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ALLA SAPIENZA DI ROMA
NARUROPATIA???
Raccogliamo e riportiamo il comunicato dell’INAT (Istituto nazionale per la Naturopatia) che commenta l’introduzione di questo Master presso l’Univesrsità La Sapienza di Roma.
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Ci corre l’obbligo innanzitutto di porre immediatamente una prima sottolineatura: il master (denominazione impropria tutta italiana che però ormai è di uso comune per i perfezionamenti post-laurea) solitamente è una specializzazione per coloro i quali abbiano una laurea di settore e sono suddivisi in master di primo livello (per i possessori di lauree triennali) e master di secondo livello (per coloro i quali hanno invece conseguito una laurea specialistica). Essendo il “master” una sorta di Specializzazione o Approfondimento post-laurea, va da sé che sia riservato a coloro i quali hanno un percorso di studio inerente alla materia da “approfondire”.
Tuttavia in Italia, nonostante le insistenze di chi, da gran tempo, sta cercando di far assurgere a dignità questa disciplina, non esiste una “Laurea in Naturopatia” (come invece esiste nei paesi citati dallo stesso bando ufficiale del Master) e fino ad oggi, a dispetto delle richieste interlocutorie, nessuno vi ha mai posto seriamente orecchio. La Naturopatia, nel nostro paese, è stata sempre considerata terra di confine, fino ad essere assimilata ad una pratica tra il magico e il mistificatorio, fino a quando, improvvisamente, qualcuno si ricorda che essa è “branca complementare che attraversa le discipline di base della medicina, anatomia, fisiologia, patologia ed altre (…) per permettere un interscambio comunicativo efficace tra figure diverse della medicina accademica con quella complementare, esercitata da personale sanitario, nel rispetto ippocratico del “primum non nocère” appellandosi a risoluzioni dell’OMS che da sempre le Associazioni di Naturopatia richiamano a gran voce per il riconoscimento della loro professionalità.
E qual è la nostra sorpresa quando tra questo qualificato “personale sanitario” troviamo anche (stando alle lauree accreditate all’accesso tra i criteri di ammissione) Agronomi, Laureati in Scienze Forestali, Fisici, e Ingegneri, lauree di tutto rispetto ma che a noi (forse ignoranti perchè Naturopati senza Master) sembrano molto poco “sanitarie”.
Ovviamente al Master nessun accesso a coloro i quali un Diploma in Naturopatia ce l’hanno già e hanno magari fatto una Scuola Quadriennale che li ha preparati allo studio di una Disciplina che è Scienza e Conoscenza della Salute in ambito Naturale, studiando appunto Anatomia, fisiologia, Patologia, Biochimica ecc. ecc. oltre a materie quali Valutazione del terreno, iridologia, Nutrizione ecc. ecc. tipiche della disciplina.
Basta quindi una Laurea che ruoti intorno all’area “scientifica” e un anno di Master a garantire la professionalità di un operatore di quelle che vengono definite all’estero “Terapie Naturali” e che prevedono corsi accademici quadriennali (non è necessario andare lontano basta osservare la vicinissima Spagna)? Basta l’autorevolezza di una Università come la Sapienza per stabilire che per la formazione di un Naturopata è necessario un solo anno di studio?
E inoltre, visto che (sempre leggiamo nelle finalità) “urge (…) fornire una definizione sintetica della Naturopatia clinica occidentale (…) onde impedire che venga confusa con altre forme non coerenti con l’indirizzo dello studio scientifico universitario” ci pare interessante sapere quali sono queste “forme non coerenti con l’indirizzo dello studio scientifico” e, soprattutto, sulla base di quali criteri possono essere definite “non corerenti” dal momento che non è mai stato stabilito alcun parametro epistemologico ufficiale della Naturopatia quale disciplina?
Potremmo ancora citare a piene mani attingendo solo dalle Finalità del bando e per ogni frase porre accanto una nota polemica, ma ne lasciamo la lettura e le relative considerazioni personali ad ognuno perché è pubblico. A chiusura di questa nota vorremmo solo ribadire e sintetizzare alcuni interessanti quesiti ai quali sicuramente nessuna figura ufficiale darà mai risposta:
- Basta un anno di Master per dare ad un Laureato
la qualifica di Naturopata?
Tutte le Scuole private che da anni con serietà e CON LE MEDESIME MATERIE
DEL MASTER PIU’ ALTRE ASSOLUTAMENTE QUALIFICANTI e che prevedono un percorso
QUADRIENNALE IN NATUROPATIA chi hanno formato fino ad oggi?
- Perché non è stato consentito l’accesso a tutti quei Naturopati che hanno conseguito questi titoli che, fino a prova contraria, nessuno ha mai definito ufficialmente NON VALIDI?
- Come mai il Direttore del Corso o i suoi organizzatori non si sono posti nemmeno la domanda se era il caso di contattare le Associazioni di Categoria e stabilire finalmente un ponte di comunicazione con tutte quelle Associazioni che vogliono una Naturopatia SERIA, CONCRETA E SCIENTIFICA???
Sono domande alle quali noi stessi come Naturopati e come Associazioni di Naturopatia prima di tutto dovremmo rispondere. Ancora una volta viene ignorata la nostra professionalità e, ancora una volta ne viene deprezzata la qualità. Di chi è la responsabilità? Non ci sentiamo di attribuire le responsabilità soltanto alla mancanza di ascolto delle Istituzioni o all’ignoranza della materia da parte delle Accademie. Le responsabilità vanno condivise. E, almeno al 50%, vanno distribuite anche a chi avrebbe dovuto combattere con strategia ed intelligenza per il riconoscimento di una disciplina e di una professione.
L’INAT, da quando è nato (ed è nato ESCLUSIVAMENTE PER QUESTO), non fa altro che lanciare appelli di Unità tra tutte le Associazioni e le risposte sono state il silenzio oppure addirittura le accuse di essere una “lobbies”. A questo punto non ci resta che guardare al futuro con tristezza, mentre un Agronomo (con tutto il rispetto per i laureati in Agronomia) fa il nostro mestiere dopo un anno di Master, se pur erogato da una università statale. Intelligenti pauca.
fonte: inat
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