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UOMINI O VITELLI
SIAMO UOMINI O VITELLI?
"Fino a due anni i bambini dovrebbero essere alimentati con latte materno.
Dopo i due anni, dimenticate ogni tipo di latte!". Questa vera e propria
bomba e stata fatta recentemente esplodere dal celeberrimo dottore Benjiamin
Spock, padre della moderna pediatria. Il suo libro "Baby and child care"
ha venduto ben 40 milioni di copie in tutto il mondo, affermandosi come il vangelo
dello svezzamento e della cura di neonati e bambini. Oggi Spock, che aveva sempre
consigliato il latte vaccino, ha radicalmente cambiato idea, abbracciando le
tesi che da anni molti medici ed esperti (nonché vegetaliani, macrobiotici
ed igienisti) propugnano: il latte vaccino fa male, soprattutto in fase di crescita,
perché può provocare molte deficienze immunitarie e disturbi vari,
tra cui l'anemia, allergie e persino un insufficiente sviluppo cerebrale. Spock,
dunque, si trova ora fianco a fianco col Prof. Frank Oski, direttore del Reparto
Pediatrico della prestigiosa John Hopkins University di Baltimora ed ex-presidente
della Societh Americana per le ricerche in pediatria, che in molti libri (tra
cui il provocatorio "Non bere il tuo latte") sta da oltre quindici
anni facendo una crociata anti-latte di mucca.
Le multinazionali del latte, quelle che hanno imposto l'immagine del bianco
alimento come cibo perfetto per bambini, stanno tremando e hanno già
fatto scendere in campo i soliti professoroni in camice bianco.
Il rapporto preparato per la Conferenza Internazionale sulla Nutrizione FAO/OMS
che si terra a Roma in dicembre, riporta testualmente: "all'allattamento
al seno viene universalmente riconosciuto un ruolo di primaria importanza per
garantire il migliore stato di nutrizione del bambino e per prevenire importanti
malattie dell’età pediatrica (affezioni gastrointestinali, allergie,
obesità, ecc.)". Dice inoltre che "dopo i due anni di età
si osservano, con notevole frequenza, le stesse errate abitudini alimentari
riscontrabili nella popolazione adulta, caratterizzate da un eccesso di proteine
e grassi animali"
L'uomo e l'unico animale che continua a nutrirsi di latte anche dopo lo svezzamento.
Che sia il desiderio di non diventare mai adulti? Molti pensano che da sempre
l'uomo abbia consumato il latte di mucca, dandolo persino a neonati e bambini.
Non è cosi. Fino a tre secoli fa nessuno si era mai sognato di dare latte
di mucca come sostituto del latte materno e solo negli ultimi 50 anni il consumo
di latte vaccino ha conosciuto una vertiginosa impennata, diffondendosi in tutti
i paesi industrializzati. Anticamente il latte di mucca era usato solo dai pastori-nomadi
(adulti), mentre il burro, ad esempio, veniva usato dai Romani dell'Impero di
Augusto per farne unguenti per la pelle.
... Il latte umano è l'unico nutrimento del bambino (almeno cosi dovrebbe
essere) fino al completamento della prima dentizione, detta, perciò,
da latte; pertanto, l'allattamento può protrarsi anche a 2 anni circa
d’età. In realtà lo svezzamento, che può iniziare
verso il 5' – 6' mese, prosegue lento e graduale fino a rendersi totale
anche verso il 15' mese ed oltre, con varianti dipendenti da molteplici fattori.
... Prima di tutto il latte di una madre sana e sempre fresco e batteriologicamente
puro, mentre ogni tipo di latte non umano deve subire un processo di "cottura"
ad alte temperature che ne distrugga gli organismi nocivi (ma la stessa sorte
tocca purtroppo anche alle vitamine). Latte materno e latte vaccino non sono
assolutamente uguali, se non nel colore: si differenziano infatti nella composizione
percentuale degli ingredienti (essendo l'uno destinato a far crescere esseri
umani e l'altro bovini), e nella qualità di tali ingredienti (ad esempio
le catene di aminoacidi sono completamente diverse). Inoltre solo nel latte
materno sono presenti sostanze che immunizzano il neonato dalle infezioni (soprattutto
quelle respiratorie e intestinali), nonché la quantità di fosforo
esattamente necessaria al suo sviluppo cerebrale. Il "cucciolo" di
uomo sviluppa dapprima il cervello, mentre l'animale sviluppa prima la struttura
ossea. La quantità di lattosio, essenziale per lo sviluppo cerebrale
del bambino, nel latte umano e quasi il doppio rispetto a quella che si riscontra
nel latte vaccino. Questo fatto e facilmente spiegabile se si pensa che l'accrescimento
del cervello del bambino e molto più rapido di quello del vitello. Usando
il latte vaccino per alimentare i bambini, viene quindi a soffrirne il loro
sviluppo cerebrale e psichico. Il latte vaccino contiene più del doppio
delle proteine del latte umano, ma questo non e assolutamente un vantaggio,
perché come dice un vecchio adagio "il troppo storpia": per
essere tollerato dal neonato, infatti, va diluito, pena una forte reazione di
rigetto e danni renali. Riguardo alla presunta insostituibilità del latte
di mucca quale fonte di calcio (utile allo sviluppo di ossa e denti), bisogna
ricordare che i nostri progenitori non usavano assolutamente il latte vaccino
e avevano ossa e denti molto "compatti" e ben sviluppati, come dimostrano
i reperti fossili risalenti al Paleolitico. Il fatto che le mucche producano
un latte cosi ricco di calcio si spiega facilmente tenendo conto delle necessita
fisiologiche di accrescimento dei neonati vitelli che inoltre dovranno sviluppare
le corna. Il latte materno non deve contenere più calcio del normale,
perché e quella la quantità ottimale per far crescere sano un
bambino. Il latte vaccino, dovendo servire ai vitelli, che hanno una velocità
d'accrescimento fisico notevolmente superiore a quella umana (raddoppiano il
proprio peso dopo appena 47 giorni dalla nascita, mentre il neonato umano lo
raddoppia in 180 giorni), contiene dal 3,5% al 5% di proteine, contro l'1,2%
del latte umano. Tale notevole quantità di proteine nel latte di mucca
costituisce, quindi, una autentica overdose proteica per un essere umano. Si
è cosi accertato che quando le proteine superano il normale fabbisogno
del mammifero che assume un determinato latte, l'eccesso determina un sovraccarico
per il fegato e le reni, che hanno il compito di eliminare i prodotti del metabolismo
proteico. I neonati umani, quando non incorrono in diarree pericolose, aumentano
di peso, se allattati con latte vaccino, molto più velocemente che se
sono allattati con latte umano. Tutto ciò ostacola lo sviluppo psichico
del bambino perché blocca, almeno parzialmente, la sua capacita d'apprendere.
Tale velocità d'accrescimento e tale che il raddoppio del peso del neonato
si raggiunge non in 180 giorni ma in soli 118, tanto che all’età
di un anno, rispetto ai coetanei nutriti con latte umano, sono più pesanti
di circa 2 kg e più alti circa di 5 centimetri, tutto ciò a causa
dell'eccesso di proteine del latte vaccino. I bambini che presentano disturbi
nell'apprendimento sono l'80% di quelli allattati con latte vaccino. Dato che
il bambino presenta la massima velocità d'accrescimento cerebrale nei
primi 18 mesi di vita, alcuni studiosi consigliano l'allattamento umano almeno
sino a questa età. I medici hanno riscontrato che oggi il giovane americano,
alla visita di leva, ha già concluso la crescita ossea, cosa che solo
venti anni fa succedeva sei-sette anni più tardi. Questo avviene perché
vengono alimentati fin dalla nascita con latte non specifico e con altri cibi
iperproteici.
Ma questo dato, che ad alcuni può sembrare positivo, ha invece un lato
"oscuro" preoccupante: a una accelerazione innaturale del metabolismo
e quindi ad una crescita più veloce di quella geneticamente predeterminata
si associa un invecchiamento sicuramente più rapido.
Il calcio tanto reclamizzato nel latte vaccino e in genere male assorbito dall'uomo,
perché e associato con una percentuale (relativamente) troppo alta di
fosforo (fattore inibente) e alla caseina. Nonostante ciò, nei paesi
occidentali "sviluppati" mangiamo cosi tanto da riuscire a fare un'overdose
quotidiana di calcio, il quale va a depositarsi sulle pareti delle arterie provocando,
insieme al colesterolo, l'indurimento delle stesse oppure forma calcoli renali,
o si accumula nelle articolazioni, dando vita a manifestazioni artritiche. Il
cinese medio assume appena 15 mg di calcio al giorno, eppure ha meno carie e
osteoporosi dell'americano medio, che ne ingurgita ben 800 mg.
Il latte vaccino contiene una bassissima percentuale di vitamine (da un mezzo
a un decimo rispetto a quello materno). La vitamina C che recenti ricerche dell'Università
di California hanno confermato essere un potente fattore di prevenzione antitumorale
e presente in abbondanza nel latte materno, mentre e quasi assente in quello
vaccino, anche non pastorizzato. Il latte materno e ricco di lattosio, uno zucchero
che rende più agevole al bambino l'utilizzazione delle proteine. Inoltre
il lattosio migliora I'assorbimento del calcio e, creando un ambiente acido
nel tratto intestinale, non permette il proliferare di batteri putrefattivi.
Invece il latte vaccino contiene il galattosio che, generando un ambiente alcalino,
rende possibile lo sviluppo di tali batteri, pericolosi per il neonato. La pastorizzazione
ed il normale trattamento del latte alterano comunque le vitamine (C,E, K e
tutte quelle del gruppo B) e gli enzimi, fattori di crescita e fattori anti-rigidità.
Diversi anni fa il Dipartimento americano per l'agricoltura fece un esperimento,
allevando vitelli con latte pastorizzato. Dopo tre mesi erano tutti morti.
Composizione del latte umano: 1,2-1,5 %di proteine, dal 3 al 5% di grassi, dal
6,5 al 10% di carboidrati e 2% di sali: il giusto cocktail per dare al neonato
tutte le sostanze nutritive necessarie alla crescita e allo sviluppo delle caratteristiche
peculiari della specie umana. Il primo liquido secreto dalle ghiandole mammarie
della donna, subito dopo il parto, e il colostro, ricco di proteine e lattosio,
e poverissimo di grassi. Determinante in questa prima fase la presenza di un
aminoacido essenziale, la taurina, importante per lo sviluppo del sistema nervoso
centrale e della retina del neonato, e delle immunoglobuline secretorie, che
proteggono il neonato dalle infezioni respiratorie e intestinali. Le immunoglobuline
sono totalmente assenti nel latte vaccino o in qualsiasi latte industriale.
Si e notata perciò una maggiore morbilita (cioè tendenza a contrarre
infezioni) in quei bambini allattati artificialmente.
L'uomo e l'unico animale che si nutre di uova e latte per tutta la vita, ed
e anche l'unico animale, per quanto se ne sa, a morire giovane di sclerosi coronarica
e ad ammalarsi di arteriosclerosi in età avanzata.
Danni da latte
All'inizio del Neolitico, con l'avvento dell'agricoltura e dell'allevamento
di mammiferi erbivori, venne introdotto nell'alimentazione umana il latte dei
mammiferi non umani ed i derivati di tale latte.
Ogni mammifero produce un tipo di latte adatto solo alla propria specie. Orbene,
tra il latte umano e quello vaccino c’è un abisso! Tra i due latti
vi è la stessa differenza esistente tra una donna ed una mucca. Il latte
umano e, tra tutti i tipi di latte, quello che ha il contenuto proteico più
basso, in assoluto; ed e il più dolce.
Percentuali di proteine e glucidi (zuccheri) dei principali tipi di latte:
proteine glucidi
donna 1,2-1,5 7,00
vacca 3,50 4,80
bufala 3,67 3,60
capra 4,30 5,00
pecora 4,88 5,00
asina 2,02 5,90
Il problema dei latticini e degli altri sottoprodotti animali e molto importante
poiché essi apportano all'organismo gli stessi veleni della carne (purine,
colesterolo, ptomaine), talvolta in dosi ancor più elevate, sono nocivi
quanto e più della carne. ....Sempre più il latte d'oggigiorno
contiene sostanze chimiche d'ogni tipo, estranee alla normale composizione del
latte e dannose all'uomo. ... Un prodotto tossico. Il dottore S. Morini, allergolo
presso l'ospedale Regina Margherita di Roma, afferma che le sostanze allergizzanti
sono in prevalenza quelle del latte vaccino, che deve essere escluso pertanto
dalle diete di chi presenta allergie alimentari. Il dottore F. Carrier, sostiene
che la soppressione del latte e dei suoi derivati, nei casi di asma, affezioni
cutanee, di alcune affezioni dell'apparato genitale femminile e di tumori produce
sempre risultati positivi ed in molti casi addirittura clamorosi.
Un danno provocato da uno dei derivati del latte vaccino, lo yogurt, è
la cataratta (o cateratta). In alcune zone dell'India dove lo yogurt si consuma
abbondantemente e quotidianamente la cateratta è molto diffusa. Sembra
che il galattosio in alte dosi favorisca la cataratta e lo yogurt è un
alimento tra i più ricchi in galattosio. Alcuni ne contengono sino al
24%. Il latte negli anziani è controindicato anche per il calcio contenuto
e che si configura nettamente come un fattore di fatica e di esasperazione funzionale
della mucosa vasale e cardiaca, e promotore di arteriosclerosi e di accidenti
vascolari. Molti anziani viaggiano verso la tomba su un mare di latte. Nel latte
vaccino il calcio è presente nella misura di ben 175 milligrammi in 100
grammi di prodotto (calcio espresso come ossido di calcio). Tale eccesso di
calcio, paradossalmente, impedisce proprio l'assorbimento del calcio stesso,
come del resto è comprovato da sintomi di rachitismo presenti in bambini
nutriti con latte vaccino. E’ un luogo comune ritenere che il latte vaccino
sia indispensabile proprio per rifornirsi di calcio; i nostri antenati, prima
della domesticazione degli erbivori da latte, avevano scheletri del tutto normali,
come dimostrano i reperti fossili. Al microscopio polarizzatore una sezione
ossea di un uomo di Neandertal evidenzia una struttura più elastica e
resistente di quella di un uomo moderno, consumatore di latte vaccino, che presenta
invece alveoli grandi in un osso duro e quindi fragile. Nei lattanti e negli
adulti che assumono latte vaccino si è potuta constatare una eccessiva
eliminazione di calcio con le urine, dovuta al forte contenuto proteico del
latte di mucca. Presso l'Istituto della Nutrizione dell’Università
del Wisconsin, dopo lunghe ricerche si è constatato che si elimina più
calcio di quello che se ne ingerisca consumando cibi ricchi di proteine. Il
latte vaccino è legato alla caseina che impedisce l'assorbimento del
calcio, inoltre la maggioranza dei consumatori di latte e di formaggi fa uso
di prodotti pastorizzati, omogeneizzati o comunque lavorati e tutte queste tecnologie
degradano il calcio rendendolo difficilmente assimilabile. Per avere calcio
a sufficienza basta mangiare verdura a foglia verde, frutta, frutti secchi,
che ne contengono abbastanza per i bisogni umani.
Nel latte umano i grassi sono prevalentemente polinsaturi (acidi utili contro
l'arteriosclerosi), mentre nel latte vaccino prevalgono i grassi saturi (causa
di colesterolemia e arteriosclerosi) Nel latte vaccino vi è una prevalenza
di caseina, mentre nel latte umano prevale la lattoalbumina. Un'indagine durata
30 anni in Scandinavia ha dimostrato gli innegabili legami tra l'assunzione
di latte vaccino e l'insorgere dell'artrite. Il formaggio, a parte la carne,
e molto probabilmente il peggiore alimento oggi esistente, l'alimento più
negativo per la salute umana, è un deposito finale (una sorta di discarica)
di tutti i farmaci somministrati alle mucche, degli additivi di dubbia innocuità,
dei diserbanti che passano nel corpo delle mucche, e poi nel latte, a mezzo
dei foraggi e delle granaglie che vengono dati per alimento. Non c'e da meravigliarsi
se qualche studioso ha detto che il formaggio oggi in commercio è ai
"limiti della tossicità". Un alimento killer. Il latte in polvere
si ottiene sottraendogli l'acqua di costituzione, cioè essiccandolo.
... Uno studio condotto nel 1979 dall’università di Berkley in
California trovò che il triptofano, che è un aminoacido presente
nel latte vaccino e nei suoi derivati, stimola abnormemente la ghiandola pituitaria
accelerando l'invecchiamento del corpo. Il dottore L.B.Franklin ( Università
della Columbia inglese) condusse uno studio su 1500 donne che presentavano noduli
benigni al seno, tutte grandi consumatrici di formaggi e altri derivati dal
latte. Il latte vaccino contiene un ormone, l'estradiolo, che promuove la rapida
crescita dei vitelli. Il dottore Franklin dimostro che era tale ormone a provocare
i noduli mammari, infatti quando queste donne eliminarono completamente i prodotti
del latte, guarirono nella misura dell'85% di esse.
Fatti e misfatti della BANDA DEL LATTE
A Roma la bufera del latte (infetto) ha imperversato su tutti i giornali preoccupando
gli abituali consumatori del bianco alimento .... Tanto più sconvolgente,
per i grandi e piccoli bevitori, in quanto il latte di vacca ha una solida patente
di alimento sano, naturale, addirittura indispensabile alla crescita (ma qualcuno
lo sa che grandi civiltà si sono sviluppate e sono fiorite senza l'aiuto
di una sola goccia di latte?). Questa patente, per effetto automatico di "traslazione",
"garantisce" anche i vari derivati (latticini, burro, panna, formaggi
freschi e stagionati, yogurt) e, grazie alla pubblicità, madre delle
più assurde e incrollabili convinzioni indotte, viene estesa a un'infinita
quantità di prodotti nella cui preparazione è stato utilizzato
latte, burro, oppure yogurt
... Meno ovvio e molto più "eversivo" raccontare come il consumo
esagerato di latte e derivati in questi ultimi decenni (in pratica dal secondo
dopoguerra) sia indissolubilmente legato alle cosiddette malattie della civiltà.
Ormai, l'abbiamo detto anche in precedenza, a tutti i livelli (a cominciare
dall'Organizzazione Mondiale per la Sanità) si riconosce che l'overdose
proteica che abbiamo fatto nell'ultimo cinquantennio non ha portato altro che
una preoccupante proliferazione delle malattie degenerative, che sono poi quelle
che affliggono l'uomo moderno, "ricco" e industrializzato, rivelandosi
in assoluto le principali cause di mortalità.
Fra i danni da overdose proteica (tenetevi forte) può essere inclusa
anche la famigerata osteoporosi, malattia sociale che colpisce strati sempre
più estesi di popolazione. A torto si è creduto (ispirati soprattutto
dall'aggressiva propaganda dell'industria lattiero-casearia) che le ossa fatalmente
perdano calcio perché non ne assumiamo abbastanza col cibo. Per anni,
allora, tutti a consigliare dosi massicce di latte e derivati perché
"tanto ricchi dell'indispensabile calcio". Oggi gli addetti ai lavori
(almeno quelli aggiornati, perché di esperti che hanno studiato solo
su libri di quarant'anni fa ne circolano ancora parecchi!) sanno che un eccesso
di proteine diminuisce la capacita dell'organismo di sintetizzare proprio il
prezioso calcio. L'incidenza di osteoporosi, infatti, è massima negli
Stati Uniti, in Finlandia, Svezia e Inghilterra, paesi dove si consumano più
cibi animali (carne, latte, burro, formaggi, uova) è minima in un paese
come il Giappone dove, per tradizione, e sempre stato rarissimo il consumo di
latte vaccino e latticini (ma anche qui, purtroppo, si registra una pericolosa
tendenza a introdurre questi alimenti nella dieta giornaliera, su modello statunitense).
Da una ricerca pubblicata già nel marzo l983 dal "Journal of Clinical
Nutrition", riguardante studi fatti su fasce di popolazione intorno ai
65 anni, si evinceva che le donne consumatrici di proteine animali avevano una
perdita ossea del 35%, mentre le donne vegetariane solo del 7%. Inoltre nei
bambini allattati artificialmente con latte vaccino sono stati spesso riscontrati
sintomi di rachitismo
.... Verdura a foglia verde, frutta, frutti secchi, contengono abbastanza calcio
da poter soddisfare, se assunti correttamente, il fabbisogno umano giornaliero.
.... Ma chi è che non beve latte di mucca nel mondo? Il gruppo etnico
più numeroso è rappresentato dai cinesi (un miliardo di persone,
pari ad un quinto della popolazione mondiale), poi ci sono altre popolazioni
lattasi-deficienti (cioè sprovviste dell'enzima necessario a digerirlo)
: il 90% degli abitanti di Taiwan, degli indiani d'America e degli Esquimesi,
il 70% dei Neri d'America, il 20% almeno dei Finlandesi, degli Svedesi e degli
Svizzeri, e infine molti popoli africani, i quali negli anni passati si sono
visti sommergere dalle eccedenze di latte in polvere (spedito per "scopi
umanitari" dai paesi ricchi) che ha causato vere e proprie epidemie di
dissenteria. A questi vanno aggiunti tutti i lattanti su scala mondiale durante
l'allattamento al seno, i vegetaliani, i macrobiotici, gli aderenti alle varie
scuole igieniste, la maggior parte dei crudisti, i fruttariani e tutti quelli
allergici o ai quali semplicemente non piace.
... i latticini hanno effetti di accumulo su tutti gli organi ed in particolar
modo (essendo derivati dal latte, prodotto delle ghiandole mammarie) tendono
a concentrarsi maggiormente nel tessuto ghiandolare umano e negli organi della
riproduzione. E’ per questo che i più colpiti sono il seno, l'utero,
le ovaie, la prostata, la tiroide, le cavità nasali, l'ipofisi, la coclea
dell'orecchio e la zona cerebrale attorno al mesencefalo. Raffreddori da fieno
e problemi auditivi colpiscono molti consumatori di latte e latticini, mentre,
se l'accumulo avviene nei reni o nella, vescicola biliare, si possono formare
calcoli. Specie nei raffreddori allergici, cessare completamente il consumo
giornaliero di latte e derivati porta rapidi e notevoli benefici. Ma in particolare
le donne, ancor più degli uomini, dovrebbero ridurre drasticamente o,
meglio, eliminare completamente latte, formaggi, panna e burro, perché
tutti questi alimenti, per le ragioni suddette, favoriscono perdite vaginali,
cisti ovariche e al seno, fibromi, tumori alla mammella e all'utero.
Come dimostrato da una ricerca condotta dall’Università della Colombia
inglese, è l'estradiolo, ormone presente nel latte vaccino e che consente
ai vitelli una rapida crescita fisica, ad accelerare l'ingrandimento di noduli
e cisti. Studiando 1500 donne che presentavano noduli benigni al seno, tutte
grandi consumatrici di formaggi e altri derivati dal latte, si constatò
che, eliminando questi prodotti, l'85% di esse guarì completamente. ....
Sempre in tema, ci sembra utile citare "La dieta di guerra ha protetto
il seno", un articolo apparso sul supplemento del Messaggero dedicato alla
salute (suppl. n.7 del 13/ 02/93), in cui si riporta che, secondo un dato emerso
da uno studio condotto in Scozia dall'organizzazione di ricerca sul cancro "Cancer
Research Campaign", le donne nate durante la seconda guerra mondiale hanno
meno probabilità di ammalarsi di tumore al seno. Secondo questi ricercatori,
la minore incidenza del male che in Inghilterra è la principale causa
di mortalità delle donne tra i 35 e i 65 anni potrebbe essere il risultato
del regime povero di calorie e proteine animali, ma ricco di vitamine (frutta
e verdura), che le 45-50enni di oggi furono costrette a seguire dato il razionamento
di carne, zucchero e latticini. Non tutti i mali vengono per nuocere...
..... Il formaggio, specie se duro, salato e stagionato, è molto difficile
da eliminare. Rimane sotto forma di acidi grassi saturi nelle profondità
organiche, come la spina dorsale, il fegato, i reni (per non parlare delle arterie,
le cui pareti interne vengono rivestite da strati di colesterolo). Per eliminare
tutti i depositi inquinanti di latticini e formaggi ci vogliono anni alcuni
calcolano ne siano necessari almeno sette, ma tutto dipende dal metabolismo
individuale seguendo una dieta totalmente vegetariana. Meglio ancora adottare
un'alimentazione vegetariana crudista, a base di verdure e frutta fresca (da
coltivazioni biologiche, ovviamente), che accelera la depurazione. Particolarmente
preoccupante, inoltre, quanto emerse da uno studio condotto nel 1979 dalla prestigiosa
Università di Berkley in California, durante il quale si appuro che il
triptofano, un aminoacido presente nel latte vaccino e nei suoi derivati, stimola
abnormemente la ghiandola pituitaria accelerando l'invecchiamento del corpo.
Ringiovanimento e longevità, quindi, non fanno rima con latte. A proposito
di questo è bene ricordare che il latte è veramente controindicato
per gli anziani, giacché la massiccia percentuale di calcio in esso contenuto
(che, come abbiamo già detto, associato ad altre sostanze presenti nel
latte vaccino, viene difficilmente assorbito dal nostro organismo) si configura
nettamente come un fattore di fatica e di esasperazione funzionale della mucosa
vasale e cardiaca, diventando promotore di arteriosclerosi e di accidenti vascolari,
specie coronarici. Nei lipidi del latte di mucca vi è una quantità
eccessiva di acido miristico ed anch'esso può causare alterazioni delle
arterie ed arteriosclerosi. Ma un altro dato si rivela davvero inquietante riguardo
al prodotto che beviamo oggigiorno: negli odierni allevamenti industriali, dove
le mucche sono costrette ad una gestazione continua, esse vengono munte anche
quando sono incinte e il loro latte contiene trefoni, speciali sostanze eccito-formatrici,
in pratica ormoni della vita embrionale. Il latte vaccino oggi in commercio
è ricco di questi trefoni, per cui, al suo valore già in partenza
iperplastico (promotore cioè di un rapido accrescimento fisico), si aggiunge
la forza propulsiva di queste sostanze eccito-formatrici. Non è azzardato
dedurre che quest'impeto costruttivo abnorme (destinato a far crescere un embrione
di mucca e a farlo diventare un vitello) possa provocare moltiplicazioni improvvise,
disordinate ed incoercibili delle cellule somatiche nelle diverse zone del corpo
umano. In parole povere, riteniamo che il latte oggi in commercio è da
considerare, più che mai, potenzialmente cancerogeno. Ma, allora, perché
beviamo il latte? Prima di tutto, complice la classe medica degli ultimi cinquant'anni,
ci hanno fatto credere che fosse l'alimento "perfetto", addirittura
in grado di sostituire in tutto e per tutto il latte materno nelle prime fasi
di vita (!). Poi ci hanno anche detto che senza il latte di mucca saremmo diventati
tutti rachitici e pieni di carie, per mancanza di calcio....
A proposito di guadagni fatti senza scrupoli, è clamoroso il caso del
siero del latte (sottoprodotto di scarto della lavorazione dei formaggi). Di
colore verdognolo, dall'aspetto simile al pus e con un odore nauseabondo, alla
fine degli Anni Settanta, negli Stati Uniti, non fu più possibile scaricarlo
nel sistema fognario perché vennero approvate severe leggi che vietavano
questa pratica, in quanto il siero del latte è, da cento a duecento volte,
più inquinante dei liquami di fogna. Vietarono anche di scaricarlo nei
corsi d'acqua, per non privarli di ossigeno e quindi provocare la morte della
flora e della fauna. Allora le aziende casearie si inventarono di "scaricarlo"
negli alimenti industriali( minestre liofilizzate, cacao, impasti per dolci,
margarina, purea di patate, sughi, condimenti, alimenti per l'infanzia, pane,
ecc.) e da quel momento iniziarono a vendere "cibi spazzatura" e continuano
a farlo con grande successo, grazie alla pubblicità martellante
....Ci sembra poi, dal nostro ristretto punto di vista occidentale, che il mondo
e la civiltà si siano sempre basati sul latte di mucca. Non è
vero: è stato solo all'inizio del Neolitico (circa 10.000 anni fa), con
l'avvento dell'agricoltura e dell'allevamento di mammiferi erbivori, che venne
introdotto nell'alimentazione umana (in quantità assolutamente non paragonabili
a quelle odierne) il latte dei mammiferi non umani ed i suoi derivati. E infatti
nei reperti paleoantropologici si riscontrano carie solo a partire da questo
periodo.
IL LATTE E I LATTICINI DI MUCCA
(da www.disinformazione.it)
Premessa
Con l'avvento dei mangimi artificiali, antibiotici ed altre sostanze il latte
attuale ha perso i valori nutritivi di un tempo, ed è diventato un alimento
non salutare, così pure dicesi dei formaggi fatti con latte di mucca.
Quelli prodotti con latte di capra sono decisamente migliori.
Il latte e i formaggi che troviamo in commercio non sono di certo prodotti di
alto valore nutritivo. Per mezzo della pastorizzazione il latte cosiddetto fresco
vale ben poco, e il latte sterilizzato di lunga conservazione non ha nessun
valore nutritivo. Quello omogeneizzato, invece, è difficile da digerire
perché l'omogenizzazione rallenta la separazione dei grassi dal siero
ed il latte non riesce a cagliare.
A questo si aggiunga che una buona parte dei veleni (diserbanti, ecc) che si
trovano nell'alimentazione delle mucche finisce nel latte.
Come assumere il calcio necessario?
Per garantirsi sull'apporto giornaliero del Calcio è sufficiente utilizzare:
cereali, frutta fresca, noci e semi crudi, frutta secca e verdura. In caso di
necessità si potrà usufruire del decotto di equiseto fatto bollire
lentamente almeno 12 minuti.
Il latte: alimento antico o recente?
Il latte animale è la sostanza di base da cui derivano tutti i latticini.
Non si sa con precisione da quanto tempo venga usato come cibo dagli uomini,
ma una cosa è abbastanza chiara: il latte di capra e di altri animali
fu usato da popoli nomadi molto tempo prima di quello delle mucche domestiche.
Gli europei introdussero il latte di mucca negli Stati Uniti intorno al 1625;
poco dopo fu formata la prima mandria degli Stati Uniti per la produzione di
latte. L'attrattiva che il latte esercitò fu forte, soprattutto grazie
alla strenue propaganda di un gruppo entusiasta di uomini d'affari, che furono
i fondatori di una delle più grosse e influenti industrie alimentari
degli Stati Uniti, ed al supporto che diede loro il governo stesso nel promuovere
il latte come un cibo importante per l'alimentazione dell'uomo.
A partire dal 1830 la domanda costrinse i produttori a meccanizzare la produzione,
e a partire da allora praticamente tutto quello che poteva essere fatto al latte
fu fatto, irradiamento compreso. Con l'avvento della pastorizzazione, dell'omogeneizzazione
e dei mezzi di trasporto refrigerati, la disponibilità di latte crebbe,
e alla fine della Seconda guerra mondiale il latte era diventato il simbolo
del modo di mangiare ben congegnato e dieteticamente superiore, tipico di quell'"american
way of life" (tipo di vita americana) che negli anni successivi andrà
ad imporsi in tutto il mondo.
Il latte, cibo definito "puro e perfetto" a causa del suo alto contenuto
di calcio, di proteine e di profitto, sta venendo rapidamente smascherato come
qualcosa che non è affatto perfetto come siamo stati indotti a credere.
Infatti molti nutrizionisti e molti degli stessi consumatori, hanno iniziato
a ricredersi circa la sua importanza e persino sulla sua sicurezza come cibo
da usarsi tutti i giorni.
Ma, purtroppo, l'uso eccessivo che si è fatto del latte e dei suoi derivati
ha già provocato l'indebolimento del sistema immunitario di molti uomini,
della loro costituzione fisica e del loro carattere, e ci vorrà molto
tempo per cancellare le cicatrici che questi alimenti hanno lasciato su almeno
tre generazioni.
Come sono allevate le mucche da latte?
Il Professor Michael Brawford, biochimico specialista in problemi nutrizionali,
autore del libro The Driving Force osserva che nel corso del nostro secolo mentre
l'uomo è riuscito a progredire tecnologicamente, è anche tragicamente
regredito nel campo ecologico. Nel corso di cinquant'anni l'uomo si è
trovato intorno un ambiente che ha subito drastiche trasformazioni che hanno
provocato, di conseguenza, traumi che l'hanno messo in crisi.
L'incremento molto alto di grassi animali nell'alimentazione umana, che negli
Stati Uniti d'America ha provocato l'incremento dell'obesità del 30 per
cento sulla popolazione, ha notevolmente penalizzato l'assunzione di altre sostanze,
come ad esempio i cereali, che fungono da antiossidante che regola lo sviluppo
del cervello. L'obesità e altre malattie legate ad un'alimentazione tanto
sbilanciata, sono fra le cause principali della mortalità.
L'errore alimentare non solo mette a rischio la vitalità dell'uomo, ma
produce un decadimento mentale progressivo. Urge quindi al più presto
avviare serie campagne educative, ben più radicali e incisive di quelle
tutt'oggi esistenti.
Come vengono alimentate le mucche da latte?
La vita media all'aria aperta è di 20 anni, in allevamento (chiuse in
stalla) la vita media s'aggira intorno ai cinque o sei anni. Per produrre a
ritmi intensivi latte e vitelli, solo il 25% degli animali riesce a raggiungere
sette anni d'età.
La dieta naturale delle mucche è l'erba da pascolo, nell'allevamento
industriale si utilizzano: erbaggi, spazzatura, rifiuti non solidi tritati,
letame e feci animali, residui intestinali della macellazione di altri animali.
In sostanza si stravolge l'alimentazione di un animale erbivoro, inserendo sostanze
di origine carnea e organica che provocano conseguenze terribili.
Oltre alle conseguenze comuni dell'allevamento in batteria, dovute alla mancanza
di movimento e di ruminare, alle mastiti mammellari che rendono impossibile
l'allattamento dei vitelli, s'arriva a provocare conseguenze di estrema gravità,
che sono state indicate sotto il termine di una forma di pazzia. Il fenomeno
della "mucca pazza" ne è una tristissima realtà.
Il latte e i formaggi non hanno alto valore nutritivo
Il latte e i formaggi che troviamo in commercio non sono di certo prodotti di
alto valore nutritivo. Per mezzo della pastorizzazione il latte cosiddetto fresco
vale ben poco, e il latte sterilizzato di lunga conservazione non ha nessun
valore nutritivo.
Per essere assimilato il latte deve prima cagliare e, se è stato omogeneizzato
(trattamento che viene fatto solo al latte destinato al consumo diretto), non
può cagliare. L'omogeneizzazione rallenta infatti la separazione dei
grassi dal siero, in pratica limita che si formi "il fondo" dentro
i contenitori. Va notato che l'omogeneizzazione è solo un trattamento
meccanico che non altera le qualità nutrizionali del latte, ma lo rende
non idoneo alla caseificazione.
Una buona parte dei veleni (diserbanti, ecc) che si trovano nell'alimentazione
delle mucche finisce nel latte, e quest'ultimo diventa maggiormente tossico
all'inizio della primavera e quando le mucche sono malate (cosa assai frequente
per gli animali che vivono quasi sempre dentro le stalle).
Per legge della natura, il latte serve esclusivamente per nutrire i piccoli
della propria specie fino allo svezzamento. Così il latte di mucca è
un alimento completo, ma solo per il vitello fino allo svezzamento. La specie
umana dovrebbe prendere il latte solo dalla propria madre, normalmente fino
all'età di cinque anni circa.
Gli adulti che desiderano bere il latte dovrebbero andare a popparlo dal seno
della madre o dal seno di un'altra donna. Quanti adulti ci sono che se la sentono
di bere il latte in questo modo? Se gli uomini adulti non se la sentono affatto
di poppare il latte direttamente dal seno materno è semplicemente perchè
tutti gli animali adulti non devono più prendere il latte, e ancora meno
farne del formaggio.
Andando contro questa regola naturale non ci si guadagna niente in salute. L'energia
vitale del latte alla mungitura è di 6500 A° (Armostrong, N.d.R.),
dopo sei ore 6000 A°, dopo 48 ore dalla mungitura 2000 A°. I formaggi
fermentati non emettono quasi nessuna radiazione vitale, quelli non fermentati
hanno 7500 A° di radiazione, ma non essendo questi, cibi naturali, si possono
consumare solo raramente.
Trasmutazione del Calcio con cibi vegetali
Il nostro sangue deve contenere Sodio e Calcio in abbondanza perché,
secondo la mia esperienza un sangue sano contiene più Sodio e Calcio
di uno malato. Non ritengo giusto tuttavia raccomandare il latte per avere più
Calcio. Il Sodio e Calcio sono elementi provenienti soprattutto da cibi animali,
mentre Potassio e Magnesio sono elementi che derivano principalmente dai cibi
vegetali.
Secondo la teoria della trasmutazione di Kervran (?), questi quattro elementi
si possono trasmutare l'uno nell'altro. Il Calcio può essere prodotto
a partire dal Magnesio, presente nella clorofilla, per combinazione con l'ossigeno.
Perciò è possibile ottenere il Calcio a sufficienza mangiando
unicamente verdure: infatti le mucche e molti altri mammiferi che mangiano solo
erba hanno una struttura ossea molto sviluppata.
Un vitellino appena nato pesa intorno ai cinquanta chili, mentre dopo un mese
ne peserà circa una novantina ed a questo punto sarà in grado
di andarsene in giro da solo. Questa rapida crescita richiede un rapido sviluppo
della struttura del corpo ed in particolare delle ossa, in base alle richieste
del peso e del movimento dell'animale. Questa è la ragione per cui il
latte della vacca contiene una così grande quantità di calcio
tre o quattro volte di più del latte umano.
Il latte materno contiene fosforo. Questo elemento è molto importante
per la crescita e lo sviluppo del cervello. Il piccolo dell'uomo sviluppa dapprima
il cervello, mentre l'animale sviluppa prima la sua struttura ossea. Perciò
è giusto che il latte destinato ad un piccolo essere umano sia diverso
da quello per un grande animale. Nutrire con latte vaccino un neonato, senza
prima riflettere sull'ordine naturale delle cose, è troppo semplicistico.
La scienza presta attenzione alle calorie, alle vitamine, alle proteine, agli
zuccheri ecc., senza però conoscere esattamente in base a quale meccanismo
il latte di mucca crei le mucche e il latte umano faccia diventare esseri umani
i bambini. Quando la scienza raggiungerà una più completa comprensione
della differenza tra mucche ed esseri umani sicuramente proclamerà che
il latte di mucca non deve essere dato agli uomini. Il latte vaccino è
adatto ai vitelli.
IL CALCIO, UN PREZIOSO ELEMENTO
Il Calcio è necessario per la propagazione degli impulsi nervosi, la
salute delle ossa e denti e la regolazione del battito cardiaco.
Equilibra il sistema nervoso ed interviene nell'attività ritmica del
cuore. Evita: carie dentarie, crampi alle gambe, unghie fragili, irritabilità
e alcune forme di mal di testa. L'assimilazione di questo prezioso elemento
è controllato dalla ghiandole endocrine ed il corpo è capace di
ricavare tutto il Calcio che gli è necessario da una dieta sana e naturale.
Per garantirsi sull'apporto giornaliero del Calcio è perciò sufficiente
utilizzare: cereali, frutta fresca, noci e semi crudi, frutta secca, germe di
grano, avena, e verdure con foglie verdi. In caso di necessità si potrà
usufruire del decotto di equiseto fatto bollire lentamente almeno 12 minuti.
Attenzione: l'aceto, ed i sottaceti, sono pericolosi nemici del calcio e vanno
usati con molta cautela.
Alcune note di biochimica sul Calcio
Il Calcio è necessario per la propagazione degli impulsi nervosi, la
salute delle ossa e denti e la regolazione del battito cardiaco. In questi ultimi
anni, si è diffusa la credenza che sia necessario utilizzare latte e
formaggio per essere sicuri di averne sempre a disposizione. Questa è
un'idea piuttosto falsa come vedremo in questa breve trattato. Infatti, i mammiferi,
durante la loro infanzia, ricevono il calcio dal latte materno e, una volta
cresciuti, i carnivori lo ricevono dalle loro prede e gli erbivori dal regno
vegetale. Nessuno di loro lo prende dal latte!
Secondo la teoria della trasmutazione di Kervran, Sodio, Calcio, Potassio e
Magnesio si possono trasmutare l'uno nell'altro. In particolare la trasmutazione
del Silicio in Calcio è molto diffusa in natura anche nelle piante.
Su queste basi, diventa comprensibile l'effetto remineralizzante e ricalcificante
osseo, di alimenti ricchi di Silicio come il miglio e il frumento (65/68 per
cento) e ricchi di Magnesio come il grano saraceno. Non è un caso, infatti,
che da sempre in medicina popolare si usi l'equiseto (Equisetum arvensis detto
anche Coda cavallina) sotto forma di decotto, carbone vegetale o altre preparazioni
come ricalcificante nelle fratture ossee e cartilaginee, nell'osteoporosi, per
le unghie soggette a facili fratture, nelle carie, ecc.
Nella formazione di Calcio, il Magnesio non è certo meno importante del
Potassio e del Silicio. È questa trasmutazione (Magnesio + Ossigeno =
Calcio) che ci spiega ad esempio il meccanismo di formazione della corazza di
aragoste e granchi e della costituzione del corallo.
La mania di usare molti latticini, per non restare senza calcio, non è
pertanto fondata su verità. Diremo anzi che è pericolosa, visto
che recenti ricerche hanno dimostrato come l'osteoporosi ed il cancro al seno
siano più diffuse nei paesi dove vi è un maggior consumo di latte
e formaggio. Pertanto è preferibile ottenere il Calcio necessario mangiando
cibi che provengono dal regno vegetale; che ne danno conferma le mucche e molti
altri mammiferi che mangiano solo erba ed hanno una struttura ossea molto sviluppata.
In questi ultimi anni, si è diffusa la credenza che sia necessario utilizzare
latte e formaggio per essere sicuri di averne sempre a disposizione. Questa
è un'idea piuttosto falsa come vedremo in questa breve trattato, infatti,
durante l'infanzia i mammiferi ricevono il calcio dal latte materno e, una volta
cresciuti, i carnivori lo ricevono dalle loro prede e gli erbivori dal regno
vegetale se erbivori. Nessuno di loro lo prende dal latte!
Il calcio del latte è dannoso!
Il calcio è una pericolosa mania che è nata tra i medici e tra
la gente. Questa mania è cresciuta a tal punto che le industrie latteo?casearie
stanno prosperando. Osserviamo in che modo siamo presi in giro.
Nessuna specie al mondo si è mai preoccupata del calcio né della
mancanza di calcio. Durante l'infanzia, il calcio viene fornito dal latte materno;
dopo lo svezzamento i carnivori ricavano calcio dagli animali predati e gli
erbivori dal regno vegetale. Ma nessun animale lo riceve dai derivati del latte.
L'assimilazione di calcio nel corpo umano avviene solo quando è in rapporto
2:1 con il fosforo. Nessun latte animale ha questo rapporto, perciò nell'uomo
non avviene nessuna assimilazione di calcio (Dr. Frank Oski, pediatra, New York).
Da dove prende il calcio il vitello, i cui bisogni di tale minerale sono molto
più alti di quello dell'uomo?
Come può essere adatto all'uomo il calcio del latte di mucca che è
stato creato per il vitello? Vuol dire che qualsiasi cosa contenga calcio può
essere consumata dall'uomo anche se è una pianta velenosa, carne o latte?
Se il calcio serve allo sviluppo delle ossa e alla crescita fisica, perché
abbiamo bisogno di calcio anche quando la crescita è completa? Il bisogno
di calcio non si riduce dopo la maturità? Dove andrà questo eccesso
di calcio? Nessun dubbio, sarà depositato nei vari organi, arterie, articolazioni
o espulso, sovraccaricando così gli organi escretori in modo da esaurirli
o squilibrarli.
Il calcio è necessario per la propagazione degli impulsi nervosi, costituisce
un elemento necessario per tenere insieme le cellule nei tessuti del corpo;
contribuisce a mantenere regolare il battito cardiaco; è fondamentale
per la salute di ossa e denti. È naturale chiedersi come si fa ad avere
calcio a sufficienza se non si beve latte e non si mangiano latticini.
Come avere calcio senza latticini
Prima di tutto, serve solo una piccola quantità di calcio per far fronte
a tutte queste funzioni vitali. L'assimilazione del calcio nel corpo è
controllata dalle ghiandole endocrine e il corpo può ricavare tutto il
calcio di cui ha bisogno da una dieta sana e naturale.
La questione, in definitiva, non è su qual è il modo di aumentare
la quantità di calcio assunta, ma piuttosto cosa è che trattiene
o porta via il calcio. Il calcio si trova in tutti i cibi che crescono sulla
terra. Essi forniscono facilmente sufficienti quantità di calcio per
far fronte alle richieste sia dei bambini in fase di crescita che degli adulti.
Le piante assorbono il calcio dal terreno incorporano nella loro struttura.
Gli animali mangiano piante e assorbono il calcio. così che la mucca
si procura calcio.
È stato stabilito chiaramente che i vegetali a foglia verde sono una
fonte primaria di calcio utilizzabile nella nutrizione umana. In aggiunta, hanno
calcio a sufficienza tutte le noci e i semi crudi, i cereali e la frutta fresca,
la frutta secca e le verdure. Affermazioni del tipo "non possiamo soddisfare
il nostro bisogno di calcio con una dieta senza latticini" sono palesi
bugie, false, inqualificabili e menzogne estremiste. Ricorda che alcuni ricercatori
hanno dimostrato che la deficienza calcio non è presente tra persone
che adottano una dieta naturale.
Allergie alimentari
Le allergie alimentari sono causate principalmente da un ristagno nella funzione
intestinale, causato soprattutto dal consumo prolungato di latticini. Altri
cibi che contribuiscono a tale ristagno dell'intestino sono i farinacei, in
particolar modo quelli lievitati e cotti al forno, lo zucchero e i dolci, i
cibi grassi e oleosi, la frutta tropicale e i succhi da questa ricavati, gli
additivi chimici o le medicine, e il consumo abituale di insalate e altri cibi
crudi.
Allergie cutanee
In genere, le allergie cutanee sono causate dall'aver consumato per lungo tempo
quantità eccessive di latticini, di cibi grassi e oleosi, di zucchero,
di dolci, di farina e altri derivati dei cereali raffinati, di spezie, di medicine
e di additivi chimici: inoltre svolgono un importante ruolo anche cibi di origine
animale, come uova, pollame, pesce azzurro o a carni rosse.
Asma
Spesso l'asma può essere ricondotta ad un consumo eccessivo di latticini,
di cibi contenenti grassi e olio, zucchero, dolci e frutta tropicale. Il consumo
eccessivo di liquidi e bibite analcoliche, bevande fredde, latte e bevande a
base di latte e succhi di frutta sono spesso una causa determinante dell'asma.
Autoimmunità
In parole povere, l'autoimmunità è la capacità del corpo
di distinguere ciò che è suo da ciò che non lo è.
Quando il sistema immunitario si sbaglia nel fare tale distinzione, reagisce
contro una serie di costituenti del corpo, e tutte le funzioni immunitarie sono
compromesse.
La malattia autoimmune (tra cui sclerosi multipla, epatite, artrite reumatoide,
vari disturbi renali, ecc.) sta diventando sempre più frequente nei paesi
ricchi. Ma se questa malattia non viene compresa nelle sue cause, continuerà
a diffondersi e a interessare la vita di milioni di persone.
L'artrite, per esempio, nella quale è a volte coinvolta una reazione
autoimmunitaria, è assai spesso causata da cibi come frutta, succhi di
frutta (soprattutto di origine tropicale o semitropicale), spezie, eccitanti
ed erbe e bevande aromatiche, bibite analcoliche, zucchero, cioccolato, aceto
pomodori, melanzane e altre verdure di origine tropicale.
Altre forme di artrite sono dovute al consumo di cibi con carne, pollame, uova,
formaggi stagionati e altri cibi animali, e da grandi quantità di sale
e altri minerali. In entrambe le forme citate vi è il consumo eccessivo
e prolungato nel tempo latticini e zucchero raffinato. Il gelato e altri latticini
trattati dall'industria alimentare sono un'altra causa fondamentale di tutte
le forme di malattia autoimmune.
Raffreddore da fieno
Il raffreddore da fieno è il risultato di un consumo prolungato di latticini,
di cibi contenenti grassi e olio, di farinacei e di cereali raffinati insieme
a frutta e succhi di frutta, zucchero, dolci e frutta tropicale.
Latticini, cibo animale ed estetica
Seguono gli effetti di un'alimentazione a base di carne in genere (pesce, pollame,
salumi, insaccati, ecc.) e latticini:
- Capelli chiari, dritti e sottili.
- Peli più diffusi e spessi sul corpo e sul viso, anche nelle donne.
- Odore del corpo sgradevole.
- Capelli con doppie punte.
- Calvizie al centro della testa.
- Alopecia (diradamento generale dei capelli).
- Pelle secca e squamosa; unghie più dure e spesse.
- Colorito estremamente pallido; chiazze bianche sulla pelle (anche vitiligine).
- Rughe sul viso, soprattutto sulla fronte e fra le sopracciglia; "borse"
scure o violacee sotto gli occhi.
- Acne e foruncoli in genere.
- Cellulite (se localizzata nella parte alta del corpo, con un seno molto grande,
si consumano più latticini freschi, molli e zuccherati; se la cellulite
riguarda maggiormente la parte bassa del corpo, si fa più uso di formaggi
salati e stagionati); grasso superfluo.
Conclusione
Non vorremmo che queste informazioni spaventassero, vanno comunque tenute presenti
quando si considera la salute come una cosa preziosa. Noi suggeriamo di non
utilizzare il latte di nessun tipo e, qualora piacciano i formaggi, tener presente
che quelli di capra sono molto migliori.
Per garantirsi sull'apporto giornaliero del Calcio è sufficiente utilizzare:
frutta fresca, noci e semi crudi, frutta secca e verdura. In caso di necessità
si potrà usufruire del decotto di equiseto fatto bollire lentamente almeno
12 minuti.
fonte:
1. Da: S. Gagné, Energelics of food, Spiral sciences.
Citato in Latte e formaggio, rischi e alternative, p. 15.
2. La voce dei senza voce, primavera 1996, p. 33.
3. Come alimentarsi per acquistare salute,
Edizioni Miche Manca, via Pinetti, 91/4 - 16144 Genova.
4.. Antognetti, Latte e formaggio, rischi e allergie per adulti e bambini.
Macro/Edizioni, Cesena (FO).
5. Ibid.
6. Michio Kushi, Allergies, Japan publications.
Citato in Latte e formaggio, rischi e alternative, p. 21.
7. Latte e formaggio, rischi e alternative, p. 25,
Associazione per la protezione della salute, via Isei, 29/31, 47023 Cesena (FO).
8. Ibid., pp. 2-3.
Bibliografia.
- Comunicato Andromeda n. 4/1991,
Andromeda, via S. Allende 1, 40139 Bologna.
- P. Antognetti, Latte e formaggio, rischi e allergie per aduli e bambini.
Macro/Edizioni, Cesena (FO).
- A. Kushi, Dieta salute e bellezza.
Edizioni Mediterranee, Roma.