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VITAMINA E E DEMENZA NELL'ANZIANO
Vitamina E e demenza dell’anziano
A cura di Dr. Luca Avoledo
Pubblicato il 20/11/2006
Elevati livelli di Vitamina E nel sangue possono fornire una significativa protezione
contro i disturbi cognitivi.
Le demenze senili sono patologie in costante aumento, a causa dell’allungamento della vita media e del conseguente invecchiamento della popolazione. Si stima che in occidente circa il 6% della popolazione di età superiore ai 65 anni sia affetta da una forma di demenza e la malattia di Alzheimer sarebbe presente in un paziente su due oltre l’età di 85 anni.
Numerosi studi suggeriscono un possibile coinvolgimento del danno ossidativo
nella genesi della demenza senile. In uno studio condotto in Toscana nella zona
del Chianti è stata valutata la correlazione tra l’apporto alimentare
ed i livelli plasmatici di Vitamina E con il rischio di sviluppare una patologia
demenziale. Un gruppo di 1033 partecipanti, di 65 anni ed oltre, sono stati
sottoposti ad esami clinici e neuropsicologici, ad una valutazione dietetica
ed alla determinazione della concentrazione plasmatica di Vitamina E.
I partecipanti allo studio con concentrazioni plasmatiche di Vitamina E più
basse avevano una probabilità 4,5 volte maggiore di essere affetti da
una patologia demenziale e di circa 2 volte superiore di soffrire di problemi
cognitivi se confrontati con i soggetti con le concentrazioni più alte,
dopo un aggiustamento statistico per l’età, il sesso, la scolarità,
i livelli lipidemici, l’apporto calorico, l’assunzione di Vitamina
E ed il fumo.
Questo studio fornisce pertanto un supporto all’ipotesi che elevati livelli
di Vitamina E nel sangue possano fornire una significativa protezione contro
la demenza o i problemi cognitivi in persone in età avanzata.