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Edward Bach nacque a Mosley,
un piccolo villaggio del Galles, nei pressi di Birmingham,
il 24 settembre del 1886. Suo padre gestiva una fonderia
di ottone. Era un bambino dalla costituzione piuttosto debole,
con una grande passione per il sapere e una profonda compassione
per il prossimo. Trascorse la sua giovinezza a stretto contatto
con la natura, preferendola talvolta alla compagnia degli
stessi coetanei.
Dal 1903 al 1906 Bach lavorò nella fonderia del padre
come apprendista, dove ebbe modo di osservare le diverse
malattie degli operai della fabbrica, che non potevano permettersi
un'assistenza medica, e i conflitti dell'anima che ne derivavano.
Il desiderio di poter fare qualcosa di utile per gli altri
lo faceva sognare una medicina a misura d'uomo, basata su
rimedi semplici e alla portata di tutti. Tuttavia per un
certo periodo fu molto combattuto se indirizzarsi verso
la teologia o la medicina.
Tra il 1906 e il 1912 Bach studiò a Birmingham e
Londra. La sua carriera di medico cominciò in modo
canonico e si concluse con la laurea in medicina conseguita
a Londra nel 1912. Fu dapprima direttore del pronto soccorso
dell'University College Hospital, per poi diventare assistente
nel reparto di batteriologia e immunologia. In quegli anni
ebbe modo di individuare la relazione tra la presenza nell'intestino
umano di specifici ceppi batterici e la comparsa di malattie
croniche. Riuscì quindi a ricavare da ogni ceppo
un vaccino.
Lavorando in ospedale si rese conto di come la medicina
tradizionale considerasse i pazienti più come portatori
di dolori e malattie da debellare che come esseri umani
bisognosi di cure. Per questo motivo, seguendo la sua vocazione
per la ricerca della causa primaria generatrice della malattia,
lasciò il lavoro ospedaliero per dedicarsi all'immunologia.
Nel 1917, a trent'anni, mentre la sua carriera decolla,
gli viene diagnosticato un tumore alla milza con metastasi.
Le conclusioni dei suoi colleghi sono gravi: tre mesi di
vita! Bach riesce a reagire e si dedica anima e corpo alla
ricerca, desideroso di lasciare qualcosa di utile all'umanità.
Questa attitudine produce il "miracolo della guarigione".
Passano i tre mesi e non solo lui era ancora vivo, ma l'esperienza
della malattia l'aveva reso più tenace nel perseguimento
del suo intento. Più tardi, forse grazie anche a
questa esperienza, arriverà alla conclusione che
"non vi è vera guarigione senza la pace dell'anima
e la gioia interiore".
Sosterrà da quel momento che la malattia nasce dal
conflitto che può scatenarsi quando la personalità
non vive in armonia con il proprio essere (anima) e genera
uno squilibro nel campo energetico dell’individuo,
da interpretarsi come un campanello d’allarme che
segnala la necessità d’intervenire per riportare
il sistema all'equilibrio, evitando che si arrivi al collasso
del sistema organico-emozionale.
Tra il 1918 e il 1922 lavora all'Homeopathic Hospital di
Londra, dove viene a conoscenza dell'"Organon",
l'imponente opera fondamentale di Samuel Hahnemann, studia
l'omeopatia e si sente vicino al suo fondatore, poiché
entrambi sono desiderosi di prendersi cura del paziente
piuttosto che della malattia. Anche Hahnemann, come Bach,
mette in relazione le malattie croniche con l'intossicazione
intestinale, curandole non con batteri (come faceva Bach
a quel tempo) ma con sostanze vegetali, minerali o animali
ad alte diluizioni.
Studiando la relazione esistente tra le malattie croniche
e l'atteggiamento nei confronti della vita, Bach divide
i batteri che causano le malattie in sette gruppi ai quali
collega determinate caratteristiche personali. Inizialmente
suppone che ogni malattia produca un certo stato d'animo,
ma poi arriva alla conclusione opposta, e cioè che
un certo stato d'animo produce un determinato tipo di malattia.
Arriva a sostenere che non sia necessario preoccuparsi della
manifestazione patologica in quanto tale di una malattia,
bensì dell'alterazione primigenia, psicologica, emozionale
che, in un più o meno breve lasso di tempo, avrebbe
dato luogo alla malattia (n.d.r. ecco perché, per
fare un esempio, un infarto del miocardio o un'ulcera duodenale,
possono essere affrontati con la medesima composizione terapeutica
floreale purché la causa della malattia sia la stessa,
ad esempio uno shock affettivo recente. Parimenti, due pazienti,
entrambi affetti da infarto del miocardio, possono richiedere
anche una terapia differente, purché differente sia
il momento eziologico, ad esempio un grave stato ansioso
piuttosto che una paura improvvisa). Bach cerca di applicare
quanto appreso alle sue scoperte precedenti e, interpretando
i suoi lavori di ricerca batteriologica in chiave omeopatica,
introduce 7 nuovi importanti nosodi, vaccini da utilizzare
per via orale, con i quali ottiene molti successi. In sostanza,
classifica i numerosi batteri intestinali in gruppi, a seconda
della loro azione fermentativa; ricava cosi sette gruppi
di nosodi conosciuti come "i nosodi di Bach":
Bacterius proteus
Bacterius dysentery
Bacterius Morgan
Bacterius Faekals alkalagenes
Bacterius Coli mutabile
Bacterius Gaertner
Bacterius Nº 7
La sua popolarità
aumenta e, mentre continua gli studi, i suoi nosodi spopolano.
Da buon ricercatore, comunque, continua a sperimentare e
scopre che anche questi hanno dei limiti. Nella ricerca
di una valida alternativa ai batteri, si accorge dell'energia
curatrice di alcune piante ed erbe.
Tra il 1920 e il 1928 Bach apre un laboratorio a Crescent
Park, uno studio in Harley Street e un consultorio per gli
indigenti a Nottingham Palace. Sono gli anni in cui, grazie
alla collaborazione con diversi omeopati, si presenta finalmente
al pubblico con numerose pubblicazioni. Ma il suo desiderio
maggiore è quello di continuare a scoprire sempre
nuovi rimedi puri. Individua diverse piante la cui frequenza
vibrazionale è simile a quella dei nosodi, che però
non rispettano il principio della polarità. Le piante
trattate omeopaticamente hanno infatti una polarità
positiva, mentre la polarità dei nosodi attivi derivati
dall'intestino è negativa. Egli cerca di neutralizzarne
la polarità attraverso un trattamento di potenziamento.
Sempre in questi anni, Bach elabora anche la cosiddetta
"sintomatologia dell'animo" del paziente, basata
sulla corrispondenza tra ogni gruppo di batteri e precise
tipologie caratteriali e psicologiche.
Per approfondire e verificare questa sua intuizione, nel
1930, quando ormai ha raggiunto l'apice della carriera medica,
Bach decide spontaneamente di chiudere lo studio londinese
e di vendere il laboratorio. Torna nel Galles e, passeggiando
per le campagne, raccoglie i primi due rimedi floreali,
Mimulus e Impatiens, sperimentandoli sotto forma di nosodi.
Si rende subito conto che questi rimedi funzionano solo
su alcuni soggetti: Mimulus su soggetti timidi, silenziosi,
con paure concrete e definite, Impatiens su soggetti veloci,
solitari e impazienti (in entrambi i casi, si può
osservare la similitudine tra persona e pianta). Dati i
risultati eccezionali, decide di dedicarsi completamente
alla ricerca, allo studio e alla sperimentazione dei fiori.
Si stabilisce definitivamente nel Galles, abbandonando fama
e successo e suscitando critiche e derisioni nei suoi colleghi,
che non comprendono l'abbandono del certo per l'incerto.
Lavora passeggiando nelle campagne e nei boschi, in compagnia
della sua assistente Nora Weeks, "ascoltando"
l'energia dei fiori in cui s'imbatte, per comprendere a
quali soggetti corrispondano e a quali squilibri siano abbinati.
Questa volta, per la sua ricerca, non utilizza più
gli strumenti tradizionali (microscopio, esami di laboratorio,
eccetera), ma se stesso, il proprio intuito e la propria
sensibilità. Elabora, inoltre, il metodo di preparazione
detto "del sole", che permette di risolvere la
questione della polarità. Bach riuscì a percepire
le capacità vibratorie dei fiori, notando una maggior
energia nelle piante cresciute al sole rispetto a quelle
cresciute in zone ombrose; notò inoltre che la rugiada
contenuta nei fiori aveva le stesse proprietà vibrazionali
del fiore stesso. Bach iniziò così a preparare
i suoi rimedi con l'aiuto dei quattro elementi:
· TERRA e ARIA per
portare la pianta a maturazione;
· SOLE per liberare
le virtù guaritrici dall'involucro vegetale;
· ACQUA per trattenere
le vibrazioni e trasmetterle al paziente.
I nuovi rimedi floreali
sono sperimentati dai suoi vecchi colleghi, che lo incoraggiano
a proseguire nel lavoro di ricerca, e naturalmente dallo
stesso Bach, il quale, durante il periodo invernale, tratta
gratuitamente alcuni pazienti. Insorgono, tuttavia, parecchie
difficoltà e, a ogni sua scoperta, l'ordine dei medici
lo minaccia di espulsione; esasperato, rinuncia all'iscrizione
all'ordine e al titolo di medico, sostenendo che preferisce
essere chiamato "guaritore". Regala a due grandi
farmacie londinesi le tinture madri, purché si impegnino
ad offrire i rimedi al pubblico a prezzi stracciati.
Nel 1932 completa lo studio di dodici fiori che corrispondono
ai dodici stati d'animo da lui isolati, che chiama "I
dodici guaritori": Mimulus, Impatiens, Centaury, Clematis,
Rock Rose, Gentian, Chicory, Vervain, Water Violet, Agrimony,
Cerato, Scleranthus.
Dal 1932 al 1935 scopre gli altri ventisei rimedi, completando
quindi il suo lavoro. Convinto di aver ultimato il suo sistema
e di aver così concluso l'opera, decide di tenere
una serie di conferenze per permettere a un pubblico un
po' più vasto di venire a conoscenza della nuova
terapia e delle sue scoperte. La sera del suo cinquantesimo
compleanno, a Wallingford, egli tiene la sua prima conferenza.
Il 27 novembre 1936 la sua anima lo lascia durante il sonno:
muore per ischemia cardiaca, dopo essere sopravvissuto per
19 anni al cancro.
*********
"La malattia non è un crudeltà e nemmeno
un castigo, ma unicamente un correttivo: lo strumento di
cui si serve la nostra Anima (l'Io Superiore) per indicarci
i nostri errori, per impedirci di commetterne altri, combinando
così nuovi guai, e per riportarci sulla via della
Verità e della Luce, dalla quale non avremmo mai
dovuto allontanarci" (E. Bach).
Secondo la visione di Bach, una vera terapia deve sciogliere
quei nodi e quelle barriere mentali che ingabbiano lo spirito
in errati (e dolorosi) atteggiamenti, per espandere, quindi,
la sua capacità di vedere e comprendere la realtà
delle cose, i propri bisogni e i propri scopi reali. Una
vera terapia deve tendere a liberare l'uomo dall'errore
di valutazione in cui si sia impantanato e dall'illusione
di sentirsi solo in un mondo ostile. Non c'è vera
guarigione senza una modificazione profonda dell'animo del
sofferente, senza una sua crescita interiore, senza un rinnovamento
del suo modo di vedere e di sentire: solo in seguito a queste
trasformazioni i sintomi diventano inutili e la malattia
scompare.
Suggerimenti di guarigione (Edward Bach)
Non colpevolizzare l'errore.
* Non sopprimere il difetto e non lottare contro di esso
ma coltivare la virtù opposta, che è la stessa
energia purificata e sublimata. Non sopprimere il difetto
e non lottare contro di esso ma coltivare la virtù
opposta, che è la stessa energia purificata e sublimata.
Sviluppare amore per l'umanità.
* Provare compassione e simpatia per ogni simile: l'Amore
è il grande Guaritore che ogni uomo può attivare
nelle profondità del suo Cuore, di cui il Cristo
è il massimo Archetipo.
Scegliere la libertà.
* Scegliere la via che conduce a seguire i dettami della
propria Anima e la strada del proprio destino, imparando
a non temere nessuno e ad impedire agli altri di distoglierci
e di ostacolare la nostra evoluzione.
Coltivare la più grande umiltà.
* Riflettere che anche la personalità più
potente è niente in se stessa, ed è incapace
di resistere alla potenza delle tenebre senza l'assistenza
della Luce dell'Anima.
Non arretrare di fronte all'esperienza.
* Non perdere occasioni per mancanza di decisione e di volontà,
o per preconcetti mentali che ostacolano l'acquisizione
e la rivelazione di una più ampia Verità.
IL PENSIERO DI BACH
Per il Dr. Bach le malattie
"sono le manifestazioni fisiche di uno stato mentale
negativo", tanto che, ad esempio, (come peraltro recentissimi
studi di psico - neuro - immunologia stanno via via confermando)
ansia, preoccupazioni, impazienza... indeboliscono a tal
punto la vitalità individuale che il corpo perde
le sue difese naturali divenendo vulnerabili alle infezioni
ed ad altri stati di malattia. Dedicatosi negli ultimi anni
di vita quasi interamente alla ricerca di un metodo di cura
proveniente dal regno naturale finalizzato ad armonizzare
"l’atteggiamento mentale" dei malati, elaborò
e praticò quella che poi venne chiamata la "floriterapia
del Dr. Bach". Questa tutt’oggi viene studiata
e praticata da molti medici nel mondo, soprattutto in Inghilterra
dove persino Charles K. Elliott, medico di corte della regina
Elisabetta II, ne è entusiasta fautore.
"Non si dovrebbe intraprendere
la cura di una parte senza tener conto del tutto. Non dovrebbe
venir fatto alcun tentativo di curare il corpo disgiunto
dall'anima, e, per ottenere la salute della testa e del
corpo, è necessario cominciare curando la mente...
Perché è questo il grande errore dei nostri
giorni nella cura del corpo umano, che i medici per primi
fanno separando l'anima dal corpo". Platone (427-347
a.C.)
C'è un fattore che
la scienza non è in grado di spiegare sul piano fisico,
ed il perché alcune persone vengono colpite da determinate
malattie mentre altre ne restano immuni, nonostante la possibilità
di contagio sia assolutamente la stessa. Il materialismo
dimentica che esiste un fattore al di là del piano
fisico, che nel normale corso della vita protegge o rende
suscettibili gli individui nei riguardi della malattia,
di qualunque natura esse possano essere.
Ciò che chiamiamo
malattia è lo stadio terminale di un disordine molto
più profondo, e per assicurare un successo completo
alla cura è evidente che non si può trattare
la conseguenza senza risalire alla causa fondamentale per
eliminarla.
Vi è un errore primario che si può commettere,
ed è l'azione contro l'Unità e ha origine
nell’egoismo. Si può allo stesso modo dire
che non vi è che una sola afflizione: la malattia.
E come l'azione contro l'Unitá può essere
di diversi tipi, la malattia, risultato di quest'azione,
puó dividersi in gruppi principali corrispondenti
alla loro causa. La natura stessa della malattia servirà
da utile guida per scoprire in quale modo si è infranto
la legge Divina d'Amore e d'Unità.
La malattia non è
una crudeltà in sé, né una punizione,
ma solo ed esclusivamente un correttivo, uno strumento di
cui la nostra anima si serve per indicarci i nostri errori,
per trattenerci da sbagli più gravi, per impedirci
di suscitare maggiori ombre, per ricondurci sulla via della
verità e della luce, dalla quale non avremmo mai
dovuto scostarci.
Il corpo rifletterà
la vera causa della malattia, per esempio indecisione, paura,
dubbio, in disturbi delle funzioni e dei tessuti, e tenderà
a localizzarsi in una parte ben definita dell'organismo,
in perfetta armonia con la legge di causa ed effetto e ciò
è un elemento di valido aiuto, nella ricerca del
difetto che ne è alla base. Se soffri di rigidità
ad una articolazione o ad una delle membra puoi star certo
che anche nel tuo modo di pensare c'è rigidità,
che ti aggrappi rigidamente a qualche idea che non dovresti
alimentare (così come l'orgoglio che è arroganza
e rigidità d'animo può dar luogo a quelle
malattie caratterizzate da rigidità e tensione del
corpo). Se soffri di asma significa che in qualche modo
sottrai l'aria ad un'altra persona, oppure, mancando di
coraggio per fare la cosa giusta, soffochi te stesso. Il
cuore, fonte di vita e quindi di amore, è colpito
specialmente quando non si sviluppa o si applica male l'amore
verso l'umanità. Un'affezione alla mano denomina
una mancanza d'attività o una attività svolta
male. Una qualche affezione a carico del cervello, centro
del controllo, indica una mancanza di dominio sulla propria
personalità. L'ignoranza e la mancanza di saggezza,
oltre alle difficoltà che arrecano nella vita quotidiana
hanno come naturale conseguenza la miopia, l'indebolimento
della vista e dell'udito, se ci ostiniamo a non vedere la
verità quando ce ne viene offerta l'occasione. L'odio
genera solitudine, collera violenta, crisi nervosa, isterismo.
Siamo tutti d'accordo nel riconoscere le conseguenze che
sul corpo hanno un eccesso di collera, uno shock provocato
da cattive notizie improvvise. Se dei fatti banali sono
in grado di ripercuotersi sul corpo, un conflitto prolungato
tra anima e corpo deve necessariamente radicarsi e affliggere
in maniera più grave.
La salute dipende dall'essere in armonia
con la nostra anima.
Le nostre anime sono perfette essendo
figlie del Creatore, e tutto quello che ci dicono di fare
è per il nostro bene.
Se seguiamo i nostri veri istinti,
desideri, pensieri, aneliti, non conosceremo altro che gioia
e salute.
E' il permettere l'interferenza di
altre persone che impedisce di ascoltare i dettami della
nostra anima, e che porta disarmonia.
Tutto quello che dobbiamo fare è
conservare la nostra personalità, vivere la nostra
vera vita, essere capitano della vera nave. E tutto andrà
bene.
Una volta compresa la nostra divinità
il resto è facile.
La semplicità è la chiave
di questo sistema di guarigione.
Per guadagnare la libertà,
dare la libertà.
Voi soffrite a causa vostra.
Ricerchino in se stessi la vera causa
della loro malattia e possano così contribuire alla
propria guarigione.
Essere se stessi, una chiave di apertura
a orizzonti più ampi.
Le reali malattie primarie dell'uomo
sono certi difetti quali l'orgoglio, la crudeltà,
l'odio, l'egoismo, l’ignoranza, l'instabilità,
l'aviditá e ciascuno di essi, se ben esaminato, si
rivela contrario all’Unità.
Bach afferma che tutte le essenze
di fiori entrano direttamente in contatto con l'io Superiore
della persona e quindi diventano attive nel nostro intero
essere, in tutte le parti dell'aura. Poiché i livelli
di questa non seguono le leggi spazio-temporali del corpo
fisico, una malattia in formazione può guarire giá
prima che sia conclamata a livello organico.
Non occorre alcuna conoscenza scientifica
per poter usare i concentrati di fiori. Chi voglia ricavare
il massimo vantaggio da questo dono di Dio deve mantenerli
nella loro originale purezza, immuni da ogni teoria e considerazione
scientifica, perché nella natura tutto è semplice.
Ognuno di noi è un guaritore
perché ognuno di noi sente nel cuore amore per qualcosa,
per i nostri simili, per gli animali, per la natura o per
la bellezza in qualche sua espressione. Ognuno di noi, inoltre,
prova compassione per coloro che soffrono, e questo è
naturale perché ognuno di noi, in alcuni periodi
della propria vita, ha conosciuto la sofferenza. Siamo tutti
guaritori, e attraverso l'amore e la compassione che sono
nella nostra natura siamo in grado di aiutare chiunque desideri
veramente la salute. Cercate il conflitto che sta avendo
luogo nella mente del paziente, dategli il rimedio che lo
aiuterà a superare quel particolare problema e tutto
l'incoraggiamento e la speranza di cui siete capaci, e allora
le virtù di guarigione che egli ha in sé faranno
tutto il resto.
Ognuno di noi ha una missione nella
vita, una missione divina che non significa sacrificio,
non significa ritirarsi dal mondo, rifiutare le gioie e
la bellezza della natura; al contrario significa provare
un più pieno e più profondo godimento di tutte
le cose, significa fare il lavoro che ci piace fare con
tutto il cuore e con tutta l'anima, sia esso occupandosi
della casa, del lavoro, dei campi, o dipingere o servire
il nostro prossimo in casa o nei negozi. Questo lavoro,
qualunque esso sia, se lo amiamo più di ogni altro,
sarà l'ordine indiscutibile che ci viene dato dalla
nostra anima.
Se vogliamo recuperare lo stato di
salute, dobbiamo essere disposti a cambiare.
I rimedi floreali sono in grado di
risvegliare la nostra vera natura, e di condurci più
vicino alle nostre anime. Essi curano, non attaccando la
malattia, ma infondendo nel nostro corpo le meravigliose
vibrazioni della nostra Suprema Natura in presenza delle
quali le malattie svaniscono come neve al sole.
Tutto ciò che dobbiamo fare
è preservare la nostra personalità, vivere
la nostra propria vita, essere il capitano della nostra
nave, e tutto andrà bene".
“Ed è questa sua semplicità,
congiunta alla sua azione curativa totale ad essere tanto
meravigliosa. Non c’è bisogno di nessuna scienza,
di nessuna conoscenza al di fuori dei semplici metodi descritti
qui, e coloro che trarranno il più grande profitto
da questo dono di Dio sono quelli che lo preserveranno puro
così com’è, libero da scienza e da teorie
perchè tutto nella Natura è semplice".
"Bisogna nello stesso tempo imparare
a rispettare ugualmente la libertà di ognuno, a non
attendersi nulla dagli altri ma al contrario essere sempre
presenti a tendere loro una mano sicura nei momenti difficili.
Così ogni essere che incontreremo nella vita, sia
una madre, un marito, un figlio, un’estraneo o un
amico diviene un compagno di viaggio”.
"Veniamo ora al problema più
importante per noi, come aiutarci da soli? Come mantenere
la nostra psiche e il nostro corpo in questo stato di armonia
che renderà difficile o impossibile l’attacco
delle malattie? Perché è certo che le personalità
senza conflitto sono immuni nei confronti delle malattie".
"Noi ci rivolgiamo con fiducia
alla natura per tutto ciò che abbiamo bisogno per
vivere: aria, luce, cibo, acqua e così via. In questo
grande disegno che provvede a tutto, non è verosimile
che fosse tralasciata la guarigione dalla malattia e dall’angoscia".
“Nella malattia l’umore
è differente da quello che si ha nella vita ordinaria,
e gli osservatori notano spesso questo cambiamento prima,
a volte molto tempo prima che la malattia si renda evidente.
Può essere fatta allora una cura preventiva. Quando
la malattia si è installata da un certo tempo, è
ancora l’umore del malato che ci guiderà per
trovare il rimedio conveniente".
“Fatte una o due eccezioni,
non vi è bisogno alcuno di insistere sul fallimento
della scienza medica moderna. Non serve a nulla distruggere
se non si è in grado di ricostruire un edificio più
saldo, e dal momento che le fondamenta di una nuova medicina
sono state poste, limitiamoci ad aggiungere una o due pietre
a questo tempio. Criticare la professione di oggi è
ugualmente vano. Innanzitutto è il sistema cattivo,
non gli uomini; un sistema che per le sole ragioni economiche
non dà il tempo al medico di stabilire tranquillamente
la terapia, né gli consente la meditazione e la riflessione
necessarie a coloro che consacrano veramente la vita alla
cura dei malati".
"Vi è un fattore che la
scienza non è in grado di spiegare in termini fisici:
come mai alcuni si ammalano ed altri no, benché tutti
siano esposti alle stesse possibilità di infezione?"
"I Fiori hanno l'effetto di un
bel pezzo di musica o di altre cose meravigliose che hanno
il potere di ispirarci, possono rinforzare le nostre energie
e avvicinarci alla nostra Anima. Grazie a ciò ci
sentiamo rilassati e liberati dalla nostra sofferenza. I
rimedi non guariscono attaccando direttamente la malattia,
ma inondano il nostro corpo con le vibrazioni del nostro
Io più profondo alla cui presenza le malattie si
sciolgono come neve al sole”.
“Qualunque sia la nostra posizione,
sia che siamo operai in una città brulicante di vita,
sia pastore isolato nelle montagne, sforziamoci di trasformare
in interesse la monotonia, il dovere insipido in una gioiosa
occasione di esperienza e la vita di tutti i giorni in un
intenso studio dell’Umanità delle leggi fondamentali
dell’Universo".
“Dietro a ogni malattia ci sono
le nostre paure, le nostre ansie, i nostri desideri, le
nostre preferenze e le nostre antipatie".
E' la completa e armonica unione di
anima, mente e corpo; non è un ideale così
difficile da raggiungere, ma qualcosa di facile e naturale
che molti di noi hanno trascurato”.
"La paura delle malattie si è
estesa talmente oggi da dare grande potenza al male in quanto
apre la porta a ciò che temiamo e ne facilita l’ingresso”.
"Vi è un fattore che la
scienza non è in grado di spiegare in termini fisici:
come mai alcuni si ammalano ed altri no, benché tutti
siano esposti alle stesse possibilità di infezione?".
"La verità non ha bisogno
di essere analizzata, discussa o spiegata con tante parole.
E' riconosciuta in un lampo, fa parte di te...".
"Tanto più siamo vicini
all'Anima tanto più sarà intensa la gioia.
Pensa alla radiosità che a volte si vede nella sposa
il giorno del suo matrimonio, al piacere della madre con
il suo neonato, all'estasi dell'artista nel completare un'opera
d'arte, tali sono i momenti dove c'è l' unione spirituale".
“Tutti rimedi sono ottenuti
da stupendi fiori, piante e alberi della Natura: nessuno
di loro è velenoso né può fare alcun
male, né ha importanza quanto di esso ne sia stato
assunto”.
“Si dovrebbe, fin dall’inizio
insegnare al ragazzo l’indipendenza, l’individualità
e la libertà ed incitarlo sempre ad agire e pensare
da solo. Il controllo paterno dovrebbe cedere progressivamente
a misura che si sviluppi nel figlio la capacità di
dirigersi da solo, ed in seguito nessuna soggezione o falsa
idea del dovere verso i genitori dovrebbero ostacolare le
direttive dell’ animo dei ragazzi".
“Ma nelle ore più buie,
quando sembra che la riuscita sia quasi impossibile, ricordiamoci
sempre che i figli di Dio non hanno nulla da temere, che
le nostre anime ci affidano compiti che noi siamo in grado
di svolgere, e che col coraggio e con la fede nella divinità
che è in noi, la vittoria sarà acquisita da
tutti quelli che non abbandoneranno la lotta".
“Durante la maggior parte degli
ultimi duemila anni, la civiltà occidentale è
passata attraverso un periodo di intenso materialismo, nel
corso del quale il senso della nostra natura e della nostra
esistenza spirituale si è praticamente mitigato,
a man mano che i beni materiali, le ambizioni, i piaceri
prendevano sopravvento sui valori reali della vita…
Durante questi ultimi secoli le religioni sono apparse a
molti come leggende senza alcun rapporto con la vita e non
come l’essenza stessa della loro esistenza".
“La psiche, che è la
parte del corpo più delicata e più sensitiva,
mostra con molta più precisione del corpo il punto
di partenza e il cammino della malattia, in modo che è
lo stato emotivo del malato che ci guiderà nella
scelta del o dei rimedi necessari".
“Bisogna nello stesso tempo
imparare a rispettare ugualmente la libertà di ognuno,
a non attendersi nulla dagli altri ma al contrario essere
sempre presenti a tendere loro una mano sicura nei momenti
difficili. Così ogni essere che incontreremo nella
vita, sia una madre, un marito, un figlio, un’estraneo
o un amico diviene un compagno di viaggio".
"Ci sono due cose essenziali
che il guaritore deve tenere a mente aiutando un paziente.
La prima è incoraggiare la sua individualità
e la seconda è insegnargli a guardare al futuro".
"Se solamente ascoltassimo i
nostri istinti, desideri, bisogni e pensieri, non conosceremmo
nient'altro che gioia e salute".
“Bisogna mantenere il nostro
buonumore, rifiutare di lasciarci abbattere dal dubbio e
dalla depressione, i quali, ricordiamolo sempre, non fanno
parte di noi in quanto l’Anima non conosce che gioia
e felicità".
"Anche se questo metodo è
la medicina del futuro e si diffonderà in tutto il
mondo, continuate a vivere in modo semplice, che è
il vero modo di vivere".
“I metodi materialisti attuali
non arriveranno mai alla radice della malattia per la semplice
ragione che la malattia, alla sua origine, non è
materiale. Ciò che noi conosciamo della malattia
è l’ultimo effetto prodotto nel corpo, la risultante
delle forze che agiscono per lungo tempo e in profondità,
e anche se la sola terapia materiale è apparentemente
coronata dal successo, in realtà si tratta di un
sollievo passeggero, se non si è eliminata la causa
reale della malattia".
“Noi siamo qui per acquisire
esperienza e conoscenza, ed apprenderemo ben poco se non
affrontiamo la realtà senza cercare l’impossibile.
Una tale esperienza può essere acquisita non importa
dove, e si possono scoprire I segreti della Natura e dell’Umanità
alla stessa stregua, se non meglio, sia in una piccola casa
di campagna che nel caos e nell’agitazione di una
città".
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