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PERCHE' LE CELLULE DIVENTANO MALIGNE?

 


I geni delle cellule sane vengono danneggiati dalle cosiddette sostanze carcerogene che favoriscono o sviluppo del cancro. In maniera cronica (come nel fumatore) o in maniera acuta (per esempio in seguito all’esposizione a radiazioni. La maggior parte di tali danni è dapprima senza conseguenze e non influisce quasi per nulla sulle funzioni della cellula che ricorre al proprio sistema di riparazione per correggerli con l’ausilio di sostanze vegetali secondarie come il carotene oi flavonoidi, in grado anche di neutralizzare gli agenti cancerogeni prima che questi possano provocare danni. Anche la Vitamina A appartiene alla famiglia di queste sostanze protettive e inibitrici. Alla riparazione e se necessario alla soppressione delle cellule danneggiate è preposta una serie di geni di controllo. Solo quando anch’essi vengono danneggiati la situazione comincia a farsi preoccupante. Queste cellule danneggiate continuano ad accumularsi nell’organismo; in molte di esse i geni di controllo non esercitano più la loro funzione. Le cellule danneggiate possono continuare a dividersi e trasmettere i danni genetici alla generazione successiva. Si formano le lesioni precancerose, l’anticamera del cancro. Gli specialisti ritengono che almeno mezza dozzina di geni di controllo debbano smettere di funzionare prima che una cellula degeneri completamente. Anche questo processo può essere arrestato grazie a sostanze vegetali secondarie e addirittura fatto in parte regredire. La cellula precancerosa diviene velocemente sempre più maligna. Una volta accaduto anche l’ultimo controllo questa comincia a dividersi incessantemente. In questo processo gioca un ruolo chiave il gene P53, cosiddetto del suicidio cellulare (tecnicamente gene della morte cellulare programmata o APOPTOSI), quello che, eventualmente assieme ad altri geni, mette la parola fine alla vita della cellula. In genere e questo gene a fere sì che una cellula estremamente danneggiata o incompatibile con i processi vitali si autodistrugga. Ma se è lui stesso ad essere danneggiato l’impulso di autodistruzione non viene impartito. In tutto il mondo la ricerca sta operando per capire come riattivarlo.

Tratto da: Medicina Olistica per la terapia del cancro di, DIETRICH BEYERSDORFF

 

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