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I NOSTRI PADRI NASCEVANO AMMALATI E NOI FIGLI MUORIAMO DANNATI
A tutt'oggi i nostri Padri e le nostre Madri stanno vivendo
magari all’insaputa di qualche patologia grave che portano con se, invece
i loro figli sono, vaccinati fino all’osso, ad ogni piccolo sentore una
visita, prescrizione di farmaci ad ampio spettro per trattare patologie inesistenti,
visite specialistiche sempre più costose e deleterie, insomma, chi più
ne ha più ne metta. Ma tutto questo che senso ha?
Qual è il fardello che sta colpendo la nostra società attuale?
L’essere umano ha una deformazione professionale, cioè quella di
classificare tutto, ma classificando, deve risolvere le problematiche di tutto
ciò che classifica. Purtroppo non siamo ancora educati a discernere tra
il bene ed il male e il nostro bagaglio culturale, così tanto difeso
dal nostro ego, ci si ritorce contro, supportato ulteriormente della nostra
mente, che si fa sempre più forte e sempre più autonoma.
La nostra mente cerca di dare una risposta biologica ad un problema psichico
e questo il problema, oltre tutto, anche la nostra psiche ne è influenzata
e distorta, tanto più che ci fa allontanare dal nostro vero sé
spirituale, la nostra vera entità.
Le malattie degenerative croniche sono aumentate a dismisura, se ne parla come
fosse il terrore che affligge la nostra società, ma non abbiamo tenuto
conto di una cosa importantissima: le malattie degenerative croniche sono aumentate
perché è aumentata la vita media.
Ma allora perché è aumentata la vita media?
La vita media è aumentata, a mio avviso perché, l’inventarsi
di patologie, l’inventarsi si sintomatologie, l’inventarsi di farmaci
che creano un effetto piuttosto che un altro e la visione distorta che abbiamo
noi tutti della vita, ha portato al rallentamento delle nostre funzioni vitali
causando di conseguenza un rallentamento biologico.
Questo rallentamento biologico in se porta il non corretto scorrere del tempo.
L’essere umano è una macchina troppo perfetta per volerla modificare,
tutto quello che gli andremo a fare in più è invasivo.
Se noi parliamo con un neurologo, vedrà il paziente da neurologo e diagnosticherà,
il più delle volte, una patologia che ha basi neurologiche, se parliamo
con un pneumologo, il problema partirà dai polmoni, se parliamo con un
proctologo il problema verrà del retto e così via.
Troppe sono le specializzazioni per questo ci sono sempre più ammalati,
ci si allontana dalla vera causa dello squilibrio, che non sta solamente nell’identificazione
dei sintomi e nel trattamento di essi, ma si trova oltre, e la visione parziale
di tutto ciò non aiuta. Il sintomo è ormai la manifestazione ultima
di un problema che si stava manifestando a livello sottile, molto tempo prima.
Ormai è risaputo che nel momento in cui viene diagnosticata una malattia
grave il paziente ha, a mio parere, il 50% di probabilità in meno di
poter sopravvivere.
Forse è ancora un dato ottimistico che ci siano il 50% di probabilità
di salvarsi, ma voglio essere positivo e lungimirante nei confronti dei miei
lettori.
Comunque sia l’obiettivo da raggiungere, è capire e prendere consapevolezza
di cosa noi siamo e delle potenzialità che abbiamo per curarci.
Ottenuto questo potremmo anche dimenticarci della medicina della psicologia
e di tutto quello che è stato creato dall’uomo distorno dal suo
ego, perché noi abbiamo già tutto questo e non servono interventi
esterni, ma una guida che ci possa educare a rivedere la nostra Scintilla Divina.
Dr. Babbolin Giovanni Ph.D