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SOLTANTO LE PIANTE CONTENGONO FIBRE
Oltre all’eccesivo consumo di grassi, nella comune alimentazione
“civilizzata” un elevato rischio è rappresentato dalla mancanza
di fibre, non solo per le malattie tumorali. Le fibre provenienti dalla verdura,
frutta e cereali non sono digeribili ed è proprio questa la proprietà
che le rende integrali. Hanno un’azione stimolante della digestione, poiché
rigonfiano nell’intestino, aumentando il volume delle feci provocando
un’evacuazione regolare di queste ultime. Esse accelerano il passaggio
del chimo (Il chimo, in fisiologia umana, è quella sostanza liquida presente
nello stomaco, prima di passare attraverso la valvola pilorica ed entrare nel
duodeno. È un prodotto della digestione degli alimenti ed è composto
dai succhi gastrici e dagli alimenti da questi modificati; si presenta come
sostanza lattiginosa, ricca d'acqua) nell’intestino, in modo che sostanze
irritanti e nocive possano causare meno danni possibile.
Le fibre assorbono come una spugna le sostanze indesiderate e che favoriscono
il cancro come gli acidi biliari o i metalli pesanti, ma anche il colesterolo
e le espellono in modo naturale. La funzione depurante viene aumentata dalle
fibre tramite l’amido che si trova soprattutto nelle patate, nei cereali
e nelle banane non troppo mature.
Le fibre favoriscono l’insediamento di batteri intestinali utili e respingono
quelli nocivi. Hanno pertanto anche un’azione immunitaria, dal momento
che una flora intestinale sana è il requisito per un asistema immunitario
forte.
Il fabbisogno giornaliero di fibre è di 30 40 grammi: non solo l’alimentazione
“civilizzata” ne contiene al massimo 15 20 grammi, ma tanto per
dare un’idea di quanto siano sottodosaggio ricordiamo che i nostri avi
ne assumevano 100 grammi.
Trattato da:
Medicina Olistica per la terapia del cancro
di Dietrich Beyersdorff