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MALATTIE CARDIOVASCOLARI
Il ruolo nella prevenzione alle malattie cardiovascolari dei funghi commestibili.
Centro para la Calidad de los Alimentos, Instituto
Nacional de Investigación Y Tecnología Agraria y Alimentaria (INIA),
Campus Universitario “Duques de Soria”
42004 Soria, Spain
Universidad de Navarra, Dpto. Fisiología y Nutrición, Edificio
de Investigación, C/Irunlarrea, 1,31008 Pamplona, Spain
Received in revised form 3 June 2010 of Science Direct
I funghi commestibili sono una preziosa fonte di sostanze nutritive e composti
bioattivi oltre alla loro attrattiva crescente grazie al loro gusto e le loro
caratteristiche culinarie. Di recente sono stati valorizzati come cibo funzionale
riguardo i loro potenziali effetti benefici sulla salute umana. Perciò
l'industria alimentare si interessa specialmente di funghi commestibili coltivati
e selvatici. Le malattie cardiovascolari sono una delle cause prevalenti per
la morbosità e la mortalità in Occidente. Diverse ricerche hanno
dimostrato l'influenza dell'assunzione di funghi su alcuni marcatori metabolici
(colesterolo totale, LDL, HDL, triacilglicerolo a digiuno, omocisteina, pressione
del sangue, funzione omeostatica, danni ossidativi e danni a causa di infiammazione),
che potenzialmente possono ridurre il rischio di ammalarsi di una malattia cardiovascolare.
Alcuni aspetti rilevanti nutrizionali dei funghi sono: alto apporto di fibre,
basso contenuto di grassi con basso contenuto di trans-isomeri di acidi grassi
insaturi e una bassa concentrazione del sodio come la presenza di componenti
come l'eritadenina, composti fenolici, steroli (come ergosterolo), chitosano,
triterpeni, ecc., che sono considerati come agenti importanti responsabili per
proprietà finora considerati salutari. Lo scopo di questa recensione
è quello di riportare putativi effetti positivi del consumo di funghi
sui marcatori di rischio delle malattie cardiovascolari e di identificare alcuni
putativi composti bioattivi coinvolti in questi effetti.
Malattie cardiovascolari
Le malattie cardiovascolari sono tra le cause più tipiche per la morte
nei paesi occidentali e nei paesi in transizione. I marcatori eziologici di
rischio di cui è stato provato che possono essere specialmente modificati
tramite la dieta, sono legati al metabolismo lipidico e lipoproteico, alla funzione
omeostatica, ai danni ossidativi, al metabolismo del omocisteina ed ai cambiamenti
della pressione del sangue. Il colesterolo LDL e HDL, il tricilglicerolo, l'omocisteina
e la pressione del sangue sono dei biomarcatori ben ricercati ed accettati mentre
altri sono solo consigliati. Comunque, recentemente solo il colesterolo LDL
e la pressione del sangue vengono considerati di essere dei biomarcatori con
relazione alla dieta. Tradizionalmente i funghi commestibili sono stati prescritti
nella medicina orientale per causa del loro effetto ipercolesterolemico. In
genere, l'assunzione di funghi commestibili riduce il rischio cardiovascolare
, grazie all'occorrenza di sostanze specifiche ed altri composti bioattivi.
Effetti metabolici lipidici e lipoproteici
I meccanismi legati al metabolismo del colesterolo coinvolti nell'effetto ipocolesterolico
dei funghi commestibili sono raffigurati in Fig. 1.

Il modello degli acidi grassi dei funghi commestibili sembra contribuire alla
riduzione del colesterolo nel siero. Analizzando il modello degli acidi grassi
di diversi funghi commestibili, è stato trovato un contenuto notevole
di acidi grassi poliinsarturi. La presenza di trans-isomeri degli acidi grassi
insaturi è associata ad effetti fortissimi sull'aumento del colesterolo
totale del siero ad un livello di alta densità lipoproteica, incrementando
il rischio di malattie cardiovascolari. Non ci sono stati rilevati trans-isomeri
degli acidi grassi insaturi nei funghi. L'assunzione di fibre alimentari può
avere un effetto sulla concentrazione plasmatica degli acidi grassi e diminuire
il rischio di malattie cardiovascolari. La fibra alimentare solubile ha manifestato
effetti salutari sui livelli dei lipidi nel siero, riducendo ilcolesterolo totale
e il colesterolo LDL. Il fatto che fibre alimentari solubili, come i glucani,
formino dei gel viscosi, può contribuire al trattenimento del colesterolo
e l'assorbimento dei trigliceridi. La loro caratteristica di essere viscosi
è legata ad un aumento di escrezione fecale di acidi biliari ed acidi
grassi a catena corta (proponiato) che inibisce l'incorporazione dell'acetato
(substrato per gli steroli e la sintesi degli acidi grassi) nei lipidi del siero.
I risultati di alcune ricerche affermano che l'effetto ipocolerstolico di alcuni
corpi fruttiferi di funghi commestibili può essere attribuito soprattutto
al loro apporto di fibre alimentari.
Due funghi con un contenuto alto di fibre alimentari come l'Auricularia auricula
e la Tremella fuciformis hanno dimostrato di avere un simile effetto di diminuzione
del livello del colesterolo LDL e con ciò del colesterolo totale nel
siero. Nessuno dei due ha un effetto sul colesterolo HDL nel siero. Comunque,
le fibre dell'A. bisporus può elevare il RNA messagero epatico del ricettore
LDL nei topi maschi riducendo la concentrazione del colesterolo HDL e delcolesterolo
totale riducendo la concentrazione dei colesteroli VDL+ILD+LDL. Oltre alla riduzione
del colesterolo nel siero, la T. fuciformis riduce i livelli dei trigliceridi
plasmatici ed il colesterolo totale a livello epatico. Questo fatto accertato
potrebbe essere il risultato dell'inibizione della sintesi dei trigliceridi
epatici grazie all'incremento della produzione di grassi acidi a catena corta
(acetato, proponiato e butirato) durante la fermentazione della fibra alimentare
tramite la microflora intestinale. I funghi sono inoltre di enorme interesse
perché contengono concentrazioni elevate di polisaccaridi di tipo ß-glucani
che presentano funzioni ipocolesterolici ed anticoagulanti. Un altro polisaccaride
derivato da funghi con caratteristiche simili e quelle delle fibre alimentari
è il chitosano (polimero della D glucosamina) o la chitina (polimero
della N-acetil-D-glucosamina). I topi resi obesi tramite una dieta ricca di
grassi sono stati alimentati per 10 settimane con un integratore alimentare
(5%) di A. bisporus e mostravano un livello più basso di assorbimento
dei grassi e livelli più bassi di adipochine nel siero. Di conseguenza,
questi effetti potevano contribuire ad una diminuzione del deposito di grassi
nel fegato (diminuzione del contenuto di trigliceridi del 39%) e nei muscoli
(diminuzione del contenuto di trigliceridi del 66%) oltre a diminuire la massa
grassa. Oggigiorno il chitosano derivato da funghi (KioNutrime CsTM) si trova
in commercio come integratore alimentare per la gestione dell'obesità
e delcolesterolo (http://ec.europa.eu./food/food/biotechnology/novelfood/ notif_list_en.pdf).
Nell'ultimo decennio le ricerche hanno rivelato che i corpi fruttiferi del P.
ostreatus hanno un effetto ipocolesterolico sui topi con normocolesterolemia
ed ipercolesterolemia indotte da una dieta ricca di grassi o dall'assunzione
di alcool e diabete o disordini ereditari delcolesterolo. È stato dimostrato
nei topi un effetto netto di diminuzione del colesterolo con l'assunzione del
fungo ostrica (P. ostreatus) tramite una diminuzione delle lipoproteine a bassa
densità ed anche sopprimendo l'attività dell'idrossimetilglutaril-CoA
reduttasi ed una rata alterata della frazione metabolica del colesterolo. Di
recente Kantun et al. hanno dimostrato che il P. ostreatus ha ridotto il colesterolo
totale, i trigliceridi plasmatici, il glucosio e la pressione del sangue in
soggetti con diabete. I risultati di questa ricerca denotano che l'assunzione
di funghi (P. ostreatus) apporta benefici per la salute tramite la loro azione
sul profilo dei grassi aterogenici sotto condizioni di ipercolesterolemia e
normocolesterolemia. A contrario, con una dieta normocolesterolica, questo effetto
non è stato osservato da Hossein et al.. Hanno condotto una prova clinica
con un gruppo di 57 persone dislipidemici che, per 6 settimane, hanno assunto
P. ostreatus in polvere (10g/giorno) come parte della loro dieta. Si è
osservato una riduzione dei livelli del colesterolo totale e dei trigliceridi,
mentre la concentrazione del colesterolo HDL nel sangue è rimasto stabile.
La maggior parte degli studi sull'effetto dell'assunzione di pleurotus nei animali
si è concentrato sul fungo ostrica, P. ostreatus ed è chiaro che
ha avuto un alto effetto effettivo sul livello del colesterolo. Comunque ci
sono altri gustosi funghi commestibili che fanno parte di questa specie, come
P. florida e P. citrinopileatus, che hanno lo stesso effetto benefico. Alimentando
le lepri ipercolesterolemici con P. florida è risultato in una diminuzione
dei lipidi totali, livelli più bassi del colesterolo e dei trigliceridi
nel plasma e nel fegato, mentre i lipidi nel cuore rimanevano invariati. Inoltre,
siè notato un aumento dei rapporti colesterolo HDL/totale e HDL/LDL negli
esperimenti sugli animali. Questi rapporti costituiscono un potenziale antiaterogenico.
Questo effetto è stato sottolineato ulteriormente dalla gravità
dei danni ai tessuti rilevati da esami istopatologici dei tessuti dell'aorta
e del cuore. Un incremento dell'escrezione di acido biliare delle cavie potrebbe
essere un meccanismo che spiega le azioni ipocolesteroliche del P. florida .
L'effetto antiiperlipidico del corpo fruttifero del P. citrinopileatus in polvere,
che è ricco di ergoterolo di acido nicotinico, è stato provato
nei topi iperlepidemici da parte di Hu et al. I risultati riguardo il colesterolo
ed i trigliceridi nel siero assomigliano agli studi precedenti. L'eritadenina
o lentinina è un alcaloido o alcaloido purino analogo all'adenosina.
Ciò sottolinea l'effetto ipocolesterolemico della L. edodes e, benché
l'effetto sia meno forte, del A. bisporus . È stato provato che il composto
lentinina riduce i livelli del colesterolo nei topi del 25% dopo 7 giorni di
assunzione per via orale di una dose minuscola del 0,005% del cibo assunto .
La causa maggiore dell'azione ipocolesterolemica dell'eritadenina sembra essere
associata alla modifica del metabolismo epatico dei fosfolipidi inducendo una
deficienza della fosfatidiletanolammina N-metiltransferasi . L'eritadenina alimentare
può alterare il profilo degli acidi grassi e delle molecole del fegato
e del plasma, opprimendo la conversione metabolica dell'acido linoleico in acido
arachidonico diminuendo l'attività della ?6-desaturasi , che può
essere alterata tramite la regolazione della trascrizione . Di recente Fukada
et al. hanno dimostrato che l'integrazione con eritadenina può interagire
con l'effetto iperomocisteinemico dell'acido guanidino acetico. Sull'altro lato,
l'enzima microsomale idrossimetilglutaril-CoA reduttasi (HMG-CoA reduttasi)
è l'enzima che limita di più la biosintesi del colesterolo, che
converte HMG-CoA in mevalonato. Perciò l'inibizione della HMG-CoA reduttasi
riduce la biosintesi del colesterolo intracellulare. La mevinolina è
un noto inibitore farmacologico della HMG-CoA reduttasi. Un'alta quantità
di questo inibitore è stato trovato nei corpi fruttiferi del P. ostreatus,
soprattutto nel suo cappello. Inoltre è stato trovato nei carpofori del
P. cornucopiae e del P. eryngii . L'attività biologica della mevinolina
prodotta dal micelio di tre diverse specie di pleurotus (P. sapidus, P. saca
e P. ostreatus) è stata calcolata in precedenza.
Conclusioni
Non si può mettere in dubbio che i funghi possono essere considerati
un alimento funzionale. I funghi contengono una composizione nutrizionale determinante
come anche numerosi composti bioattivi che possono favorire il benessere umano
e fungere come prevenzione o trattamento di diverse malattie. Secondo le raccomandazioni
per la prevenzione ed il trattamento di malattie cardiovascolari i funghi commestibili
presentano un valore nutrizionale adatto e la loro assunzione può avere
un effetto su alcuni conosciuti biomarcatori per i rischi cardiovascolari. L'assunzione
di funghi ha un netto effetto di riduzione del colesterolo o un effetto ipocolesterolemico
per diversi meccanismi come la diminuzione delle lipoproteine a bassa densità,
il miglioramento del metabolismo lipidico, l'inibizione dell'attività
della HMG-CoA reduttasi e di conseguenza la prevenzione dell'arteriosclerosi.
Anche i composti con effetto antiinfiammatorio ed antiossidativo dei funghi
possono contribuire alla riduzione del rischio dell'arteriosclerosi.
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