|
C’è una relazione tra attività sessuale
e rischio di sviluppare un
cancro alla prostata ?
Non c’è bisogno di studi scientifici per intuire
gli effetti positivi, biologici e psicologici, di una vita
sessuale sana. Nonostante questo, gli scienziati indagano
spesso sugli effetti del sesso sulla salute umana. Questa
volta gli ”indagati” sono gli uomini e il loro
potenziale rischio di ammalarsi di un tumore maligno della
prostata.
Ma cosa centra l’attività sessuale con il
cancro alla prostata ? In altri termini, può l’attività
sessuale avere ripercussioni, positive o negative, sul rischio
di essere colpiti da un cancro alla prostata ?
In passato, gli scienziati che si erano occupati di questo
argomento erano giunti a conclusioni discordanti.
A rischio o no ?
Alcuni studi retrospettivi (cioè studi che, a posteriori,
hanno indagato sulla vita sessuale di chi aveva avuto un
tumore alla prostata) avevano portato alla conclusione che
un’intensa attività sessuale aumentasse il
rischio di sviluppare un tumore maligno della prostata.
Le ipotesi erano diverse. Da un lato si pensava che l’eiaculazione
frequente comportasse un’elevata attività degli
ormoni sessuali maschili (androgeni), la cui presenza è
necessaria per lo sviluppo del cancro alla prostata. Dall’altro
si speculava che uomini con un’intensa attività
sessuale fossero più esposti a malattie veneree,
con il conseguente rischio di infezioni ed infiammazioni
alla prostata che avrebbero a lungo termine potuto portare
allo sviluppo di un cancro della prostata.
Altri ricercatori erano giunti a conclusioni opposte. Si
è infatti ipotizzato che la frequente attività
sessuale possa proteggere dall’insorgenza di un cancro
alla prostata. In questo caso, l’ipotetico fattore
di protezione era rappresentato dal fatto che l’eiaculazione
frequente per così dire “pulisse” i dotti
ghiandolari prostatici, evitando il ristagno di agenti infiammatori
o cancerogeni all’interno degli stessi.
Domande indiscrete
Gli studiosi di Harvard e del “National Cancer Institute”
degli Stati Uniti d’America hanno voluto far luce
su questa controversia. Nell’ambito di uno studio
epidemiologico prospettico, che indagava sulle abitudini
di salute di quasi 7 mila uomini tra i 46 e 81 anni, sono
state fatte, a partire dal 1992, “domande indiscrete”
sulla frequenza con cui questi uomini avevano eiaculato.
In un questionario inviato ogni due anni, i partecipanti
allo studio dovevano indicare il numero medio di eiaculazione
per mese e durante l’anno precedente. L’analisi
statistica multivariata ha incluso i fattori di rischio
noti per l’insorgenza del carcinoma della prostata,
compresa la razza, la familiarità e l’indice
di massa corporea.
Durante i successivi 8 anni quasi 1.500 uomini hanno sviluppato
un cancro alla prostata, corrispondenti al 21 % della popolazione
studiata.
L’attività sessuale protegge dal cancro alla
prostata
Quello che è stato trovato è che gli uomini
con una frequenza eiaculatoria elevata avevano un minor
rischio di sviluppare un tumore alla prostata. Considerando
21 o più eiaculazioni al mese una frequenza alta,
e da 4 a 7 eiaculazioni al mese una frequenza bassa, gli
uomini che dichiaravano una maggior frequenza avevano un
rischio relativo di insorgenza del tumore più basso
del 70 % rispetto a quelli che dichiaravano una minor frequenza.
L’osservazione della mancata associazione tra attività
sessuale ed un aumentato rischio di tumore alla prostata
è resa più credibile dal design prospettivo
dello studio e dal fatto che sono state escluse interferenze
significative di tutti i fattori di rischio di insorgenza
di cancro alla prostata analizzati.
E’ però anche vero che l’effetto benefico
potrebbe essere un effetto “secondario” dovuto
ad uno stile di vita equilibrato che ben si concilia con
una sana attività sessuale e quindi una maggior frequenza
di eiaculazione. E come è noto, chi conduce uno stile
di vita sano è a minor rischio di insorgenza di un
tumore maligno della prostata.
Il messaggio di questo studio è comunque che gli
uomini non devono temere, come si pensava in passato, che
l’attività sessuale possa predisporli allo
sviluppo di un tumore maligno della prostata. Al contrario,
l’eiaculazione, indipendentemente dal fatto che ciò
sia conseguenza di un rapporto sessuale, di masturbazione
o di polluzioni notturne, sembra possa in qualche modo proteggerli.
Studi in corso potrebbero far luce sui meccanismi molecolari
per il quale ciò avviene.
fonte: British Medical Journal - www.friu.it
|