|
www.medicinetradizionali.it Gruppo di Lavoro per la Divulgazione delle Discipline Olistiche sul Territorio |
|
Home Page - Contatti - La libreria - Cerca nel sito - Eventi |
PERCHE' LE CELLULE DIVENTANO MALIGNE?
I geni delle cellule sane vengono danneggiati dalle cosiddette sostanze carcerogene
che favoriscono o sviluppo del cancro. In maniera cronica (come nel fumatore)
o in maniera acuta (per esempio in seguito all’esposizione a radiazioni.
La maggior parte di tali danni è dapprima senza conseguenze e non influisce
quasi per nulla sulle funzioni della cellula che ricorre al proprio sistema
di riparazione per correggerli con l’ausilio di sostanze vegetali secondarie
come il carotene oi flavonoidi, in grado anche di neutralizzare gli agenti cancerogeni
prima che questi possano provocare danni. Anche la Vitamina A appartiene alla
famiglia di queste sostanze protettive e inibitrici. Alla riparazione e se necessario
alla soppressione delle cellule danneggiate è preposta una serie di geni
di controllo. Solo quando anch’essi vengono danneggiati la situazione
comincia a farsi preoccupante. Queste cellule danneggiate continuano ad accumularsi
nell’organismo; in molte di esse i geni di controllo non esercitano più
la loro funzione. Le cellule danneggiate possono continuare a dividersi e trasmettere
i danni genetici alla generazione successiva. Si formano le lesioni precancerose,
l’anticamera del cancro. Gli specialisti ritengono che almeno mezza dozzina
di geni di controllo debbano smettere di funzionare prima che una cellula degeneri
completamente. Anche questo processo può essere arrestato grazie a sostanze
vegetali secondarie e addirittura fatto in parte regredire. La cellula precancerosa
diviene velocemente sempre più maligna. Una volta accaduto anche l’ultimo
controllo questa comincia a dividersi incessantemente. In questo processo gioca
un ruolo chiave il gene P53, cosiddetto del suicidio cellulare (tecnicamente
gene della morte cellulare programmata o APOPTOSI), quello che, eventualmente
assieme ad altri geni, mette la parola fine alla vita della cellula. In genere
e questo gene a fere sì che una cellula estremamente danneggiata o incompatibile
con i processi vitali si autodistrugga. Ma se è lui stesso ad essere
danneggiato l’impulso di autodistruzione non viene impartito. In tutto
il mondo la ricerca sta operando per capire come riattivarlo.
Tratto da: Medicina Olistica per la terapia del cancro di, DIETRICH BEYERSDORFF