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I RADICALI RIBERI ED I LORO DANNI - RADICALI LIBERI E ANTIOSSIDANTI
Testo di Stelvio Beraldo
CHE COSA SONO E COME VENGONO PRODOTTI
I radicali liberi sono prodotti di “scarto” che
si formano naturalmente all’interno delle cellule del corpo quando l’ossigeno
viene utilizzato nei processi metabolici per produrre energia (ossidazione).
Se sono in quantità minima aiutano il sistema immunitario nell'eliminazione
dei germi e nella difesa dai batteri.
Dal punto di vista biochimico, i radicali liberi sono molecole particolarmente
instabili in quanto possiedono un solo elettrone anziché due (anione
superossido O2-, idrossile OH-, diossido di azoto NO2, ossido nitrico NO-, idrogeno
H-, ossigeno O+, ossigeno singoletto O2+, ecc.). Questo li porta a ricercare
un equilibrio appropriandosi dell’elettrone delle altre molecole con le
quali vengono a contatto, molecole che diventano instabili e che a loro volta
ricercano un elettrone e così via, innescando un meccanismo di instabilità
a “catena”. Questa serie di reazioni può durare da frazioni
di secondo ad alcune ore e può essere ridimensionata o arrestata dalla
presenza dei vari agenti antiossidanti.
Durante il metabolismo cellulare, per azione degli enzimi citoplasmatici o mitocondriali,
come l’enzima superossido dismutasi (SOD, zinco dipendente), i radicali
liberi prodotti vengono trasformati in perossido di idrogeno (acqua ossigenata),
tossico e dannoso per le strutture cellulari. A sua volta il perossido di idrogeno,
grazie all’enzima catalasi (CAT) e glutatione perossidasi (GSAPx, selenio
dipendente), viene ridotto in ossigeno e acqua. L’ossigeno e l’acqua
possono ora essere escreti dal corpo attraverso l’urina, il sudore e la
respirazione.
Gli ulteriori radicali liberi presenti possono essere resi meno attivi grazie
all’azione degli agenti antiossidanti che, interagendo con l’elettrone
mancante, permettono ai sistemi enzimatici della cellula di neutralizzarli.
Alcuni radicali liberi
COME AGISCONO SULL’ORGANISMO
L’azione distruttiva dei radicali liberi è indirizzata
soprattutto sulle cellule, in particolare sui grassi che ne formano le membrane
(liperossidazione), sugli zuccheri e sui fosfati, sulle proteine del loro nucleo
centrale, specialmente sul DNA (acido desossiribonucleico) dove alterano le
informazioni genetiche, sugli enzimi, ecc.
L’azione continua dei radicali liberi si evidenzia soprattutto nel precoce
invecchiamento delle cellule e nell’insorgere di varie patologie gravi
come il cancro, malattie dell’apparato cardiovascolare, diabete, sclerosi
multipla, artrite reumatoide, enfisema polmonare, cataratta, morbo di Parkinson
e Alzheimer, dermatiti, ecc.
Principale azione dei radicali liberi sulle cellule
CHE COSA CONTRIBUISCE A FORMARLI
Oltre alle normali reazioni biochimiche di ossidazione cellulare,
contribuiscono alla formazione dei radicali liberi:
- alcune disfunzioni e stati patologici come le malattie cardiovascolari, l'artrite
reumatoide, gli stati infiammatori in genere, i traumi al sistema nervoso, ecc.;
- l’ischemia dei tessuti e conseguente riduzione dell’apporto di
sangue;
- le diete troppo ricche di proteine e di grassi animali (grassi polinsaturi);
- gli alimenti non tollerati;
- la presenza di un eccesso di ferro che, nella prima fase della trasformazione,
fa liberare dal perossido di idrogeno il radicale ossidrile, che è in
grado di attivare reazioni chimiche ulteriormente dannose;
- l’azione dei gas inquinanti e delle sostanze tossiche in genere (monossidi
di carbonio e piombo prodotti dalla combustione dei motori; cadmio, piombo e
mercurio prodotti dall’attività industriale, idrocarburi derivati
dalle lavorazioni chimiche, ecc.);
- il fumo di sigaretta, che è una vera e propria miniera di sostanze
chimiche nocive;
- l’eccesso di alcool;
- le radiazioni ionizzanti e quelle solari (ozono in eccesso e raggi UVA e UVB).
Le radiazioni solari inducono sulla pelle processi di fotoossidazione che degradano
gli acidi grassi polinsaturi delle membrane cellulari e conseguente formazione
di radicali liberi;
- i farmaci;
- l’ATTIVITA' FISICA INTENSA, sia di resistenza organica che di forza
muscolare, causa un incremento notevole delle reazioni che utilizzano l’ossigeno
(aumento della respirazione polmonare, dell’attività dei mitocondri
delle cellule muscolari, ecc.) e conseguente surplus di formazione di perossido
di idrogeno.
Anche le reazioni biochimiche legate all’accumulo e rimozione dell’acido
lattico dai muscoli affaticati, contribuiscono ad innalzare la soglia dei radicali
liberi.
Secondo alcuni studiosi, la lisi della membrana cellulare da parte dei radicali
liberi (perossili), è una delle cause del dolore muscolare. Lo stesso
avviene per i globuli rossi, contribuendo a determinare o accentuare l’anemia
negli atleti.
L’atleta allenato è comunque in grado di fronteggiare la presenza
di radicali liberi in maniera nettamente più efficace del sedentario
o di chi pratica attività fisica saltuariamente.
GLI AGENTI ANTIOSSIDANTI NEMICI DEI RADICALI LIBERI
Gli agenti antiossidanti riportano l’equilibrio chimico
nei radicali liberi grazie alla possibilità di fornire loro gli elettroni
di cui sono privi.
L’organismo umano si difende naturalmente dai radicali liberi producendo
degli antiossidanti endogeni come la superossido dismutasi, la catalasi e il
glutatione. Superata una certa soglia è necessario un apporto esterno
di antiossidanti.
I principali sono:
- Pigmenti vegetali: polifenoli, bioflavonoidi;
- Vitamine: vitamina C, vitamina E, betacaroteni (provitamina A);
- Micronutrienti ed enzimi: selenio, rame, zinco, glutatione, coenzima Q10,
melatonina, acido urico, ecc.).
Gli agenti antiossidanti possono agire singolarmente o interagire, proteggendosi
a vicenda nel momento in cui vengono ossidati.
Va tenuto presente che ciascun antiossidante ha un campo di azione limitato
ad uno o due specifici radicali liberi. Pertanto solo un’alimentazione
completa ed equilibrata può garantire un’efficace azione antiossidativa.
Per garantirsi un sufficiente apporto giornaliero di antiossidanti, gli esperti
consigliano un'alimentazione equilibrata ed un consumo giornaliero di almeno
5-6 etti di frutta e verdura fresche e di stagione (due etti di frutta e tre
di verdura).
Alcuni tra i principali antiossidanti
POLIFENOLI
Caratteristiche: Composti da più anelli di atomi di
carbonio, sono pigmenti (coloranti naturali) presenti in natura. Tra questi
ricordiamo la quercetina, l’epicatechina, i flavonoidi (colore chiaro
dall’avorio al giallo), le anticianidine, le antocianine (colore rosso),
ecc.
Esercitano una particolare azione protettiva dalle lipoproteine a bassa densità
L.D.L. (colesterolo che si accumula nelle arterie) che hanno ha un ruolo nella
distribuzione cellulare dei grassi e della colesterina.
I polifenoli hanno proprietà antinfiammatorie, antiallergiche e antivirali.
Proteggono particolarmente dalla cardiopatia ischemica (malattie delle coronarie,
infarto) e dai tumori in genere.
Fonti naturalI: Specialmente frutta e verdura colorata (verde scuro, giallo,
viola, rosso, arancione, ecc.) e prodotti naturali da essi derivati:
- cavolo, carota, zucca, fiori di zucchina, spinaci, peperoni, porri, indivia,
lattuga, ecc.;
- mirtilli, more selvatiche, lamponi, ciliege, prugne, albicocche, meloni, mele,
cachi, aranci, uva nera e i frutti in genere;
- fiori, il polline e derivati (es. propoli delle api).
Particolarmente presenti nei mirtilli sono le antocianine, antiossidanti che
preservano anche l’integrità dei capillari e proteggono la retina.
L’uva nera è ricca anche di resveratrol, principio attivo dotato
di azione preventiva sui tumori, azione svolta anche dal vino rosso.
Le foglie del tè sono ricchissime di flavonoidi.
VITAMINA C (O ACIDO ASCORBICO)
Caratteristiche: Idrosolubile, resiste bene alla luce ed agli
acidi. È scarsamente resistente al calore, alcali, tabacco, antistaminici,
barbiturici, contraccettivi, aspirina, corticosteroidi.
Svolge molteplici funzioni biologiche come il ripristinino della vitamina E
dai radicali tocoferolo e tocoferossili, prodotti durante la perossidazione
dei grassi cellulari. Stimola il metabolismo cellulare, agisce come catalizzatore
nella respirazione cellulare ed è essenziale per la formazione del collagene
(cemento intercellulare del tessuto connettivo), fondamentale per mantenere
elastici i tessuti cartilaginei, vasi sanguigni, ossa e denti. Collabora alla
formazione del sangue ed alla integrità dei vasi capillari. Disciplina
il ricambio del ferro e ne esalta l’assorbimento. Agisce nel ricambio
del calcio, magnesio e zinco. Accresce la resistenza alle malattie infettive
e contribuisce al recupero da stanchezza fisica. Combatte anche le nitrosammine
(formate dai nitriti e nitrati contenuti in alcuni alimenti industriali).
Non viene accumulata dall’organismo, pertanto la colazione e i due pasti
principali dovrebbero garantirne l’apporto giornaliero costante.
Se carente si avvertono sintomi come perdita di sangue dalle gengive, fragilità
dei capillari, dolori articolari, perdita di appetito e debolezza generale.
Un eccesso di vitamina C può indurre diarrea, aumento della diuresi,
alterazione nell’equilibrio dei minerali e calcolosi renale.
La necessità giornaliera dell’adulto è di circa 60 mg.
Fonti naturali:
- peperoncino rosso piccante, prezzemolo, peperoni verdi, radicchio, spinaci,
cetrioli, piselli, rape, patate, cavoli, asparagi, cipolle, carote, cavolfiori,
zucche, pomodori, vegetali rosso-arancio in genere;
- aranci, mandarini, limoni, cedri, pompelmi, ribes, mirtilli, lamponi, fragole,
banane e frutta acidula in genere;
- poco contenuta nelle carni.
VITAMINA E (O TOCOFEROLO)
Caratteristiche: Liposolubile, non resiste alla luce, al calore,
agli acidi ed agli alcali, ai contraccettivi. Viene distrutta da alcuni farmaci.
Le sue funzioni biologiche si evidenziano nel contrastare, in sinergia con il
glutatione, la perossidazione degli acidi grassi a livello cellulare. In questa
azione produce radicali tocoferolo e tocoferossili che vengono neutralizzati
dalla vitamina C e successiva rigenerazione della vitamina E. Interviene nello
sviluppo della muscolatura e del tessuto connettivo. Viene definita anche vitamina
antisterilità in quanto agisce sulla secrezione degli ormoni sessuali
maschili e femminili. Contribuisce alla formazione e salute dei globuli rossi.
In sinergia con la vitamina C protegge la cute dall’azione dei raggi solari
UVA e UVB.
La carenza rende fragili i globuli rossi del sangue e procura sintomi di debolezza
muscolare, difficoltà di concentrazione e apatia.
Non è tossica ma se assunta in eccesso può determinare nausea,
vomito, diarrea. Inoltre interferisce con l’assorbimento intestinale delle
vitamine A, D e K.
La necessità giornaliera dell’adulto è in relazione soprattutto
all’assunzione di acidi grassi polinsaturi. Normalmente ne occorrono circa
10 mg.
Fonti naturali:
- carne, latte e derivati, burro, tuorlo d’uovo;
- olio di germi di grano, arachidi, olio di oliva, di germi di mais, di girasole
e di lino, riso e pane integrali;
- olive, noci, nocciole, frutti oleosi, foglie verdi, lattuga, insalata, piselli.
BETACAROTENI E VITAMINA A (O RETINOLO)
Caratteristiche: Precursori della vitamina A sono i carotenoidi
(betacarotene, licopene, luteina, ecc.), un gruppo di pigmenti di colore rosso,
arancio e giallo presenti nel mondo vegetale (frutta e verdura) e il retinolo
che si trova nelle carni degli animali erbivori.
L’enzima carotenasi, presente nel fegato, scinde il betacarotene in due
molecole di vitamina A.
Il betacarotene è il pigmento colorato della frutta e della verdura che
agisce sulle piante per difenderle dai raggi solari (la stessa azione svolta
dalla melanina sulla cute umana).
Il massimo della presenza del betacarotene corrisponde con il massimo della
maturazione del vegetale. Indipendentemente dal colore, più il vegetale
è scuro tanto più pigmenti contiene, quindi più antiossidanti.
I carotenoidi, in sinergia con la vitamina E e il selenio, prevengono la perossidazione
lipidica delle membrane cellulari inibendo i radicali perossili.
Liposolubile, la vitamina A non resiste agli ossidanti, agli acidi e alla luce.
Relativamente resiste alle sostanze alcaline ed al calore. Viene distrutta dall’alcool,
dagli antiacidi, anticoagulanti e barbiturici.
Assume diverse funzioni biologiche promovendo la nutrizione e la resistenza
della cute e delle membrane mucose, specialmente degli occhi, intestino e polmoni.
Contribuisce alla sintesi delle proteine, all’accrescimento di nuove cellule,
alla formazione dei pigmenti visivi e all’aumento della resistenza alle
infezioni. Impedisce l’ossidazione della vitamina C e agisce in sinergia
con le vitamine del complesso B, la E, il calcio ed il fosforo.
L’utilizzo ottimale della vitamina A richiede la presenza dell’alfa
tocoferolo e dello zinco.
Se carente comporta difficoltà visive crepuscolari, secchezza e ruvidità
della pelle, perdita di appetito, scarsa resistenza alle infezioni.
Un eccesso di vitamina A viene accumulato nel fegato e risulta tossico (oltre
10 volte i livelli raccomandati). Può comportare vomito, diarrea, vertigini,
debolezza, dimagrimento, ipercalcemia, ingrossamento del fegato e della milza,
ipertensione endocranica.
La necessità giornaliera dell’adulto è di circa 1 mg.
Fonti naturali:
- olio di fegato di merluzzo e di ipoglosso, fegato di vitello, tuorlo d’uovo
, latte, burro, formaggi grassi, panna;
- carote, broccoli, spinaci, finocchi, bietole, prezzemolo, radicchio, cavolo,
verza, insalata verde, mais, piselli, fagioli, pomodori, lattuga, zucca;
- banane, albicocche, pesche, arance, mango, vegetali giallo-arancio in genere.
SELENIO
Caratteristiche: Minerale-traccia attivo sotto forma di seleniocisteina.
Invece la sua presenza come seleniometionina diventa disponibile solo se gli
alimenti ingeriti contengono metionina. L’assorbimento del selenio avviene
nell’intestino tenue.
Svolge molteplici funzioni biologiche come la prevenzione, contro i radicali
liberi, sulla perossidazione lipidica delle membrane cellulari, particolarmente
se associato alla vitamina E. Contribuisce a rafforzare il sistema immunitario,
previene le malattie cardiocircolatorie, protegge la cute, gli occhi e i capelli,
diminuisce i rischi di insorgenza del cancro, soprattutto al colon, intestino,
polmone e prostata.
I muscoli e il fegato provvedono a rifornire di selenio il cervello e le ghiandole
endocrine (ipofisi, tiroide e ghiandole sessuali) che lo utilizzano per svolgere
le loro funzioni.
Viene eliminato quasi totalmente attraverso le urine e le feci e, una parte
minore, con il sudore e la saliva.
Se carente può comportare cardiopatie, debolezza muscolare, alterazione
dei pigmenti dei capelli e della cute, danni al pancreas.
L’eccesso è tossico e può determinare dolori all’addome,
diarrea, nausea, irritabilità, stanchezza, dermatiti, alopecia. Un segnale
di eccesso di selenio si evidenzia con un caratteristico odore di aglio nel
sudore e nell’aria espirata.
Il fabbisogno giornaliero nell’adulto è di circa 55 mcg.
Fonti naturali:
- frattaglie, pesci, molluschi, carni, latte e derivati;
- lievito di birra, germe di grano, pasta (specialmente se di grano duro), riso;
- funghi, noci, aglio, frutta e verdure in genere.
RAME
Caratteristiche: Minerale che nell’organismo umano svolge
molteplici funzioni biologiche tra le quali l’intervento nell’azione
dell’enzima superossido dismutasi che trasforma i radicali liberi in perossido
di idrogeno (acqua ossigenata). È presente nella sintesi dei fosfolipidi,
nella produzione dell’acido ribonucleico (RNA), nell’utilizzazione
della vitamina C e della tirosina. Favorisce l’accrescimento osseo e lo
sviluppo del sistema nervoso. Nei globuli rossi del sangue è richiesto
per la sintesi del ferro, indispensabile al trasporto dell’emoglobina.
È necessario per tenere uniti collagene ed elastina, per la produzione
di melanina e per il metabolismo energetico.
La capacità di assorbimento del rame viene ridotta dalla presenza di
zinco.
La carenza di rame provoca sintomi simili a quelli da carenza di ferro dei quali
il più evidente è l’anemia.
Un eccesso produce irregolarità nelle mestruazioni, perdita di capelli
e insonnia. Abbassa la quota di zinco presente.
Il fabbisogno giornaliero nell’adulto è di circa 2-3 mg.
Fonti naturali:
- carne in genere;
- noci, cereali e pane integrale, legumi.
ZINCO
Caratteristiche: Minerale presente nei muscoli e nel fegato
è parte integrante delle ossa e dei denti. Svolge diverse funzioni biologiche
che rendono possibile l’azione di moltissimi enzimi. Insieme al rame potenzia
l’azione dell’enzima superossidido dismutasi che trasforma i radicali
liberi in perossido di idrogeno (acqua ossigenata). Interviene nella formazione
delle proteine, in alcune funzioni ormonali e del sistema nervoso, nei processi
di accrescimento e di riparazione dei danni ai tessuti e nella difesa immunitaria.
La sua presenza si rende indispensabile per l’ottimale metabolismo del
fosforo, per la digestione dei carboidrati, per la sintesi dell'acido nucleico
e per l'assorbimento delle vitamine. Dipende dallo zinco anche la formazione
dello sperma maschile e dell'ovulo femminile. Favorisce la formazione dell'insulina.
La carenza di zinco porta a disturbi anche seri a livello metabolico. Possono
provocare una carenza di zinco i farmaci anti- MAO, i corticosteroidi, i diuretici
ed altri. L’eccesso di alcol può determinare una carenza di zinco
in quanto questo minerale fa parte dell'enzima indispensabile per scomporlo.
L’inalazione o ingestione di cadmio, come avviene per i fumatori, non
permette un’ottimale utilizzazione di zinco.
Alcuni alimenti e minerali presenti nella dieta come i cereali crudi, le fibre,
la caseina del latte, il ferro, il calcio e il rame, riducono la quantità
di zinco assorbita a livello intestinale.
Un eccesso di zinco può impedire l'assorbimento del ferro e del rame.
Il fabbisogno giornaliero nell’adulto è di circa 55 mg.
Fonti naturali: Cibi ad alto contenuto proteico in genere:
- carni, uova, formaggi magri, olio di pesce, molluschi;
- germe di grano, cereali integrali, legumi, semi in genere;
- noci, nocciole e frutti con guscio in genere.
GLUTATIONE
Caratteristiche: Proteina prodotta nel fegato e composta da
tre aminoacidi: cisteina, acido glutammico e glicina.
Svolge numerose funzioni biologiche come la formazione, con il selenio, del
glutatione perossidasi, un enzima con azione antiossidante all’interno
delle membrane cellulari. Impedisce ai radicali liberi di legarsi alle proteine
fibrose, salvaguardando così l’elasticità del collagene
con benefici per la pelle e per le arterie. Specialmente a livello polmonare
interviene nel sistema immunitario e contribuisce all’utilizzo ottimale
degli aminoacidi cisteina e cistina. Migliora l’utilizzo e la biodisponibilità
del ferro ingerito con gli alimenti. Aiuta l’organismo a liberarsi dai
metalli tossici come il mercurio, piombo, cadmio. Tampona gli effetti tossici
dell’alcool, degli additivi e sostanze chimiche ingerite o inalate come
i nitriti, nitrati, anilina, derivati dal toluolo e dal benzolo, ecc. Lo stesso
per gli effetti dovuti a radiazioni e chemioterapici.
COENZIMA Q10
Caratteristiche: Appartiene al gruppo degli ubichinoni. Viene
sintetizzato dal nostro organismo ma la sua produzione diminuisce andando avanti
con gli anni.
Ha un'azione simile alla vitamina E. Tra le sue funzioni biologiche si evidenzia
quella antiossidante in quanto, nei mitocondri cellulari, partecipa alla produzione
di energia trasportando l’idrogeno nelle catene di ossidoriduzione. Ha
effetti benefici sul sistema cardiocircolatorio.
Il fabbisogno giornaliero per l’adulto è di circa 5 mg, superiore
quando si oltrepassano i 35-40 anni.
Fonti naturali:
- carne, pesce;
- cereali, soia, noci, vegetali in genere.
MELATONINA
Caratteristiche: Secreta dalla ghiandola pineale (epifisi)
posta al centro del cervello, è il risultato di complesse reazioni biochimiche
che vedono come elementi di partenza il triptofano (aminoacido) e la serotonina
(neurotrasmettitore).
La formazione di melatonina avviene anche nella retina, nell’intestino
tenue, nelle piastrine del sangue, ecc.
La produzione di melatonina varia quantitativamente nell’arco delle 24
ore. Il picco massimo viene raggiunto di notte, tra l’una e le cinque
(nella terza e quarta fase REM del sonno profondo). Questo permette un sonno
ristoratore in grado anche di migliorare la capacità di autoriparazione
e autorigenerazione delle cellule.
Intorno ai 40-45 anni diminuisce la sua secrezione.
Le sue principali funzioni biologiche, oltre a regolare i cicli di sonno-veglia,
sono quelle di protezione del DNA cellulare dall’attacco dei radicali
liberi e di stimolo del sistema immunitario. Contribuisce alla rigenerazione
dei tessuti connettivi e alla protezione del sistema cardiocircolatorio. Regola
il tono dell’umore, migliora la capacità di affrontare lo stress
e gli stati patologici in quanto rafforza l’effetto delle endorfine e
abbassa il livello di aldosterone e cortisolo (detti “ormoni dello stress”).
La sua azione antiossidante è particolarmente efficace, in quanto agisce
su diverse tipologie di radicali liberi, con una potenza valutata del doppio
rispetto alla vitamina E e di ben cinque volte rispetto al glutatione.
L’integrazione di melatonina può essere utile per chi soffre di
insonnia (0,3-0,5 mg.) e chi, cambiando fuso orario, deve recuperare il giusto
ciclo biologico sonno-veglia e la forma fisica (sindrome del jet-lag). Inoltre
per chi necessita di un’azione normalizzante dell’umore negli stati
di ansia e di depressione.
Non è tossica e non dà assuefazione, ma può dare sintomi
di sonnolenza e pesantezza del capo.
Fonti naturali
- riso, avena, mais;
- pomodori, rapanelli, prezzemolo, zenzero;
- latte bovino appena munto;
- cibi contenenti il triptofano in genere.
Bibliografia: vedi su "Sportraining" a "Per saperne di più".
Nel 1870 il grande ricercatore francese Luigi Pasteur con la
scoperta dell'origine batterica di molte malattie rivoluzionò la medicina
del tempo, nel 1954 il Prof
Denham Harman, premio Nobel colla teoria dei radicali liberi ha rivoluzionato
la medicina moderna.
Oggi si ritiene che l'invecchiamento, il cancro, l'arteriosclerosi, la poliartrite, la cataratta e altre malattie siano in buona parte imputabili ai radicali liberi.
I radicali liberi sono molecole o porzioni di molecole che hanno perso un elettrone, queste molecole diventano pertanto molto instabili.
I radicali liberi aggrediscono le altre molecole per recuperare
l' atomo di idrogeno perduto e provocano una reazione a catena danneggiando
le membrane
cellulari, i nuclei ,il dna ,i mitocondri (corpuscoli dove è prodotta
l'energia).
Un metabolismo normale produce grande quantità di radicali liberi. I più importanti radicali liberi sono:
radicale idrossilico OH
il perossido di idrogeno H2O2
l'anione superossido O2
I radicali liberi hanno una emivita brevissima e possono avere
una provenienza endogena ed esogena. Una tipica cellula di ratto produce venti
miliardi di radicali
liberi al giorno, la cellula di ratto, è 7 volte più attiva della
cellula umana, questo significa che una cellula umana produce da 1 a 3 miliardi
di radicali liberi al giorno.
E' stato calcolato che ogni cellula dell'uomo adulto sopporta ogni giorno 10.000 attacchi ossidativi ai mitocondri e al dna.
Durante l'ischemia dalla xantino deidrogenasi si forma xantinossidasi,
che da origine all'anione superossido, che provoca ossidazione delle LDL. Il
danno al dna e
ai mitocondri deve essere riparato e la riparazione dipende dagli antiossidanti
( Ames e coll.Proc Natl Acad USA1993;90 )e dalla metionina e dall'acido folico,
le
carenze di metionina, di folati e di antiossidanti possono portare a mutazioni
del dna e al cancro.
I radicali liberi si formano durante il normale metabolismo
cellulare, a volte sono creati per scopo difensivo, ad esempio i globuli bianchi
aggrediscono prima di
fagocitarli i virus e i batteri con H2O2 (acqua ossigenata). Una fonte cospicua
di radicali liberi proviene dai batteri del colon, la microflora intestinale
può generare
i radicali liberi di idrossile (OH) ad un tasso corrispondente a quello prodotto
da 10000 raggi gamma giorno (Babs e coll. Free. Radical Biol 1990;8:471-485).
I radicali liberi esogeni provengono dal fumo, dalle radiazioni,
dai pesticidi, dalla polluzione, dal benzene, dai grassi saturi, dai grassi
trans e da molti prodotti
dell'industria .
Gli antiossidanti proteggono le cellule dall'azione dei radicali
liberi cedendo elettroni e possono essere endogeni cioè prodotti dai
tessuti degli organismi o esogeni
cioè introdotti con gli alimenti.
Gli antiossidanti endogeni sono:
Superossidodismutasi con coenzima il manganese
Glutationoperossidasi con coenzima il selenio
Glutationotranferasi con coenzima il selenio
Catalasi con coenzima il ferro
Melatonina
Ceruloplasmina
Gli antiossidanti esogeni vanno assunti coi cibi e derivano
dalla frutta, dai vegetali, dai cereali, dai semi, dai fiori. Poichè
gli antiossidanti esogeni sono inattivati
giornalmente essi vanno introdotti ogni giorno, e pertanto sarebbe necessario
introdurre 5 o più pasti di frutta e 5 o più pasti di verdura
cruda e fresca al giorno.
Non assumere antiossidanti tutti i giorni equivale ad autoirradiarsi. E' la stessa cosa che mettersi davanti ad un apparecchio a raggi X, senza protezione.
Tutti gli esseri viventi comprese le piante sono aggredite
dalle radiazioni e dai radicali liberi, tutti si difendono dall' aggressione
gli appartenenti al mondo animale
ingerendo antiossidanti.
LE PIANTE DIFENDONO I CROMOSOMI E IL LORO DNA CON L' ALTO CONTENUTO DI VITAMINE E FLAVONOIDI CONTENUTI NEI FRUTTI, NEI FIORI, NEI SEMI E NELLE FOGLIE.
Gli alimenti cottio surgelati o inscatolati perdono il loro
contenuto vitaminico e minerale e perdono l'azione antiossidante. Per esempio
colla cottura si perde il 98 %
del contenuto di acido folico.(Lentner Ciba Geigy .1981)
Oggi si pensa che con un controllo ottimale dei radicali liberi la vita dell'uomo si allungherebbe di molti anni ( Banks e coll. JAMA .1997;278:1345).
Le estremità del nostro dna sono chiamate telomeri,
esse si accorciano ad ogni suddivisione cellulare e muoiono dopo 50 divisioni
cellulari, quando il telomero
muore, perché l'aggressione dei radicali liberi prevale, la cellula muore
(Alsopp RC e coll Nation. Academ .of Scien 1992 89 ). Si rende allora necessaria
una
divisione cellulare per generare una cellula nuova, non danneggiata. Con ogni
divisione cellulare si ha un raccorciamento del telomero. Nelle cellule cancerose
una mutazione della telomerasi fa suddividere le cellule all' infinito .
L' eccesso di radicali liberi o la mancanza di antiossidanti
provocano lo stress ossidativo che a sua volta provoca la morte cellulare con
accorciamento
progressivo dei telomeri e accorciamento della durata della vita.
Il danno dei radicali liberi aumenta con l'età ed è
riparato tardivamente dalle cellule anziane ( Weindruch R. e coll N.England
J Med 1977;3370). La revisione di 172
studi prospettici ha dimostrato che lo scarso uso di frutta e verdura cruda
ha raddoppiato il rischio del cancro nella maggio parte delle localizzazioni.
Anche per
la malattia coronarica oggi vengono coimputati i radicali liberi. Difatti le
lipoproteine LDL ( che trasportano in periferia il colesterolo ) sono molto
sensibili ai radicali
liberi se non sono protette dagli antiossidanti.
All'interno di ogni lipoproteina LDL ci sono 1700 molecole
di esteri di colesterolo e 700 molecole di colesterolo, inoltre sono contenute
6 molecole di vitamina E e
molecole di Betacarotene. Queste molecole proteggono il colesterolo e gli esteri
di colesterolo dall'ossidazione. Colla somministrazione di 1200 mg di vit. E
al
giorno si riesce a portare le molecole di vitamina E contenute nelle LDL a 22
potenziando la resistenza delle LDL all'ossidazione.
Per potenziare le nostre difese all'ossidazione oltre all'assunzione
delle vitamine antiossidanti: la E, a C, l'ACIDO FOLICO, il BETACAROTENE, il
complesso B, è
indispensabile assumere una grande varietà di frutta cruda e di verdure
crude, per l'alto contenuto in Bioflavonoidi, quali Licopina, Luteina, Zeaxantina,
Quercetina, Resvetralolo, molecole a forte potere antiossidante.
Contenuto in LICOPINA in mg per tazza (240gr ) :
PUREA DI POMIDORI =35,6
SUCCO DI POMIDORO = 25
1 POMIDORO MEDIO =3,7
* POMPELMO ROSA =4,9
MELONE UNA FETTA =14,7
FONTI USDA -NCC Carotenoid Database for US Foods
La LICOPINA è il più potente carotenoide conosciuto,
il pomodoro è il vegetale con il più alto contenuto in licopina,
la licopina svolge una azione anticancerogena 10
volte più potente del betacarotene, inoltre possiede una azione protettiva
contro l'ossidazione delle LDL, cosi il pomidoro protegge le arterie dalle placche.
Il primo studio sulla licopina dimostrò che persone che mangiavano 10 volte la settimana pomidori avevano una riduzione del 45 % di cancro della prostata (Giovannucci E.e coll. J .National Can.Istit 1995;87 :1767-1776 ).
Fumatori con basso livello di licopina nel sangue, hanno 4
volte più il rischio di cancro del polmone che quelli con alto livello.
Sembra inoltre che il licopene potenzi
le difese immunitarie.
In studi epidemiologici su 6000 pazienti la mortalità
per cancro è associata a bassi livelli serici di carotene e vitamina
C. Nello stesso studio la mortalità per malattie
cardiache è stata associata associata a bassi livelli di antiossidanti.
Contenuto in ZEAXANTINA E LUTEINA PER 120 GR IN MG:
CAVOLO = 158 MG
RAPE VERDI= 84,4 MG
SPINACI =70,4 MG
LATTUGA ROMANA =26,3 MG
BROCCOLI =22,3 MG
ZUCCHINI =21,2 MG
PISELLI =13,5 MG
CAVOLINI =12,9 MG
FONTI USDA-NCC Carotenoid Database for US. Foods
Una delle cause più diffuse di cecità negli anziani
è la degenerazione maculare della retina, sembra che questi due carotenoidi
proteggano le cellule della retina,
la Luteina è contenuta sopra tutto negli spinaci e nel cavolo, la Zeaxantina
nei peperoni rossi e nel grano ( Snodderly DM Am J clin Nutr.1995;62 ).
I bioflavonoidi QUERCETINA, RUTINA, ESPERIDINA aumentano la
resistenza dei capillari e regolano la loro permeabilità, sono essenziali
per la protezione
dall'ossidazione della VITAMINA C, proteggono dalle emorragie e dalle rotture
dei capillari. La QUERCETINA è contenuta nelle cipolle, nelle mele e
negli agrumi .
In un classico articolo del 1992, Lorgeril e Renaud presentarono
le loro conclusioni sul cosiddetto paradosso francese. Nel loro lavoro si enuncia
che su 100.000
persone la mortalità per malattia coronarica, è di 78 a Tolosa,
di 105 a Lilla, di 182 a Stanford, di 348 a Belfast, di 380 a Glasgow. La percentuale
dei grassi saturi
dell'alimentazione di tutti i gruppi esaminati era del 15 %.
Il tasso di colesterolo totale nei gruppi esaminati era di
209 mg a Stanford ,di 230 a Tolosa , di 252 a Lilla, di 232 a Belfast, di 244
a Glasgow. Gli autori dello studio
hanno concluso che l'unica differenza importante tra i vari gruppi era nell'assunzione
di vino rosso. I polifenoli del vino agiscono non tanto sull'ateroma ma
sull'aggregazione piastrinica, riducendo l'aggregabilità piastrinica.
In un altro studio è stata confrontata l'aggregabilità
piastrinica nei contadini di Var in Francia e nei contadini scozzesi. L'aggregazione
all'ADP era del 55%
inferiore nei contadini francesi (S. Renaud e coll. Lancet 1992 -339, 1523-26).
Il vino rosso è ricco di polifenoli e soprattutto di QUERCETINA, RUTINA,
CATECHINA E EPICATECHINA. Il vino rosso è inoltre ricco di una sostanza,
chiamata
RESVETRALOLO, chimicamente si tratta di un triidrostilbene, sintetizzata dalla
vite dell'uva nera, essa è presente nelle foglie e nella pelle degli
acini.
Nel 1985 Kimura ha dimostrato che il resvetralolo inibisce
l'aggregazione piastrinica indotta da trombina e ADP. Questi polifenoli del
vino rosso sono 10 20 volte
più potenti della vitamina E nella protezione dell'ossidazione delle
LDL. Conigli messi a dieta aterogena più vino rosso hanno dimostrato
un numero di lesioni
arteriosclerotiche molto più basso dei controlli ( D.M. Goldberge all.
Clin Acta 1995-237,155-87 ).
Da tutto quanto esposto emerge l'infinita importanza dei radicali
liberi e l'importanza di una dieta antiossidante, ricca di frutta e verdura
cruda e fresca, povera di
grassi saturi e di grassi idrogenati, fonti molto ricche di radicali liberi.