|
www.medicinetradizionali.it Gruppo di Lavoro per la Divulgazione delle Discipline Olistiche sul Territorio |
|
Home Page - Contatti - La libreria - Cerca nel sito - Eventi |
OLTRE MALATTIA E MALESSERE
OLTRE MALATTIA E MALESSERE
Lettera aperta a tutti coloro che cercano cure psico-spirituali
A cura di Marco Ferrini
Ph.D. Hindovedic Psychology
Fondatore e Presidente del Centro Studi Bhaktivedanta
www. c-s-b.org
Chiedete guida e cura perché vi hanno detto, o vi siete persuasi, o solamente
perché avete l’intuizione di soffrire di un disturbo della psiche,
dell’umore, della personalità, della vita relazionale, dell’adattamento.
O semplicemente perché vi risulta inaccettabile l’idea che avete
della sofferenza e della morte.
Ma salute e malattia, adattamento e disadattamento al mondo fenomenico, sono
idee illusorie, pseudo-realtà nel contesto di maya. Voi per primi sapete,
avete deciso, che non volete “adattarvi” al mondo dell’illusione.
Vi ricordo che nascita e morte, sviluppo e declino, salute e malattia, sono
fasi cangianti e transitorie della vita incarnata nella condizione umana, epicicli
dell’esistenza reale, che attraversa i mondi e i corpi della manifestazione
oggettiva e impermanente.
Normalità e malattia non esistono, se non nella visione illusoria dell’uomo;
nella realtà esiste l’infinito percorso dell’evoluzione spirituale,
ed esistono vicende e accidenti su questo percorso: tappe, progressi, ristagni
e deviazioni, cadute, imprigionamenti e progressive liberazioni. Alcuni di questi
accidenti vengono isolati e classificati, dalla Medicina e da alcune Scuole
di Psicologia, come “malattia”. E Medicina e Psicologia li studiano
e li curano in una prospettiva che troppo spesso non è consapevole e
non tiene conto del contesto evolutivo in cui essi si inseriscono. Esse possono
così ottenere risultati rispettabili, apprezzabili e utili, nel breve
termine e limitatamente ai sintomi; possono anche avere una certa capacità
preventiva, ma la portata e i mezzi della loro cura e della loro prevenzione
non possono andare oltre, non possono raggiungere la sostanza, proprio perché
non li contestualizzano nella realtà e nel processo di evoluzione spirituale,
che per esse rimangono invisibili, seppur talora lontanamente intuibili.
La Tradizione della Psicologia spirituale bhaktivedantica opera in modo e con
mezzi sensibilmente diversi. Un sintomo, un conflitto interiore, un’angoscia
di morte, possono avere un significato, una valenza ulteriore nella proiezione
evolutiva rispetto ad una visione medico-psichiatrica. L’uomo non è
semplicemente un organismo che deve cercare di restare o ritornare in salute
(già questa concezione produce malattia), ma è un essere cosciente
che ha davanti a sé un percorso verso una meta e che, per raggiungerla,
deve evolversi psicologicamente realizzando una ad una le istanze più
nobili della propria personalità: desiderio di sapere e capacità
di conoscere, gioia, senso morale, bellezza, forza di volontà, compassione,
saggezza e Amore.
Per me il vero successo di una psicoterapia non consiste nel produrre “normoinseriti”,
bensì nell’aiutare le persone a liberarsi da identificazioni e
condizionamenti, anche da quelli cosiddetti “normali”, che in realtà
costituiscono le peggiori tra le illusioni e le schiavitù. Spesso si
è potuto constatare che la cosiddetta “normalità”
non è affatto emblema di salute, ma è essa stessa un precario
equilibrio psicopatologico, sovente sostenuto da farmaci e droghe (leggere e
pesanti). Insomma, ossessioni e fobie, depressioni e manie blande e croniche,
incapacità apprese, cecità selettive, ricerca di rapporti frustranti
e traumatici, non si notano semplicemente perché la maggior parte della
gente è affetta dalle stesse sindromi.
Non è a simili adattamenti che io miro.
La cura psicologica più efficace è quella che avviene da dentro
la persona, è un lavoro che la persona fa su sé stessa, non qualcosa
che io, dall’esterno, faccio alla persona.
Le cure farmaceutiche sono utili, certo, e in alcuni casi addirittura indispensabili;
ciò nonostante una persona afflitta da patologie fisiche o psichiche
ha una necessità primaria: quella di ritrovare la propria centratura,
di ristabilire quell’ordine interiore che consente non solo di guarire,
ma di mantenere una buona salute il più a lungo possibile. Secondo la
scienza ayurvedica malattia è sinonimo di disordine, disordine che la
chimica può curare solo parzialmente, ovvero se la cura farmaceutica
si incentra su di uno stato psicologico in trend di recupero. Il soggetto può
veramente recuperare salute se il principio attivo della guarigione, che parte
da dentro, è stato riattivato; il noto detto di Giovenale mens sana in
corpore sano dovrebbe essere così interpretato: il corpo può mantenersi
sano se la psiche è sana.
Il contributo migliore è dunque insegnare alle persone a cercare la verità
dentro sé stesse, ad aprirsi all’amore e alla conoscenza interiore,
a riconnettersi alla fonte, alla nostra natura più profonda, che abbiamo
dimenticato. I cambiamenti esterni accadono come effetto secondario della nostra
maturazione interiore.
Conformemente ad una multimillenaria tradizione Yoga offro soluzioni e strumenti
molto diversi dalla Medicina e dalla Psicoterapia intese in senso occidentale.
Mi baso su un'altra concezione dell'uomo e del cosmo, della salute e della malattia.
Io risveglio, sviluppo e parlo alla coscienza, insegno, indico, educo spiritualmente.
Non tratto sintomi e malattie come farebbero uno psichiatra o uno psicoterapeuta
materialista, perché a me non sono il ‘sintomo’ o la ‘malattia’
che appaiono, ma un’altra realtà.
Soprattutto, insegno a riconoscere come la psiche funziona, come si blocca,
come si riattiva, secondo la scienza dello Yoga bhaktivedantico, dell’Unione
con l’Infinito, con Dio.
La cura di tipo biomedico è una cura essenzialmente dei sintomi, di manifestazioni
più o meno isolate, e tende a ripristinare uno stato di “normalità”,
piuttosto che quello della salute olistica così com’è intesa
nei testi dello Yoga .
La cura fisiologica, psicologica, etico-morale bhaktivedantica (via dell’Amore
e della Conoscenza) invece, è fondata sulla prevenzione e sulla sadhana-bhakti
attraverso la quale l’individuo induce e abilita sé stesso a reinterpretare
la propria immagine profonda (la coscienza e la consapevolezza della propria
essenza spirituale e della propria eterna relazione d’amore che lo unisce
al Creatore, al creato e alle creature) e a trasformare e guarire sé
stesso, influendo, seppure in modo indiretto, molto positivamente anche sull’ambiente.
Tradizionalmente, lo Yoga bhaktivedantico è un sistema di Psicologia
del profondo, ma anche una via per ascendere con successo alle vette luminose
della consapevolezza, con cui ciascuno - ammesso che abbia come Maestro un guru
autentico (competente e coerente) e che voglia veramente migliorarsi - con l’ausilio
di abhyasa (norme etiche e pratiche psico-spirituali da esercitare con costanza)
e vairagya (distacco emotivo) può risvegliare e attivare in sé
stesso strumenti di evoluzione e cura, fino alla gioia, l’illuminazione
e l’Amore.
Del resto, finché un individuo si pone passivamente come paziente
è praticamente impossibile che si senta fiducioso in sé, autonomo,
capace di prendere le proprie decisioni. Ci sono soggetti che - per non assumersi
le proprie responsabilità – vorrebbero lasciare le redini nelle
mani di altri per farsi dettare come devono sentire e come devono agire. Questo
costituirebbe un'interferenza, un grave condizionamento, una psico-dipendenza
che dobbiamo accuratamente evitare, perché il mio scopo è, appunto,
quello di liberare dai condizionamenti.
La cura bhaktivedantica non è praticata da un guaritore sul malato. Le
psicoterapie che hanno concepito la malattia come “una cosa da togliere”
sono tutte fallite. La verifica scientifica ha oramai accertato che sono incapaci
di dare risultati dimostrati e stabili.
Ormai anche la ricerca scientifica dimostra piuttosto che la coscienza gioca
un ruolo significativo nel creare il “qui e ora”, che il futuro
non è predeterminato ma plasmabile e che può essere modificato
essendo composto di possibilità che si vanno cristallizzando. E’
dunque il presente che costantemente determina il futuro.
Dobbiamo capire ed accettare che siamo noi i responsabili del nostro livello
di coscienza. Questa è una condizione imprescindibile per poter essere
effettivamente in grado di operare cambiamenti migliorativi in noi e fuori di
noi e per utilizzare appieno e al meglio le enormi potenzialità di autorinnovamento
e autoguarigione attribuibili al pensiero umano, determinante anche sul piano
della realtà fisica. Più le nostre convinzioni sono profonde e
cariche di emozione, maggiori sono i cambiamenti che possiamo attivare, sia
nei nostri corpi che nell’ambiente circostante; ma anche i pregiudizi
hanno i loro effetti: negativi.
Il campo mentale è in qualche modo primario rispetto al corpo fisico,
e funziona come una specie di mappa dalla quale il corpo riceve i propri riferimenti
strutturali. Detto in altro modo, il campo energetico è la versione corporea
di un ordine implicito: il dharma, eternamente operante. Il dharma (divino ordine
etico-universale che regola e sostiene la vita dell’uomo e del cosmo)
non è un ordine artificiale che determina una repressione delle istanze
profonde dell’essere, ma rappresenta quella norma inscritta, quasi come
un codice genetico, nell’intimo di ogni creatura, la cui infrazione provoca
una condizione innaturale, limitante e patologica, inevitabilmente segnata da
conflitti e sofferenze.
I cosiddetti fantasmi della memoria - complessi, fobie, ossessioni - sono causa
di quei pensieri angoscianti che favoriscono la strutturazione della realtà
fisica secondo modelli disecologici e patologici.
In modo analogo, questa stessa connessione dinamica fra le immagini mentali,
il campo energetico e il corpo fisico è una delle ragioni per le quali
la devozione (bhakti), la conoscenza (vedanta), la retta condotta, l’esercizio
della compassione, la preghiera, la visualizzazione, la meditazione, sono in
grado di curare anche il corpo.
Nella scienza bhaktivedantica, rupa è il piano delle forme – comprendente
le forme mentali ma anche quelle psichiche – dalle quali il corpo fisico
dipende. Il piano rupa dipende a sua volta dal piano di realtà ad esso
superiore, detto vibhuti . Controllando e dominando il livello della vibhuti
grazie alle pratiche sopra descritte, si comprendono e si risolvono i problemi
e le malattie del piano delle forme, non solo quelle della psiche e del corpo,
ma anche quelle relazionali, che tanto ruolo hanno nel generare dolorosi conflitti.
Essi, tuttavia, rappresentano solo un effetto collaterale del processo di autorealizzazione
che la sadhana bhaktivedantica induce; il fine ultimo infatti, non è
eliminare il male (fobie, dolore, attaccamenti, criticismo e aggressività),
ma conseguire il bene: illuminazione, consapevolezza, libertà, felicità,
Amore.
Il Maestro-psicologo della tradizione bhaktivedantica (Guru) risveglia le persone
ai pericoli di una filosofia di vita materialistica, consumistica ed egoistica,
è un formatore e un ispiratore della coscienza che, educando la mente,
impartisce un insegnamento spirituale personalizzato allo studente, il quale
lo applica su di sé in modo autonomo al fine di sviluppare ciò
che ha già dentro di sé, e superare, liquidare, le vere cause
della propria sofferenza: condizionamenti (panca klesha), cicatrici e blocchi
emotivi (samskara) e tendenze inconsce (vasana) - al fine di riattivare le proprie
facoltà superiori latenti e di riprendere autonomamente e con gioia il
cammino della realizzazione del sé e dell’Amore.
Dunque, come ho tante volte spiegato, in aula e nei miei testi, io insegno Psicologia
e Filosofia yoga (Bhakti-vedanta yoga) attraverso Corsi mirati e personalizzati
per lo sviluppo di conoscenze e di capacità di applicazione pratica;
le mie cure sono spirituali e non sono sostitutive di diagnosi e terapie mediche.
Esse sono piuttosto mirate ad aiutare ognuno a scoprire e percorrere con gioia
il proprio cammino di guarigione e d’illuminazione interiore.
Il mio impegno è quello di creare le basi per una comunicazione profonda
e soddisfacente, per una crescita significativa sul piano personale e sociale,
nell’ambito di Corsi di studio personalizzati, di ricerca e sperimentazione
che il CSB mette a disposizione per quanti abbiano desiderio di approfondire.
I Corsi, flessibili e personalizzati, sono strutturati in modo da essere accessibili
a molte persone, permettono un comodo studio da casa propria e aprono ad una
esplorazione profonda delle proprie dinamiche interiori. Oggi i corsisti sono
alcune centinaia, con età e formazioni molto diverse. Per insegnare utilizziamo
anche le conoscenze della psicologia moderna ma lo scopo di questo lavoro non
è quello di limitarci alla risoluzione dei conflitti psicologici, bensì
quello di scoprire chi siamo veramente al di là delle convinzioni accumulate,
delle identità acquisite e dei modelli comportamentali che ci danno un
falso senso della nostra natura profonda. I Corsi, oltre allo studio teorico,
includono seminari con letture, meditazioni, esercizi in piccoli gruppi e incontri
singoli con gli insegnanti per aiutare a riconnetterci con la nostra reale identità,
sovente obliata a causa dei molteplici condizionamenti subiti.
SCARICA DOCUMENTO WORD COMPLETO