| E’ un
neurotrasmettitore prodotto principalmente dal sistema nervoso,
ma anche dall’epifisi o ghiandola pineale e da vari
distretti come le ghiandole di Harder, le piastrine, i megacariociti
ecc. Viene prevalentemente prodotta di notte. Svolge fondamentali
e documentati effetti nella prevenzione e terapia delle
patologie tumorali e degenerative, oggetto di un numero
crescente di studi e di ricerche. Si può considerare
e distinguere un’azione antitumorale indiretta della
melatonina attraverso l’inibizione dei radicali liberi
e l’effetto antiossidante, unitamente alla protezione
dall’effetto cancerogeno e degenerativo di campi elettrici
e magnetici. Va considerato tra le azioni antitumorali indirette
anche l’effetto antinvecchiamento e antidegenerativo
del tessuto nervoso e vascolare, la proprietà antiaggregante
piastrinica. Rilevante anche l’azione d’attivazione
e potenziamento delle difese immunitarie, la modulazione
neuroendocrina e circadiana, l’effetto sul midollo
osseo con riflessi determinanti sulla crasi ematica, la
dinamica midollare, la produzione di piastrine, globuli
rossi e globuli bianchi. L’azione antitumorale diretta
si attua inibendo la proliferazione e la crescita di cellule
tumorali, ostacolando la tendenza di cellule normali a divenire
neoplastiche inducendo il ricambio cellulare e la sostituzione
di cellule tumorali con cellule sane attraverso il meccanismo
definito “apoptosi”. E’ documentata anche
un’azione antimetastatica attraverso l’inibizione
della diffusione a distanza delle cellule tumorali unitamente
alla capacità di migliorare in maniera significativa
il profondo stato di decadimento psicofisico degli stadi
tumorali avanzati comunemente definiti “cachessia
neoplastica”.
Sonno e ritmi circadiani
La melatonina stimola l'attività dell'enzima piridossal-chinasi
coinvolto nella sintesi di ac. gamma-aminobutirrico, serotonina
e dopamina, aumenta la concentrazione di serotonina e ac.gamma-aminobutirrico
nel mesencefalo e nell'ipotalamo. L'aumento di ac.gamma-aminobutirrico,
inibitore neurale, è strettamente legato alla sedazione
e all'effetto ipnoinducente. Per la sua influenza sui ritmi
circadiani la melatonina è stata impiegata nei disturbi
da cambio di fuso orario (Jet-lag) e nei disturbi dell'addormentamento.
Il sonno indotto o meglio favorito dalla melatonina mantiene
inalterate le fasi di sonno REM (Rapid Eye Moviments), notoriamente
sacrificato dagli ipnoinduttori benzodiazepinici e non provoca
sonnolenza il giorno dopo. Le fasi di sonno REM oltre ad
essere caratterizzate dai sogni, sono coinvolte nell'apprendimento
e nel consolidamento della memoria. La melatonina si configura
pertanto il sonnifero ideale, in quanto favorisce un sonno
naturale.
Melatonina e sistema immunitario
Un sistema immunitario efficiente è la condizione
indispensabile per assicurare una crescita ottimale e la
possibilità della riproduzione, proteggendo così
la specie dall'estinzione. La melatonina fa crescere di
peso il timo (che normalmente dopo la pubertà inizia
ad atrofizzarsi), ne aumenta l'attività cellulare
con maggiore produzione di linfociti T. Tali linfociti,
indispensabili per la sopravvivenza, sono capaci di proteggere
il self dal non-self, quindi di combattere batteri, virus,
miceti, di espellere proteine e sostanze estranee all'organismo,
sono implicati nei meccanismi di protezione dal cancro.
La produzione di linfociti è inibita da alte e prolungate
concentrazioni di corticosteroidi, per impedire questa condizione
la melatonina esplica sulle ghiandole surrenali un'azione
inibente o meglio normalizzante della secrezione corticosteroidea.
La melatonina presente a livello gastrointestinale favorisce
inoltre l'assimilazione dello zinco, indispensabile per
lo sviluppo e l'efficienza del sistema immunitario. Un corretto
funzionamento del sistema immunitario è anche necessario
per il corretto funzionamento dell'ipofisi. La melatonina
regolando i ritmi circadiani induce naturalmente il sonno
quando la luce cessa di stimolare la retina. Durante il
sonno l'ipofisi secerne G.H., l'ormone della crescita o
somatotropina (Growth Hormon) che oltre ad assicurare una
normale crescita corporea, fa sviluppare correttamente il
sistema immunitario.
La melatonina conferisce una naturale resistenza al cancro
stimolando le difese immunitarie in genere, esercitando
un'azione citostatica diretta, stimolando la differenziazione
cellulare (la cellula neoplastica è una cellula sdifferenziata,
simile all'embrionale e per questo in rapida suddivisione:
la melatonina tende a farla differenziare nuovamente in
senso normale e così a perdere le caratteristiche
di malignità), inibendo la sintesi endogena di somatomedina
C e di E.G.F. (Epidermal Growth Factor), fattori endogeni
di crescita tumorale. Viene spesso impiegata diversi tipi
di tumore unitamente a interleuchina-2 (IL-2) in quanto
permette di abbassare notevolmente i dosaggi di quest'ultima
evitandone così i pesanti effetti collaterali (dr.
Lissoni). E' stata pure associata al trattamento con interferone
linfoblastoide (HLI) nel trattamento del carcinoma cellulare
renale progressivo (dr. Neri) permettendo anche in questo
caso la diminuzione del dosaggio dell'interferone evitando
i gravi effetti collaterali.
Azione antiradicalica (free radical
scavenger)
In quanto solubile nei solventi organici e lipofili, la
melatonina ha la capacità di attraversare la membrana
cellulare e possiede una notevole affinità per il
nucleo della cellula. Gli studi del dr. Russel Reiter hanno
mostrato che la melatonina è in grado di proteggere
il DNA nucleico dai danni provocati da cancerogeni capaci
di stimolare la produzione di radicali liberi. La melatonina
è in grado di proteggere e sinergizzare l'azione
del glutatione, antiossidante naturale presente nell'organismo.
Influenze sul sistema energetico
e invecchiamento
L'invecchiamento non è un progressivo esaurirsi casuale
delle singole cellule o dei singoli distretti dell'organismo
ma è programmato. E' in realtà la perdita
delle capacità dell'organismo di adattarsi all'ambiente.
Vediamo come l'epifisi è capace di controllare la
respirazione cellulare.
La ghiandola pineale attraverso il T.R.H. (Thyroid Releasing
Hormone), l'ormone per il rilascio della tireotropina ipofisaria
(T.S.H.), regola la produzione di ormoni tiroidei da parte
della tiroide: principalmente tiroxina (tetraiodotironina
o T4) ma anche liotironina (triiodotironina o T3). Questa
secrezione, inversamente alla melatonina, aumenta di giorno
provocando un innalzamento del metabolismo basale, e diminuisce
di notte producendo un abbassamento del metabolismo basale.
La regolazione del metabolismo basale, la termoregolazione,
costituisce una parte importantissima delle capacità
di adattamento all'ambiente in cui si vive: la perdita di
tali capacità è tipica dell'invecchiamento.
La regolazione è completata dalla melatonina che
catalizza la trasformazione della tiroxina in liotironina,
molto più energetica, in quanto capace di stimolare
specificamente la lipolisi. Grazie a questa maggiore energia
disponibile la catena respiratoria operante nei mitocondri
può utilizzare al meglio l'ossigeno disponibile con
formazione di ATP (adenosintrifosfato), composto altamente
energetico utilizzabile poi dall'organismo per i vari processi
biologici. Una carente secrezione tiroidea o anche semplicemente
uno squilibrio fra T4 e T3 non fornisce più un'adeguata
energia alla catena respiratoria che inizia così
a produrre notevoli quantità di pirofosfato il quale,
legandosi facilmente agli ioni calcio presenti, forma sali
di calcio insolubili che precipitano formando depositi di
calcio. Tale calcificazione conduce alla perdita della funzionalità
mitocondriale ed è responsabile della calcificazione
che avviene nella pineale, nel timo e in altri organi, con
conseguente perdita di funzionalità. In tal modo
la pineale perde sempre più il controllo del sistema
neuroendocrino e immunitario, e l'assenza del messaggio
epifisario indica all'organismo che può invecchiare,
aprendo la porta alla differenziazione cellulare.
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