La nostra complessa società
definisce , finalmente il cane non più come un soggetto
passivo al quale dare affetto o da utilizzare, ma una figura
attiva dal quale ricevere affetto.
La "Pet Therapy" non é una panacea, utile
a risolvere tutte le malattie. Infatti non é sufficiente
affiancare un animale a una persona sofferente per aspettarci
il miracolo della guarigione. Una corretta applicazione
della "P.T." non coinvolge solo un uomo e un animale,
ma anche tecnici competenti del comportamento umano e quelli
competenti del comportamento animale.
Quindi gli interventi di "P.T." dovrebbero essere
monitorati da una équipe seria composta da medici
veterinari, psicologi, medici, educatori, ecc
Comunicazione non verbale:
Gli animali d'affezione, famigliari, sono
quindi riconosciuti quali componenti essenziali di un rapporto
equilibrato tra l'uomo e l'ambiente di vita. Tale principio
è stato chiaramente enunciato e difeso in quella
che si può oggi definire la "dichiarazione di
Ginevra" (7° conferenza internazionale, 1995, Ginevra:
"Animali, Salute e qualità della vita",
nel corso dello quale sono stati presentati 5 principi fondamentali,
vediamoli:
Accettare il diritto universale non discriminatorio
ad avere un animale domestico in tutti i luoghi e in tutte
le circostanze, se I 'animale viene adeguatamente curato
e non inficia i diritti dei non proprietari di animali.
Prendere le misure più idonee per assicurare che
l'ambiente umano sia pianificato e progettato in modo da
tenere conto dei bisogni e delle caratteristiche degli animali
da compagnia e dei loro proprietari.
Incoraggiare la presenza regolamentata degli animali da
compagnia nelle scuole e nei curricoli scolastici. Convincere
gli insegnanti e gli educatori dei benefici prodotti do
questa presenza attraverso appropriati programmi di addestramento.
Assicurare l'accesso regolamentato degli animali da compagnia
negli ospedali, case di riposo e altri centri di cura per
tutti coloro che, a qualsiasi età, hanno bisogno
di questo tipo di contatto.
Riconoscere ufficialmente quali validi interventi terapeutici
quegli animali che sono specificamente addestrati per aiutare
le persone a superare limiti e disabilita; promuovere lo
sviluppo di programmi per addestrare tali animali e assicurare
che la conoscenza della loro capacità sia inclusa
nell'insegnamento base delle professioni sanitarie e sociali.
l’individuo organizza le proprie esperienze inferiori
ed esteriori tramite le relazioni: ".... la relazione
é sempre un prodotto della descrizione doppia."
(G. Bateson). La relazione tra animale e uomo risale all’era
Paleontolitica, infatti tracce di cane sono state ritrovate
in una caverna di quell'epoca.
Molto importante é anche il fatto
che l'animale viene usato come "trasmettitore di messaggi",
ovvero comunicazioni non verbali tramite messaggi di particolari
eventi o situazioni. I messaggi che arrivano da un animale
sono correnti tra loro da "una rete complessa".
L'uomo comprende l'animale tramite una sorta di " puzzle",
cioè egli formula delle ipotesi le quali vengono
continuamente modificate dalle azioni dell'animale. "La
comunicazione tra specie diverse é sempre una sequenza
di contesti di apprendimento in cui ciascuna specie viene
continuamente corretta quanto alla natura di ciascun contesto
da azioni meno ambigue dell'animale......." (G. Bateson).
(Wilson, 1987) la comunicazione é
una azione che altera la distribuzione di probabilità
dei comportamento in un altro organismo in modo adattivo
per l'uno o l'altro o entrambi i partecipanti.
Pet Therapy e handicap fisico:
nell'aprile dei 1990 nasce l'AIUCA (Associazione
Italiana Uso Cani d'assistenza), un'associazione che si
occupa dell'addestramento di cani per aiutare disabili fisici
nelle azioni del quotidiano.
Nel campo dell'handicap fisico troviamo
anche l'ippoterapia., nata alcuni anni fa allo scopo di
"alleviare" e "aiutare" persone affette
da handicap fisici o pluriminorati.
L'ippoterapia si distingue in ippoterapia psicologico educativa
e quella medica.
Anche la "Pet Therapy" può
essere usata con soggetti affetti da handicap fisici, molti
studiosi affermano che l'uso del cane da compagnia aiuta
anche il mantenimento dell'aspetto fisico. Lo spazzolare,
lanciare la pallina, lavare il cane, ecc., sono tutte attività
che chiedono un impegno motorio, decisamente più
piacevole di un esercizio con un tutore imposto da uno specialista.
"Pet Therapy" e gioco:
l'attività ludica generalmente risulta
essere un qualcosa di piacevole, aumentando il buon umore,
sviluppando la socializzazione, rinforzando l’attività
fisica.
Anche gli animali, soprattutto se cuccioli,
amano giocare molto e possono risultare degli ottimi compagni
di gioco, là dove l’isolamento e la solitudine
dominano.
"Pet Therapy" e socializzazione:
l’animale da compagnia risulta essere
un perfetto tramite per lo sviluppo delle relazioni. Uscire
al parco con il proprio cane é fonte di incontri,
di discussioni, ecc.
Sviluppo della responsabilità:
alcune volte ci capita di portare a termine
un compito assegnatoci con estrema superficialità,
a causa di vari motivi, fretta, disinteresse.
Il risultato spesso può essere negativo
con anche delle conseguenze, più o meno dannose.
Accudire una animale richiede invece una certa attenzione,
una "responsabilità" che ci obbliga a svolgere
il compito in maniera adeguata perché in questo caso
le conseguenze del disinteresse potrebbero essere molto
dannose.
Affidare un compito del genere, ad esempio,
ad un adolescente, aiuterebbe la sua crescita e a sviluppare
il senso dei reali valori della "vita".
"Pet Therapy", quali problemi?
chi é interessato a questo mondo,
e pensa di iniziare a conoscerlo meglio per poi proseguire
oltre, non deve sottovalutare alcuni problemi:
Non possono essere coinvolte certamente
persone affette da fobie per gli animali.
Gli animali coinvolti come supporto alla "Pet Therapy"
devono possedere delle precise qualità fisiche e
caratteriali (livello di reattività molto basso alla
presenza di altri animali o di altre persone o di gruppi
numerosi, agli stimoli, soprattutto a quelli negativi),
buona capacità di memoria, consequenzialità
e direzione ecc.
Gli animali devono essere accuditi in maniera adeguata e
il ruolo del medico veterinario nei loro confronti è
di garantirne la salute, eventualmente di individuare che
nel proseguo delle varie esperienze i soggetti impiegati
non abbiano a modificare in senso patologico il loro comportamento.
Quando si utilizza un cane di grosse dimensioni è
indispensabile assicurarlo.
Se coinvolta una struttura pubblica o privata, bisogna lavorare
con il personale che si occuperà del progetto stabilendo
delle regole precise, valutando la loro reale motivazione
e il grado di impegno.
Qualsiasi progetto deve essere monitorato da una équipe
di tecnici, allo scopo di non iniziare un lavoro "fai
da te" poco attendibile.
Bibliografia essenziale:
Natoli, E. 1997. Attività e terapie con l'ausilio
di animali: quadro internazionale e stato dell'arte in Italia.
ANNALI DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA'.
"La Pet Therapy: gli animali e la salute dell'uomo",
in collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale
dell'Abruzzo e del Molise "G. Caporale", giugno
1996.
La Conferenza Internazionale sulle interazioni uomo-animale
"Animals, Health and Quality of Life", settembre
1995.
"Animali e uomini imparano insieme". PET MAGAZINE,
novembre 1997.
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