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PRANA

 

ORIGINE, COMPONENTI ED EFFETTI DEL FLUSSO PRANICO
Da dove viene il prana?
Come si origina e di cosa è fatto?

Tutte queste domande possono già da tempo avere alcune risposte plausibili, convincenti e provate, anche se parziali, dal momento che, di certo, non tutto il campo energetico del prana è stato ancora analizzato e descritto con metodo scientifico.
Cosa che invece –per quanto riguarda la qualità di alcune emissioni praniche –è stata fatta, ad esempio, dal Dott.Luigi Lapi e dal Dott. Gerardo Ciannella. due tra i pionieri di queste ricerche in Italia, le cui opere, da leggere e studiare attentamente, sono riportate nella Bibliografia.

Questo non vuol certamente escludere le ricerche di altri studiosi le cui esperienze sono e saranno utili per ampliare le nostre conoscenze per ciò che riguarda le componenti elettromagnetiche (ma non solo) e le modalità psico-fisiche che concorrono a formare il flusso pranico.
A livello scientifico c’è ancora molto da fare e da scoprire. Al riguardo non si possono dimenticare le esperienze e le ricerche condotte in Italia negli anni 70’, 80’, 90’, nell’ambito della pranoterapia, da altri insigni studiosi e terapeuti, tra i quali ricordiamo: Il Prof. D.Codazza, il Dott.P.Cassoli, G.Giacalone, la Dott.ssa P.Giovetti, il Dott.M.Inardi, M.Luviè, L.Muti, O.Sanseverino, T.Palamidessi, il Dott.M. Papadia, Il Dott. F.Racanelli, il Dott. E.Servadio, il Prof.A.Zanatta.(Vedi Bibliografia).

LE BANDE DI EMISSIONE
Durante la somministrazione del prana sono emesse dalle mani dell’operatore varie tipologie di bio-onde sulle bande delle frequenze elettromagnetiche:
di queste bande di bio-onde, alcune probabilmente sono ancora ignote, dal punto di vista pranico;
altre, invece, sono state rilevate, analizzate e sperimentate nel corso degli ultimi decenni.
In particolare, oggetto di accurate ricerche da parte dei Dottori e pranoterapeuti Luigi Lapi e Gerardo Ciannella, sono state :

1. la banda delle Onde elettromagnetiche ad alta frequenza, e, specificatamente, i Raggi Infrarossi (generatori di calore). L’ esperienza, inoltre, ci suggerisce, visti i risultati conseguiti, di inserire tra le componenti elettromagnetiche ad alta frequenza del prana anche i Raggi Ultravioletti, sovente in emissione insieme a debolissime radiazioni colorate visibili.

Inoltre è anche noto, dal punto di vista scientifico, che insieme alle emissioni infrarosse con lunghezza d’onda intorno ai 10.000 Å, sono presenti radiazioni ultraviolette e anche radiazioni visibili (colori) che hanno effetti bio-chimici.

2. la banda delle Onde elettromagnetiche a bassa e ( bassissima) frequenza,
e, specificatamente, le Onde encefaliche e le Chirofrequenze.

Conseguentemente, possiamo iniziare a dire che l’azione del prana si esplica sostanzialmente
in due modi: mediante il calore (fotoni infrarossi ) e, soprattutto, con l’emissione di onde elettromagnetiche a bassa frequenza che, dirette dalla volontà dell’operatore e dal suo cervello, si trasmettono, tramite le mani, al paziente.
Tali onde terapeutiche sono state denominate complessivamente, dal Dott. Lapi, Chirofrequenze (chiros=mani).
Di queste sono state poi evidenziate quelle a bassa frequenza, chiamate, per similitudine con quelle cerebrali, simil-Alfa.[Immagine 1]
IL MECCANISMO DELLA PRODUZIONE DEL PRANA
Non dimentichiamo mai che il prana –e qui qualcuno griderà allo scandalo- funziona benissimo anche quando emesso da chi non sa né leggere né scrivere.
Il prana non è un fatto culturale, ma è un “prodotto naturale” e legato al desiderio di dare e di donare:
cioè alle motivazioni umane dell’operatore e alle intenzioni profonde coscienziali che determinano il suo agire.
Curare è un atto di amore.
Amor est salus.

Questo concetto, o meglio, questo stato d’animo è la base della nostra azione pranica ed è la vera sorgente interiore del calore che avvolge l’assistito “amandolo” e riequilibrandolo.
L’amore è la sostanza prima della nostra “medicina” energetica:
è l’emozione primaria, il motore di tutto l’atto della donazione pranica.

Tutte le conoscenze scientifiche, tecniche ed operative servono a far crescere, migliorare e completare la personalità dell’operatore: a formarne e definirne il profilo e le abilità.
Ma senza la materia prima (cioè l’amore per l’uomo sofferente) mancherebbero le motivazioni/intenzioni/emozioni profonde ed umane che sono il fondamento energetico della pratica pranica e della sua efficacia nel riequilibrio dell’Omeostasi.
L’energia dell’amore “pranico”, che è la motivazione/intenzione/emozione primaria di ogni atto teso al ristabilimento dell’equilibrio bio-energetico alterato, coinvolge a livello psico-fisico-emotivo ed energetico la personalità dell’operatore.

Il desiderio di dare, ripristinare e mantenere la salute (vero ed indispensabile atto d’amore che scaturisce dalla compassione per il sofferente) e la volontà “terapeutica” sono il motore di tutto quel meccanismo psico-emotivo-fisiologico-energetico che sfocia dell’emissione pranica.

Vediamo di spiegare in modo semplice e sintetico -anche alla luce delle nostre esperienze e delle conoscenze in possesso- come questo meccanismo sia strutturato :

1. il desiderio di curare attiva la volontà “terapeutica” che agisce sulla Corteccia cerebrale,
2. che a sua volta attiva la produzione di onde Alfa cerebrali,
3. le quali stimolano il Sistema Libico e l’ipotalamo (siti nel cervello),
4. che determinano l’iper-funzione del Sistema Nervoso Vegetativo Parasimpatico,
5. con conseguente vasodilatazione dei coni capillari nel derma della mani e maggior afflusso di sangue (e di calore),
6. da ciò segue l’emissione di onde elettromagnetiche (le Chirofrequenze) a bassa e alta frequenza.[Immagine 2]

E’ importante notare che le onde degli Infrarossi (alta frequenza) vengono per così dire modulate e organizzate “in treni d’onda coerenti” (termine coniato dal Dott.Lapi) dalle onde a bassa frequenza, le simil-Alfa, che sono in relazione di similitudine con le Alfa cerebrali.

Dall’azione sincrona dei due tipi di onde si sviluppa un effetto Laser (o Biolaser) che organizza e concentra gli infrarossi aumentando -ad esempio- la temperatura a livello locale delle mani,mentre il resto del corpo la mantiene uguale.

Il nostro prana è energia organizzata e concentrata per uso:
riequlibrante/tonificante dell’Omeostasi alterata,volontario e consapevole.

Infatti non occorre una maggior produzione di energia/calore da parte del corpo, e del fegato in particolare, per ottenere un aumento di temperatura.
Semplicemente la messa in “fase” di tutte le onde termiche si traduce nell’ aumento locale di temperatura.

Le onde a bassa frequenza non si limitano però alla sola funzione di “organizzare e modulare “gli Infrarossi.
Grazie alla loro elevatissima lunghezza d’onda, hanno un potere terapeutico molto penetrante e risolutivo.

Il risultato delle ricerche effettuate dal Dott.Luigi Lapi, con il Chirtest indica con estrema chiarezza, nel nostra prana, la presenza e la funzione delle onde a bassa frequenza (cerebrali e Chirofrequenze) più conosciute.

Infatti, oltre a modulare gli infrarossi, producono nell’assistito una modificazione/ottimizzazione, a livello cerebrale, delle onde delta, theta, alfa, beta e gamma, con conseguenti modificazioni fisiologiche che interessano cellule, organi e apparati.

I test condotti dal Dott.Lapi misurano in simultanea, con un encefalogramma doppio, ciò che avviene tra operatore ed assistito prima-durante-dopo la somministrazione del prana.
Ma è soprattutto nella fase del dopo che dobbiamo porre la massima attenzione:
dai tracciati del Chirtest si evince –comparando con il prima- che “qualcosa “ è successo nel cervello del paziente; “qualcosa” che permane anche dopo l’applicazione.

Questo “qualcosa” altro non è che l’effetto prodotto dalle Chirofrequenze praniche a bassa frequenza (simil-Alfa).
Siamo in presenza di effetti indotti –per risonanza vibratoria- da onde a bassa frequenza emesse dal terapeuta .
Le modificazioni avvengono anche nell’encefalogramma dell’operatore, ma molto più interessante e significativo da notare sono le loro similitudini e analogie con i tracciati relativi alle Chirofrequenze delle mani.
Questo spiega il funzionamento del meccanismo dell’emissione pranica, così come abbiamo descritto in precedenza:
dalle onde Alfa si arriva alle Chirofrequenze..

Inoltre la grandezza delle variazioni indotte nell’encefalogramma del paziente – e la loro tipologia- serve altresì per determinare la valenza bioenergetica di un operatore rispetto ad un altro.
Il Chirtest misura anche l’avvenuto aumento di temperatura corporea nelle mani e nel cranio.

Agli aspetti termici delle emissioni del prana si è dedicato in particolare il Dott.Gerardo Ciannella.
Aiuto Primario di Pneumologia presso l’Ospedale Monaldi di Napoli e pranoterapeuta, ha ivi creato un Gruppo di Ricerca Bioenergetica -formato da Medici specialisti ospedalieri- che nell’arco di anni tra il 1989 e il 1993 ha condotto ricerche ed esperienze volte a studiare le variazioni di temperatura delle mani e dell’epidermide frontale durante l’atto terapeutico.

Le rilevazioni condotte per mezzo di un Teletermografo dinamico (e successivamente con una telecamera computerizzata a raggi infrarossi) hanno dimostrato che nelle zone da cui fuoriesce l’irraggiamento pranico si possono raggiungere variazioni di temperatura anche di quattro gradi, rispetto alla restante temperatura corporea.[Immagine 3]
Le ricerche del Dott. Ciannella, raccolte nel volume “Pranoterapia:dall’energia della mente al potere delle mani”,sono giunte anche alle seguenti altre importanti conclusioni:
1.esistono variazioni di temperatura da mano a mano, con maggiore temperatura della destra;
2. avviene un riscaldamento epidermico anche a livello frontale e dello stomaco;
3. la pelle è il luogo maggiormente deputato,data la sua struttura,per la ricezione e l’assorbimento del prana;

ma soprattutto che:

4. l’emotività e le tensioni emotive determinano sensibili variazioni nel riscaldamento dovuto alle emissioni infrarosse;
5. in condizione di rilassata disposizione terapeutica (cioè di amore terapeutico) le immagini termiche sono più definite; mentre in stato di ansia o paura le immagini termiche risultano confuse.

Questo si spiega con il fatto che la condizione di rilassata disposizione terapeutica induce una produzione di onde Alfa cerebrali e conseguenti Chirofrequenze a bassa frequenza ( le simil–Alfa del Dott.Lapi) che organizzano le emissioni infrarosse.
Evento che concorda con quanto ipotizzato e sperimentato dal Dott.Lapi con il Chirtest:
cioè la presenza –per la banda degli Infrarossi- di treni d’onda coerenti resi tali dalle basse frequenze (Biolaser).

Le esperienze del Dott.Ciannella si sono poi estese anche alla rilevazione simultanea -durante le applicazioni- delle variazioni termiche e dell’encefalogramma (EEG), sia dell’operatore e sia dell’assistito.

A questo punto è possibile avere un po’ più chiaro in mente il meccanismo psico-fisiologico-energetico che si mette in funzione quando il terapeuta inizia l’opera curativa.

Abbiamo anche compreso che la presenza di un aumento di temperatura (a livello soprattutto delle mani) e la presenza di una variazione dell’encefalogramma, sia del terapeuta e del paziente, ci consentono di affermare,con un buon margine di certezza, che due tra le componenti del flusso pranico sono sicuramente:

-le onde ad alta frequenza (in gran parte Raggi Infrarossi, ma anche –a mio avviso- Raggi Ultravioletti e debolissime radiazioni visibili)
e
-le onde a bassa frequenza (cerebrali e simil-Alfa)

Per capire meglio il tipo di azione ad reparandam omoeostasim che svolge il prana è necessario analizzare le caratteristiche e l’azione specifica sull’organismo umano di ognuna di queste due sue componenti.
Alla luce di ciò possiamo così riassumere alcune conseguenti proprietà del prana:

- proprietà omeostatica, per il riequilibrio, il mantenimento ed il ripristino di tutte le funzioni metaboliche e vitali, generata complessivamente dalle basse frequenze (ma non solo);

- proprietà antidolorifica (antalgica, analgesica, anestetica ed antinevralgica), che si svolge –tra l’altro- stimolando la produzione di bio-endorfine ed agendo contemporaneamente su talamo ed ipotalamo per attenuare la sensibilità e la percezione del dolore.
L’azione anestetica è sostenuta anche dal calore primo (infrarosso) e secondo (basse frequenze) in azione congiunta sulle terminazioni sensitive dei nervi, attenuando così la sensazione dolorifica.
Inoltre il maggior flusso sanguigno prodotto, elimina le tossine accumulate con riduzione del dolore e rilassamento muscolare;

-proprietà termica/vasodilatatrice/dinamizzante, che ha prima di tutto un effetto ipotensivo generale; oltre a ciò il calore, dilatando i vasi capillari, facilita l’afflusso del sangue e quindi di ossigeno e di elementi nutritivi insieme ad un aumento localizzato della temperatura del derma.Tutto ciò dinamizza il buon metabolismo cellulare;

-proprietà antinfiammatoria, riferibile al maggior afflusso sanguigno prodotto dalla vasodilatazione (per effetto termico), che elimina nel contempo, come prodotti di rifiuto, umori vari, pus e tossine accumulatisi nel caso di infiammazioni;

- proprietà depurativa, nelle zone più esposte all’irraggiamento pranico, dove si registra –con l’aumento della temperatura locale- anche una maggior attività delle cellule sudoripare con conseguente aumento della sudorazione e relativa maggior eliminazione di tossine;

-l’azione antibatterica/antisettica /sterilizzante, con aumento della resistenza alle infezioni, dovuta alla maggior produzione di anticorpi da parte delle cellule del derma (in particolare per l’irraggiamento di bio-Ultravioletti);

-l’azione cicatrizzante, per l’aumento del fibrinogeno che un colloide del sangue;

-l’azione rilassante delle fibre muscolari;

-l’azione ricostituente/energizzante e tonificante generale che favorisce l’appetito e il sonno, diminuendo la tensione nervosa (in particolare per l’irraggiamento di bio-Ultravioletti e di basse frequenze);

-l’azione nelle patologie psico-somatiche, con la soluzione dei blocchi energetici e psico-fisici;

- l’ azione di stimolo per la produzione della vitamina D, tramite le trasformazioni chimiche del colesterolo (indotte dai bio- Ultravioletti).

*Le immagini sono tratte dal volume di Laguzzi G., Biopranoterapia, Ed.Mediterranee, Roma 2004

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
Lapi L., Pranoterapia scientifica, Ed. Xenia, Milano 1992
Ciannella G.,Pranoterapia:dall’energia della mente al potere delle mani, Ed.Cuzzolin,Napoli 2002
Laguzzi G., Biopranoterapia, Ed.Mediterranee, Roma 2004
Krieger D., Il contatto terapeutico, Ed. Mediterranee, Roma 1991
Margnelli M., Psicobiofisica in pranoterapia,Ed. Musumeci, Aosta 1987
Papadia M., Pranoterapia, Ed.Mediterranee, Roma 2001

 

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