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SUDARE FA MALE AL NOSTRO CERVELLO - L'UVA FA BENE (POLIFENOLI E RESVERATROLO PER UNA VITA PIU' LUNGA - LIFE SPAN)

SUDARE FA MALE AL CERVELLO. LO FA “INVECCHIARE”

Sudare copiosamente, con la relativa disidratazione, ha effetti negativi sul cervello: lo «restringe» letteralmente, e lo fa invecchiare inficiando persino le capacità cognitive.

Bastano 90 minuti di «sudata», ad esempio un giro in bicicletta sotto il sole, per vedere il proprio cervello invecchiato di oltre un anno, o peggiorato come dopo due mesi e mezzo di progressione dell’Alzheimer.

Lo hanno appurato i ricercatori Matthew Kempton e Ulrich Ettinger dell’Istituto di Psichiatria al King’s College di Londra, in uno studio pubblicato sulla rivista Human Brain Mapping.

Questione di acqua

Il cervello si «nutre» letteralmente d’acqua: venendo a mancare l’idratazione, in pochi minuti la materia grigia inizia a restringersi, rallentando anche le normali funzioni cerebrali, compresa quella del ragionamento. Se si vive in un regime di cronica scarsità di acqua, si hanno effetti negativi anche nel rendimento lavorativo e scolastico.

Il test sugli adolescenti

Il team di scienziati ha scansionato il cervello di un gruppo di adolescenti dopo un’ora e mezzo di bicicletta. Alcuni erano iper-vestiti, con tre strati (uno a pelle, un abito con cappuccio e una tuta da ginnastica), altri con i classici pantaloncini e maglietta. Il primo gruppo aveva perso qualcosa come due litri di sudore, e in effetti la scansione cerebrale ha rivelato che il loro tessuto cerebrale si era già ridotto. E sottoposto a test cognitivi, il gruppo dei «sudati» ha dimostrato più difficoltà e più lentezza.

«Abbiamo visto una contrazione generale del tessuto cerebrale – spiegano gli scienziati al Daily Mail – Le cavità piene di liquido al centro del cervello si sono espanse e c’era una corrispondente contrazione del tessuto cerebrale. Più le persone avevano perso peso, più il loro cervello si era ristretto».

Una dieta bilanciata, ricca di frutta e verdura e povera di grassi saturi e di zuccheri raffinati, rappresenta uno dei sistemi più efficienti per mantenere le nostre cellule giovani e vitali, però si tende sempre più ad introdurre più calorie del necessario. Le calorie in eccesso, oltre a tradursi in un aumento di peso, aumentano gli stimoli infiammatori, rendendoci più vulnerabili e diminuendo le nostre aspettative di vita.

Alcuni studi hanno dimostrato gli effetti benefici della restrizione calorica, cioè mangiando di meno si attiva un sistema di enzimi, chiamati Sirtuine, in grado di aiutarci a tenere sotto controllo l'invecchiamento e a migliorare la longevità delle cellule.

Numerosi studi, infatti, hanno dimostrato che i Polifenoli (ad alto dosaggio) dell'Uva possiedono la capacità di favorire la longevità cellulare, contrastando l'invecchiamento dell'organismo.


RESVERATROLO

Restare sani anche da grassi: il miracolo del resveratrolo PDF Stampa E-mail
di Attilio Speciani

Se fosse possibile aiutare le cellule a respirare in modo più intenso, attivando la funzione mitocondriale (i mitocondri sono in pratica i “polmoni” di ogni cellula), si sarebbe fatto un grande passo verso il controllo dell'invecchiamento.

Ora questo obiettivo non sembra più così lontano, perchè si è potuto verificare che alcune sostanze antiossidanti, e tra queste il resveratrolo, intervengono efficacemente sull'invecchiamento, controllando fenomeni come la resistenza all'insulina e l'infiammazione in modo del tutto naturale.

Da un lato infatti si sapeva che il resveratrolo aumentasse il life span (allungasse cioè la vita) di alcuni organismi, ma non si conosceva la sua azione. Poi un lavoro pubblicato nel novembre scorso su Nature, ha consentito di rilevare i suoi effetti sulla insulinoresistenza e sulla obesità (Baur JA et al, Nature 2006 Nov 16;444(7117):337-42. Epub 2006 Nov 1),

In pratica sono stati studiati dei topi di mezza età (come se fossero topi con la “pancetta”) dividendoli in tre gruppi:

1. dieta standard
2. dieta ipercalorica ricca di grassi
3. dieta ipercalorica ricca di grassi con aggiunta di resveratrolo

Quelli del gruppo numero 2 (i mangioni), oltre ad ingrassare ridussero l'attività fisica, svilupparono una steatosi del fegato (che divenne bello grosso), una lesione infiammatoria del cuore, e in media morirono ben più giovani dei topi a dieta standard.

Quelli del gruppo 3 invece, ingrassarono ugualmente, ma si risparmiarono tutti i vari danni intervenuti sui topi solo mangioni, e morirono alla stessa età di quelli a dieta standard, mantenendo una attività fisica spontanea paragonabile alla loro.

Si può dire quindi che l'integrazione con il resveratrolo potrebbe essere di estremo aiuto per consentire anche alle persone in sovrappeso di mantenere una condizione di salute.

Noi sappiamo che l'ingrassamento determina ed è determinato a sua volta (in una specie di circolo vizioso) dalla infiammazione e dalla resistenza insulinica. La possibilità di tenere in equilibrio i picchi di insulina, rispecchierebbe uno dei fondamentali principi di DietaGIFT, consentendo di incrementare la calma insulinica.

Ci si domanda cosa potrebbe succedere ad una persona che mantenesse una dieta equilibrata secondo i principi del controllo insulinico, e che usasse anche del resveratrolo. Probabilmente i vantaggi sarebbero immensi.

Ricordiamo che il resveratrolo si trova fondamentalmente nell'uva (semini da masticare e buccia degli acini) ma che se ne trova in buona quantità nei frutti di bosco, in particolare le more. Un bicchiere di vino rosso può contenerne fino a 800 mcg (la concentrazione può arrivare secondo gli studi più recenti fino a 7 mg/L), ma è bene sapere che una simile concentrazione, appena minore, è presente anche nel succo di uva.

Ma non è finita qui: nel primo lavoro (o quasi) pubblicato nel 2007, è stata definita anche la forte azione antiallergica di questa sostanza, che interviene quindi anche sui meccanismi della infiammazione immunologica. In teoria potrebbe diventare uno strumento di supporto nelle tiroiditi, nell'artite reumatoide, nelle allergie e nelle intolleranze alimentari.

Il lavoro scientifico di riferimento (Lagouge M et al, Cell 2006 Dec 15;127(6):1109-22. Epub 2006 Nov 16), svolto da 14 ricercatori francesi dell'INSERM, è stato pubblicato online su Cell addirittura prima della stampa, visto il suo importante contenuto, e sono stati definiti dei punti fermi di notevole importanza.

Questo è uno dei motivi per cui tutti i prodotti che migliorano la funzione mitocondriale come Coenzima Q10, Inositolo, Cellfood ed Aleurone PF1 rappresentano la base di trattamento di tutti i disturbi da eccesso di ossidazione e entrano di diritto a fare parte dei trattamenti anti invecchiamento.

Dottor Attilio Speciani , allergologo e immunologo clinico

 

fonte.eurosalus

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