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MUSICA CORPO EMOZIONE LA MUSICA DEL BENESSERE
di Ludisound
I suoni del benessere
Il corpo umano è un sistema concepito per vibrare. Udiamo, captiamo,
inglobiamo suoni non soltanto attraverso le orecchie e il sistema neuro-cerebrale,
ma tutto il corpo è simile a uno strumento risuonatore. Recenti ricerche
hanno dimostrato che la pelle “sente”. Le onde sonore sono onde
di pressione e la cute è cosparsa di corpuscoli tattili. Ogni cellula
è quindi sensibile al suono e alla musica, anche nelle forme più
sottili.
Tutto il corpo è coinvolto dal suono (e quindi dalla musica) e al suono
risponde con un altro suono, come un vero e proprio strumento musicale. Il musicista
e il musicoterapeuta Steven Halpern e Louis M. Savary concordano nell’affermare
che “se da un lato le nostre cellule, i nostri sensi possono essere considerati
dei trasformatori di vibrazioni, dall’altro lato il corpo stesso è
uno strumento che emette vibrazioni e suoni propri. Alcuni, come i ritmi del
respiro e del battito cardiaco, sono udibili, altri più sottili e più
profondi sembrano sfuggirci. Probabilmente se disponessimo dell’apparato
uditivo adatto potremmo persino ‘sentire’ la nostra armonia personale”.
Il prof. Leipp, uno dei docenti del laboratorio di acustica dell’Università
di Parigi ci fa capire che il corpo è “un’entità creatrice-emettitrice
che nell’ambito del proprio codice di comunicazione interno, attraverso
ritmi e vibrazioni proprie, crea forme musicali, come una vera e propria emanazione
di se stesso”.
E’ un’affermazione, frutto di ultradecennali esperienze e studi,
che porta a guardare la macchina umana come un’organizzazione capace di
stabilizzare e modificare il “livello di coscienza” grazie a una
serie di vibrazioni acustiche. Il corpo riceve musica, la trasforma interiormente
in emozione e risponde con vibrazioni proprie, con una musica propria. Dicevamo
che il corpo risponde al suono con un altro suono: si comporta cioè come
un diapason messo accanto a un altro diapason. Percuotendo questo si produrrà
una vibrazione sonora, ma a questo suono anche il primo diapason incomincerà
a vibrare spontaneamente (nella stessa frequenza e tonalità) in risposta
alle onde sonore emesse dal diapason che è stato percosso.
Il corpo in stato di riposo si comporta come un sistema vibratorio globale che vibra a una frequenza fondamentale (apparentemente non udibile) intorno agli 8 cicli al secondo. Non a caso anche la frequenza delle onde cerebrali “alfa”, prodotte dal cervello in stato di rilassamento, si aggira intorno agli 8 cicli al secondo, come non a caso la frequenza fondamentale della vibrazione terrestre è di 8 cicli al secondo (risonanza di Schumann).
Non è difficile capire che gli schemi vibrazionali del corpo sono istintivamente portati a sintonizzarsi con le forme vibratorie che agiscono intorno al corpo stesso. Dalle vibrazioni del cosmo e dei corpi celesti, a quelle dei colori, a quelle dei suoni naturali (il vento, le acque, i suoni e i richiami del mondo animale, dell’atmosfera, in poche parole tutto il paesaggio sonoro del pianeta in cui il corpo vive), fino alle diverse forme vibratorie che noi stessi abbiamo creato: la musica. E’ un tentativo perenne del corpo di aderire per mezzo del suono all’ordine e all’equilibrio dell’ambiente in cui vive: “il mantenimento di uno stato di coscienza collettiva”, come lo definisce Sophie Humeau. La musica come un mezzo per intrattenere i giusti rapporti con la natura, la musica per conservare la coesione di un gruppo umano, la musica per mantenere l’equilibrio psicofisico di ciascun membro della comunità, la musica come sistema per conservare perennemente l’equilibrio e l’unione tra il corpo e lo spirito.
Cosa può produrre la musica?
Di fronte a ciò che abbiamo accennato e ai ventennali studi intorno al
suono come mezzo terapeutico sorge spontanea una domanda: “concretamente
che cosa può accadere dentro di noi sotto l’effetto della musica?”
“Utilizzando la finezza dell’udito e la capacità di attenzione
– dice la musicoterapeuta francese d.ssa Verdeau-Paillès - mettiamo
in moto l’immaginazione creatrice. Riuscire, con la musica, a mettere
in moto l’immaginazione significa entrare nella dimensione del cambiamento”.
La musica favorisce l’apertura di canali che consentono il flusso di
reazioni affettive, con la possibilità di migliorare il controllo tonico-emozionale.
La musica risveglia tutti i nostri centri energetici (i chakra della tradizione
indiana), riorganizza i nostri desideri, modifica i nostri atteggiamenti verso
le difficoltà della vita. La musica infine stimola la produzione di peptidi,
cioè di quelle macromolecole che alleviano il dolore, agendo su specifi
ricettori cerebrali.
Contemporaneamente all’azione rilassante o dinamizzante sulla struttura
corporea, la musica interviene sulla sfera emozionale. Possiamo dire che esiste
uno scambio continuo di effetti tra l’elemento fisico e l’elemento
emozionale.
Le vibrazioni sonore trasmesse dall’orecchio alla corteccia cerebrale
si trasformano in emozioni non spiegabili a parole. Dal punto di vista emozionale
la musica “giusta”, se ascoltata seguendo determinate regole, offre
un’ampia gamma di possibilità:
– Sensazione di “veglia sognante” che ci procura piacere.
– Sviluppo di una risonanza emozionale che trasforma il nostro atteggiamento
psichico verso la vita e le persone.
– Percezione di capacità ritmiche e dinamiche cerebrali fino a
quel momento sconosciute o dimenticate.
– Sensazione di gioia per la riconquistata armonia.
– Notevole ampliamento delle possibilità percettive epidermiche
e profonde nei riguardi del partner e delle persone a cui siamo legati.
Poteri fisico-acustici, poteri riarmonizzanti, poteri affettivo-emozionali del
suono e della musica, ma anche poteri simbolici.
La musica possiede su di noi un profondo impatto simbolico che spesso viene
dimenticato. Come dice lo psicanalista e musicista Denis Gaita “il simbolo
musicale rappresenta una sagoma felice che può generare pensieri, attraverso
analogie inconsce, con le sagome di esperienze affettive tracciate sul corpo
prima del linguaggio”.
La riscoperta di una sintonia tra l’interiore e l’esteriore attraverso
il simbolo musicale - dice ancora Gaita - “accende reti di pensieri non
sempre pensati e ci consente di conoscere angoli di mondo interiore di cui non
immaginavamo l’esistenza” e che sono la chiave ultima con cui ci
apriamo all’armonia che cerchiamo.
Il corpo si “nutre” di musica
Le musiche che proponiamo come supporto e strumento complementare nella fase
preparatoria e nella fase di massaggio e manipolazione, tengono conto del ruolo
importantissimo che la musica) ha sulla nostra fisicità e sulla nostra
emozionalità.
La musica ha prima di tutto il compito di migliorare la percezione del corpo
che si sottopone alla manipolazione, poi di facilitare il rallentamento dei
ritmi vitali (respiro e battito cardiaco) e il rilascio completo dei muscoli.
La musica offre il vantaggio di indirizzarsi soprattutto ai sensi corporei che,
aldilà di ogni riferimento culturale, colgono direttamente gli effetti
sedativi o dinamizzanti della musica stessa.
Una musica coinvolge sempre tutto il corpo, perché il corpo è
un tutt’uno, un’unità in cui una catena di fili (chiamati
catene muscolari) collega tra loro gran parte dei muscoli. Qualsiasi movimento
anche piccolo in una parte qualsiasi del corpo provoca delle reazioni in parti
molto lontane, soprattutto quando i muscoli sono contratti.
Oltre a facilitare il rilasciamento dei muscoli, un certo tipo di ascolto musicale
agisce sui centri di energia (chakra) e consente stati di rilassamento molto
profondo.
Ciò che importa è l’abbandono completo alla musica da parte
di chi ascolta, senza tuttavia dimenticare di essere razionalmente presenti
alle piccole variazioni positive che si verificano sulla pelle e nel corpo durante
l’ascolto e il trattamento.
I risultati che si ottengono
Prima di poter sperimentare un cambiamento, ascoltando i programmi musicali
che proponiamo, passerà un certo tempo. Infatti i risultati dipendono
da vari fattori:
a) lo stato emotivo iniziale del soggetto,
b) il livello di coscienza/percezione e il grado di responsabilità personale,
c) il livello della capacità di controllo sulle emozioni,
d) lo stato di salute generale,
e) la rapidità con cui il sistema nervoso risponde agli stimoli sonori.
I tipi di effetti o le sensazioni che si possono sperimentare mentre ci si sottopone
a uno dei programmi, sono i seguenti: una specie di solletico oppure il riscaldamento
di una parte o di tutto il corpo; visualizzazione di colori o immagini; altre
reazioni emotive come pianto, riso; percezione di flussi di correnti energetiche
lungo il corpo; la presa di coscienza di punti di tensione o di zone dolenti;
male di testa o sensazioni di vertigine, di nausea, di galleggiamento o di espansione;
ricordi legati a persone o a esperienze passate; flussi di pensieri e di idee
(sul passato o il presente) senza connessioni tra loro; un improvviso acutizzarsi
della percezione corporea o ambientale; una sensibilità più acuta
verso i rumori; una percezione visiva più acuta al termine del programma;
una sensazione di pace interiore; uno stato di pre-sonno o di sonno; oppure
nessuna sensazione in assoluto.
Tutti questi possibili risultati rappresentano una parte del processo di “pulizia”
prodotto dalla musica.
Sistema di risonanza spettrale
La musica è registrata con una tecnica speciale (Holophonic sound) elaborata
dagli autori e denominata Sistema di Risonanza Spettrale (S R S ).
Il S R S, è basato su un principio di psicoacustica, per cui una differenza
di 8 cicli al secondo tra il canale sinistro e il canale destro di registrazione
è percepita da chi ascolta come una delicata pulsazione.
Una sensazione di piacevole movimento che aumenta dopo un ascolto ripetuto e
che modula le funzioni fisiologiche facilitando la sincronizzazione cerebrale.
fonte: www.psicoterapia-corporea.com/