalla sua azione sulle terminazioni nervose superficiali.
USO INTERNO
Le foglie o le sommità fiorite: Per favorire la digestione, sedare dolori e bloccare le fermentazioni intestinali.
Infuso ( tisana ): 1 - 2 grammi in 100 ml di acqua. Una tazzina o una tazza dopo i pasti.
Le foglie o le sommità fiorite: Per la nausea, il mal di testa, i dolori intestinali.
Tintura vinosa: 2 grammi in 100 ml di vino bianco (a macero per 8 giorni). Un bicchierino al mattino all'occorrenza.
Tintura: 20 grammi in 100 ml di alcool di 70° ( a macero per 8 giorni ). Uno - due cucchiaini in acqua zuccherata all'occorrenza.
USO ESTERNO
Le foglie o le sommità fiorite: Per pruriti, infiammazioni delle mucose delle vie aeree e della cute, per l'alito cattivo.
Infuso: 5 grammi in 100 ml di acqua. Fare sciacqui, gargarismi, lavaggi, applicare compresse imbevute di infuso sulle zone interessate. Inalare i vapori che si formano gettando le foglie a pizzichi nell' acqua bollente; chiudere gli occhi per non irritarli.
Le foglie o le sommità fiorite: Per dolori nevralgici e reumatici.
Tintura: 20 grammi in 100 ml di alcool di 70° ( a macero per 8 giorni ). Fare frizioni sulle zone dolenti (lontano dagli occhi e dalle mucose ).
USO COSMETICO
Gli infusi di menta hanno una funzione tonica leggermente astringente e rinfrescante sulle pelli irritabili. Bagni decongestionanti e rinfrescanti, validi dopo un'intensa giornata all'aria aperta, si ottengono con una o due manciate di droga infuse nell'acqua.


FINOCCHIO (Foeniculum vulgare)

FAMIGLIA: Apiaceae
NOMI COMUNI: Fenuggiu, fnoi, finoc, fenocio, scartozzein, anito, madaro, finucchiastru, fenuju agru.
LA DROGA: La radice e i frutti.
QUANDO SI RACCOGLIE: La radice si raccoglie in ottobre - novembre: si scava con la vanga, si lava, si monda delle radici laterali e si taglia in pezzi di alcuni centimetri che si dividono in due per il lungo. I frutti si raccolgono in agosto - settembre: si recidono le ombrelle, si legano in mazzi e si fanno asciugare all'ombra.
PROPRIETÀ: Aromatiche, aperitive, digestive, carminative, diuretiche, antispasmodiche, leggermente anitsettiche.
PRINCIPI ATTIVI: Olio essenziale (fenolo, estragolo), acidi clorogenico e caffeico.


COME SI USA LA DROGA
Il Finocchio, notissima pianta alimentare, deve le sue proprietà salutari ai frutti e alla radice, che è un valido diuretico.
I frutti stimolano l'appetito, favoriscono la digestione e bloccano i processi fermantativi intestinali; sono utili anche per sedare dolori addominali e frenare vomito e singhiozzo.
Per uso esterno i frutti del Finocchio stimolano la circolazione superficiale e disinfettano blandamente l'epidermide.
Le preparazioni ottenute dai frutti vanno usate in giuste proporzioni in quanto potrebbero essere leggermente narcotiche per uso interno e irritanti per uso esterno.
USO INTERNO
La radice: Come diuretico.
Decotto: 3 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazze al giorno.
USO INTERNO
I frutti: Come aperitivo, digestivo, antispasmodico e antifermentativo intestinale.
Infuso:
1 grammo in 100 ml di acqua. Una tazzina prima dei pasti. Una tazza all'occorrenza di crampi addominali.
USO ESTERNO
I frutti: Per le palpebre arrossate, per l'alito cattivo.
Infuso: 2 grammi in 100 ml di acqua. Fare sciacqui, gargarismi, lavaggi, applicare compresse.
USO COSMETICO
Un bagno stimolante, deodorante e purificante si può preparare mettendo in infusione nell'acqua calda una manciata di frutti.


SAMBUCO(Sambucus nigra)

FAMIGLIA: Caprifoliaceae
NOMI COMUNI: Sureau, schitac, sambus, sango, scioccarina, zambuch, munnaro, zambuco puzzolente, zammuco, sauco, savuco, savucu di gai, sabuccu.
LA DROGA: I fiori e i frutti.
QUANDO SI RACCOGLIE: I fiori si raccolgono da aprile a giugno recidendo le infiorescenze alla base; i frutti si raccolgono in agosto - settembre usando gli stessi pettini utilizzati per raccogliere i mirtilli.
PROPRIETÀ: Diuretiche, sudorifere, lassative, antireumatiche, antinevralgiche, emollienti.
PRINCIPI ATTIVI: Olio essenziale, tannini, unrutoside, il glucoside sambunigroside (fiori); tannini, pectine, tracce di olio essenziale, acidi organici, oligoelementi minerali (frutti).


COME SI USA LA DROGA
Con i fiori del sambuco, usati anche come componenti aromatici in liquoreria, si fa una gradevole tisana che serve come rimedio sintomatico popolare per il raffreddore, l' influenza, la tosse,l' asma e il reumatismo; ai fiori vengono anche riconosciute proprietà lassative e antiemorroidarie. I fiori secchi hanno sulla pelle proprietà emollienti, mentre allo stato fresco possono essere irritanti sulla cute.
I frutti del sambuco devono essere raccolti ben maturi; essi vengono usati soprattutto come lassativi e trovano un' interessante applicazione contro le nevralgie del trigemino.
Tutte le preparazioni fatte con il Sambuco vanno utilizzate cominciando con dosi molto basse e non superando mai quelle indicate.
USO INTERNO
I fiori: Come sudorifero, diuretico, antireumatico, emolliente delle vie aeree.
Infuso: 5 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazzine al giorno.
I frutti: Come antinevralgico, diuretico e lassativo.
Succo: Uno o due cucchiaini o cucchiai (a cucchiai si manifesta l' effetto lassativo).
Decotto: 4 grammi in 100 ml di acqua. Una - due tazzine all' occorrenza (dosi superiori sono lassative).
USO ESTERNO
I fiori: Come emolliente, lenitivo su foruncoli, scottature, emorroidi.
Infuso: 5 grammi in 100 ml di acqua. Fare lavaggi, applicare compresse imbevute di infuso.


UVA URSINA (Arctostaphylos uva - ursi)

FAMIGLIA: Ericaceae
NOMI COMUNI: Uga d' ursu, busserole, ramoliva, corbesoi, seresoi d' la volp, pometti rossi, uva dell' orso, uva selvaggia.
LA DROGA: Le foglie.
QUANDO SI RACCOGLIE: Le foglie si raccolgono in luglio - agosto, staccando quelle ben sviluppate ed evitando quelle troppo piccole e tenere.
PROPRIETÀ: Astringenti, antiinfiammatorie, antisettiche dell' apparato urinario.
PRINCIPI ATTIVI: Tannini, il triterpenico acido ursolico, i tre glucosidi ericolina, arbutina e metilarbutina, sali potassici in prevalenza sugli altri sali.


COME SI USA LA DROGA
L' Uva ursina è un arbusto caratterizzato da talune proprietà molto specifiche e validamente efficaci. Le foglie hanno infatti la prerogativa di trattenere le infiammazioni dell' apparato genito - urinario e in particolare le pieliti, le cistiti, le uretriti, le nefriti e in genere incontinenza, ritenzione urinaria, ipertrofia prostatica e leucorrea. L' azione dell' Uva ursina è dovuta ad una contemporanea azione antiinfiammatoria e antissettica esercitata dai principi attivi che sono presenti nella pianta,e cioè tannini, flavonoidi e glucosidi idrochinonici tra cui l' arbutina; a quest' ultima è attribuita l' azione antisettica particolare.
Le foglie di Uva ursina non hanno spiccate proprietà diuretiche, ma la loro azione antiinfiammatoria e anticatarrale favorisce la normalizzazione delle funzioni escretive.
Va ricordato che proprio i benefici principi attivi della pianta, se usati in modo non appropriato, possono dar luogo a fenomeni irritativi del tubo digerente e a veri e propi fenomeni allergici.
L' Uva ursina è una droga molto valida, tuttavia il suo uso è sconsigliabile qualora non venga approvato e seguito dal medico.
Per il loro contenuto in polifenoli, i preparati di Uva ursina per uso esterno sono considerati ottimi astringenti e antiinfiammatori. I frutti sono commestibili perchè innocui ma non molto gradevoli da mangiare.
USO INTERNO
Le foglie: Per purificare e decongestionare l' apparato urinario.
Infuso: 1,5 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazze al giorno.
Tintura: 20 grammi in 100 ml di alcool di 20° (a macero per 8 giorni). Due - tre cucchiaini al giorno.


CIPRESSO ( Cupressus sempervirens )

FAMIGLIA: Cupressaceae (Conifere in parte)
NOMI COMUNI: Sipressu, urmaru, pianta de camp sant, pigno, arcipresso, nnucipresa, zipressiu.
LA DROGA: I frutti o galbuli e i rametti con le foglie.
QUANDO SI RACCOGLIE: I galbuli si raccolgono in gennaio - marzo del secondo anno, quando non sono ancora del tutto induriti. I rametti si raccolgono in marzo - aprile, recidendo solo la porzione cresciuta nelle stesso anno perchè porta le foglie giovani ricche di resina.
PROPRIETÀ: Astringeti, vasocostrittrici, toniche della vescica, antidiarroiche, balsamiche, tossifughe.
PRINCIPI ATTIVI: Olio essenziale, terpineolo, tannini, catechici.


COME SI USA LA DROGA
Del Cipresso si usano due parti distinte; le foglie (o i giovani rami) e i frutti. Le prime, relativamente ricche di olio essenziale, hanno proprietà balsamiche ed espettoranti per uso interno; per uso esterno possono essere utilizzate con proprietà detergenti, leggermente antisettiche e riepitelizzanti.
I frutti più ricchi di tannini, hanno proprietà astringenti, vasocostrittrici, antiinfiammatorie e vengono utilmente impiegati, per via interna o esterna, nel trattamento delle varici e delle emorroidi, per tonificare la muscolatura della vescica e impedire la perdita involontaria di urina durante la notte.
USO INTERNO
Le foglie (o i rami giovani): Come balsamico, tossifugo, febbrifugo.
Decotto: 6 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre cucchiai al giorno.
USO ESTERNO
Le foglie (o i rami giovani): Come astringente, antisettico.
Decotto: 6 grammi in 100 ml di acqua. Fare la vaggi e impacchi.
USO INTERNO
I frutti: Come antidiarroico e febbrifugo, tonico vescicale.
Infuso : 2 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre cucchiai al giorno.
USO ESTERNO
I frutti: Per varici ed emorroidi.
Infuso: 5 grammi in 100 ml di acqua. Fare la vaggi e impacchi, con compresse imbevute di infuso sulle parti interessate.


EQUISETO (Equisetum arvense)
L’equiseto è indubbiamente una delle piante rimineralizzanti più valide al giorno d’oggi. Il suo contenuto di silice la rende indispensabile per chi vuole prevenire e/o curare tutti i problemi legati alle ossa.
Infatti basta un piccolo ragionamento per capire che la mucca non beve latte e non mangia latticini, ma produce un nettare ricchissimo di calcio: e come fa?
Mangiando tanto, tanto foraggio ricchissimo di silice, che l’organismo trasforma in calcio.
Lo stesso per il pulcino. Quando l’uovo viene deposto, il contenuto di calcio è minimo, mentre quando il pulcino esce dal guscio ha un quantitativo di calcio nelle sue ossa di 10 volte superiore. Ma come è possibile? Lo preleva dal guscio, sottoforma di silicio.
E lo stesso vale per noi.
L’acido silicico ha la proprietà di aumentare l’elasticità dei tessuti connettivi, della cartilagine, della pelle, giova alla ricostruzione dello scheletro e favorisce la guarigione di fratture e danni ossei.
Usato nell’osteoporosi, nell’artrite reumatoide e nell’arteriosclerosi.
Aiuta a risolvere il problema delle unghie fragili, la caduta dei capelli e i disturbi della pelle.
Rinforza i globuli bianchi aumentando la resistenza alle infezioni, ed è inoltre un ottimo diuretico.
Lieve astringente intestinale, viene usato spesso in abbinamento con l’ortica, per disinfiammare intestino e rimineralizzare l’organismo (ed altro ancora ovviamente).
Porta sollievo nelle cistiti, nelle ulcere dello stomaco, e in caso di calcoli renali (in quest’ultimo punto il lavoro viene migliorato con l’aggiunta di magnesio nella dieta).
CONTROINDICAZIONI
Evitare di assumerlo in concomitanza con farmaci anti-ipertensivi, corticosteroidi, digitali, anticoagulanti e litio.
POSOLOGIA
Per uso esterno lo si usa applicare su contusioni, piaghe ed altri problemi di pelle, sia fresco che come impacco caldo, con l’aiuto di garze sterili.
Ottimo anche come tisana, da eseguire 15 giorni in autunno e 15 in primavera (non di più): mettete una presa a 3 dita di erbe secche, o meglio ancora fresche, in una tazza di acqua bollente. Coprire per 3 minuti, filtrare, raffreddare e bere a sorsi alla mattina a digiuno. Prima di fare colazione attendere 15 minuti.
Buona depurazione.

Da sperimentazione clinica fatta su alcuni soggetti, si è visto che questa combinazione di piante ha un effetto benefico e molto visibile su FEGATO, RENI e PROSTATA. Da consultare sempre prima il proprio Medico di Base.

 

 

 

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