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2011 H1N1 ANCORA...VERGOGNA IMMANE

 


Decessi da H1N1 in Australia ancora meno dello scorso anno: chi vuole cavalcare la paura?
DI ATTILIO SPECIANI


L'influenza H1N1, la vecchia pandemica suina che lo scorso anno ha regalato tanti soldi alle case farmaceutiche, che ha fatto sbugiardare l'OMS e i suoi tecnici e che ha privato il mondo della fiducia in gran parte delle istituzioni mediche viene di nuovo usata per uno scopo sicuramente non legato alla salute. Il dramma di una povera bambina di 3 anni mancata nei giorni scorsi viene rilanciato dai media per stimolare la paura e la vaccinazione. Non c'è davvero limite alla schifezza. I dati scientifici di fine inverno dicono con certezza che in Australia (come in tutto l'emisfero Sud) la stagione si è conclusa con ancora meno decessi di quelli dello scorso anno, e già allora erano stati pochissimi...

Eppure alcuni giornali stanno facendo diventare la morte di una bambina di 3 anni, legata ad una complicanza da H1N1, una bandiera della pericolosità di questa forma influenzale. Stanno vergognosamente cavalcando il dolore di una famiglia e la sofferenza di una bambina probabilmente stimolati da altri tipi di interesse.

Condividiamo il dolore e la sofferenza per questa bambina e per la sua famiglia, ma soprattutto alla luce di quello che è successo lo scorso anno, dobbiamo renderci conto degli effetti di una indicazione di pericolo, quando il vero pericolo si deve misurare sui dati e non sulla paura, che può essere indotta attraverso specifiche suggestioni, come purtroppo sta avvenendo.

Ricordiamo a tutti i nostri lettori che ogni forma influenzale ha dei rischi, e che l'influenza H1N1 suina ha come tutte le forme influenzali dei possibili rischi di complicazioni che si presentano soprattutto in persone già malate o sofferenti per altri problemi. Dobbiamo però dare la giusta dimensione a queste complicazioni. E ricordare a tutti che anche le vaccinazioni hanno i loro rischi, talvolta più gravi di quelli della influenza stessa.

Se vogliamo prendere come esempio l'Australia, nel 2007 ci sono stati, durante la stagione invernale (che per loro ricordiamo va da maggio a settembre) 2623 decessi correlabili all'influenza o alla polmonite correlata con l'influenza. Il numero è identico a quello degli anni precedenti. Per questo facciamo riferimento ai dati del ministero della salute australiano, anche se la stessa incidenza di mortalità è simile in tutti i paesi del mondo.

L'analisi del 2009 dei decessi dovuti ad H1N1 ha iniziato ad aprire gli occhi a tutti. Con l'H1N1 al massimo della sua esplosività, l'Australia ha dovuto contare 191 decessi per influenza. Cioè circa un ventesimo di quelli dovuti alle comuni influenze. Quindi l'Australia ha contato 191 morti contro i 2500 attesi normalmente. Nel 2010 invece, i dati di tutta la stagione invernale Australiana (prima delle alluvioni di queste ultime settimane) hanno consentito di contare solo 22 decessi da H1N1 cioè circa 1/100 di quanto ci si aspetterebbe durante l'inverno (la tabella è alla pagina 11 del documento linkato).

Teniamo poi presente che secondo i dati del Ministero Australiano, ben il 90% dei casi di influenza in questa stagione passata sono stati di pertinenza dell'H1N1 pandemico (il virus del 2009).

Evidentemente questa pandemia del 2009, e la ripresa per gli sciocchi della sua paura in questa stagione 2010/2011, risponde alle esigenze di alcuni gruppi economici o di potere che traggono vantaggi indiretti o diretti dal mantenere uno stato di panico ingiustificato e deleterio.

Si resta comunque perplessi di fronte al fatto che considerazioni semplici come queste non siano fatte e diffuse dagli organi che più di tutti dovrebbero occuparsi della salute e della vita dei cittadini. Spiegare alla gente comune che Australia, Brasile e Argentina hanno già superato l'inverno con dati omogenei ancora più ridicoli di quelli dello scorso anno rasserenerebbe qualcuno, ma probabilmente farebbe fare meno vaccinazioni..

fonte: www.eurosalus.com

 

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