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NATUROPATIA VUOTO LEGISLATIVO E SENTENZE...ACQUA FRESCA
Naturopatia: vuoto legislativo e sentenze... all'acqua fresca
Scritto da EuroSalus
Wednesday 24 October 2007
Una recentissima sentenza della Corte di Cassazione lascia spazio ad interrogativi
e a dubbi Una sentenza della Corte di Cassazione ha evidenziato ancora una volta
la confusione, la poca disponibilità e la chiusura mentale che imperano
nel nostro Paese quando si parla di terapie naturali e complementari. Casi come
questo non dovrebbero nemmeno esistere. Parola dell'avvocato Giancarlo Rizzieri.
In esclusiva per Eurosalus.
Per amore di cronaca, abbiamo voluto andare a fondo di quella controversa sentenza della Corte di Cassazione che poco tempo fa è entrata nel merito della professione di un naturopata bolognese accusandolo di “esercizio abusivo della professione medica”.
Avv. Giancarlo Rizzieri
In esclusiva per Eurosalus, ne abbiamo parlato con l’avvocato Giancarlo
Rizzieri, esperto in Legislazione europea delle discipline complementari, incaricato
di proporre, per conto dell'imputato, un appello in secondo grado presso il
Tribunale di Bologna. Alla fine il naturopata è stato assolto, ma casi
come questo, non dovrebbero nemmeno esistere.
— Che cosa è successo?
«La corte di Cassazione, in palese contraddizione, ha concluso affermando
che “il prodotto omeopatico è un medicinale e come tale va prescritto
dal medico” ma ciò, tuttavia, entra in conflitto con il fatto che
il prodotto omeopatico è di libera vendita. Con una affermazione di questo
tipo la Cassazione è entrata nel merito della sentenza, pur non avendone
i titoli, affermando che alcune attività quali quelle della chiropratica,
dell’agopuntura, dei massaggi terapeutici, dell’ipnosi curativa
e dell’idrologia sono di competenza esclusiva del medico»
— Si può parlare di “ignoranza”?
«In realtà c’è un ordine dei medici che viene consultato
in questi casi. Forse è un ordine che teme l'estinzione. Eppure nessuno
dice che il medico non possa praticare l’agopuntura, la chiropratica,
la fisioterapia, l’ipnosi curativa (che pure sarebbe di competenza del
solo psicoterapeuta) o la fitoterapia… è proprio una sentenza che
fa orrore dal punto di vista logico e giuridico. Anche perché se la Cassazione
avesse voluto davvero entrare nel merito, avrebbe almeno dovuto guardare le
perizie in atti fatte dal vicepresidente dell’ordine dei medici di Bologna,
il quale dichiara che il prodotto omeopatico non è un farmaco perché
non è iscritto nella farmacopea e perché non è possibile
seguire il percorso del principio attivo. Come il prof. Garattini usa dire del
prodotto omeopatico, così alcuni potrebbero dire che questa sentenza,
ai fini degli impedimenti alla pratica delle discipline complementari è
acqua fresca».
— Questa chiusura è tutta italiana?
«Sì, da noi c’è una chiusura notevole. C’è
stato il Disegno di Legge Lucchese che ha tentato una certa apertura verso l'esercizio
di attività come quella del naturopata e di altri operatori delle discipline
del benessere, ma poi tutto si è fermato. Sarebbe utile che si andasse
avanti. Non è possibile che lo Stato continui a non legiferare su questi
punti fondamentali legati alla libertà dell'individuo».
— In altre parole non siamo liberi di curarci come vogliamo?
«A quanto pare no. In questo caso particolare la Cassazione ha detto che
non è sufficiente che il paziente chieda e desideri un certo tipo di
cure, ma occorre che sia il medico a prescriverle. Una decisione che va persino
contro la Costituzione che all’art. 32 dà ai cittadini italiani
la libertà di curarsi. E questa libertà potrebbe portare anche
allo Stato Italiano un concreto beneficio economico».
— Dobbiamo preoccuparci?
«Assolutamente no. Le sentenze di cassazione chiudono un iter processuale,
niente di più, e non possono costituire precedenti. In questo caso è
evidente che in assoluta buona fede è stato preso un abbaglio.
Manuela Florio
collaboratore Redazione Eurosalus
Alcune parti più tecniche e giuridiche dell'intervista, sono state comunque raccolte e pubblicate nella sezione “Approfondimenti” di Eurosalus.