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UNA SOLUZIONE DELLA MALATTIA
Cosa intendiamo per soluzione della malattia?
Quella condizione in cui l’essere umano non è più costretto
a vivere condizionato dal proprio fisico, dal proprio corpo. Noi siamo un’entità
bio-psico-spirituale, costituita dall’essere biologico, dall’essere
psichico e dall’essere spirituale, che non sono tre entità distinte,
ma sono tre piani diversi di un unico essere. Se abbiamo la voglia e la necessità
di capire la natura dei nostri problemi, dobbiamo tenere conto di tutto ciò.
Molti diranno: certo, si vivrebbe bene senza il corpo che ci condiziona nel
mondo fenomenico cangiante soggetto alle leggi della fisica e quindi destinato
a morire, ma chi di voi è disposto ad ammettere e a certificare che senza
il corpo ci sia la vita, come noi la intendiamo, cioè governata solamente
dai nostri 5 organi di senso e basta?
Dal mio punto di vista la malattia è tutto quello che noi siamo, cioè,
tutto quello in cui noi ci identifichiamo e dove gli altri ci collocano.
Nella società noi tutti ricopriamo delle posizioni, lavorative, sociali,
famigliari, ecc, che ci danno un’etichetta e un ruolo già stabilito
e in molti casi difficilmente cambiabile.
Questi ruoli che sono stati creati per muoversi nel mondo fenomenico, ci condizionano
e ci impediscono di vedere la vera natura delle cose, che sta oltre questo piano.
Il condizionamento del corpo ci porta all’allontanamento dalla nostra
vera natura ontologica.
Noi dobbiamo purificare la nostra psiche che è il veicolo che ci consentirà
di capire la nostra vera natura, la nostra vera dimensione.
Ma allora all’atto pratico cosa bisogna fare?
ALLONTANARSI DA TUTTO QUELLO CHE CI IDENTIFICA IN UN RUOLO.
Andarsene per un periodo stabilito, (una, due, tre settimane) lontano da tutto
e da tutti, in modo da far cadere i nostri ruoli sociali e dare spazio al nostro
essere interiore; (certamente questo distacco dovrà essere programmato
da un Terapeuta che sia in grado di seguirvi nel modo più opportuno e
che abbia già fatto un certo lavoro con voi). Intendiamoci, non stiamo
parlando che si debba fare l’eremita, assolutamente no, anzi i contatti
sociali continueranno ad esserci, ma non dei nostri famigliari. Una bella baita
in montagna magari, a respirare aria diversa e a dare nuovo e pulito ossigeno
alla nostra psiche. Ricordiamoci che la nostra vacanza, il nostro ritiro non
dovrà essere fine a se stesso, ma un inizio di un cammino lungo e impegnativo,
fatto di applicazioni pratiche che porteremo nella vita di tutti i gioni. Non
dobbiamo lasciare che rimanga il bel ricordo di una vacanza, sarebbe la cosa
peggiore, perchè potrebbe crearci problemi una volta ritornati nel mondo
reale, ma dobbiamo pensare che sia l'inizio del nuovo nostro stile di vita.
L’obiettivo quindi è la purificazione della psiche, che non deve
più avere a che fare con la mente, che sta lottando per mantenere il
potere assoluto attraverso i ruoli, le parole, i gesti e le paure condizionanti
dell’individuo, ma che deve muoversi libera di ricercare all’interno
di noi stessi, onde evitare le così tanto combattute alterazioni biologiche.
La comparsa fisica di una malattia, è l’ultimo stadio della sua
manifestazione; arrivata dopo aver bussato alle nostre porte psichiche molte
volte senza ottenere risposta, ora si prepara a uscire allo scoperto apparendo
minacciosa sotto i nostri occhi, non più facendo una piccola battaglia,
ma facendo una guerra totale.
Dovevamo avere ascoltato prima le informazioni che ci venivano date, probabilmente
non saremmo mai arrivati a questo punto.
Per questo nel ritiro lontano da tutto quello che ci è caro (condizionante),
la psiche depurata può capire la causa del nostro squilibrio.
Dal mio punto di vista questo approccio potrebbe essere un inizio per ritrovare
la salute persa, lasciando la malattia nella dimensione governata dallo spazio
e dal tempo, e ripristinando le alterazioni verificatesi nel mondo materiale,
attraverso la consapevolezza e la coscienza, della vera natura delle cose e
di noi stessi.
Questo percorso deve essere accompagnato da una guida con esperienza e preparazione,
che sappia dare la giusta direzione e educazione per riportare l’essere,
causale del proprio destino.
Dr. Babbolin Giovanni Ph.D