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VITAMINE E SALI MINERALI
Eccoci di nuovo qui con il Sig. Alvaro, nostro CARISSIMO collaboratore, che ci porta altre informazioni utili per la NOSTRA SALUTE. Come sempre, CARISSIMO Alvaro, io la esorto a continuare così e la ringrazio per l'apporto di energia che sta dando a medicinetradizionali. Con AFFETTO
Dr. Babbolin Giovanni Ph.D., N.D
Integratori con vitamine e minerali. Prenderli
o lasciarli?
Sulla tematica degli integratori alimentari regna un certo caos. La raccomandazione
ufficiale è in genere che „una dieta sana e variata apporta tutte
le vitamine ed altre sostanze di cui il corpo umano ha bisogno , e quindi non
è necessario assumere integratori". In realtà invece, a mio
avviso non vi è assolutamente una risposta universale. E‘ necessario
innanzitutto distinguere il caso di chi è in buona salute e si pone la
domanda solo per restare sano, e chi invece soffre già di qualche malattia....
Chi sta bene dovrebbe, per continuare a star bene, assumere 5 manciate (della
propria mano) di 5 diversi tipi di frutta/verdura di 5 colori diversi, 5 volte
al giorno. Questa è la cosiddetta „rule of 5? (”regola dei
5? di cui parla la medicina ortomolecolare… e già molti si trovano
qui dinnanzi al primo ostacolo: solo il 3-5% della popolazione generale assume
queste quantità di frutta e verdura e in realtà le condizioni
della vita moderna (si mangia in fretta un panino correndo da un appuntamento
all‘altro) sono tali che seguire questa regola è molto difficile.
Come se questo non bastasse, c’è da prendere in considerazione
un ulteriore fattore poco rassicurante: il mercato agricolo moderno (classicamente
denominato „economy –based farming”, prevede che la terra
sia sfruttata al massimo, senza darle il tempo di rigenerarsi e senza ridarle
le sostanze necessarie (i fertilizzanti chimici non restituiscono certo al terreno
tutti i minerali e le altre sostanze di cui iessi avrebbero bisogno. Le quantità
di vitamine e minerali contenute nella frutta-verdura possono quindi al giorno
d‘oggi essere minime (potrebbero essere maggiori quelle di pesticidi!),
e purtroppo non tutti hanno la possibilità di nutrirsi con i prodotti
del proprio orto oppure di comprare prodotti provenienti da coltivazioni biologiche.
Anche se si è in buona salute è bene, per restarlo, assumere degli
integratori.
Generalmente però nell’ assunzione di vitamine viene commesso un
grave errore: vengono prese dosi troppo basse, corrispondenti in genere alla
“Recommended Daily Allowance (RDA- razioni giornaliere raccomandate) americana.
Come è nato il concetto delle RDA? Ai tempi della II guerra mondiale,
all’epoca in cui l’America stava per mandare i suoi s oldati in
Europa, scienziati americani studiarono e stabilirono la “Minimal Daily
Allowance” (MDA) di molte vit/minerali. Come implica il termine, si tratta
della quantità minima necessaria per far sì che non appaiano dei
sintomi di carenza in maschi giovani, sani e in condizioni ottimali. La MDA
è poi diventata RDA e le dosi sono rimaste tali e quali. Dai tempi della
II guerra mondiale i terreni si sono ulteriormente impoveriti e le abitudini
alimentari sono peggiorate. Inoltre le dosi raccomandate sono quelle necessarie
per evitare sintomi da carenza, e non certo quelle per restare in condizioni
di salute ottimali, in particolare per chi è in fase di crescita o fa
una vita malsana.
La raccomandazione che vorrei rivolgere a chi vuole restare in buona salute
non è tuttavia quella di ingurgitare scatole di vitamine in alte dosi,
ma piuttosto di assumere integratori a base di sostanze alimentari che sono
per natura molto ricche di vitamine, minerali ed altre sostanze magari non ancora
conosciute. Per fare un esempio: la vitamina E farmaceutica contiene in genere
solo alfa tocoferolo, mentre si sta ora scoprendo che gli effetti benefici di
questa vitamina sono prodotti anche dal tocoferolo beta e gamma e dal gruppo
dei tocotrienali, tutti presenti nella vitamina E contenuta in sostanze naturali
ma non in quella contenuta in preparati farmaceutici. Questi cibi naturali ricchissimi
di vitamine minerali ed enzimi (il discorso che riguarda gli enzimi è
così importante che lo tratterò in un futuro intervento a parte)
che per fortuna ancora esistono: mi riferisco alla spirulina, alghe blu-verdi,
polline, pappa reale ed altre.
Un’altra raccomandazione importante è tuttavia quella di accertare,
anche se si è in buona salute, se si soffre di qualche carenza di vitamine/minerali,
avvalendosi a questo scopo delle possibilità offerte dalla tecnologia
diagnostica moderna.
Molto diverso è invece il discorso per chi soffre di qualche malattia,
prende certe medicine o ha determinati profili genetici (vi sono ad es. delle
particolarità genetiche che rendono difficile assimilare vitamine del
gruppo B, altre, come la criptopirroluria, che portano ad un grossa carenza
di Vitamina B6 e Zinco, che è quindi necessario assumere in quantità
molto maggiori di quelle assimilabili con i cibi). Quando già si soffre
di qualche squilibrio/malattia, non basta ovviamente seguire una dieta “equilibrata”;
occorre invece creare uno “squilibrio” benefico in senso inverso
a quello della malattia (ad es. con dosi molto elevate, non raccomandabili a
persone sane, di singole, determinate vitamine o minerali).
E’ in realtà la stessa FDA (organo americano di controllo di cibi
e medicine) che ha stabilito che soggetti ammalati, anziani o che assumono farmaci
hanno bisogno di dosi maggiori di vitamine/minerali. Vi sono ad es. donne che
assumono la pillola anti-concezionale per anni senza rendersi conto che stanno
assumendo un “farmaco” che riduce molto la loro capacità
di assimilare le vitamine del gruppo B. Pochi sanno che quando prendono un’aspirina
eliminano molta vitamina C, ecc.ecc. In questi casi, anche quando si decide
di assumere vitamine, per averlo letto su qualche rivista, o perché il
medico, al quale si è chiesto consiglio, ha detto, pur con aria scettica,
di “prendere pure le vitamine, tanto non faranno male” (lasciando
intendere che secondo lui non faranno nemmeno bene!), si commette in genere
l’errore di assumerle in dosaggi troppo bassi. Spesso le dosi di vitamine
prescritte corrispondono all’incirca a 1 mg di una statina o a 5 mg. di
aspirina…. Dosaggi che non servono a nulla e farebbero ridere un qualsiasi
medico ortomolecolare, me compresa. L’altro problema è che spesso
vengono prescritte vit/min in forme inattive o scarsamente assimilabili (ved.
ad es. quanto detto prima sulla vit.E, che in alcuni studi è risultata
poco efficace proprio perché la forma somministrata non era quella naturale
e completa.)
Concludo con una raccomandazione importante: in questa tematica molti ritengono
di poter sperimentare da soli, in base a qualche articolo letto, pensando che
le vitamine “tanto non possono far male”! Nulla di più sbagliato.
A parte il fatto che, se non assunte a regola d’arte, non fanno nemmeno
bene, e già questo sarebbe peccato, occorre mettere in rilievo che, nei
dosaggi elevati necessari per ottenere un effetto medico nel gruppo di persone
di cui sto parlando, le vitamine/minerali assunte in modo inappropriato possono
far male ed aggravare la situazione. Per fare solo alcuni esempi: dosi elevate
di vitamina E possono aumentare l’effetto di farmaci anticoagulanti; il
folato (forma di vit. B) può interagire con il metotrexato (farmaco impiegato
come immunosoppressore o nella chemio terapia).Dosi molto elevate di Vitamina
C, raccomandabili per certe malattie, portano a perdite di determinate vitamine
B che andrebbero quindi somministrate contemporaneamente, e così via.
In questo gruppo di persone quindi la prescrizione di vitamine/minerali deve
costituire una terapia mirata: il nostro corpo è costituito da milioni
e milioni di cellule. All’interno delle cellule e tra queste cellule,
si stima che avvengano milioni di reazioni biochimiche tra varie sostanze ed
elementi; questo per far sì che venga mantenuta l’omeostasi fisiologica.
Ogni vitamina e minerale ha un ruolo ben definito nelle varie reazioni ed interazioni
biochimiche; si tratta quindi di sostanze che svolgono un ruolo fondamentale,
letteralmente “vitale” e che devono quindi essere prescritte da
un medico esperto in questa tematica, a seguito degli accertamenti diagnostici
del caso.
Integratori alimentari. Quali e quanti? Come
accertarlo?
Abbiamo tutti delle necessità biochimiche uniche: alcuni possono avere
necessità di supplementi nutrizionali in quantità maggiore di
altri. Alcuni possono avere una mancanza ad esempio di CoQ 10 mentre altri possono
avere una maggiore esigenza di vitamina B1, e finora era molto difficile accertare
le esigenze specifiche di integratori alimentari per ognuno. Ora tuttavia, grazie
al progresso tecnologico, vi è finalmente un test che consente di testare
la biochimica individuale allo scopo di determinare le esigenze specifiche di
determinati integratori per ognuno.
Se a questo test si unisce quello di nutrigenomica,
che consente di stabilire quali siano i cibi quotidiani più adatti per
la costituzione genetica di ognuno, allora credo veramente che si sia fatto
un grosso passo avanti per la prevenzione ed il mantenimento della salute. Senza
questi due test non potrei svolgere in modo ottimale il mio lavoro in quello
che mi sembra uno dei settori più importanti per la prevenzione e la
cura delle malattie: la medicina ortomolecolare. Dovrei infatti, nel prescrivere
determinati integratori, basarmi solo sull’esperienza, (mia e soprattutto
di scienziati e medici del livello del premio Nobel L. Pauling) senza tuttavia
avere a disposizione sistemi diagnostici precisi in grado di confermare o meno
le mie deduzioni.
Spesso nei miei interventi ho menzionato il fatto che è necessaria all’organismo
una quantità sufficiente di una determinata vitamina o di altre sostanze
(Coenzima Q10, acido alfa-lipoico, carnitina, vitamine varie ecc.) Tuttavia,
accertare se l’organismo sia carente di determinate sostanze è
più facile da dire che da fare e si procede in genere in base a criteri
generali e all’esperienza. Ci possono essere, nelle varie persone, dei
difetti nell’attività enzimatica, più o meno pronunciati,
che rendono impossibile ottenere, anche con un’ alimentazione sana e variata,
quantità sufficienti di determinate sostanze, che è pertanto opportuno
supplementare con integratori alimentari. Si riesce in questo modo ad evitare
future malattie.
Ho cercato a lungo in passato dei test diagnostici affidabili per questo scopo,
e solo recentemente sono riuscita a trovarli . .
Mi riferisco ora in particolare ad un test, che ho da poco scoperto, modo semplice
e poco costoso. Si chiama “test degli acidi organici” e per ora,
che io sappia, viene effettuato solo in America, ma basta inserire in una busta
un bastoncino che è stato prima immerso nell’urina e inviarlo,
e dopo poco tempo dall’America arriva il risultato, che finora mi ha dato
delle risposte in merito a problemi di vari pazienti che non ero riuscita a
chiarire con altri test e mi ha consentito di consigliare le qualità
ottimali di integratori (vitamine, aminoacidi ed altre sostanze) in base alla
costituzione individuale di ognuno.
Come funziona questo test? Gli acidi organici, chiamati anche acidi carbossilici,
comprendono dei composti basilari per il funzionamento di molte vie biochimiche,
e consentono di accertare il buon funzionamento del ciclo di Krebs (con il quale
è prodotta l’energia nelle cellule.) Il ciclo di Krebs comprende
nove acidi organici ed è il processo metabolico essenziale per tutte
le fonti d’energia provenienti dal cibo, (carboidrati, proteine e grassi)
. Un cattivo funzionamento del metabolismo degli acidi organici può indicare
che mancano determinate sostanze nutritive, oppure che queste non sono utilizzate
in modo adeguato
Alcuni scompensi metabolici già ben noti comprendono l’aciduria
metilmalonica o l’anemia collegata alla vitamina B6, per citare solo alcuni
problemi che rispondono favorevolmente a dosi farmacologiche di vitamine.
Alcuni esempi di cosa si possa accertare con questo test: 1) l’acido metilmalonico
è noto come indicatore di una carenza di vitamina B12. La sua presenza
nell’urina indica l’esistenza di problemi nel passaggio della vitamina
B12 dall’intestino ai tessuti, in cui si verifica una carenza di questa
vitamina, carenza superabile con la sua somministrazione in dosaggi superiori
a quelli che è possibile assumere con i cibi. La presenza nell’urina
di citrato in eccesso può indicare una carenza di aminoacidi o l’esistenza
di problemi nel metabolismo delle proteine. La presenza di succinato può
indicare l’esigenza di maggiori quantità di aminoacidi a catena
ramificata. L’eccesso di fumarato indica una carenza di coenzima Q10.
L’eccesso di malato indica un’esigenza di maggiori quantità
di vitamina B3 e di coenzima Q10. 3) Processi di disintossicazione: livelli
elevati di para-idrossifenilacetato possono indicare una presenza, nel tratto
gastrointestinale, di batteri come Giardia, C.difficile, Proteus vulgaris o
altre infezioni intestinali. La presenza di benzoato in eccesso e di carenza
di ippurato indica la presenza di difetti nella II fase del processo di disintossicazione
da parte del fegato.
Come viene effettuato il test? Con un perfezionamento del sistema di Gas Chromatograpy/Mass
Spectro-metry (GC/MS),nota da tempo per la possibilità che offre di quantificare
in modo accurato e preciso una miriade di sostanze , e di comprendere meglio
numerosi processi patologici. Così ad es. ha consentito di accertare
che in caso di diabete non vi è solo un difetto nel metabolismo del glucosio
ma anche in quello degli aminoacidi e degli acidi grassi.
Se dovessi dire quali sono i test diagnostici che finora ho trovato più
utili per accertare le cause di malanni per i quali i test della medicina classica,
risultanti tutti normali, non consentivano di accertare le cause, citerei senz’altro
questo test, insieme a quello sui polimorfismi genetici, la criptopirroluria
e alcuni altri di cui ho parlato in precedenti interventi.
Dott.ssa Fiamma Ferraro
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